Il Gran Premio del Giappone 2024 è stata la quarta prova della stagione 2024 del campionato mondiale di Formula 1. La gara è stata corsa domenica 7 aprile sul circuito di Suzuka ed è stata vinta dall'olandese Max Verstappen su Red Bull Racing-Honda RBPT, al cinquantasettesimo successo in carriera; Verstappen ha preceduto all'arrivo il suo compagno di squadra, il messicano Sergio Pérez, e lo spagnolo Carlos Sainz Jr. su Ferrari.

Per Max Verstappen è il tredicesimo hat trick (pole position, giro veloce e vittoria), dopo il Gran Premio del Bahrein, in carriera in Formula 1. All'intero weekend di gara hanno assistito spettatori, all'epoca il dato più alto per numero di presenze sul circuito di Suzuka dall'edizione del 2006, caratterizzata da una presenza record di spettatori.

Vigilia Aspetti tecnici Per questo Gran Premio la Pirelli, fornitore unico degli pneumatici, offre, alla luce delle caratteristiche tecniche del circuito, la scelta tra gomme di mescola C1, C2 e C3, le mescole più dure della gamma del genere di coperture messe a disposizione dall'azienda italiana. Fin dall'edizione 2019 del Gran Premio, l'azienda ha sempre stabilito la stessa tipologia di pneumatici per quest'appuntamento. Essa viene stabilita per la seconda volta in stagione dopo quanto già deciso nel Gran Premio del Bahrein, gara inaugurale del campionato. Alla vigilia del precedente Gran Premio d'Australia, la Pirelli nomina allo stesso tempo la scelta dei pneumatici per i successivi Gran Premi di Cina e Miami.

La Federazione stabilisce la tradizionale zona in cui i piloti possono attivare il Drag Reduction System, ovvero quella posta lungo il rettilineo principale dei box. Il detection point, ovvero il punto per la determinazione del distacco tra i piloti, necessario per consentire l'uso del dispositivo, è posizionato dopo la curva 15. Nell'edizione del 2022 il detection point fu spostato da prima della curva 16 a dopo la curva 15. Fin dall'introduzione del dispositivo mobile in Formula 1, durante la stagione , il circuito di Suzuka è uno dei pochi tracciati comprendente di una sola zona per l'utilizzo del dispositivo mobile, stabilita, come nelle altre piste, sempre sul rettilineo di partenza. Alla vigilia dell'edizione del 2018 alcuni piloti spinsero per l'introduzione di una seconda zona DRS stabilita nel terzo settore della pista, tra la curva 14 e la curva 16, che avrebbe incluso la curva 15, nota come 130R, affrontata ad ampie velocità. Per questioni legate alla sicurezza, la Federazione rigettò l'idea.

Rispetto all'edizione del 2023, il circuito è oggetto di alcune modifiche. Nuove recinzioni per detriti vengono installate sul lato destro alla curve 7, 9, 11 e 15. La barriera di protezione composta da pneumatici sul lato sinistro all'uscita della curva 12 è stata rinnovata. L'erba artificiale sul lato sinistro tra le curve 16 e 17 è stata rimossa.

La Federazione rende noto che al termine della gara del precedente Gran Premio d'Australia, tra le prime dieci vetture classificate è stata sorteggiata la McLaren di Lando Norris per le verifiche tecniche. Le ispezioni hanno riguardato tutto il sistema completo della frizione. Tutti i componenti ispezionati sono risultati essere conformi al regolamento tecnico.

Prima della prima sessione di prove libere del venerdì, sulla vettura di Sergio Pérez, Lewis Hamilton, Esteban Ocon e Yuki Tsunoda viene installata la seconda unità relativa al motore a combustione interna, al turbocompressore, all'MGU-H e all'MGU-K. Sulla vettura di Ocon e Pierre Gasly viene installata la seconda unità relativa all'unità di controllo elettronico. Sulla vettura di Pérez e Tsunoda viene installata la terza unità relativa all'impianto di scarico, mentre sulla vettura di Hamilton, Charles Leclerc, Carlos Sainz Jr., Ocon e Gasly la seconda unità dello stesso componente. Tutti i piloti non sono penalizzati sulla griglia di partenza in quanto i nuovi componenti installati rientrano tra quelli utilizzabili nel numero massimo stabilito dal regolamento tecnico. Sulla vettura di George Russell e Hamilton viene installata la seconda scatola del cambio e la seconda trasmissione. Entrambi i piloti della Mercedes non sono penalizzati sulla griglia di partenza in quanto i nuovi componenti installati rientrano tra quelli utilizzabili nel numero massimo stabilito dal regolamento tecnico.

