Sia per il SOE che per l'OSS, l'obiettivo erano le azioni di spionaggio, di sabotaggio e di ricognizione contro le potenze dell'Asse nell'Europa occupata e in particolare contro la Germania nazista. Gli agenti del SOE e dell'OSS impiegati in Francia si allearono con i gruppi di resistenza locali, li rifornirono di armi e attrezzature paracadutate dall'Inghilterra. Nel dopoguerra lavorò per la CIA.

Fu una pioniera del SOE, arrivò nella Francia di Vichy il 23 agosto 1941, prima donna agente a stabilirsi in Francia. Diede vita alla rete Heckler a Lione e, nei 15 mesi successivi, "divenne un'esperta di operazioni di supporto organizzando i movimenti di resistenza; fornì agli agenti denaro, armi e rifornimenti; aiutò i piloti abbattuti a fuggire; offrì rifugi sicuri e assistenza medica agli agenti e ai piloti feriti".. Fuggì dalla Francia nel novembre 1942 per evitare di essere catturata dai tedeschi. Tornò in Francia come operatore per l'OSS nel marzo 1944 all'interno della rete Saint.

I tedeschi le diedero il soprannome di Artemis e la Gestapo la considerò "la più pericolosa di tutte le spie alleate".

Biografia Nacque a Baltimora, nel Maryland, il 6 aprile 1906 da Edwin Lee Hall e Barbara Virginia Hammel. Frequentò la Roland Park Country School e poi il Radcliffe College dell'Università di Harvard e il Barnard College della Columbia University, dove studiò le lingue francese, italiano e tedesco. Frequentò anche l'Università George Washington, dove studiò francese ed economia. Desiderosa di terminare i suoi studi in Europa, viaggiò per il continente e studiò in Francia, Germania e Austria, ottenendo nel 1931 un incarico come impiegata presso l'ambasciata degli Stati Uniti a Varsavia. Si trasferì a Smirne, nel 1933 si sparò accidentalmente al piede sinistro durante una battuta di caccia, il mancato intervento tempestivo le provocò la gangrena della gamba sinistra che le fu amputata e sostituita con una protesi ortopedica di legno che lei chiamò Cuthbert. In seguito lavorò nuovamente come impiegata consolare a Venezia e a Tallinn..

La Hall cercò di entrare a far parte del servizio diplomatico degli Stati Uniti, ma le donne venivano assunte raramente. Nel 1937, fu rifiutata dal Dipartimento di Stato statunitense per la regola che vietava di assumere diplomatici disabili: fu rivolto anche un appello per l'assunzione al Presidente Franklin D. Roosevelt che però rimase inascoltato. Si dimise dal Dipartimento di Stato nel marzo 1939, ancora come impiegata consolare..

Seconda guerra mondiale All'inizio della seconda guerra mondiale, nel febbraio 1940, Hall fu autista di ambulanze per l'esercito francese. Dopo la sconfitta della Francia nel giugno 1940, si diresse in Spagna dove, per caso, incontrò un ufficiale dei servizi segreti britannici di nome George Bellows. Bellows rimase colpito e le diede il numero di telefono di un "amico", tale Nicolas Bodington, che avrebbe potuto aiutarla a trovare un impiego in Inghilterra e che già lavorava nel neonato Special Operations Executive (SOE)..

Special Operations Executive Entrò in servizio nel SOE ad aprile 1941, dopo l'addestramento arrivò nella Francia di Vichy il 23 agosto 1941, all'epoca ancora non occupata dai tedeschi e nominalmente indipendente. Fu la seconda agente donna a essere inviata in Francia dalla sezione F (Francia) del SOE: la sezione F del SOE avrebbe inviato in Francia 41 agenti donne durante la guerra, 26 delle quali sopravviveranno alla guerra.

