La Mostra internazionale d'arte cinematografica (chiamata comunemente Mostra del cinema di Venezia) è il principale festival cinematografico italiano nonchè il più antico al mondo, essendosi per la prima volta tenuto nell'agosto del 1932. Si svolge annualmente a Venezia, nello storico Palazzo del Cinema sul lungomare Marconi e in edifici limitrofi, al Lido e nel resto della laguna.

La mostra si inquadra nella più vasta attività della Biennale di Venezia, istituzione culturale fondata nel 1895, che dallo stesso anno organizzava la famosa Esposizione internazionale d'arte contemporanea e dal 1930 il Festival internazionale di musica contemporanea. Il principale tra i premi assegnati è il Leone d'oro, che deve il suo nome al Leone di San Marco, simbolo della città. Tale riconoscimento è considerato uno dei più importanti dal punto di vista della critica cinematografica, al pari di quelli assegnati nelle altre due principali rassegne cinematografiche europee: la Palma d'oro del Festival di Cannes e l'Orso d'oro del Festival internazionale del cinema di Berlino.

Ogni anno vengono proiettati 140 titoli tra lungometraggi, documentari e progetti speciali. L'edizione più recente, l'83ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, si è svolta dal 2 settembre al 12 settembre 2026.

Storia Anni 1930

La mostra del cinema nacque da un'idea del presidente della Biennale di Venezia, il conte Giuseppe Volpi, dello scultore Antonio Maraini, segretario generale, e di Luciano De Feo, già fondatore dell'Unione Cinematografica Educativa e a quel tempo direttore dell'Istituto internazionale per la cinematografia educativa, emanazione della Società delle Nazioni con sede a Roma, concorde sull'idea di svolgere la rassegna nella città lagunare e primo direttore-selezionatore.

La mostra, considerata la prima manifestazione internazionale di questo tipo, . La prima edizione si svolse dal 6 al 21 agosto 1932 alla terrazza dell'Hotel Excelsior al Lido di Venezia, ma ancora non si trattava di una rassegna competitiva, in quanto i titoli venivano solamente presentati al pubblico. Ciononostante la prima edizione vanta pellicole di grande valore, divenute poi veri e propri "classici" della storia del cinema; tra questi, vale la pena di ricordare Proibito del grande regista statunitense Frank Capra, Grand Hotel di Edmund Goulding, Il campione di King Vidor, il primo e inimitabile Frankenstein di James Whale, L'uomo delle scommesse di George Fitzmaurice, Gli uomini, che mascalzoni... di Mario Camerini e A me la libertà! di René Clair. Oltre ai film citati, in concorso furono presenti opere di altri grandi registi, quali Raoul Walsh, Ernst Lubitsch, Nikolaj Ėkk, Howard Hawks, Maurice Tourneur, Anatole Litvak.

Personaggi di spicco di questa prima rassegna furono gli attori che apparivano sul grande schermo attraverso le pellicole proiettate, i quali garantirono alla mostra un successo maggiore delle attese, portando nelle sale oltre venticinquemila spettatori. Si parla dei maggiori divi internazionali dell'epoca: Greta Garbo, Clark Gable, Fredric March, Wallace Beery, Norma Shearer, James Cagney, Ronald Colman, Loretta Young, John Barrymore, Joan Crawford, senza dimenticare l'idolo italiano Vittorio De Sica e il grande Boris Karloff, passato alla storia per il suo ruolo del mostro nel primo Frankenstein.

Il primo film della storia della mostra venne proiettato la sera del 6 agosto 1932: si tratta di Il dottor Jekyll (Dr. Jekyll and Mr. Hyde) di Rouben Mamoulian; al film seguì un grande ballo nei saloni dell'Excelsior. Il primo film italiano, Gli uomini, che mascalzoni... di Camerini, venne presentato invece la sera dell'11 agosto. In mancanza di una giuria e dell'assegnazione di premi ufficiali, introdotti solamente più tardi, un referendum indetto dal comitato organizzatore, presieduto da Attilio Fontana dell'ICE (Istituto del Commercio Estero), svolto tra il pubblico accorso alla rassegna, decreta miglior regista il sovietico Nikolaj Ėkk per il film Il cammino verso la vita, mentre il film di René Clair A me la libertà! viene eletto come il più divertente; come migliore attrice è premiata Helen Hayes, come miglior attore Fredric March; il film "più commovente" risulta essere la pellicola americana Il fallo di Madelon Claudet di Edgar Selwyn.

