Il colpo di Stato in Siria del 1963, indicato anche dal governo siriano come rivoluzione dell'8 marzo (), venne messo in atto in Siria l'8 marzo 1963 da esponenti della branca siriana del Partito Ba'th Arabo Socialista. Il golpe seguì di circa un mese un'analoga azione intrapresa in Iraq dalla locale branca irachena del Ba'th.

Il colpo di Stato venne pianificato e attuato dal "comitato militare" del Partito Ba'th siriano, in autonomia dalle decisioni della dirigenza civile del partito sebbene il segretario Michel Aflaq diede il suo consenso alla cospirazione. Il comitato militare era composto da un gruppo di giovani ufficiali di medio livello delle Forze armate siriane, comprendente tra gli altri Muhammad Umran, Salah Jadid e Hafiz al-Asad, tutti esponenti della minoranza degli alauiti; i golpisti ottennero l'appoggio anche di ufficiali di ideologia nasserista nonché di alcuni indipendenti come il generale Ziad al-Hariri. Dopo brevi scontri, i golpisti si assicurarono rapidamente il controllo della capitale Damasco e delle principali installazioni militari del paese, deponendo il governo del presidente Nazim al-Qudsi e del primo ministro Khalid al-Azm.

Dopo il golpe, il comitato militare attuò una serie di purghe che alterarono la struttura del corpo ufficiali delle Forze armate siriane, finito con l'essere costituito principalmente da alauiti; l'opposizione politica al Ba'th venne schiacciata e il paese assoggettato a un duro regime autoritario e di controllo poliziesco. Il golpe del 1963 gettò poi le basi per la successiva presa del potere da parte di Hafiz al-Asad nel 1970, il cui regime autoritario sarebbe proseguito per i successivi trent'anni.

Antefatti La situazione politica

La moderna Siria nacque nel 1920 come Regno Arabo di Siria sotto il governo del re Faysal I; il nuovo Stato si poneva come un futuro grande regno arabo, e non solo siriano, e la sua dirigenza sposò gli ideali del nazionalismo arabo e del panislamismo. Tuttavia il Regno Unito, che pure aveva contribuito alla formazione del regno dopo la conclusione della prima guerra mondiale, sottoscrisse un accordo segreto con la Francia (l'accordo Sykes-Picot) per la spartizione dei territori del Medio Oriente, attribuendo la Siria ai francesi; la breve guerra franco-siriana del marzo-luglio 1920 vide ben presto la fine del Regno Arabo di Siria, la cacciata di Faysal dal trono e l'istituzione del "Mandato francese della Siria e del Libano". L'area divenne di fatto una colonia della Francia, e il regime del Mandato venne visto con molto sfavore dalla maggioranza dei siriani e assimilato a un mero vassallo dell'imperialismo europeo.. In questa fase alcuni movimenti politici tentarono di affermare un'identità siriana, in particolare il Partito Nazionalista Sociale Siriano, o divennero sostenitori del comunismo e dell'islamismo; la maggioranza della popolazione continuò a considerarsi tuttavia più come "araba" che come "siriana"..

Il mandato era un regime feudale nelle sue caratteristiche, e poggiava su una base sociale di tipo oligarchica e semi-liberale. Questo sistema creò una società di classe che rifletteva modelli di vita urbano-rurali: si stima che all'epoca circa famiglie possedessero metà della terra coltivabile in Siria; la classe media possedeva la maggior parte delle proprietà di piccole e medie dimensioni, ma circa due terzi dei contadini erano privi di proprietà.. Le entrate agricole erano fortemente distorte: il 2% più ricco della popolazione deteneva il 50% del reddito, mentre la classe media (commercianti o gruppi di medi proprietari terrieri), che rappresentava il 18% della popolazione, deteneva il 25% delle entrate agricole; l'80% più povero della popolazione deteneva il resto del reddito nazionale.. I rapporti tra proprietari terrieri e contadini erano basati sulle differenze di classe e sull'antagonismo sociale..

Il Mandato francese si dissolse all'indomani della seconda guerra mondiale, e la Siria divenne uno Stato pienamente indipendente il 17 aprile 1946; la stessa élite che aveva governato il paese ai tempi del Mandato rimase tuttavia al potere, e continuò a governare con gli stessi metodi di prima.. Solo la sconfitta siriana nella guerra arabo-israeliana del 1948 portò alla caduta dell'élite tradizionale e all'ascesa del ruolo dei militari nella politica siriana: il generale Husni al-Za'im prese il potere con un colpo di Stato nel marzo 1949 e divenne il primo dittatore militare del paese, ma dal 1950 il generale Adib al-Shishakli iniziò a detenere il potere dietro le scene, prima di proclamarsi a sua volta dittatore nel 1953. L'intromissione dei militari nel governo del paese distrusse l'oligarchia tradizionale, consentendo alla classe media di partecipare alla vita politica siriana; tuttavia, sebbene i loro poteri venissero indeboliti, le élite tradizionali conservavano la maggior parte della ricchezza prodotta..

Fu nel mezzo di questi sviluppi che l'ideologia del "Ba'thismo" prese a svilupparsi. Il Movimento arabo Ba'th venne fondato dai pensatori politici siriani Michel Aflaq e Salah al-Din al-Bitar negli anni 1940, ma nel suo sviluppo giocarono un ruolo notevole anche Zaki al-Arsuzi, Wahib al-Ghanim e Jallal al-Sayyid. Dal movimento prese quindi vita, nel 1947, il Partito Ba'th: al congresso fondativo la maggioranza dei delegati presenti erano espressione delle classi medie professionali e intellettuali, ma negli anni 1950 il partito seppe conquistare una solida base presso la classe media urbana.. Tuttavia, il Ba'th non era un partito puramente borghese e fin dall'inizio inviò i suoi quadri nelle zone rurali per reclutare nuovi membri e formare nuove organizzazioni di partito.; nel 1956, il Ba'th organizzò il primo sciopero dei lavoratori nella storia della Siria. Sebbene il Ba'th fosse forte, la sua decisione di reclutare membri da tutta la società portò ben presto a fenomeni di tribalismo e clientelismo all'interno del partito, portando i suoi dirigenti a ignorare le norme e le procedure democratiche..