La copertura di Virginia Hall fu quella di reporter per il New York Post, cosa che le dava la possibilità di intervistare persone, raccogliere informazioni e tenere un archivio pieno di dettagli utili ai pianificatori militari. Si stabilì a Lione e, per non dare nell'occhio, rinunciò al suo "elegante guardaroba parigino", cambiando frequentemente il suo aspetto attraverso il trucco e il travestimento.. Fu una pioniera degli agenti segreti della seconda guerra mondiale e dovette imparare da sola i "compiti impegnativi nell'essere disponibile, organizzare i contatti, consigliare chi corrompere e dove nascondersi, calmare gli agenti in fuga e supervisionare la distribuzione dei ponti radio".. La rete di agenti del SOE da lei creata fu chiamata Heckler.. Tra i reclutatori c'erano il ginecologo Jean Rousset e Germaine Guérin, proprietaria di un importante bordello di Lione. Guérin mise a disposizione di Hall diverse case sicure e le passò le informazioni che lei e le sue impiegate apprendevano dagli ufficiali tedeschi in visita al bordello..

Lo storico ufficiale del SOE, Michael Foot, disse che il motto di ogni agente segreto di successo fu dubito, ergo sum.. La lunga permanenza della Hall in Francia senza essere catturata fa capire la sua prudenza e le sue capacità: nell'ottobre del 1941, percependo il pericolo, rifiutò di partecipare a una riunione di agenti del SOE a Marsiglia, in quella occasione la polizia francese fece irruzione catturando una dozzina di agenti. Dopo questo episodio, la Hall fu una dei pochi agenti rimasti ancora in libertà in Francia e l'unica con un mezzo disponibile per trasmettere le informazioni a Londra. George Whittinghill, diplomatico statunitense a Lione, le permise di portare di nascosto i rapporti e le lettere a Londra in una borsa diplomatica..

L'inverno del 1941-1942 fu infelice per la Hall; in una lettera scrisse che se il SOE le avesse mandato un pezzo di sapone sarebbe stata "molto felice e molto più pulita". In assenza di altri agenti del SOE, il suo accesso alla borsa diplomatica statunitense fu l'unico mezzo rimasto in Francia per comunicare con Londra. Continuò a costruire la rete di contatti nel sud della Francia e assistette nelle brevi missioni degli agenti Peter Churchill e Benjamin Cowburn, guadagnandosi i complimenti di entrambi. Evitò di entrare in contatto con Georges Duboudin, agente inviato a Lione, e si rifiutò di presentarlo ai suoi contatti perché lo considerava un dilettante e poco attento alla sicurezza. Quando il quartier generale del SOE le ordinò di essere supervisionata da Duboudin, lei rispose di "lasciar perdere". Lavorò il meno possibile con Philippe de Vomécourt, che, sebbene fosse un leader della Resistenza francese, era poco attento alla sicurezza e grandioso nelle sue ambizioni.. Nell'agosto del 1942, l'agente del SOE Richard Heslop la incontrò e la descrisse come una "ragazza" (aveva 36 anni) che viveva in un appartamento tetro, ma si affidò a lei per facilitare le comunicazioni con gli altri agenti. Quando il sospettoso Heslop chiese di sapere chi fosse Cuthbert, lei glielo dimostrò sbattendo il suo piede di legno contro la gamba di un tavolo.

Un altro compito di cui la Hall si fece carico fu quello di aiutare i piloti britannici abbattuti o precipitati a fuggire per tornare in Inghilterra. Ai piloti abbattuti che riuscivano a raggiungere Lione veniva detto di recarsi al consolato americano e di dire che erano "amici di Olivier". "Olivier" era proprio la Hall e lei, con l'aiuto di Guérin e di altri amici, nascose, nutrì e aiutò decine di piloti a fuggire dalla Francia alla Spagna neutrale e quindi a tornare in Inghilterra..

I francesi la soprannominarono "la dame qui boite" e i tedeschi inserirono "la dama zoppa" nella loro lista dei ricercati.

L'evasione La Hall venne a sapere che i 12 agenti arrestati dalla polizia francese nell'ottobre 1941 erano detenuti nella prigione di Mauzac, vicino a Bergerac. L'operatore Georges Bégué le inviò delle lettere dalla prigione e lei contattò Gaby Bloch, moglie del prigioniero Jean-Pierre Bloch, per pianificare la fuga. La Bloch visitò spesso la prigione per portare cibo e altri oggetti al marito, tra cui delle scatole di sardine. Le scatole di sardine e gli attrezzi che portava di nascosto permisero a Bégué di costruire una chiave per la porta della caserma dove erano rinchiusi i prigionieri. Hall, troppo nota per visitare la prigione, mise insieme i rifugi, i veicoli e gli aiutanti. Un prete portò di nascosto una radio a Bégué, così da comunicare con Londra dall'interno della prigione.

