Maestro di scherma, di lui rimane un trattato pubblicato nel 1584, intitolato Nuovo et brieve modo di schermire e stampato a Bergamo presso Comin Ventura, sul frontespizio del quale egli si qualifica come Alfiere nella fortezza di Bergamo e nativo di Lucca.

Si è voluto vedere in Falloppia il maestro citato da Montaigne nel suo Viaggio in Italia , allievo quindi di Silvio Piccolomini Pieri d'Aragona. Tale identificazione, tuttavia, è dibattuta Il trattato dell'altro allievo certo del Piccolomini, Federico Ghisliero, presenta un sistema piuttosto distante da quello, maggiormente immediato, del Falloppia. Tuttavia, si osservi che entrambi presentano la stessa guardia di spada e pugnale (la prima in Ghisliero, la seconda in Falloppia), di cui descrivono l'utilizzo in termini paragonabili. Tale guardia non sembra nota da altre fonti contemporanee. .

Note

Categoria:Maestri di scherma italiani