Nella fase tarda della Cina imperiale, regnanti le dinastie Ming (1368–1644) e Qing (1636–1912), la Corte di Pechino creò l'ufficio di viceré della Cina per supervisionare l'operato dei governatori provinciali e/o gestire particolari periodi di crisi territorialmente localizzate.
Questi viceré/governatori generali (zh. ; manciù ) di solito amministravano diverse province ed erano responsabile di tutti gli affari militari, alimentari, salariali, fluviali e politico-amministrativi della loro regione di giurisdizione. Erano ufficiali nominati e dipendenti direttamente dall'imperatore.
Uno dei più importanti Zǒngdū era il viceré di Zhili la cui area di competenza comprendeva il territorio della capitale imperiale, Pechino: es. Yuan Shikai, in seguito presidente della Repubblica di Cina (1912-1949), ricoprì tale carica.
Elenco dei viceré Gli Zǒngdū (e le relative province subordinate) in epoca Qing (1636–1912) furono:
TitoloProvince controllateViceré di ZhiliZhili (nell'attuale Hebei)Viceré di LiangjiangJiangsu, Jiangxi e AnhuiViceré di Min-ZheFujian, Zhejiang e TaiwanViceré di HuguangHunan e HubeiViceré dello Shaan-GanShaanxi e GansuViceré del LiangguangGuangdong e GuangxiViceré di Yun-GuiYunnan e GuizhouViceré del SichuanSichuanViceré delle tre province orientaliFengtian, Jilin e Heilongjiang
Gli storici cinesi spesso classificano il viceré di Zhili come il più onorevole e potente, mentre il viceré di Liangjiang come il più ricco. Alcune province non erano soggette ad alcun viceré: es. Shandong, Shanxi ed Henan.
Oltre ai viceré "regionali", c'erano poi viceré speciali: es. il Viceré dei fiumi meridionali e il Viceré dei fiumi orientali, incaricati di sorvegliare i grandi corsi d'acqua dell'Impero.
Storia Dinastia Ming
Alla fondazione della dinastia Ming (1368–1644) da parte del capo-ribelle Zhu Yuanzhang, poi imperatore Ming Hongwu (r. 1368–1398), la neonata dinastia di etnia Han mantenne la divisione dell'Impero in province ereditato dalla sconfitta dinastia Yuan (1271–1368) di etnia mongola. Rispetto al sistema amministrativo degli Yuan, Hongwu passò però da 11 province a 13 province (zh. ) e due aree di diretto governo imperiale.. Il potere nelle province Ming era gestito da un sistema tripartito: Commissione provinciale amministrativa (zh. ); Commissione provinciale di sorveglianza (zh. ); e Commissione regionale militare (zh. ).
Nel corso della prima metà del XV secolo, divenne chiaro agli imperatori Ming ed alla loro Corte che necessitava creare un livello amministrativo intermedio tra la capitale e le province per meglio coordinarne la gestione e sedarvi eventuali rivolte. Le prime massicce riforme amministrative vennero promosse dall'imperatore Ming Xuande (r. 1399–1435) che, principiando nel 1425, nominò dei "governatori/coordinatori" (zh. ) incaricati di vigilare e coordinare i tre uffici provinciali, oltre a promuovere una brutale epurazione del Censorato (zh. ), l'organo di vigilanza imperiale. Gli Xúnfǔ si diffusero allora in quasi tutte le province e, nel 1441, quando fu necessario intervenire nello Yunnan contro i Möng Mao (v.si Campagne Luchuan–Pingmian), al Ministro della Guerra Wang Ji furono garantiti poteri vicereali, addirittura superiori a quelli degli Xúnfǔ, dalla reggenza dell'imperatore-bambino Ming Zhengtong (r. 1435–1449).
L'ufficio del viceré era allora riservato ai segretari/cancellieri (zh. ). del c.d. "Gran Segretariato",. motivo per cui, spesso, chi ricopriva tale carica serviva contemporaneamente anche tra i ranghi di uno dei Ministeri, o, similarmente agli Xúnfǔ, ai membri del suddetto Censorato. Si trattava però di incarichi creati ad hoc e non di uffici veri e propri: es. al termine della campagna nello Yunnan, Wang Ji fu ricompensato con un titolo feudale, non venne confermato viceré della regione né si procedette a sostituirlo in tale mansione.
