Biografia Ingegnere minerario, alpinista, pioniere dello sci e soldato
Hans Reinl nacque in Boemia, figlio di un medico termale, compì i suoi studi ginnasiali e l'università di Leoben laureandosi in ingegneria mineraria e metallurgia, successivamente per motivi professionali risiedette a Bad Ischl. Espletato il servizio militare obbligatorio dal 1902 al 1903 presso i Kaiserjäger a Trento, si impiegò nelle miniere di sale di Hallstatt e nel 1907 sposò Ida Schedlováe, dalla quale il 9 luglio 1908, ebbe due gemelli: Harald, che diventò giurista e un noto regista cinematografico, e Kurt, giurista e attore cinematografico.
"Fin dalla giovinezza Hans fu attratto dalle montagne, era forte fisicamente e testardo, aveva una personalità energica e dotato di coraggio", così lo descrisse la nipote Roswitha Oberwalder in una biografia del nonno. I suoi compagni di roccia furono i talentuosi Paul Preuss, detto la "meraviglia dell'arrampicata" del quale fu istruttore di roccia, Günther von Saar, Victor Wolf von Glanvell, Leo Petritsch, Karl Greenitz, Edward Theodore Compton, Karl Ludwig Domenigg, Georg "Irg" Steiner, il primo a salire il muro sud del Hoher Dachstein all'inizio del XX secolo. Sarà sulle vette più facili del Salzkammergut che il diciassettenne Hans Reinl divenne l'istruttore di roccia del giovane Paul Preuss. Furono quelli dei primi Novecento gli anni delle sfide orgogliose tra questi giovani rocciatori, della continua ricerca di una nuova tecnica di scalata e di un miglior approccio mentale con la montagna, più rispettoso della natura dei luoghi incontrati senza l'impiego e l'abbandono sulle pareti di chiodi, corde o staffe. Reinl scalò nella sua carriera sportiva oltre 600 vette o torrioni in tutte le Alpi orientali austriache, nelle Dolomiti trentine e nel massiccio del Brenta, nelle montagne a cornice del Lago di Garda e di Ledro, le Alpi Giulie, il ghiacciaio dell'Ötztal, Alti Tauri, le Alpi di Berchtesgaden, Tennengebirge, Gesäuse, Höllengebirge e Dachstein.
Il giovane Hans Reinl, in Italia, nella zona del lago di Garda, fu il primo alpinista che il 12 aprile del 1903 scalò in solitaria uno degli speroni rocciosi del monte Caplone, nominandolo Campanile Caplone alto 1700m., di I grado di difficoltà stimata, e che consiste probabilmente nel torrione detto Cima Büs de Balì (1736 m) o nel Campanile Berlinghera (1720 m)In realtà esistono nella parete sud del Monte nella Valle di Campei altri tre Torrioni alla stessa altezza, senza nome e di difficile accesso se non per cengia erbosa, possibili obiettivi di Reinl., dandone poi notizia in una relazione ai Club alpini austriaci e tedeschi nel 1903Theodor Petersen, Mitteilungen des Deutschen und österreichischen Alpenvarcina, n.24, pag.292, 1903.. Il Campanile Berlinghera è di aspetto dolomitico, alto 70 metri, e si trova a est di Cima Berlinghera e della vetta del Caplone. Fu scalato anche da Francesco Coppellotti detto "Nino" nel 1908, la base è di facile accesso e salendo "da Bocca di Lorina...da un tornante sinistrorso da dove, a destra, parte un sentiero di guerra che passa alla base della parete nord di Torre Berlinghera. La si costeggia su sentiero fin sotto il Campanile. Si sale in un largo camino tra questo e la torre, superando salti successivi con passaggi di II e III grado di difficoltà. Si raggiunge una bocchetta e per rocce friabili lungo lo spigolo (II/III grado di difficoltà) si guadagna la sommità"Fausto Camerini, Prealpi Bresciane, 2004, pag. 256..