Nel 1933 il Festival di Venezia non ha luogo, ma, su impulso di Lando Ferretti, si svolge a Viareggio, nell'ambito del Premio letterario Viareggio, un "Premio Cinematografico", composto da una sezione italiana e una per i film stranieri, al quale partecipano celebrità del calibro di Vittorio De Sica, Clark Gable, Fredric March, Wallace Beery, James Cagney, Ronald Colman, Greta Garbo, Loretta Young e Joan Crawford. I film premiati sono Camicia Nera di Giovacchino Forzano e Il Campione di King Vidor. Secondo lo storico Franco Pocci, Galeazzo Ciano, che ha presenziato con interesse alla manifestazione, decide di trasferire al festival di Venezia il formato competitivo, per potervi partecipare senza la moglie Edda, residente nella cittadina versiliese.

La seconda edizione del festival veneziano si svolge due anni dopo, dal 1º al 20 agosto 1934. Inizialmente, infatti, la rassegna si trova indissolubilmente legata alla più ampia Biennale di Venezia, rispettandone la cadenza. L'esperienza della prima edizione porta subito, comunque, un'importante novità: si tratta ora della prima edizione competitiva. Le nazioni in gara con almeno un proprio esponente sono ben 19, più di 300 i giornalisti accreditati alle proiezioni. Viene istituita la Coppa Mussolini per il miglior film straniero e italiano, ma ancora non esiste una vera giuria. È la presidenza della Biennale che, consultati alcuni esperti e secondo il parere del pubblico, in accordo con l'Istituto Internazionale per la Cinematografia Educativa di Luciano de Feo, ancora direttore della mostra, decreta i vincitori dei premi.

Oltre alla Coppa Mussolini, vengono distribuite le Grandi Medaglie d'Oro dell'Associazione Nazionale Fascista dello Spettacolo, inoltre i premi per le migliori interpretazioni e giovani registi alla loro opera prima. Vince la medaglia d'oro il giovane ventunenne padovano Antonio LeonViola per la regia del film muto Fiera di Tipi, girato durante la Fiera di Padova. La miglior attrice è una giovane Katharine Hepburn, premiata per la sua splendida interpretazione in Piccole donne di George Cukor. Il premio per il miglior film straniero va a L'uomo di Aran, di Robert Joseph Flaherty, un documentario d'autore, genere molto apprezzato all'epoca, mentre la Coppa Mussolini per il miglior film italiano sarà assegnata a Teresa Confalonieri di Guido Brignone. Si ripresenta inoltre Frank Capra con uno dei suoi film più celebrati, Accadde una notte, con Clark Gable e Claudette Colbert. Il premio per la miglior sceneggiatura va all'austriaco Maskerade, di Willi Forst, sceneggiato da Walter Reisch e dallo stesso Forst.

Alla seconda edizione, la mostra vanta già il suo primo scandalo: durante una sequenza di Estasi, del regista cecoslovacco Gustav Machatý, Hedwig Kieslerová, conosciuta successivamente come Hedy Lamarr, appare sul grande schermo in un nudo integrale.

Già dalla terza edizione, 1935, la mostra diventa annuale, come conseguenza del grande successo di pubblico e di critica riscosso dalle due prime edizioni, sotto la direzione di Ottavio Croze. Con il crescere della notorietà e del prestigio della rassegna, cresce anche il numero di opere e dei paesi partecipanti in concorso. A partire da questa edizione, però, e fino al dopoguerra, non parteciperanno più i film sovietici, mentre il prestigioso premio per gli attori assume la denominazione di Coppa Volpi, dal cognome del conte Giuseppe Volpi, padre della rassegna. Ancora una volta il festival vanta film di grande valore: Il traditore di John Ford, Capriccio spagnolo di Josef von Sternberg, con Marlene Dietrich, e il vincitore del premio per il miglior film straniero, Anna Karenina, di Clarence Brown, con Greta Garbo, presente per la seconda volta al Lido di Venezia. Miglior film italiano sarà proclamato Casta Diva di Carmine Gallone con Martha Eggerth e Sandro Palmieri. La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile è attribuita a Pierre Blanchar per il film Delitto e castigo di Pierre Chenal, mentre il premio alla migliore interpretazione femminile è per l'austriaca Paula Wessely, protagonista di Episodio di Walter Reisch.