Il partito Ba'th si trovava di fronte a un dilemma significativo: prendere il potere attraverso elezioni competitive o attraverso la violenza. Anche i leader fondatori liberali e democratici erano favorevoli a una presa di potere con la forza, citando a sostegno la corruzione del processo elettorale siriano. Quando, nel 1958, Egitto e Siria si fusero formalmente in un unico Stato (la Repubblica Araba Unita o RAU), il Ba'th scommise sul fatto che il leader egiziano Gamal Abd el-Nasser avrebbe consentito al partito di condividere il governo della nuova nazione.; la RAU si rivelò tuttavia come un'unione dominata dagli egiziani e il Partito Ba'th venne invece obbligato a sciogliersi, per quanto l'unione stessa collassò nel 1961 dopo un colpo di Stato dei militari siriani.. La nascita e la rapida dissoluzione della RAU si rivelarono una catastrofe per il Ba'th, che si divise internamente tra quanti supportavano l'unione con l'Egitto e quanti vi si opponevano, nonché tra quanti sostenevano e quanti avversavano i tradizionali dirigenti del partito. Nel 1962 Aflaq convocò un nuovo congresso e rifondò formalmente il Partito Ba'th; diverse filiali non avevano eseguito gli ordini della dirigenza e non si erano sciolte durante gli anni della RAU, ma invece erano diventate profondamente ostili al pensiero panarabista virando verso posizioni socialiste radicali. Il comitato militare, che avrebbe lanciato il colpo di Stato del 1963, condivideva la maggior parte di queste opinioni..

Il contesto economico e sociale La "rivoluzione dell'8 marzo" è stata spesso vista come un mero golpe militare, ma ebbe in verità molti degli ingredienti di una rivolta nazionale. Alla guida della rivoluzione si pose infatti un'alleanza anti-oligarchica di membri radicali della bassa classe media, esponenti di spicco del corpo ufficiali delle forze armate, di rappresentanti delle minoranze marginalizzate e un significativo numero di contadini mossi dai conflitti interni in materia agraria.. In un contesto internazionale, la rivoluzione ebbe luogo perché i confini statali stabiliti dalla Francia erano artificiali, nonché per l'ostilità all'interno della neonata Siria alla creazione di Israele. L'élite tradizionale che prese il potere in Siria quando il paese ottenne l'indipendenza era arrivata al potere durante il Mandato francese, e l'imposizione dall'esterno di confini statali arbitrari, senza alcuna corrispondente accettazione popolare, portò al malcontento. La lotta nazionale venne plasmata da ideologie come il nazionalismo arabo, il panislamismo e l'ideale della "Grande Siria"; il carattere popolare della lotta e le ideologie radicali diedero origine a soluzioni drastiche al problema della distribuzione delle terre coltivabili..

La crescita della nuova classe media in Siria aveva alimentato il malcontento, poiché l'élite tradizionale dominava il settore agricolo – il più grande settore dell'economia – e creava la maggior parte della ricchezza. La nuova classe media era composta da capitalisti e imprenditori che si opponevano all'élite tradizionale: la monopolizzazione del potere da parte dell'élite tradizionale portò alla radicalizzazione della nuova classe media. La classe dei militari, che in molte altre nazioni era solidale con le tendenze conservatrici ed elitiste, in Siria divenne radicalizzata: i militari volevano maggiore potere, ritenendo che l'élite tradizionale non fosse in grado di difendere il Paese; un gruppo significativo di militari era reclutato dalla nuova classe media o dall'entroterra.

In Siria le minoranze religiose erano spesso svantaggiate e una specifica etnia di solito apparteneva a una specifica classe sociale. Gli alauiti, i drusi e gli ismailiti, ad esempio, erano gruppi religiosi appartenenti alle classi sociali più basse, e iniziarono ad abbracciare le forme più radicali di nazionalismo arabo come ad esempio il Ba'thismo.. Senza il supporto delle classi popolari nessuna rivoluzione Ba'thista avrebbe potuto avere successo in Siria: la nuova classe media da sola poteva solo produrre instabilità, ma insieme ai contadini la rivoluzione diventava possibile. La disuguaglianza tra abitanti urbani e rurali, insieme alla penetrazione capitalista nel settore agrario e alla tradizionale monopolizzazione delle principali fonti di reddito da parte delle élite, portò alla creazione di movimenti contadini che lottavano per il cambiamento o si opponevano al sistema. Il ramo siriano del Partito Ba'th fu in grado di reclutare giovani dai movimenti contadini radicali e quindi fu in grado di mobilitare grandi settori della popolazione.

La pianificazione

Nel corso del 1962 il "comitato militare" del ramo siriano del Partito Ba'th spese molto tempo nel pianificare la presa del potere nel paese tramite un convenzionale golpe delle forze armate; guidato dal generale Muhammad Umran, il comitato era formato da Hafiz al-Asad, Salah Jadid, Ahmad al-Mir e Abd al-Karim al-Jundi, tutti giovani ufficiali delle forze armate.. Secondo i piani del comitato militare, i golpisti dovevano catturare le basi militari di al-Kiswah e Qatana nelle vicinanze della capitale Damasco, assicurarsi il controllo della 70ª Brigata corazzata acquartierata ad al-Kiswah e dell'Accademia militare di Homs, e prendere la stazione radio di Damasco..