Membro della casata dei Borbone, regnò per 72 anni e 110 giorni, dal 14 maggio 1643, quando aveva meno di cinque anni, fino alla morte nel 1715, quando ne aveva quasi 77. Venne chiamato Re Sole a causa del suo emblema personale, il Sole, un simbolo di grande potere, perché simboleggiava la sua natura di monarca assoluto, centro di potere politico e culturale, come il sole lo è del sistema solare.

La concezione di governo che lo ispirava è perfettamente sintetizzata nella celebre frase: «L'État, c'est moi!» («Lo Stato sono io!»).[apoftegma mai pronunciato da Luigi XIV]

Per la sua durata il regno di Luigi XIV è al primo posto nella classifica dei regni più lunghi della storia seguito da Elisabetta II del Regno Unito. Nato a Saint-Germain-en-Laye, fu il primogenito di Luigi XIII e di Anna d'Austria. Il 10 marzo 1661, alla morte del cardinale Mazzarino, prese personalmente il potere segnando la fine delle grandi rivolte nobiliari, parlamentari, protestanti e contadine che avevano segnato i decenni precedenti. Luigi impose l'obbedienza a tutti gli ordini della popolazione e il controllo sulla religione, condannando il giansenismo nel 1660 e il protestantesimo, revocando l'Editto di Nantes, nel 1685. Durante il suo regno rafforzò l'influenza della Francia in Europa e nel mondo, combattendo tre grandi conflitti, ma oltre che militarmente la cultura francese fu sovrana in Europa durante il suo lungo regno, retrospettivamente considerato il fulcro del Grand Siècle ("Grande Secolo") della Francia. Fino alla morte fu convinto assertore di una monarchia di tipo assolutistico e della legittimità dei diritti divini del monarca.

Continuò inoltre l'opera dei suoi predecessori nel tentativo di creare uno Stato sempre più centralizzato governato direttamente dalla capitale: Parigi. Cercò di eliminare gli ultimi resti dell'antico feudalesimo medievale persistente in alcune parti della Francia con il trasferimento dal 1682 della corte intera alla reggia di Versailles, il grande palazzo da lui fatto realizzare in aperta campagna con il preciso scopo di controllare direttamente l'aristocrazia e costringerla a vivere lontana dalla vera politica che si dibatteva nella capitale. Con questi mezzi consolidò il sistema della monarchia assoluta in Francia, la cui supremazia perdurò sino alla rivoluzione francese.

Alla sua morte gli succedette il bisnipote di appena cinque anni, che assunse il nome di Luigi XV, dal momento che tutti gli eredi intermedi gli erano premorti: suo figlio Luigi, il Gran Delfino, il primogenito del delfino Luigi, duca di Borgogna e anche il figlio di questi, Luigi, duca di Bretagna (fratello maggiore di Luigi XV).

Biografia Infanzia e reggenza di Anna d'Austria

Figlio di Luigi XIII di Francia e di Anna d'Austria, Luigi nacque il 5 settembre 1638 nel castello di Saint-Germain-en-Laye. La nascita fu considerata eccezionale e miracolosa, essendo avvenuta dopo 23 anni di matrimonio trascorsi senza che la regina avesse partorito alcun figlio o figlia e dopo quattro aborti spontanei, tanto che il padre gli conferì il nome di Luigi Deodato, poiché la sua venuta al mondo fu vista come una grazia del Cielo, esattamente dell'intercessione della Madonna di Loreto. In ringraziamento per la nascita di Luigi, infatti, la coppia reale offrì alla Basilica della Santa Casa delle corone e un bambino d'oro che pesava quanto il neonato erede, oltre a una piccola teca con dipinto della Sacra Famiglia, ancora oggi visitabile.

Luigi e Anna ebbero inoltre un secondo figlio, Filippo, duca d'Orleans, nato nel 1640.

Aveva quasi cinque anni quando il re Luigi XIII, suo padre, morì improvvisamente e Luigi venne chiamato a ereditare il trono di Francia, venendogli affiancata la madre che gestì de facto il potere assieme al primo ministro, il cardinale Giulio Mazzarino. Questi resse le sorti della Francia per molti anni e fu così influente che solo alla morte di questi, avvenuta il 9 marzo 1661, Luigi poté assumere effettivamente i poteri.