Aspetti sportivi Il Gran Premio rappresenta il quarto appuntamento stagionale a distanza di due settimane dalla disputa del Gran Premio d'Australia, terza gara del campionato. Dopo la disputa della prova nell'emisfero australe, il mondiale è di nuovo in Asia per la seconda volta in stagione dalla disputa del Gran Premio d'Arabia Saudita. Il Gran Premio del Giappone è la prima di due prove totali calendarizzate nel mese di aprile. L'appuntamento viene disputato in questo mese per la prima volta dal debutto della gara nel calendario del campionato mondiale. Esso coincide con il picco della stagione dei fiori di ciliegio (Sakura) tra la fine di marzo e l'inizio di aprile. Le motivazioni per cui l'evento sia stato posizionato ad aprile sono da ricercarsi nel tentativo della Federazione di regionalizzare i vari eventi e di rendere più sostenibile la logistica. La gara giapponese è infatti posizionata tra il precedente Gran Premio d'Australia e il successivo Gran Premio di Cina, rendendo possibili tre gare consecutive nell'area dell'Oceano Pacifico. Il mondiale disputa una gara sulla tipologia di tracciato permanente per la prima volta dal Gran Premio d'Arabia Saudita. Il contratto per l'inserimento della gara nel calendario mondiale, sempre sul circuito di Suzuka, è stato rinnovato nel mese di febbraio fino alla stagione 2029. Il Gran Premio è sponsorizzato, per la prima volta, dalla compagnia di navigazione svizzera MSC Cruises. La gara si svolge come da programma nonostante il terremoto che ha colpito la costa orientale di Taiwan alcuni giorni prima. A questa edizione assistono spettatori nel corso del weekend di gara, il dato più alto fin dall'edizione del 2006, caratterizzata da una presenza record di spettatori.

Presente nel calendario del campionato mondiale di Formula 1 fin dalla stagione e valido quale prova della categoria dallo stesso anno, il Gran Premio del Giappone vede la disputa della sua quarantanovesima edizione, la trentottesima valida per il mondiale. Fino alla stagione , anno dell'introduzione del Gran Premio del Pacifico nel calendario del campionato mondiale, la gara giapponese fu l'unica a ospitare un Gran Premio di Formula 1 nel continente asiatico. Il circuito di Suzuka, sede della gara a partire dall'edizione del 1987, è il tracciato ad aver ospitato il maggior numero di edizioni della corsa, su tre principali configurazioni. La prima utilizzata dall'edizione inaugurale del 1987 fino all'edizione del 2002, la seconda in uso dalla disputa dell'edizione 2003 fino a quella del 2008, con modifiche alla curva 15, nota come 130R, e alla chicane delle curve 16 e 17, e la terza utilizzata dall'edizione del 2009, quando il circuito tornò a far parte del calendario del campionato mondiale per la prima volta dal . Esso è, tra tutti i circuiti utilizzati, l'unico caratterizzato da un layout con una configurazione a otto, comprendente di un sottopassaggio e conseguente cavalcavia. L'unica diversa località sede della gara è stato il circuito del Fuji, nelle vicinanze di Yokohama, protagonista di quattro edizioni del Gran Premio, nel e nel e nel e nel . Quest'ultime due edizioni furono corse su una diversa configurazione della pista, dopo una profonda rinnovazione dell'impianto. Nella stagione i due circuiti di proprietà di due case automobilistiche nipponiche rivali tra loro, Toyota e Honda, annunciarono che avrebbero organizzato la gara ad anni alterni. Sempre nello stesso anno la Toyota rinunciò a ospitare la Formula 1 sul circuito del Fuji, aprendo le porte al circuito di Suzuka come sede della gara fin da quella stagione. Prima del rinnovo del contratto per disputare l'evento a Suzuka, Osaka fu candidata quale nuova sede della gara su un circuito cittadino, a partire dal 2025.