Nel 1469, sotto l'imperatore Ming Chenghua (r. 1464–1487), il viceré di Liangguang (comprendente le province di Guangdong e Guangxi) divenne un ufficio permanentemente..
In generale, dalle decadi finali del XV secolo e soprattutto nel XVI secolo, la creazione ed assegnazione dell'ufficio vicereale si fece sempre più frequente, spesso legandosi a necessità militari: es. nel 1510, sotto l'imperatore Ming Zhengde (r. 1505–1521), fu creato il viceré di Xuanda per difendere la Grande Muraglia dalle annuali invasioni mongole degli Yuan Settentrionale; nel 1550, sotto l'imperatore Ming Jiajing (r. 1521–1567), fu nominato il viceré di Zhezhi per fronteggiare la minaccia dei wokou, una pericolosa ed eterogenea coalizione di pirati cino-giapponesi;. ecc.
Transizione tra Ming e Qing
Dagli ultimi anni del regno di Ming Wanli (r. 1572–1620), la dinastia Ming dovette fronteggiare molteplici minacce, interne ed esterne, in un lento logorio che la costrinse a ripiegare verso le province meridionali dell'Impero ed infine la consumò. Gli Zǒngdū Ming giocarono un ruolo fondamentale in questa catena d'eventi fatale per la dinastia.
Anzitutto, nel 1618, gli Jurchen della Manciuria, sotto il khagan Nurhaci (r. 1616–1626), iniziarono il sistematico attacco della Cina. Nel 1621, regnante l'imperatore Ming Tianqi (r. 1620–1627), i capi-tribù degli Yi del Sichuan e del Guizhou, She Chongming e An Bangyan, si rivoltarono all'oppressione fiscale dei Ming, imposta proprio per contenere la minaccia manciù, innescando una rivolta che sarebbe durata sino al 1629: c.d. "Rivolta di She-An".. Nel 1626, nella battaglia di Ningyuan, il generale Yuan Chonghuan sconfisse Nurhaci e difese Ningyuan dai Manciù: Nurhaci sarebbe morto diversi mesi dopo e Yuan Chonghuan sarebbe diventato successivamente viceré di Jiliao..
Entro il 1627, la guerra con gli Jurchen (che si presentavano come eredi dell'antica dinastia Jīn, da cui il nome "dinastia Jīn posteriore" seppur passarono poi alla storia come "dinastia Qing") e con gli Yi avevano ormai prosciugato le casse dei Ming.Lo sforzo bellico richiesto per sedare la sola Rivolta di She-An costò ai Ming un totale di 35 milioni di tael d'argento e consumò 145 miliardi di chilogrammi di grano - .. Fioccavano poi in quelle decadi disastri naturali (forse dovuti alla piccola era glaciale) nelle province settentrionali dell'impero: fond. Shaanxi, Shanxi ed Henan.A titolo di es.: il 24 gennaio 1556 uno dei più devastanti terremoti della storia colpì la provincia dello Shaanxi, nei pressi di Hua Shan (Weinan), provocando la morte di circa persone.. Per gestire la crisi finanziaria provocata dai conflitti in atto, il nuovo imperatore, Ming Chongzhen (r. 1627–1644), tagliò i fondi del servizio postale imperiale, provocando la disoccupazione di massa di un gran numero di uomini delle province centrali e settentrionali intorno alla regione del Fiume Giallo, cioè appunto Shaanxi, Shanxi ed Henan, deteriorando ulteriormente il controllo governativo dell'area a favore di un banditismo ormai ivi endemico e di numerose rivolte contadine di vasta portata: nel 1628 scoppiò la prima grande rivolta contadina nella Cina del Nord. ed entro il 1631 circa 200.000 ribelli operanti in 36 gruppi distinti seminavano il caso nelle province settentrionali dell'Impero..