Prima di morire, Luigi XIII si premurò che Anna non fosse sola a governare come reggente e predispose che ella si avvalesse di un consiglio di reggenza, del quale venne messa a capo sino a che il figlio non avesse raggiunto la maggiore età.

Il rapporto di Luigi con la madre era straordinariamente affettuoso per l'epoca: i contemporanei e le malelingue riportarono in più occasioni come la sovrana trascorresse la maggior parte del proprio tempo con Luigi, trascurando spesso gli affari di Stato. Il rapporto tra i due fu tale che Luigi XIV riportava in un passo del suo diario personale:

Sempre secondo le disposizioni di Luigi XIII, la regina madre mantenne in carica il cardinale Mazzarino come primo ministro, malgrado la cerchia politica si opponesse al fatto che un italiano, seppur fedele al programma voluto a suo tempo da Richelieu, governasse la Francia. La reggente decise inoltre di abbandonare gli scomodi appartamenti reali al Palazzo del Louvre e si installò al Palais-Cardinal, lasciato in eredità da Richelieu a Luigi XIII, approfittando dello splendido parco privato che il palazzo offriva come luogo di svago per il giovane Luigi e per il fratello. Fu così che il Palais-Cardinal divenne Palais-Royal dove si installò la famiglia reale e tutta la corte.

Istruzione

Oltre alle proprie funzioni ministeriali e governative, Mazzarino fu tutore di Luigi XIV, e a partire dal marzo del 1646 si prese la responsabilità della sua istruzione e di quella di suo fratello Filippo, avendo come vice-governante il Maresciallo de Villeroy. Il re e suo fratello si recarono quindi spesso anche all'Hôtel de Villeroy, non lontano dal palazzo reale. Luigi XIV strinse amicizia anche con il figlio del maresciallo, François de Villeroy.

Malgrado gli sforzi dei suoi diversi precettori (l'abate Péréfixe de Beaumont nel 1644, François de La Mothe Le Vayer a partire dal 1652), l'educatore con cui ebbe maggior intesa fu senza dubbio Pierre de La Porte, suo primo valletto di stanza, che egli stesso nominò suo lettore di testi storici, e che gli tenne corsi di latino, storia, matematica, italiano e disegno, sebbene Luigi non fosse uno studioso modello.

Seguendo l'esempio di Mazzarino, che era stato un notevole collezionista d'arte del suo tempo, Luigi XIV si dimostrò sempre molto sensibile alla pittura, all'architettura, alla musica e soprattutto alla danza che per l'epoca era considerata essenziale per l'educazione di un aristocratico: si esercitò infatti nella danza per due ore al giorno dai 7 ai 27 anniJoël Cornette, op. cit., p.140. Ebbe anche un'educazione sessuale particolare: sua madre predispose che la Baronessa di Beauvais (soprannominata "Cateau la Borgnesse") si "accertasse" se e quando il Principe avesse raggiunto la maturità sessualePrimi Visconti riporta come i due ebbero il primo rapporto quando Luigi XIV aveva sedici anni e come, sempre con il consenso della madre, i due si fossero incontrati a letto più e più volte. Secondo alcuni Anna d'Austria avrebbe predisposto questo stratagemma per assicurarsi che il figlio fosse «educato propriamente al matrimonio».. Ella gli fece perdere la verginità all'età di sedici anni.

Erede miracolato

Durante la sua infanzia Luigi XIV sfuggì più volte al decesso: a 5 anni finì quasi annegato in uno dei laghetti del giardino del Palais-Royal; a 9 anni contrasse il vaiolo, e dopo dieci giorni di cure, quando i medici avevano ormai perso le speranze, Luigi recuperò la salute «miracolosamente»Thomas Wieder, Stanis Perez: Louis XIV, grand corps malade;vedi qui; a 15 anni soffrì di un tumore alla mammella da cui però si rimise dopo poco; a 17 anni soffrì di gonorrea.

