Da giocatore ha vinto sei campionati spagnoli, due Coppe di Spagna, quattro Supercoppe di Spagna, una UEFA Champions League, una Supercoppa UEFA e una Coppa delle Coppe UEFA con il , oltre ad un oro olimpico con la nazionale spagnola.

Diventato allenatore del Barcellona nel 2008, ha condotto la squadra alla vittoria di tre campionati, due coppe nazionali, tre Supercoppe di Spagna, due UEFA Champions League (divenendo il sesto a farlo sia da calciatore che da allenatore), due Supercoppe UEFA e due Coppe del mondo per club FIFA; con quattordici trofei vinti in quattro anni è l'allenatore più titolato della storia blaugrana. Nel 2009 è diventato il primo allenatore della storia del calcio a centrare il sextuple internazionale per club, vincendo sei trofei in una singola stagione. Dal 2013 al 2016 ha allenato il , con cui ha vinto una Supercoppa UEFA, una Coppa del mondo per club (raggiungendo in entrambi i casi il primato personale di vittorie nella competizione), tre campionati tedeschi e due Coppe di Germania. Dal 2016 al 2026 ha guidato il , con cui ha vinto sei Premier League, tre FA Cup, cinque League Cup, tre Community Shield, una UEFA Champions League, una Supercoppa UEFA e una Coppa del mondo per club FIFA.

Considerato uno dei migliori tecnici della storia del calcio, nel 2011 e nel 2023 si è aggiudicato rispettivamente il FIFA World Coach of the Year e il The Best FIFA Football Coach tra gli allenatori di calcio maschile; inoltre, è stato eletto per tre volte Allenatore dell'anno IFFHS (2009, 2011 e 2023). Nel 2020 è stato nominato Allenatore del secolo (2001-2020) ai Globe Soccer Awards.

Con 42 trofei vinti è il secondo allenatore più vincente della storia dietro ad Alex Ferguson (49).

Caratteristiche tecniche Giocatore Centrocampista centrale, era in possesso di ottime doti tecniche e visione di gioco, pur non essendo né molto rapido, né particolarmente dotato sul piano fisico o nel gioco aereo. Abile nel dettare i tempi della squadra con passaggi di prima o lanci lunghi, il suo ruolo principale era quello di regista basso davanti alla difesa.

Allenatore Durante la sua esperienza al , Guardiola utilizzò come modulo di base il 4-3-3 senza centravanti (falso nueve), una tecnica di gioco che richiedeva ad ogni calciatore la partecipazione a tutte le fasi del gioco, producendo molteplici variazioni tattiche. Guardiola è riconosciuto essere il primo e principale utilizzatore dello stile di gioco noto come tiki-taka, basato su un possesso palla di grande qualità, sviluppato soprattutto per vie orizzontali, e sul possesso di posizione, che chiama ogni calciatore ad offrire appoggio al compagno. La grande forza del Barcellona di Guardiola era rappresentata dalla riconquista immediata del pallone o contro-pressing; l'azione era svolta da tutta la squadra attaccando in avanti e nella zona di campo in cui era stata persa la palla. Queste caratteristiche, unite ad una mentalità propositiva a prescindere dal risultato, consacrarono quel Barcellona come una delle squadre più forti di sempre e Guardiola come il terzo allenatore capace di innovare il gioco, così come avevano fatto prima di lui Rinus Michels con il calcio totale e Arrigo Sacchi con il gioco a zona.

Il principio di recupero immediato del pallone ha accompagnato Guardiola anche nelle successive esperienze al e al , seppur in maniera meno esasperata rispetto al passato; al City, infatti, Guardiola ha ricorso più volte alla verticalizzazione verso il centravanti.

Carriera Giocatore Club Barcellona

Approdato nel settore giovanile del Barcellona dal Gimnàstic Manresa, vi giocò fino al 1990. Da quell'anno l'allenatore Johan Cruijff lo utilizzò come centrocampista centrale in prima squadra.

