Lo Stato principesco di Hyderabad fu annesso all'India nel settembre 1948 attraverso un'operazione militare dal nome in codice Operazione Polo, definita "azione di polizia".

Al tempo della partizione dell'India nel 1947, gli Stati principeschi dell'India, che in linea di principio si autogovernavano nei rispettivi territori, erano soggetti ad una forma di alleanza asimmetrica verso i britannici, che ne controllavano le relazioni esterne. Con l'Indian Independence Act 1947, i britannici abbandonarono tutte le alleanze siffatte, lasciando agli Stati la scelta di ottenere la piena indipendenza.Vedi Section 7 (1) (b): the suzerainty of His Majesty over the Indian States lapses, and with it, all treaties and agreements in force at the date of the passing of this Act between His Majesty and the rulers of Indian States, all functions exercisable by His Majesty at that date with respect to Indian States, all obligations of His Majesty existing at that date towards Indian States or the rulers thereof, and all powers, rights, authority or jurisdiction exercisable by His Majesty at that date in or in relation to Indian States by treaty, grant, usage, sufferance or otherwise. Tuttavia, nel 1948 quasi tutti avevano accettato di unirsi all'India o al Pakistan. Un'importante eccezione era il più ricco dei principati, lo Hyderabad, in cui il Nizam, Mir Osman Ali Khan, Asif Jah VII, un governante musulmano che presiedeva una popolazione in gran parte induista, scelse l'indipendenza sperando di conservarla mediante un esercito irregolare. Il nizam era anche incalzato dalla rivolta telangana, che non era in grado di soffocare.

Nel novembre 1947 lo Hyderabad firmò un accordo di stasi con il Dominion dell'India, che manteneva tutte le situazioni precedenti salvo il presidio di truppe indiane nello Stato. L'India avvertiva come una minaccia l'istituzione di uno Stato comunista (questa era un potenziale esito della rivolta telangana, mai sopita) nell'Hyderabad. Il potere del nizam si era indebolito a causa della rivolta telangana e dell'ascesa di una milizia radicale, nota come Razakar, che non riusciva ad arrestare. Il 7 settembre Jawaharlal Nehru diede un ultimatum al nizam, esigendo di bandire i razakar e di far tornare le truppe indiane a Secunderabad. L'India invase lo Stato il 13 settembre 1948, a seguito di un blocco economico paralizzante e di molteplici tentativi di destabilizzare lo Stato attraverso interruzioni ferroviarie, bombardamenti di edifici governativi e incursioni nei villaggi di confine. Dopo la sconfitta dei razakar, il nizam firmò un Instrument of Accession, unendosi all'India.Chandra Mukherjee, 2008, p. 96

L'operazione fu accompagnata anche da violenze di massa tra comunità diverse, a volte perpetrate dall'esercito indiano. La Commissione Sunderlal, nominata dal primo ministro indiano Jawaharlal Nehru, concluse, in un rapporto che non sarebbe stato divulgato prima del 2013, che nello Stato erano morte complessivamente dalle alle persone.Noorani, 2014, Appendix 15: Confidential notes attached to the Sunderlal Committee Report, pp. 372–373. Altri osservatori autorevoli stimarono che il numero di morti fosse almeno .Smith, 1950, p. 46