Nel 1936 è tempo per un'altra "prima volta", quella della Giuria internazionale, mentre si consolida il prestigio della rassegna, con la presenza ancora una volta di film di registi importanti come Frank Capra (È arrivata la felicità), John Ford (Maria di Scozia), Max Ophüls (La nostra compagna), René Clair (Il fantasma galante), Josef von Sternberg (Desiderio di re), Marcel L'Herbier (Vigilia d'armi). Il maggior successo di pubblico, tuttavia, lo riscuote il divo italiano Amedeo Nazzari. La Coppa Mussolini per il miglior film italiano sarà assegnata a Lo squadrone bianco di Augusto Genina, mentre quella per il miglior film straniero vedrà il trionfo de L'imperatore della California del sudtirolese Luis Trenker. I migliori interpreti di questa edizione sono Paul Muni, premiato per La vita del dottor Pasteur, e Annabella, eccellente protagonista di Vigilia d'armi.

Proseguono, di edizione in edizione, le innovazioni della mostra: nel 1937 viene inaugurato il nuovo Palazzo del Cinema, opera dell'architetto Luigi Quagliata, costruito a tempo di record secondo i dettami del Modernismo, diffusosi all'epoca e mai più abbandonato nella storia della rassegna, tranne che tra il 1940 ed il 1948.

La Mostra così si ingrandisce: aumenta il numero delle nazioni partecipanti e dei film accettati. Questa volta le luci della ribalta sono tutte puntate su Marlene Dietrich, che porta scompiglio al Lido di Venezia, ma anche Bette Davis si afferma fortemente tra il pubblico, vincendo il premio come migliore attrice. La rivelazione di questa edizione è il giovane attore francese Jean Gabin, protagonista de La grande illusione di Jean Renoir, vincitore del gran premio della giuria internazionale. La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile sarà, invece, attribuita al grande attore tedesco Emil Jannings per il film Ingratitudine. I due film vincitori, nella categoria miglior film italiano e miglior film straniero, saranno rispettivamente Scipione l'africano di Carmine Gallone e Carnet di ballo di Julien Duvivier.

Nel 1938 anche la mostra subisce le pesanti pressioni politiche dettate dal governo fascista. I vincitori vengono imposti alla giuria internazionale e film vincitori risultano il tedesco Olympia di Leni Riefenstahl e Luciano Serra pilota di Goffredo Alessandrini, due film di esplicita propaganda; comunque il primo è ancora oggi riconosciuto come uno dei capolavori del cinema degli anni 1930.

Questa edizione è anche l'ultima in cui il cinema americano, finora sempre presente in maniera importante, sia quantitativamente, sia qualitativamente, è presente al Lido di Venezia. Si congeda con un premio a uno dei migliori lungometraggi animati di Walt Disney, Biancaneve e i sette nani, e con la Coppa Volpi alla migliore attrice, attribuita a Norma Shearer per Maria Antonietta. La migliore interpretazione maschile sarà quella di Leslie Howard, premiato per Pigmalione, mentre il riconoscimento alla migliore regia sarà conquistato dal tedesco Carl Froelich, autore di Heimat.

Il 1938 è anche l'anno della prima grande retrospettiva, secondo il criterio di continua innovazione del festival; retrospettiva che in questa occasione viene dedicata al cinema francese dalle origini al 1933, cinema che tra tutte le nazioni era quello che di più aveva offerto autentici capolavori: A me la libertà! (1932) di René Clair, Carnet di ballo (1937) di Julien Duvivier, La grande illusione (1937) e L'angelo del male (1939) di Jean Renoir, Il porto delle nebbie (1938) e Alba tragica (1939) di Marcel Carné.

Anni 1940