La chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore è un luogo di culto cattolico di Roma, situato nel rione Parione tra corso del Rinascimento (sul quale dà la facciata anteriore) e piazza Navona (sulla quale dà la facciata posteriore).
Storia e descrizione
La chiesa, il cui interno è visibilmente recente, ha invece una storia antica. Il primo edificio fu eretto nel XIII secolo nell'area dello Stadio di Domiziano, sacro alla tradizione cristiana per la memoria dei martiri che vi avevano trovato la morte, per volontà dell'infante Enrico, figlio del re di Castiglia Ferdinando III; tale fondazione a opera dell'infante sembra essere frutto di una falsificazione storica successiva.Maria Antonietta Visceglia, Roma papale e Spagna, Bulzoni, Roma 2010. L'edificio fu intitolato al protettore della Reconquista, Santiago, prendendo il nome di San Giacomo degli Spagnuoli.
Nel 1440 il canonico della cattedrale di Siviglia, don Alfonso de Paradinas, fece interamente ricostruire l'edificio a proprie spese, affidando i lavori a Bernardo Rossellino, che costruì una bella facciata. Il canonico, morendo, legò il proprio patrimonio alla chiesa.
Alessandro VI Borgia ordinò nuovi lavori di ampliamento: fece allargare una piazza di fronte all'ingresso su via della Sapienza (sul lato dell'abside) e trasferì negli edifici annessi gli ospizi per i pellegrini spagnoli, che l'infante Enrico aveva fondato uno presso il Campidoglio, l'altro lì vicino, in via di Santa Chiara. La chiesa di San Giacomo divenne così, nel 1506, la chiesa nazionale del regno di Castiglia a Roma. Nel 1518 fu di nuovo rimaneggiata da Antonio da Sangallo il Giovane, che divenne poi l'"architetto di tutte le fabbriche pontificie".
La chiesa e i suoi annessi furono per molto tempo riccamente mantenuti dai lasciti degli spagnoli di Roma; le loro finestre su piazza Navona costituivano una sorta di palco di proscenio per gli spettacoli acquatici che si tenevano nella piazza. Non provvedendosi tuttavia a nessun mantenimento, nel 1818 la chiesa fu abbandonata dagli spagnoli in favore di Santa Maria di Monserrato, dove vennero anche trasferiti gli arredi e le tombe. La chiesa fu poi sconsacrata e venduta nel 1878, ai missionari francesi del Sacro Cuore.
Nostra Signora del sacro Cuore
Alla fine dell''800, dopo che la chiesa fu abbandonata dagli spagnoli perché dicevasi che minacciasse di crollareMariano Armellini-1870. Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX, p415-418, papa Leone XIII fece fare una ristrutturazione radicale all'architetto Luca Carimini, che fra l'altro ne modificò la facciata principale su piazza Navona, conservando tutto l'edificio originale con l'abside e il transetto sul lato opposto di piazza Navona. La chiesa fu riconsacrata, affidata alla Congregazione dei missionari del Sacro Cuore di Gesù e intitolata a Nostra Signora del Sacro Cuore.
Nel 1931 l'apertura di corso del Rinascimento costò all'edificio originale la demolizione dell'abside e del transetto; in compenso, nel 1965 papa Paolo VI la eresse in diaconia cardinalizia.
Della chiesa originale del XVI secolo, oggi sono da ammirare: la seconda cappella a sinistra dell'altare, dedicata a san Giacomo, opera del Sangallo; la cantoria in marmi policromi nella terza campata a destra, opera del Torrigiano; il fondale marmoreo a serliana dietro l'altare maggiore, opera di Pietro e Domenico Rosselli; affreschi di Pellegrino Aretusi e di Cesare Nebbia.
Note
Bibliografia
Voci correlate Nostra Signora del Sacro Cuore (diaconia) Piazza Navona Santa Maria di Monserrato
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