Cornice storica Dopo l'assedio di Golconda per mano dell'imperatore moghul Aurangzeb nel 1687, la zona fu rinominata subah (provincia) del Deccan (per la sua vicinanza geografica all'altopiano del Deccan) e nel 1713 Qamar-ud-din Khan (in seguito noto come Asaf Jah I o Nizam I) fu nominato suo Subahdar (governatore) ed insignito del titolo di Nizam-ul-Mulk dall'imperatore moghul Farrukh Siyar. L'indipendenza formale risale al 1724, quando il nizam conseguì una vittoria militare su un comandante rivale nominato. Nel 1798 lo Hyderabad divenne il primo Stato principesco indiano a ricevere la protezione britannica in forza alla prassi della Subsidiary AllianceUna Subsidiary Alliance, nella storia dell'Asia meridionale, era un'alleanza tributaria tra uno Stato indiano e una Compagnia europea delle Indie orientali. In base a questo sistema, il sovrano indiano che stipulava un trattato (accordo) con la compagnia in questione riceveva protezione da eventuali attacchi esterni. In cambio, il sovrano era tenuto a: mantenere l'esercito della Compagnia nella capitale del proprio Stato, dare alla Compagnia denaro o territorio per il mantenimento delle truppe, espellere tutti gli altri europei dal proprio Stato, in base al criterio che fossero impiegati nell'esercito o nel servizio civile, mantenere nella capitale del proprio Stato un funzionario europeo chiamato "residente" che avrebbe supervisionato tutti i negoziati e le comunicazioni con gli altri Stati, il che significa che il sovrano non avrebbe dovuto intrattenere alcuna corrispondenza o relazione diretta con altri Stati senza l'approvazione del residente. Al sovrano era inoltre vietato mantenere un esercito permanente. Furono assunti agenti della Compagnia delle Indie Orientali per vivere nei luoghi sottoposti. In seguito iniziarono a interferire negli affari interni dello Stato, come la designazione del successivo sovrano o nawab. istituita da Arthur Wellesley, e fu pertanto denominato Stato di Hyderabad.

Lo Stato di Hyderabad nel regno del suo settimo nizam, Sir Osman Ali Khan, era il più grande e il più prospero di tutti gli Stati principeschi in India. Con entrate annue per oltre 9 crore di rupie, copriva 2 di territorio piuttosto omogeneo e comprendeva una popolazione di circa 16,34 milioni di persone (stando al censimento del 1941) la cui maggioranza (85%) era induista. Lo Stato aveva propri esercito, compagnia aerea, sistema di telecomunicazioni, rete ferroviaria, sistema postale, moneta e servizio radiofonico.

Quando i britannici lasciarono il subcontinente indiano nel 1947, rimisero ai vari Stati principeschi la scelta di unirsi all'India, al Pakistan, o rimanere uno Stato indipendente. Secondo l’opinione di Sardar Patel, espressa in una conferenza stampa del gennaio 1948, "Come tutti sapete, con la fine della Paramountcy ogni Stato indiano è divenuto un'entità indipendente."R. P. Bhargava, The Chamber of Princes (Northern Book Centre, 1991) p. 313 In India, un piccolo numero di Stati, Hyderabad compreso, rifiutò di aderire al nuovo dominion. Nel caso del Pakistan, l'adesione avvenne assai più lentamente.Yaqoob Khan Bangash, A Princely Affair: The Accession and Integration of the Princely States of Pakistan, 1947–1955 (Oxford University Press, 2015), pp. 7–12 L'Hyderabad è stato oggetto di calcoli politici da parte di tutti i partiti indiani dagli anni 1930.Copland, 'Communalism' in Princely India, Roosa, 'Quadary of the Qaum' citato in Sherman, "Integration of Princely States" (2007)

Lo Stato di Hyderabad era diventato sempre più vigorosamente teocratico con l'inizio del XX secolo. Nel 1926, Mahmud Nawazkhan, un funzionario di Hyderabad in pensione, fondò il Majlis-e-Ittehadul Muslimeen (noto anche come Ittehad o MIM). I suoi obiettivi erano unire i musulmani dello Stato a sostegno del nizam e ridimensionare la maggioranza induista mediante massiccia conversione all'Islam.Kate, P. V., Marathwada Under the Nizams, 1724–1948, Delhi: Mittal Publications, 1987, p. 73 Il MIM divenne una potente organizzazione confessionale, con il fine principale di marginalizzare le aspirazioni di induisti e musulmani moderati.

Fatti che precedettero le ostilità Trattative politiche e diplomatiche Osman Ali Khan, nizam di Hyderabad, inizialmente richiese al governo britannico di assumere lo status di monarchia costituzionale indipendente nel Commonwealth delle Nazioni. Questa domanda fu però respinta dal Viceré d'India, il 1° visconte Mountbatten di Birmania.