Nel frattempo, mentre Yuan Chonghuan seguitava a difendere Ningyuan e Jinzhou dagli attacchi mancesi, il nuovo khan dei tungusi, Huang Taiji (r. 1626–1643), aggirò le sue forze, sfondò la Grane Muraglia a ovest del Passo Shanhai e raggiunse la capitale. Nel 1630, un incollerito Chongzhen fece dunque arrestare Yuan per tradimento e lo condannò a morte. Prima dell'esecuzione, il viceré s'accomiatò dal mondo con questa poesia:
Con Yuan Chonghuan ormai in declino, il generale Hong Chengchou, viceré di Shaan-Gan, fu incaricato di reprimere la rivolta contadina guidata da Gao Yingxiang e Li Zicheng nel nord-ovest della Cina. Chongzen creò anche Lu Xiangsheng viceré delle province di Shaanxi, Shanxi, Henan, Huguang e Sichuan per supportare Hong nella lotta contro Gao Yingxiang e fu proprio Lu a sconfiggere i 300.000 ribelli con solo di 20.000 uomini. Prima che Lu potesse sopprimere tutti i resti della rivolta contadina, fu però nominato viceré di Xuanda ed inviato a combattere Huang Taiji (ormai nominatosi imperatore di Qing, r. 1636–1643) sulla Grande Muraglia, ove morì nel 1638 in seguito ad una carenza di rifornimenti protrattasi per sette giorni. Alcuni studiosi ritengono che, a questo punto, la fine dei Ming sia imputabile all'operato di Hong Chengchou, viceré di Jiliao nel triennio 1639–1641 e grande favorito di Chongzen, che fu sconfitto dai Manciù nella battaglia di Song-Jin, perdendovi quasi la metà degli effettivi, e non si fece scrupolo di passare al servizio del nemico (1642).
Nel 1644, Li Zicheng dichiarò la fondazione dell'effimera dinastia Shun (1644–1645), marciò su Pechino e la conquistò, mentre Chongzhen s'impiccava ad un albero della Città Proibita.. Mentre Li Zicheng tentava, inutilmente, di opporsi alla calata dei manciù di Dorgon (reggente per conto del nipote infante Qing Shunzhi, r. 1644–1661), principi e funzionari Ming ripiegarono sulla capitale meridionale, Nanchino, fondandovi la dinastia Ming Meridionale (1644–1683). ed iniziando a contendete ai Qing il controllo sulla Cina del Sud. Dorgon si sbarazzò degli Shun nella Battaglia del passo Shanhai e l'8 novembre incoronò a Pechino suo nipote Shunzhi imperatore della Cina..
Tra il 1644 ed il 1659, la lotta tra Qing e Ming si spostò nella Cina del Sud, ove la dinastia sconfitta manteneva il controllo sul vicereame del Liangguang, sullo Yunnan e nel Fujian.
Nel quadriennio 1644–1647, il viceré del Liangguang fu un funzionario Ming (contestualmente, gli imperatori Ming avevano la loro capitale a Fuzhou, nel Fujian, 1645–1646, e poi a Canton, nel Guangdong, 1646–1647). Dorgon strappò Canton ai Ming nel 1647 grazie ai servigi dell'ennesimo generale Ming voltagabbana, Li Chengdong, che lo sbarazzò dell'imperatore Ming Shaowu (mentre l'imperatore Ming Yongli si rifugiava a Nanning, nel Guangxi). salvo poi ribellarglisi contro perché scontento che i Qing non fossero intenzionati a fare del Guagdong un viceregno ma un semplice governatorato! (resistenza Ming nel tardo 1647) e 765 (ammutinamento di Li Chengdong). I Qing riuscirono a mantenere il controllo su parte del Guagndong con il viceré Tong Yangjia nel quadriennio 1647–1651, mentre i Ming avvicendavano ben otto diversi viceré (tra cui lo stesso Li Chengdong), e riconquistarono definitivamente Canton nel 1650, anno della morte di Dorgon. Solo nel 1659 si chiuse il mandato dell'ultimo (duraturo) viceré-Ming del Liangguang, Lian Chengbi.
La lotta contro i Ming ed i loro simpatizzanti nello Yunnan, nel Guangdong e nel Fujian costrinse Dorgon e Shunzhi ad appoggiarsi a diversi altri signori della guerra Ming, oltre all'onnipresente Hong Chengchou (nel 1653–1658 viceré di Huguang, Liangguang e Yun-Gui; pensionato dai Qing solo nel 1659), tra cui primeggiarono Wu Sangui, Shang Zhixin e Geng Jingzhong che vennero poi ricompensati con il dominio feudale su quelle terre. Wu Sangui organizzò però poi con Shang, Geng ed altri anti-Qing la c.d. "Rivolta dei Tre Feudatari" (1673–1681) al termine della quale l'imperatore Qing Kangxi (r. 1661–1722) fu finalmente libero di chiudere la contesa con i Ming conquistando il Regno di Tungning (Taiwan)..
Dinastia Qing
XVII-XVIII secolo