Il Gran Premio del Giappone non è stato disputato tra il e il , prima di ritornare l'anno successivo sulla nuova sede ridisegnata della pista di Suzuka, e nel e a causa delle problematiche dettate dalla pandemia di COVID-19. La gara venne inserita nel calendario per il , spostata però al 16 aprile, prima di essere definitivamente cancellata. Il Gran Premio, programmato per il 7 aprile della stagione , fu annullato poiché la ricostruzione di alcune sezioni della pista di Suzuka richiedevano troppo tempo. Nel 2020 la gara vide il suo annullamento in quanto la Federazione fu costretta ad annullare diverse tappe per via dell'emergenza sanitaria, senza essere sostituita, non venendo compresa nel calendario della stagione per la prima volta dalla stagione . L'anno successivo il Gran Premio fu annullato per la seconda stagione consecutiva, sempre per via della pandemia, rientrando tra i pochi Gran Premi a essere annullati per due stagioni consecutive, anche in questo caso senza essere rimpiazzato da un altro Gran Premio, a differenza di numerosi altri. Nell'edizione del 1987, la prima corsa sul circuito di Suzuka, la sessione di prove libere fu disputata, eccezionalmente, nella giornata del giovedì. Nelle edizioni del 2004 e 2009, a causa di un tifone, tutte le sessioni nella giornata del sabato furono cancellate. Le qualifiche si disputarono alla domenica mattina. Nelle edizioni del 2010 e 2019, l'ultima disputata, a causa di forte pioggia, le qualifiche furono spostate alla domenica mattina. L'edizione del 2022 ha rappresentato il Gran Premio corso con la media oraria più bassa di sempre nella storia della Formula 1, con 53,582 km/h. Il Giappone ha ospitato due edizioni del soppresso Gran Premio del Pacifico, nel e nel , di cui la prima nello stesso mese di aprile, sul circuito internazionale di Okayama. In queste due stagioni il Paese ospitò due gare sul proprio territorio, per la prima volta, oltre a quello omonimo.

La gara giapponese, quando è stata calanderizzato nella parte conclusiva del campionato, è stato oggetto in passato di diverse assegnazioni sia del titolo piloti, per tredici volte, che di quello costruttori, per nove volte. Il britannico James Hunt vinse il titolo piloti, sul circuito del Fuji, nell'edizione del 1976, seguito dal brasiliano Nelson Piquet, che trionfò in quella del 1987, dal connazionale Ayrton Senna, vincitore del mondiale piloti nelle edizioni 1988, 1990 e 1991, dal francese Alain Prost, nell'edizione del 1989, dal britannico Damon Hill, trionfante nella corsa del 1996, dal finlandese Mika Häkkinen, vincitore del titolo piloti nelle edizioni del 1998 e del 1999, dal tedesco Michael Schumacher, cui ottenne il mondiale nelle edizioni del 2000 e del 2003, dal connazionale Sebastian Vettel, campione del mondo nell'edizione del 2011, e dall'attuale detentore Verstappen nell'edizione del 2022, dove ottenne il secondo titolo. Tutte le vittorie sono state appannaggio di quando il Gran Premio del Giappone fu l'ultima o la penultima gara della stagione, con l'eccezione dei trionfi di Vettel, arrivato quando la gara giapponese fu la quindicesima prova di diciannove della stagione, e di Verstappen, quando la corsa fu la diciottesima su ventidue totali. La McLaren vinse il titolo costruttori per due volte, nel 1990 e nel 1998, seguita dalla Benetton nel 1995, dalla Williams nel 1997, dalla Ferrari e dalla Mercedes, anch'esse per due volte, nel 1999 e 2003 per la scuderia di Maranello, e nel 2016 e 2019 per la scuderia tedesca, e dalla Red Bull Racing, nell'edizione precedente.