Cantatrice o musicante (traslitterazione: šmꜥ.yt (𓇗𓂝𓇋𓇋𓏏)) è un titolo religioso dell'Antico Egitto, attribuito soprattutto a donne che partecipavano al culto nei templi come cantanti e musiciste; compare alla fine del Medio Regno e, nel Nuovo Regno, è attestato per numerose cantatrici, spesso raffigurate mentre agitano il sistro. Il titolo era portato anche da alcuni uomini, sebbene la forma femminile fosse di gran lunga più frequente.

Ruolo e funzioni

La cantatrice che svolgeva funzioni religiose era distinta dalla cantante che si esibiva in contesti non religiosi per intrattenere gli ospiti. Le fonti distinguono inoltre il titolo šmꜥ.yt dai titoli propri delle suonatrici di sistro e da sbꜣ, titolo del flautista attestato per musicisti maschi. Nel Nuovo Regno e nelle epoche successive, le cantatrici erano attive soprattutto nei culti di Amon, Montu, Iside, Mut e Osiride, dunque di divinità sia maschili sia femminili, e accompagnavano il sacerdote durante il rito quotidiano delle offerte.

Condizione sociale

Il khener (𓐍𓈖𓍕) era un gruppo di musicisti professionisti impiegati dal palazzo, dai templi e dalle fondazioni funerarie. Il titolo di cantatrice non comportava necessariamente l'appartenenza a uno di questi gruppi: è attestato, per esempio, il caso di una donna che era cantatrice di Amon e apparteneva al khener di Onuris. In passato, l'associazione delle cantatrici con il cosiddetto harem del dio ha favorito interpretazioni di carattere sessuale; Onstine osserva però che il titolo šmꜥ.yt non aveva implicazioni sessuali e che non vi sono prove che il khener avesse una funzione di questo tipo: la maggior parte delle donne estranee alla famiglia reale che ne facevano parte nel Nuovo Regno era sposata e aveva figli, il termine khener non indicava la casa reale e non vi sono prove dell'esistenza di un harem al di fuori della famiglia reale. Nel Nuovo Regno molte cantatrici erano sposate: nella XVIII dinastia molte avevano come mariti sacerdoti, mentre nelle dinastie XIX e XX i mariti documentati comprendevano scribi, lavandai e militari.

Sviluppo storico

Nel Nuovo Regno il sacerdozio entrò nell'amministrazione dello Stato, dalla quale le donne erano escluse; nello stesso periodo, tuttavia, aumentò la presenza nei templi di donne dell'élite che partecipavano al culto come musiciste, suonando il sistro, cantando e danzando durante le cerimonie religiose, mentre i titoli religiosi più comuni tra le donne riguardavano il culto di divinità maschili. A Tebe, il titolo di cantatrice di Amon, attestato almeno dalla XVIII dinastia, era il più diffuso tra donne di diversi ceti sociali. Nel VI secolo a.C., le cariche di Divina Sposa di Amon e di Divina adoratrice erano tra le più alte dell'amministrazione religiosa di Tebe. Durante le dinastie XXV e XXVI, la titolare della carica adottava come "figlia" la donna destinata a succederle; quest'ultima veniva insediata e incoronata soltanto dopo la morte della "madre".

Note

Bibliografia Fonti

Approfondimenti

Voci correlate Divina Sposa di Amon Condizione femminile nell'antico Egitto Musica dell'antico Egitto Primo profeta di Amon Religione egizia Sistro

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