Vita Cinello (così è generalmente conosciuto il pittore Umberto Losi) nacque a Piacenza il 19 maggio 1928 nel popolare quartiere del Cantone del Cristo in una famiglia di macellai per tradizione. Egli però si sentì attratto dalla pittura e così pur continuando a fare il garzone nella bottega paterna (era rimasto orfano di madre a quattro anni) si iscrisse prima all'Istituto d'Arte Gazzola di Piacenza dove ebbe come insegnante Alfredo Soressi, dal quale imparò non solo i primi rudimenti del disegno ma anche i metodi per la preparazione dei supporti e le tecniche di pittura tra cui l'encausto e la tempera all'uovoCon questa metodica i pigmenti colorati in polvere vanno mescolati con albume d'uovo e acqua distillata, sfruttando così l'ottimo potere legante ed essiccativo dell'albumina., che lui predilesse; e poi passò all'Accademia di Belle Arti di Bologna che frequentò discontinuamente senza finire il ciclo di studi, tanto che lui stesso si considerava un autodidattaDal necrologio su Libertà del 31 luglio 1982..
Rimase però in rapporti d'amicizia col suo vecchio maestro Soressi il quale anzi, quando questi nel 1948 ebbe la commissione di un lotto di un centinaio di effigi "commerciali" di cavalli da vendereFu un'iniziativa del piacentino John Muratori, titolare di una ditta di import-export. negli U.S.A, affidò a lui l'incarico di abbozzarne la maggior parte.
Terminato il periodo militare nell'Aeronautica a Taranto Cinello rientrò a Piacenza e sposò Carmen Moreno (che gli darà due figli) e si stabilirono, viste le ristrettezze economiche, in due stanzette in vicolo Valverde; tentò anche con un amico di avviare una produzione di tubi al neon a Cremona ma la cosa non funzionò e così si dedicò totalmente alla pittura.
Il debutto artistico di Cinello avvenne nel 1954, a ventisei anni, nella sua città natale, Piacenza, con una mostra nel Palazzo Gotico e l'anno dopo anche a livello nazionale esponendo alla Galleria delle Carrozze di Roma, e con una personale alla Galleria Schneider di Milano, e ancora a Milano partecipando nel 1955 e nel 1956 al Premio Graziano presso la Galleria del Naviglio di Carlo CardazzoNell'archivio del VI Premio Graziano (370 / 1956-57) è conservato, tra altro materiale, la corrispondenza tra C. Cardazzo e Cinello Losi e il Catalogo pieghevole della Mostra con il testo di C. Cardazzo. (Fondazione Giorgio Cini, Istituto di Storia dell'Arte / Fondo Cardazzo). https://archivi.cini.it>detail>IT-SDA-ST0004-000363. Sempre in quell'anno una sua opera viene scelta per illustrare la copertina della rivista Esso, a tiratura nazionale, per ricordare il centenario del motore a scoppio. Alcuni anni dopo, nel 1958, partecipò alla Mostra Mercato d'Arte Internazionale a Palazzo Strozzi a Firenze e negli Stati Uniti alla Pittsburgh Carnegie InternationalNel Catalogo The 1958 Pittsburgh International Exhibition of Contemporary Painting and Sculpture: December5, 1958 - February 8, 1959, edito dal Departement of Fine Arts, Carnegie Institute, Pittsburgh, 1959, Losi Cinello è citato, fra oltre cinquecento espositori da tutto il mondo (44 gli italiani), al n° 93 con il suo dipinto Giardino dei Sogni (Garden of Dreams) 1956, una tempera ed encausto su tela di 22 x 30 cm. (17½ x 23½ inch.), prestato da Robert E. Schneider, Roma.
Fra gli altri italiani, da segnalare Gustavo Foppiani (n° 155) e Bruno Cassinari (n° 83) concittadini di Cinello.
La Pittsburgh Carnegie Institute International Exhibition of Contemporary Painting and Sculpture, brevemente "Carnegie International" è una Mostra che prese l'avvio nel 1895 quando Andrew Carnegie, magnate della siderurgia, fondò il Carnegie Institute per rendere la città di Pittsburgh "famosa per l'Arte come lo è ora per l'acciaio". Vedi http://biennialfoundation.dreamhosters.com e alla Contemporary Italian Artists, quest'ultima presso la Nuova Italia Gallery di New York e, sempre in quegli anni, organizzò personali alla D'Alessio Gallery a New York e alla Henry GalleryIl gioco visionario del sogno, p. 89-90; Il mito e altri luoghi del mito, p. 39; L'enigma della realtà, p. 46. ad Alexandria in VirginiaNuovissimo dizionario biografico piacentino, p. 287.
Oltre a numerose mostre presso la Galleria Il Gotico di Piacenza, la città natale da cui non volle mai allontanarsi per troppo lungo tempo, e dove nel 1966 vinse il primo premio nella mostra nazionale dedicata alla Resistenza (e il Comune gli acquistò la tempera PersonaggiIl gioco visionario del sogno, p. 51. che aveva vinto il premio e che è esposta nel salone del Municipio), Cinello in quello stesso anno nel febbraio prese parte alla III Mostra di Arte ContemporaneaNel relativo Catalogo III Mostra d'Arte Contemporanea edito da Zincografie F.lli Moroni - Capellini Stampatore, Milano, 1966, a p. 31 è presente Losi Cinello con due opere, n° 304 (La Fonte morta e l'Angelo buono) e n° 305 (La cattedrale) e quest'ultima è illustrata nelle Tavole. al Palazzo Reale di Milano e nel giugno alla Mostra Internazionale d'Arte Premio del FiorinoÈ un Premio che si tenne dal 1950 fino alla metà degli anni settanta.