Il 20 maggio 1992 giocando a Wembley contro la di Vialli e Mancini conquistò, insieme a giocatori come Hristo Stoičkov, José Mari Bakero, Albert Ferrer, Ronald Koeman, Andoni Zubizarreta e Michael Laudrup, la Coppa dei Campioni 1991-1992, la prima nella storia del club, terminando qualche giorno dopo la stagione con la vittoria della Liga spagnola, grazie al successo all'ultima giornata del contro il .

Il 1993 e il 1994 terminarono allo stesso modo, con campionati vinti in extremis all'ultima giornata. Affermatosi come importante tassello del centrocampo blaugrana, Guardiola divenne capitano della squadra dopo il ritiro di Bakero.

Il periodo agli ordini dell'allenatore Louis van Gaal fu più avaro nello spettacolo, a dispetto della vittoria di numerosi titoli, come i campionati 1997-98 e 1998-99. Un grave infortunio subito il 31 agosto 2000 lo tenne per qualche mese lontano dai campi di gioco. Altri infortuni gli impedirono di partecipare ai Mondiali di Francia (1998) e di Corea e Giappone (2002).

Guardiola lasciò il Barcellona l'11 aprile 2001, dopo 379 presenze, 224 vittorie, 82 pareggi, 73 sconfitte e 8 cartellini rossi, che fanno di lui il giocatore più espulso della storia Blaugrana a pari merito con Hristo Stoičkov.

Brescia e Roma Nell'autunno 2001 si trasferì in Serie A, al del presidente Luigi Corioni e dell'allenatore Carlo Mazzone. L'esperienza fu tuttavia segnata dalla squalifica per doping, con l'iberico risultato positivo al nandrolone in due circostanze: dopo la squalifica di un anno richiesta dalla Procura, nel gennaio 2002 fu sanzionato con quattro mesi di stop. A seguito del provvedimento, la società lombarda presentò un ricorso che venne respinto: il giocatore fece quindi ritorno in campo nella primavera 2002, vestendo la fascia di capitano in attesa del rientro di Roberto Baggio.

Per la stagione 2002-03 fu acquistato dalla , trovandovi tuttavia poco spazio tanto da fare ritorno a Brescia già nel mercato invernale. Circa la vicenda che ne aveva comportato la squalifica, nel 2005 fu condannato a sette mesi di reclusione dalla giustizia ordinaria nonché al pagamento delle spese processuali e all'ammenda di euro: ricorrendo in appello, fu definitivamente assolto nell'ottobre 2007 poiché il fatto non sussisteva.

Al-Ahly Doha, Dorados e ritiro Nel 2003 fu messo sotto contratto dall', club del campionato qatariota. I due anni passati in Qatar servirono a Guardiola per conoscere un'altra cultura, giocare un campionato con Gabriel Batistuta, Claudio Caniggia, Fernando Hierro ed essere nominato miglior giocatore straniero esordiente.

Dopo l'esperienza in Qatar, Guardiola iniziò un corso di allenatore in Spagna. L'11 agosto 2005 si aggregò al per un periodo di prova, ma il 20 agosto rifiuta la proposta dei Citizens. Il 3 gennaio 2006 firmò per i messicani del di Culiacán, dove trovò Juan Manuel Lillo come allenatore. Giocò soltanto il torneo di Clausura 2006 della Primera División messicana, che si concluse nel mese di marzo.

Dopo mesi di inattività, il 14 novembre 2006 annunciò il ritiro dal calcio professionistico.

Nazionale L'8 agosto 1992 vinse da capitano con la nazionale olimpica spagnola la medaglia d'oro ai giochi olimpici di Barcellona, nella finale giocata al Camp Nou contro la Polonia.

