Biografia È stato tra i fondatori dell'organizzazione al-Fatah ed è entrato nel Consiglio nazionale palestinese (PNC) nel 1968; nel 1981 è divenuto membro dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). Ha partecipato ai colloqui di pace di Madrid del 1991 e di Oslo del 1993, in cui ha ricoperto il ruolo di coordinatore.

Nel 1996 ha assunto la carica di segretario generale del Comitato Esecutivo dell'OLP. Nel 2003 è divenuto primo ministro, carica questa mantenuta per poco tempo, a causa di frequenti contrasti con i gruppi più radicali e con lo stesso Yasser Arafat. Dopo la sua morte nel 2004 gli è succeduto alla guida dell'OLP.

Padre di tre figli, Māzen (morto a 42 anni per infarto), Yāser e Ṭāreq, deve il nome con cui è maggiormente noto (Abū Māzen) al suo primogenito. La sua kunya infatti letteralmente significa Padre di Māzen.

Dal 27 aprile 2013 è cittadino onorario di Napoli, e dal 28 dello stesso mese anche di Pompei. L'8 giugno 2014, tre giorni dopo l'annuncio di Benjamin Netanyahu del progetto di costruzione di abitazioni nelle colonie in Cisgiordania e di altre 400 in quelle di Gerusalemme Est, Māzen si incontra con papa Francesco, il patriarca ortodosso Bartolomeo e Shimon Peres nei giardini del Vaticano per una giornata di preghiera ecumenica per la pace.

Il 29 novembre 2016 è stato rieletto per acclamazione presidente di al-Fatah dalla conferenza dell'organizzazione.

Dopo un'ulteriore proposta del governo di Benjamin Netanyahu nello Stato d'Israele, ciò assieme al presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump, il 28 gennaio 2020 dichiara:

Presidenza dell'ANP

Il 15 gennaio 2005 è stato eletto alla presidenza dell'Autorità Nazionale Palestinese, carica precedentemente ricoperta fino alla morte dal leader palestinese Yasser Arafat e poi ad interim, per breve tempo, da Rawhi Fattuh. Dopo la guerra civile a Gaza del 2007 ha perso il controllo di fatto della striscia di Gaza, ed ʿAbd al-ʿAzīz Duwayk è di fatto riconosciuto presidente dal governo Hāniyeh.

Pur essendo il mandato presidenziale di ʿAbbās scaduto il 15 gennaio 2009, egli è ancora in carica, poiché ha prorogato unilateralmente la durata del suo mandato al 15 gennaio 2010, in base ad una clausola costituzionale, e poi è rimasto al suo posto alla scadenza di tale proroga.

Da allora ʿAbbās è riconosciuto dal governo Fayyād, dall'ONU e da tutti gli Stati che riconoscono l'indipendenza palestinese: tali Stati, al 31 luglio 2024, erano 147 dei 193 stati membri delle Nazioni Unite. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno visto nella sua allocuzione all'80ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite un pericolo di crescente sostegno al riconoscimento internazionale della Palestina e, pertanto, gli hanno per la prima volta negato il visto per recarsi a New York, in violazione delle convenzioni relativePaulin Kola e Chris Graham, US blocks Palestinian leader from attending UN meeting in New York, BBC News, 30 August 2025..

Dichiarazioni sull'Olocausto Abū Māzen è stato accusato talvolta di sminuire la Shoah. Nella sua tesi di dottorato in storia svolta presso il Collegio Orientale di Mosca nel 1982 e intitolata La connessione tra nazismo e sionismo, 1933-1945, Abū Māzen afferma:

La tesi, pubblicata nel 1984 in arabo ad Amman in Giordania dall'editrice Dār Ibn Rushd, è stata criticata da numerose organizzazioni ebraiche come esempio di negazionismo dell'Olocausto. Nel maggio 2003, in una intervista ad Haaretz, ʿAbbās ha precisato:

Nel 2014 Abū Māzen è ritornato sul tema, durante la celebrazione israeliana dello Yom HaShoah, affermando, in una dichiarazione pubblicata dall'agenzia Wafa come "messaggio speciale al popolo ebraico", che "lo sterminio degli ebrei durante l'Olocausto è il più odioso crimine contro l'umanità avvenuto nell'era moderna" e che è giusto "combattere il razzismo". Si è trattato della prima volta in cui un leader arabo e palestinese ha usato in pubblico parole così importanti, dato che l'Olocausto è considerato un tabù storico-politico da gran parte del mondo islamico.

Onorificenze

Onorificenze palestinesi

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