Nel Catalogo dell'Unione Fiorentina relativo alla XVII Mostra Internazionale d'Arte Premio del Fiorino, Palazzo Strozzi, Firenze 1966 edito dalla Tipografia STIAV di Firenze, 1966, pp. 65 e 123, c'è una breve biografia di Cinello Losi (dove viene citata la sua presenza al Pittsburgh Carnegie International di alcuni anni prima): il pittore espone due opere, n° 58 Città, 1996 (e di questa viene pubblicata la foto a pagina intera) e n° 59 Composizione, 1966. L'effettiva valenza internazionale di questa Mostra si desume anche dalla presenza nel Catalogo di 35 artisti stranieri (su un totale di 166 espositori) provenienti da Germania (16), Stati Uniti, Olanda, Svizzera, Brasile, Finlandia e Francia. a Palazzo Strozzi a Firenze; e purtroppo molti suoi dipinti andarono distrutti quando ci fu l'inondazione della città in quell'anno. E inoltre fu a Venezia alla Galleria S. Stefano, fu invitato al Premio Suzzara nel 1968Il gioco visionario del sogno, p. 89., e poi a Novara (1970) e ripetutamente alla Galleria Arno di Firenze. Tenne sue esposizioni anche a San Francisco negli U.S.A. nel 1967 alla Union Court Gallery, e nei Paesi Bassi, nel 1971 alla Galleria Tardy di Enschede, dove prima di lui avevano esposto Dalì e Picasso, e nel 1980 al Museo Singer di Laren, che ricevette la visita della regina Beatrice e inoltre, su invito, all'Esposizione Internazionale biennale Enfant du Monde di Werbier in Svizzera. Nel 1972 esegue due cartelle di incisioni per le Edizioni del Cappello di Verona. Nel 1975 la Galleria Ricci Oddi di Piacenza acquistaLa delibera dell'acquisto da parte del Consiglio di Amministrazione, corredata da una descrizione dell'opera, è del 10 dicembre 1975 (Piacenza, Archivio della Galleria Ricci Oddi, Cartella n° 734).
Vedi anche: F. Arisi, Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, Edizioni TI.PLE.CO, Piacenza, 1988, pp. 323-324. ISBN 9788879290807. Il dipinto è illustrato a p. 323. il suo dipinto Un organetto a New York, che raffigura un organetto sullo sfondo di alienanti grattacieli simboleggianti la solitudine degli abitanti nelle metropoli, e un elmetto militare rovesciato che viene usato come orinatoio a rappresentare l'avversità alla guerra in Vietnam di quegli anniLa pittura nel Novecento a Piacenza, p. 159.
Cinello fece pure un'incursione nel mondo del cinema, con una piccola partecipazione in un film di BlasettiCinello si trovava a Roma, nel 1954, e il film era Peccato che sia una canaglia, con Marcello Mastroianni, Sofia Loren e Vittorio De Sica.; e inoltre il suo quadro Le Quattro Stagioni ispirò il regista Otto Preminger che nel suo film Advise and Consent lo riprese in varie sceneIl gioco visionario del sogno, p. 21..
Di indole gioviale e socievole, Cinello fu anche un appassionato melomane, con una collezione di circa duemila incisioni, e presiedette per anni la Tampa LiricaUna delle due principali associazioni di musicofili di Piacenza. L'altra è Amici della Lirica. di Piacenza e fu amico del tenore Gianni Poggi, suo concittadino, frequentandolo nei suoi soggiorni estivi in val Trebbia. L'ultima sua esposizione risale al 1980, a Piacenza, dove due anni dopo si spense, il 30 luglio 1982. Nell'estate del 2000 la sua città gli dedicò una mostra retrospettivaCuratore scientifico R. Margonari, Catalogo Il gioco visionario del sogno, presenti 75 opere dal 1952 al 1982. di risonanza nazionale nelle sale del Palazzo Farnese, e poi nel 2002 due suoi quadriN° di Catalogo 104 e 105, pp. 113 e 114. sono presenti alla mostra nazionale Surrealismo padano a cura di Vittorio Sgarbi, che si tiene nei saloni del Palazzo Gotico di Piacenza. Nel 2022, a quarant'anni dalla scomparsa, gli è stata dedicata a Palazzo GalliPalazzo Galli è un grande edificio a pochi passi dalla Piazza Cavalli e risale alla fine del Seicento quando fu edificato dalla famiglia ligure Raggia. Fu poi acquistato nel 1767 da Carlo Galli, governatore di Parma. La facciata presenta nove serie di finestre su tre piani, con cornici e ferri battuti a grate e rosette; all'interno il cortile è coperto da una struttura vetrata dei primi del Novecento e uno scalone porta al primo piano dove c'è un salone col soffitto affrescato. In questa sede si costituì nel 1892 il primo Consorzio Agrario d'Italia. Dal 1936 è proprietà della Banca di Piacenza. un'altra grande mostra retrospettiva.
Arte