La geometria del Faraone è un breve racconto per giovani lettori il cui protagonista è un bambino dell'antico Egitto. La storia è stata illustrata da Desideria Guicciardini, poco prima di ricevere il premio Andersen e scritta da Anna Cerasoli divulgatrice scientifica specializzata nell'educazione matematica dei più piccoli. Caratteristiche Il libro edito da Emme Edizioni è stato pubblicato in prima edizione nel 2013. Ha avuto poi successive edizioni e pubblicazioni in diverse lingue. È stato accolto con favore di pubblico e di critica ispirando anche attività scolastiche nella scuola primaria.

Trama Il piccolo Ames porta lo stesso nome dello scriba del Papiro di Rhind: è un bambino che abita con i genitori in una bella casa di mattoni con vista sul Nilo a una certa distanza da Tebe. In città si trova il Faraone, intento a seguire i lavori per la costruzione di una piramide. Suo padre, Imotep, il miglior tenditore di corde d'Egitto, è stato scelto per iniziare la costruzione del monumento. Per questo ha dovuto lasciare la famiglia. È partito per Tebe portando con se i suoi due assistenti; lo aiuteranno nel cantiere tendendo le corde per ottenere linee dritte, secondo le sue disposizioni. Il lettore apprende questa storia dallo stesso Ames che la sta scrivendo su un papiro. È un compito assegnatogli dallo scriba, suo maestro. Deve raccontare un episodio importante della sua vita. Il piccolo egiziano ha scelto l'episodio che ha indotto il Faraone a fargli un dono eccezionale e inaspettato. Partito il padre, Ames suo fratello Amose e le sorelle Nefertiri e Nefertari, tra vari giochi, usano uno strumento di lavoro lasciato dal padre, poco più di una semplice corda; vincolandola scoprono una meravigliosa curva che ricorda loro il sole e la luna piena e che chiamano "basta-bisticci" perché gli permette di giocare senza litigare. Poiché il padre tarda a tornare, Ames e i suoi fratelli decidono di andare a Tebe per raggiungerlo. Il viaggio via fiume è pericoloso e necessita di una barca. Per questo si rivolgono al loro vicino Nasim, il quale però si trova nei guai: la piena del Nilo infatti ha inondato il suo orto e ora, vista l'assenza di Imotep, non sa come ricostruire i confini tra gli orti. Nasim offre la sua barca ai ragazzi a patto però che i giovani riescano a ripristinare la forma quadrata del suo orto come avrebbe fatto il loro genitore. I fratellini che non sono tenditori, sono in difficoltà: cercano in tutti modi di far funzionare le corde del padre. Dopo tentativi ed errori, con la "corda squadra", un anello diviso in 12 parti uguali da altrettanti nodi, riescono a formare un angolo retto. Con questo riescono finalmente a costruire il quadrato che ripristina i confini dell'orto. Felici del successo ottenuto, i quattro partono, senza indugi, alla ricerca del padre. Affrontano con abilità e coraggio il fiume, la tempesta e i feroci coccodrilli. Finalmente raggiungono il padre proprio quando, con i suoi due assistenti sta tracciando le linee che intersecandosi indicheranno il centro a cui corrisponderà, in alto, il vertice della piramide. Il padre, felice, li accoglie e li presenta al Faraone che chiede ad Amos di raccontare come siano giunti fin lì. Il racconto di Amos commuove il Faraone a tal punto da indurlo a donare ai ragazzi uno scarabeo d'oro, un gioiello che al ritorno doneranno alla madre rimasta a casa.

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Voci correlate Anna Cerasoli Desideria Guicciardini La grande invenzione di Bubal

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