Biografia Figlio di Francesco Ruffo, II duca di Bagnara, e di sua moglie Guiomara Ruffo, dei principi di Scilla, fu inviato quindicenne a studiare a Napoli, dove maturò la sua vocazione e decise di abbracciare la vita religiosa tra i frati domenicani. Prese l'abito religioso in San Domenico Maggiore il 16 luglio 1634 e, compiuto il noviziato, professò i voti il 22 luglio 1635.Francesco Ricci, BSS, Prima appendice (1987), col. 1186.

Completò la sua formazione ecclesiastica a Salamanca e nel 1641 rientrò a Napoli. Si dedicò all'insegnamento e nel 1644 fu ordinato prete. Fu reggente degli studi nella provincia napoletana dell'ordine e rettore del collegio San Tommaso d'Aquino. Nel suo ordine, ebbe l'incarico di definitore, visitatore, provinciale e priore del convento napoletano di San Domenico Maggiore.

Nominato procuratore generale dell'ordine, nel 1677 si stabilì a Roma. Fu eletto arcivescovo di Bari il 10 aprile 1684, consacrato il 16 aprile e il 24 aprile gli fu imposto il pallio dei metropoliti; raggiunse Bari il 23 luglio successivo.

Da arcivescovo, si preoccupò di applicare i decreti del Concilio di Trento, curò la formazione dei candidati al sacerdozio e potenziò il seminario e, attraverso visite pastorali, ristabilì la disciplina religiosa nei monasteri; lottò contro gli abusi del clero e difese le libertà ecclesiastiche dalle ingerenze del potere civile.Francesco Ricci, BSS, Prima appendice (1987), col. 1187.

In punto di morte, ordinò di distribuire il ricavato della vendita della sua argenteria ai poveri. La sua tomba è nella basilica cattedrale di Bari.

Il 3 agosto 1745 fu aperto il processo ordinario in vista della beatificazione del vescovo, ma la causa ristagna.

Rappresentazioni artistiche Nel 2018, l'artista Giorgio Esposito ha realizzato un ritratto di Monsignor Tommaso Maria Ruffo, arcivescovo metropolita di Bari dal 1684 al 1691. L'opera, dipinta con tecnica a olio su tela e delle dimensioni di 80×100 cm, è conservata nella Chiesa di San Giuseppe a piazza Chiurlia, a Bari.

Il dipinto ritrae Monsignor Ruffo in una posa solenne, sottolineando il suo ruolo di pastore e riformatore della Chiesa locale. Attraverso dettagli accurati e un uso sapiente della luce, Esposito enfatizza la spiritualità e l'autorità del prelato, rendendo omaggio alla sua dedizione al rinnovamento ecclesiastico e alla formazione del clero. La collocazione dell'opera nella Chiesa di San Giuseppe celebra il legame tra il prelato e la città di Bari, dove egli servì con dedizione fino alla sua morte nel 1691.

Note

Bibliografia Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969.

Collegamenti esterni Ritratto di Monsignor Tommaso Maria Ruffo di Giorgio Esposito – Descrizione e dettagli dell'opera sul sito ufficiale.

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