L'allarme più grave per la sua salute fu a ogni modo il 30 giugno 1658, quando subì una grave intossicazione alimentare (causata probabilmente da acqua infetta) da cui derivò una febbre tifoide. L'8 luglio di quello stesso anno ricevette l'estrema unzione e iniziarono i preparativi per la sua successione quando Guénaut, medico personale di Anna d'Austria, gli somministrò un emetico a base di antimonio e di vino che "miracolosamente" guarì il re. Come riportò il segretario di corte Toussaint Rose, fu probabilmente in quell'occasione che iniziò a perdere quasi tutti i capelli e a indossare la famosa parrucca che divenne una vera e propria moda durante il suo regno.

Fronda

Negli anni finali della guerra dei trent'anni in Francia scoppiò una guerra civile meglio conosciuta con il nome di "Fronda", che mise seriamente in crisi la stipula della Pace di Vestfalia. I frondeur, originariamente, erano insorti contro il re a protezione dei diritti feudali dell'aristocrazia francese contro il crescente accentramento del potere statale guidato dal cardinale Mazzarino, che per di più aveva proseguito la politica di Richelieu suo predecessore nell'accrescere il potere della Corona a spese della nobiltà e del parlamento. L'opposizione della vecchia aristocrazia conservatrice si scagliò anche contro la nobiltà di toga (Noblesse de Robe), cioè i "nuovi nobili" creati dal Re in quanto detentori di cariche pubbliche di rilievo o perché avevano acquistato il titolo nobiliare, fatto questo che indignava profondamente i ricchi proprietari terrieri figli dell'aristocrazia tradizionale.

Nel 1648 il cardinale Mazzarino tentò di tassare i membri del Parlamento di Parigi, un organo giudiziario e di controllo composto in gran parte da nobili e da personaggi dell'alto clero. I membri del parlamento non solo si rifiutarono di sottoscrivere questo atto, ma ordinarono anche che il decreto finanziario promosso da Mazzarino venisse pubblicamente bruciato. Mazzarino, rafforzato dalla notizia della vittoria di Luigi II di Borbone-Condé alla battaglia di Lens, diede ordine di arrestare alcuni membri del parlamento come dimostrazione di forza, ma la cittadinanza di Parigi insorse contro il governo. Dopo che i frondeur ebbero fatto irruzione nel palazzo reale, Anna e il piccolo Luigi XIV decisero di lasciare Parigi e di trasferire altrove l'intera corte. Poco dopo la Pace di Vestfalia pose fine agli scontri in Francia.

Dopo la prima fronda (Fronda parlamentare, 1648-1649), scoppiò una seconda fronda, che coinvolse i rappresentanti dell'aristocrazia (Fronda nobiliare o Fronda dei principi, 1650-1653). Questa seconda fase vide l'insurrezione delle classi agiate, il che provocò danni anche maggiori della prima dal momento che fu un periodo di sordidi intrighi e trame nascoste. Essa era condotta dagli aristocratici che protestavano contro la centralizzazione del potere e venne guidata dai più alti nobili della Francia dell'epoca, tra cui molti parenti dello stesso re Luigi XIV: Gastone d'Orléans, suo zio paterno, Anna Maria Luisa d'Orléans, duchessa di Montpensier (la Grande Mademoiselle) cugina del re e figlia di Gastone, Luigi II, principe di Condé, Armando di Borbone, principe di Conti, Anna Genoveffa, duchessa di Longueville ed Enrico d'Orléans, duca di Longueville, oltre a Francesco di Vendôme, duca di Beaufort, inoltre i discendenti di altre dinastie nobili francesi come Federico Maurizio de La Tour d'Auvergne-Bouillon, duca di Bouillon, e suo fratello il famoso maresciallo di Francia, Henri de La Tour d'Auvergne-Bouillon, visconte di Turenna, oltre a Marie de Rohan-Montbazon, duchessa di Chevreuse e François VI, duca de La Rochefoucauld.

Con la maggiore età di Luigi XIV e la sua successiva incoronazione, i frondeur lasciarono le pretese di rivolta in quanto miravano quasi esclusivamente a costituire loro stessi il comitato di reggenza del re e non a spodestarlo dal trono. La fronda si concluse ufficialmente nel 1653, quando Mazzarino fece il suo ritorno trionfale in Francia dopo un periodo di esilio.

Matrimonio con Maria Teresa d'Asburgo