La Chiesa di San Michele Arcangelo è una chiesa nella frazione di Gete del comune di Tramonti.
Storia Chiesa primitiva Si hanno testimonianze storiche sulla primitiva chiesa di San Michele, della quale non si conosce l'anno di fondazione, a partire dal 1133, anno in cui è citata in un primo manoscritto, è successivamente mezionata in un contratto di pastinato del 1181, in una pergamena conservata nell'Archivio Arcivescovile di Amalfi nel 1291 invece è chiamata con il nome di Sancti Angeli de Gradu, era collocata più a valle dell'attuale, nei pressi del torrente Caro, fu distrutta da un'alluvione il 9 novembre 1735, le sepolture presenti al suo interno vennero allagate e i cadaveri dispersi tra le montagne, anche il Santissimo Sacramento fu portato via dalla piena. Oggi di questa chiesa rimane la Cappella Rupestre.
Costruzione della nuova chiesa Nel 1739 iniziarono i lavori per la costruzione della nuova chiesa, con un atto, datato al 23 aprile, rogato dal notaio Vito De Vivo. La costruzione apparve da subito proibitiva a causa delle difficoltà incontrate per l'individuazione del sito e della racimolazione dei contributi necessari per la costruzione e per l'acquisto delle suppellettili.
Grazie alle donazioni di parte di un giardino di proprietà di Gaetano Cardamone e di un uliveto di proprietà di Giovan Battista De Rosa fu individuato il sito di costruzione.
I contributi necessari vennero raccolti grazie alle offerte del Parroco, del Priore della confraternita di San Marco, della popolazione e dalla vendita di alcune suppellettili.
Il 21 aprile 1743 venne posta la prima pietra.
La chiesa sul finire del Settecento I lavori di costruzione della nuova chiesa dovettero durare molto, anche se non si conosce la data di ultimazione né quella di dedicazione, nelle numerose visite pastorali, susseguitesi nella seconda parte del Settecento, Monsignor Antonio Puoti descrive l'evoluzione dei lavori.
Nel 1771 la chiesa è ancora in costruzione ed è dotata dell'altare maggiore, degli altari di San Giuseppe e della Madonna del Rosario, l'arcivescovo ordina che quest'ultimo sia decorato con gli stessi stucchi che decorano l'altare di San Giuseppe così come l'intera chiesaMons. Puoti compie questa visita tra il 19 e il 26 agosto accompagnato dal vicario generale don Romualdo Consiglio. .
Negli anni a seguire, fino al 1775, i lavori avanzarono di poco, infatti, il 21 agosto il prelato, giungendo in visita comanda nuovamente di rivestire l'interno della chiesa di stucchi, nella descrizione annovera due nuovi altari: uno dedicato a San Gennaro e uno al Crocifisso.
Una nuova visita compie lo stesso Puoti il 3 agosto 1779 che descrive la chiesa e i suoi altari come ben ornati e in ordine, viene interdetto il confessionale perché troppo vicino all'altare di San Gennaro. Il visitatore comanda che la chiesa sia interamente dipinta di bianco. Tra gli altari ne compare uno nuovo: dedicato a San Domenico, di giuspatronato della famiglia Cardamone.
La famiglia Cardamone Nel 1777 fu costruita da Girolamo Cardamone, padre di Andrea Cardamone, una cappella gentilizia (la famiglia ne aveva già una nella chiesa più antica, anch'essa andata distrutta nell'alluvione del 1735) dedicata a san Domenico dove fu posta la lapide che recita:
L'altare dei Cardamone, come descrive Puoti, grazie alla sensibilità e alla cura dell'arcivescovo di Rossano, spiccava per le suppellettili d'argento e per le stoffe di seta.
Durante la visita 23 agosto 1785 l'arcivescovo è accolto, insieme al vicario foraneo don Pietro Giordano, in maniera festosa con lo sparo di fuochi pirotecnici. Nella chiesa è stato rinnovato il fonte battesimale, tutto è in ordine e ben curato. Viene ordinato di apporre una croce sul culmine della facciata e di commissionare un pavimento in maiolicheTale pavimentazione fu sostituita negli anni 50 nel Novecento..
Descrizione Alla chiesa si accede dal sagrato con due rampe di scale poste parallelamente alla facciata Interno La chiesa è a una sola navata, decorata con stucchi barocchi. Ai lati si aprono 6 cappelle.
Facciata La facciata è a capanna, al centro si apre il portale d'ingresso, al di sopra del quale è posta un'edicola votiva. Campanile Il campanile sorge sulla sinistra del transetto, è a due registri con monofore ad arco.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
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