Hans Reinl, in questo tipo di scalate, in solitaria e con pochi ausili di salita e discesa, trovò ulteriore stimolo alla sua attività, infatti apparteneva a quella ristretta cerchia di alpinisti sportivi, tra questi il sopraccitato Paul Preuss, che cercava la difficoltà, la via più ripida e più elegante per raggiungere la cima; non era più importante raggiungere la vetta ma diveniva importante anche come veniva raggiunta e si discendeva da essa. Dotato "di una penna agile e un talento per il disegno", scrisse dettagliati rapporti sulle sue imprese che furono pubblicati sulle principali riviste alpine. Come pioniere dello scialpinismo, fondò la nel 1907 il “Goisern Ski and Toboggan Club”.
Hans Reinl, specialista anche dell'arrampicata libera, il 21 agosto del 1904 con Siegfried Bischoff di Monaco, Karl Greenitz scalò la Cima Ceda Orientale (2757 m), Cima Alta, nel Massiccio della Tosa per la parete nord-est e il mese successivo, il 21 settembre, scalò il Campanile di Val Montanaia, detto "L'Urlo di pietra", nelle Dolomiti friulane, mentre nel 1906 apri la "via tedesca" sul monte Triglav con Felix König e Karl Ludwig Domenigg. Il Triglav, "Tricorno" è la vetta più elevata delle Alpi Giulie (2863 m) e della Slovenia. La sua cupola sommitale, che si erge elegante sopra l'ampia parete nord, domina imponente la Val Vrata. A lungo tentata invano, fu scalata il 26 agosto 1778 da Lorenz Willonitzer, Stefan Rožič, Matthäus Kos e Lukas Korošek. La parete nord, larga 3 km e alta oltre m, è una delle più grandiose delle Alpi Orientali. Hans Reinl si arrampicò sulle maggiori vette che circondano il lago di Garda e documentò le imprese in un articolo del bollettino del Club alpino di Vienna del 1909Rivista mensile, vol.28 e 29, 1909. .
Il 15 giugno 1913 con i fratelli Felix e Anton Steinmaier di Lauffen salì ufficialmente per la prima volta il monte Freyaturm mentre nel settembre con Paul Preuss, il più stimato alpinista dell'epoca, e Günther von Saar aprì alcune vie nella catena del Gosaukamm nelle Alpi settentrionali. Reinl descrisse così questa prima salita: "Un po' ad ovest dell'ultima vetta siamo saliti attraverso un breve camino in una piccola e ripida depressione e, in doppia libera su uno strapiombo alto dai 12 ai 15 m, abbiamo raggiunto il canale di neve o detriti che scende dall'apertura tra la parete sommitale. del Großer Donnerkogel e della successiva torre di cresta simile all'Hahnenkamm, in essa siamo scesi per circa due lunghezze di corda, abbiamo raggiunto l'altezza di una costola sporgente su roccia leggera e oltre, scendendo leggermente, una chiara fascia leggermente discendente sulla quale abbiamo aggirato si oltrepassava la torre intermedia citata e discesa nel canalone terroso tra questa e la Torre Freia. Dalla fessura si procedeva a sinistra, attraversando macerie, in una fessura più alta, a destra di una finestra di pietra allungata, dopo aver attraversato i pendii erbosi sotto la parete sommitale da ovest verso la cresta nord-est e sopra di essa fino al punto più alto. La scalata, generalmente solo moderatamente difficile ed estremamente panoramica, è durata circa 2 ore e mezza. Per assicurare la via del ritorno abbiamo lasciato la corda appesa allo strapiombo della Donnerkogelwand. Nel senso della salita a destra, però, la punta può essere scalata senza l'aiuto di una corda su una costola pianeggiante molto ripida. Naturalmente il nostro metodo è più consigliato in discesa, semplicemente perché fa risparmiare tempo". Paul Preuss e Anton Steinmaier effettuarono la seconda scalata il 28 settembre 1913 mentre il 6 settembre 1933 Josef Reisenauer, Georg "Irg" Steiner e Heli Simonlehner ascesero per la prima volta attraverso la parete nord-ovest della Torre di Freia.