Il 14 ottobre 1992 esordì nella nazionale maggiore, schierato da Javier Clemente a Belfast contro l' nelle qualificazioni a . Con la selezione spagnola disputò il , chiuso dalla Spagna ai quarti di finale. Escluso per scelta tecnica dal , saltò anche il a causa di un grave infortunio, e concluse la militanza in nazionale il 14 novembre 2001 al termine dell'amichevole contro il . Conta 47 presenze e 5 reti con la Roja.

Allenatore Barcellona B Tornato a Barcellona, nel club dove aveva mosso i primi passi da giocatore, l'8 giugno 2007 diventa allenatore del . Ottiene la qualificazione ai play-off di Tercera División, essendo giunto primo nel Gruppo 5 - Catalogna. Vincendo i play-off ha conquistato la promozione in Segunda División B.

Barcellona

L'8 maggio 2008, a 37 anni, viene promosso al ruolo di allenatore della prima squadra dal presidente Joan Laporta, succedendo a Frank Rijkaard. Sotto la sua guida tecnica, la squadra catalana raggiunge la media realizzativa di tre gol a partita. Il 13 maggio 2009 vince il suo primo trofeo da allenatore, la Coppa del Re (la venticinquesima della storia blaugrana), battendo in finale l' per 4-1. Tre giorni più tardi, dopo aver guidato la classifica per quasi tutta la stagione, si aggiudica matematicamente anche il suo primo campionato spagnolo da allenatore, grazie alla sconfitta subita nell'anticipo dal Real Madrid ad opera del . Anche in Champions League il rendimento è molto alto e, dopo aver eliminato in semifinale il con un 1-1 nel ritorno con un arbitraggio discusso del norvegese Tom Henning Øvrebø, la squadra catalana batte nella finale di Roma il per 2-0. Guardiola centra così la conquista del triplete al suo primo anno in panchina. Nelle interviste a bordo campo al termine della finale di Champions League dedica il titolo appena vinto al neo-ritirato Paolo Maldini.

Il secondo anno inizia bene per l'allenatore catalano, che ottiene il suo primo trofeo stagionale il 23 agosto 2009 conquistando la Supercoppa di Spagna contro l'Athletic Bilbao; il secondo, la Supercoppa europea, arriva il 28 agosto battendo lo , detentore della Europa League, allo Stadio Louis II di Montecarlo. Il 19 dicembre consegue un sextuple internazionale alla guida del Barça, evento mai accaduto prima nella storia del calcio, battendo gli argentini dell' nella finale della Coppa del mondo per club. A gennaio 2010 vince il premio come miglior allenatore dell'anno del 2009 dall'IFFHS, piazzandosi davanti ad Alex Ferguson e a José Mourinho. Il 13 gennaio viene eliminato agli ottavi di finale della Coppa del Re dal . Il 28 aprile viene eliminato in semifinale di Champions League dall'. Il 16 maggio vince il campionato.

Il 21 agosto 2010 vince per la seconda volta consecutiva la Supercoppa di Spagna, battendo il Siviglia per 4-0. Il 3 gennaio 2011 si piazza al secondo posto dietro a José Mourinho come miglior allenatore dell'anno del 2010 dall'IFFHS, dopo sette giorni arriva un nuovo prestigioso riconoscimento individuale: Guardiola si piazza terzo, dietro a José Mourinho e Vicente del Bosque, nella graduatoria per il FIFA World Coach of the Year tra gli allenatori di calcio maschile. Il 23 febbraio il sito ufficiale del club catalano annuncia il rinnovo del contratto di Pep fino al 30 giugno 2012. Il 20 aprile perde la finale della Coppa del Re contro gli storici rivali del Real Madrid. I blaugrana si rifaranno il 3 maggio conquistando la finale di Champions League, dopo aver sconfitto in semifinale proprio i galacticos. Dopo otto giorni si aggiudica anche la terza Liga consecutiva dopo il pareggio per 1-1 col Levante. Il 28 maggio conquista infine la sua seconda Champions League da allenatore del Barcellona battendo il per 3-1 nella finale di Wembley.