All'epoca in cui i britannici si ritirarono dall'India, il nizam annunciò che non intendeva aderire a nessuno dei due dominion,E. W. R. Lumby, The Transfer of Power in India, 1945–1947 (1954), p. 232 e passò ad incaricare rappresentanti per il commercio in Paesi europei e ad avviare trattative con i portoghesi finalizzate a prendere in affitto o comprare Goa in modo da fornire al suo Stato uno sbocco in mare.

B. R. Ambedkar, ministro della Giustizia nel primo governo indiano indipendente, considerava l'Hyderabad "un problema nuovo che può rivelarsi peggiore del problema indu-musulmano poiché di certo provocherà l'ulteriore balcanizzazione dell'India". Secondo lo scrittore A. G. Noorani, l'interesse del Primo ministro indiano Nehru era sconfiggere quella che chiamava "avventura secessionista" di Hyderabad, ma privilegiava il dialogo e considerava l'opzione militare come misura estrema. Nell'opinione di Nehru, lo Stato di Hyderabad era "pieno di possibilità pericolose". Però Sardar Patel del Congresso Nazionale Indiano assunse una linea più dura, non ebbe alcuna pazienza nel dialogo.Noorani, 2014, pp. 213–4

Conseguentemente, il governo indiano offrì all'Hyderabad un accordo di stasi (standstill agreement)Lo standstill agreement era un accordo firmato tra i nuovi dominion indipendenti di India e Pakistan e gli Stati principeschi dell'Impero indiano britannico prima della loro integrazione nei nuovi dominion. La forma dell'accordo era bilaterale tra un dominion e uno Stato principesco. Prevedeva che tutti gli accordi amministrativi esistenti tra la Corona britannica e lo Stato sarebbero continuati inalterati tra il dominion firmatario (India o Pakistan) e lo Stato principesco, fino a quando non fossero stati presi nuovi accordi. che assicurava il mantenimento dello status quo e l'assenza di azioni militari per un anno. Secondo questo accordo, l'India avrebbe gestito la politica estera dell'Hyderabad, ma le truppe indiane di stanza a Secunderabad sarebbero state allontanate. Nella città di Hyderabad ci fu un'enorme manifestazione di razakar guidati da Syed Qasim Razvi nell'ottobre 1947, contro la decisione dell'amministrazione di firmare lo Standstill Agreement. Questa manifestazione davanti alle case dei principali negoziatori, il Primo ministro, il nawab di Chattari, Sir Walter Monckton, consigliere del nizam, e il ministro Nawab Ali Nawaz Jung, li costrinse ad annullare la loro visita a Delhi per firmare l'accordo in quel momento.

L'accordo fu comunque firmato il 29 novembre 1947.The Standstill Agreement (indianetzone.com) L'Hyderabad ne violava tutte le clausole: in politica estera, tramando intrighi con il Pakistan, al quale prestò segretamente 15 milioni di sterline; nella difesa, costituendo un grosso esercito semi-privato; nelle comunicazioni, interferendo con il traffico ai confini e attraverso il traffico delle ferrovie indiane.Hodson, The Great Divide, 1969, pp. 480–481 Anche l'India fu accusata di violare l'accordo imponendo un blocco economico. Risultò che lo Stato di BombayLo Stato di Bombay era un grande Stato indiano creato nel 1950 dall'ex Presidenza di Bombay, a cui si aggiunsero altre regioni negli anni successivi. La Presidenza di Bombay (che corrisponde all'incirca all'attuale Stato indiano del Maharashtra, esclusi il Maharashtra meridionale e Vidarbha) fu fusa con gli Stati principeschi di Baroda, dell'India occidentale e del Gujarat (l'attuale Stato indiano del Gujarat) e con gli Stati del Deccan (che comprendevano parti degli attuali Stati indiani del Maharashtra e del Karnataka).