Dal 1912 al 1915 fu eletto presidente della sezione di Hallstatt del Club alpino tedesco e austriaco uniti e nel 1914 fu redattore di un'esemplare guida di sci alpino. Dall'ottobre 1914 Reinl fu nuovamente assegnato all'amministrazione della miniera di sale di Bad Ischl come commissario minerario. Dal maggio 1915 a seguito dello scoppio della prima guerra mondiale, all'ottobre 1918 prestò servizio militare per l'Austria-Ungheria, come consulente alpinoDurante la Prima Guerra Mondiale erano presenti parlanti alpini sui fronti d'alta montagna. Erano consulenti esperti per i comandanti e dovevano fornire rapporti su cose come lo scavo di tunnel sotto le superfici ghiacciate e la costruzione di trincee d'attacco. Un regolamento delle truppe di montagna prevedeva: "Gli alpini devono stare principalmente con le truppe al fronte, conoscere le loro esigenze e dare suggerimenti lì sul posto". Alexander Jordan, "War for the Alps". La prima guerra mondiale nella regione alpina e la guardia di confine bavarese in Tirolo", Duncker e Humblot, Berlino 2008. sul fronte delle Dolomiti. Raggiunse il grado di tenente e fu decorato con la "Gran Croce al Merito della Corona". Durante gli anni della guerra la famiglia Reinl si trasferì a Rum vicino a Innsbruck, dove Reinl aveva acquistato negli anni precedenti un vecchio maso, che poi ricostruì sul modello di una villa altoatesina. Dal 1918 al 1922 lavorò presso l'amministrazione della miniera di sale di Hall in Tirol, da ultimo come consigliere di montagna. Andò in pensione anticipatamente il 1º maggio 1922, probabilmente in connessione con "l'Employee Reduction Act" del 24 luglio 1922, che eliminò un gran numero di posti di lavoro nel pubblico impiego attraverso licenziamenti, pensionamento anticipato e dimissioni volontarie contro compenso. La legge, che portava il nome del cancelliere cristiano-sociale Ignaz Seipel (“smantellamento di Seipel”), mirava a risanare le finanze statali dopo l'iperinflazione del 1923.
Il politico: agitatore nazionale e leader delle Sturmabteilung Al più tardi dal 1918 Reinl apparve in pubblico come attivista e agitatore etnico antisemita. Nel 1919 intervenne ad una riunione del Partito Cristiano Sociale a Hall, che aveva come tema le elezioni per l'Assemblea nazionale costituente in Austria (16 febbraio 1919). Si descriveva come un pan-tedesco e sosteneva che il popolo tedesco era “governato da polacchi e altri ebrei” e che il giudaismo rappresentava “il pericolo più grande per il popolo tedesco d'oggi”. Secondo lo storico Francis L. Carsten, probabilmente scrisse anche quattro articoli contrassegnati HR nel "Neue Tiroler Stimme" nel 1918 con il titolo "Le cause politico-razziali del crollo", in cui l'autore incolpava gli ebrei e i bolscevichi per la perdita della guerra. Il 22 aprile 1920 intervenne ad una manifestazione organizzata dall'Associazione antisemita tirolese e suggerì che “in risposta al primo colpo sparato da una guardia rossa ebrea contro i tedeschi, gli ebrei del Tirolo dovessero essere dichiarati fuorilegge". In particolare, il politico socialdemocratico Julius Deutsch, ex rappresentante sindacale presso il Ministero della Guerra, segretario di Stato temporaneo nell'esercito e membro del Consiglio nazionale, divenne il centro delle campagne di odio antisemita in quanto ebreo, anche se aveva già lasciato la Comunità Israelitica nel 1905 ed era rimasto religioso.