I prigionieri evasero il 15 luglio 1942 e, dopo essersi nascosti nei boschi, si riunirono tutti con la Hall a Lione l'11 agosto. Da lì arrivarono in Spagna e poi in Inghilterra.. Lo storico Michael Foot definì l'evasione "una delle operazioni più utili della guerra nel suo genere". Molti degli evasi in seguito rientrarono in Francia e divennero, a loro volta, leader delle reti del SOE..

La vendetta tedesca I tedeschi erano furiosi per l'evasione dalla prigione di Mauzac e per il lassismo della polizia francese nel permettere la fuga. La Gestapo portò in Francia 500 agenti e anche l'Abwehr intensificò le operazioni per infiltrarsi e distruggere la nascente Resistenza francese e le reti SOE. I tedeschi si concentrarono su Lione, il centro della resistenza. La Hall contò sui contatti che aveva stabilito con la polizia francese per proteggersi, ma, sotto la pressione dei tedeschi, i suoi contatti con la polizia non furono più affidabili..

Nel maggio 1942, la Hall accettò di far trasmettere a Londra i messaggi della Réseau Gloria, un gruppo di resistenza francese con sede a Parigi. Ad agosto, fu infiltrato nella rete Gloria un sacerdote cattolico romano e agente dell'Abwehr di nome Robert Alesch, così l'Abwehr catturò i leader. Anche Alesch si mise in contatto con la Hall in agosto, spacciandosi per un agente della rete e offrendo informazioni di apparente alto valore. La Hall ebbe dei dubbi su Alesch, soprattutto quando apprese che la rete Gloria era stata smantellata, ma si convinse della sua buona fede, così come la sede londinese del SOE. Alesch riuscì a penetrare nella rete di contatti di Hall anche attraverso la cattura degli operatori radio e dell'invio di falsi messaggi a Londra a suo nome..

La fuga Il 7 novembre 1942, il consolato statunitense di Lione comunicò alla Hall che l'invasione alleata del Nord Africa era imminente. In risposta all'invasione, l'8 novembre i tedeschi occuparono militarmente la Francia di Vichy. Hall aveva previsto correttamente che la repressione da parte della Gestapo e dell'Abwehr sarebbe diventata ancora più severa e fuggì da Lione senza dirlo a nessuno, compresi i suoi contatti più stretti. Partì in treno da Lione verso Perpignan e poi, con una guida, attraversò a piedi i Pirenei diretta in Spagna...

Prima della fuga, la Hall segnalò al SOE la speranza che la sua protesi non le impedisse il viaggio. Il SOE non capì il riferimento e rispose:"Se Cuthbert dà fastidio, eliminatelo". Dopo essere arrivata in Spagna, fu arrestata dalle autorità spagnole per aver attraversato illegalmente il confine ma alla fine l'ambasciata statunitense ottenne il suo rilascio. Lavorò per un certo periodo per il SOE a Madrid, poi tornò a Londra nel luglio 1943, dove fu silenziosamente nominata Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico (MBE).

Office of Strategic Services

Al suo rientro a Londra, i capi del SOE rifiutarono di rimandare Hall in Francia come agente, nonostante le sue richieste in tal senso, pensando che fosse compromessa e troppo a rischio. Seguì un corso per operatore radio e contattò l'Office of Strategic Services (OSS) statunitense per avere un incarico. Fu assunta dallo Special Operations Branch con il grado e la paga di sottotenente.

Tornò in Francia il 21 marzo 1944 in motoscafo perché la sua protesi le impedì di lanciarsi con il paracadute, sbarcò a Beg-an-Fry, in Bretagna. L'OSS le fornì una carta d'identità francese falsa a nome di Marcelle Montagne, il suo nome in codice era Diane. L'obiettivo dell'OSS era quello di armare e addestrare i gruppi della resistenza, i Maquis, in modo che potessero condurre le attività di sabotaggio e guerriglia per sostenere l'invasione alleata della Normandia, che avrebbe avuto luogo il 6 giugno 1944...