La tomba delle Danzatrici è una tomba ubicata a Ruvo di Puglia decorata originariamente con un ciclo di affreschi.
Storia La tomba venne costruita intorno al IV secolo a.C., nel periodo greco di Ruvo di Puglia., lungo una strada che collegava la città con Canosa di Puglia, dove sorgevano altre tombe realizzate tra il V e il IV secolo a.C..: apparteneva quasi certamente a un guerriero., una figura di spicco locale, economicamente agiato., come è possibile evincere dall'uso di coloranti per pitture particolarmente pregiati come il cinabro.
Venne scoperta il 15 novembre 1833: tuttavia i primi documenti sul suo ritrovamento risalgono all'anno successivo sul Bullettino di Corrispondenza Archeologica di Theodor Panofka., a cui seguì nel 1835 l'esecuzione di un acquerello che raffigurava l'interno e le pitture della tomba, anche se tale opera risulta essere controversa per il modo inusuale in cui il defunto era stato sepolto, diverso dalle altre sepolture della zona. Al momento del suo rinvenimento mancava di una parete, andata distrutta in epoca medievale durante la costruzione di un pozzo, così come era totalmente assente sia il corredo funerario che lo scheletro, probabilmente depredati nello stesso periodo; l'unico reperto recuperato fu il frammento di un vaso sul quale era raffigurato un guerriero a cavallo. Le pitture interne vennero staccate nel 1838 per essere restaurate e vendute dal canonico Michele Ficco a Ferdinando II delle Due Sicilie il quale le espose al Real Museo Borbonico, poi divenuto Museo archeologico nazionale di Napoli.
Descrizione Si tratta di una tomba a semicamera, di forma rettangolare, costituita da lastre di tufo e coperta orizzontalmente da lastre dello stesso materiale disposte a incastro, in origine sostenute da travi in legno; è posta a una profondità che varia tra i 4 e i 5 metri e ha una lunghezza di 3,18 metri, una larghezza di 1,59 metri e un'altezza di 1,32 metri.
Le pareti della tomba presentavano una zona inferiore di colore giallo, una fascia mediana in nero, una zona superiore in giallo e bianco con la raffigurazione di una processione di donne e una parte alta con decorazione a tre fasce di colore bianco, nero e rosso. Il ciclo di affreschi, realizzato direttamente sul tufo, rappresenterebbe una processione funebre o una danza, da cui la tomba prende il nome., per alcuni archeologi intesa come la tratta per altri la gheranos.
Note
Bibliografia
Voci correlate Tomba del vaso dell'Amazzonomachia
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