In Svizzera nel 2024 si sono tenuti due referendum popolari il 3 marzo, quattro il 9 giugno, due il 22 settembre e quattro il 24 novembre.

Referendum di marzo Primo quesito Il primo quesito riguardava l'iniziativa popolare Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS). L'iniziativa chiedeva di aumentare la rendita pensionistica AVS aggiungendo ogni anno una tredicesima mensilità, senza che tale supplemento comportasse la riduzione delle prestazioni complementari. La rendita minima AVS sarebbe quindi stata innalzata da 14.700 a 15.925 franchi e quella massima da 29.400 a 31.850 franchi. Tale incremento era considerato indispensabile dal comitato promotore a causa dell'aumento del costo della vita.

Il Parlamento aveva respinto l'iniziativa, il Consiglio nazionale con 126 no, 69 sì e 2 astensioni e il Consiglio degli Stati con 31 no, 10 sì e 1 astensione. Anche il Consiglio federale raccomandava di respingere l'iniziativa ritenendo i costi supplementari non sostenibili se non a fronte di un incremento delle imposte e rilevando che la maggior parte dei pensionati non necessitasse di tale aumento disponendo di entrate supplementari come le rendite delle casse pensioni mentre le persone in difficoltà a provvedere al proprio sostentamento avessero già diritto a prestazioni complementari.

Secondo quesito Il secondo quesito riguardava l'iniziativa popolare Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile (Iniziativa sulle pensioni). L'iniziativa proponeva di innalzare progressivamente l'età di pensionamento per entrambi i sessi da 65 a 66 anni entro il 2033 e, in seguito, di adeguarla automaticamente in funzione della speranza di vita media. Ciò avrebbe garantito a lungo termine il finanziamento dell'AVS che i promotori ritenevano seriamente a rischio.

Il Parlamento aveva respinto l'iniziativa, il Consiglio nazionale con 143 no, 40 sì e 11 astensioni e il Consiglio degli Stati con 32 no, 11 sì e 1 astensione. Anche il Consiglio federale raccomandava di respingere l'iniziativa ritenendo troppo rigido l'automatismo che avrebbe determinato l'aumento dell'età di pensionamento tramite un calcolo matematico senza considerare altri aspetti come lo sviluppo dell'economia e del mercato del lavoro.

Risultati Titolo sinteticoSìNoNulliTotaleIscrittiAffluenzaCantoni a favoreCantoni controRisultatoVoti%Voti%PieniMezziPieniMezziIniziativa per una 13esima mensilità AVS1.884.09658,31.350.32541,728.7583.263.1795.591.44658,36%14264 ApprovatoIniziativa sulle pensioni808.57825,22.393.93074,847.5473.250.05558,13%00206

Referendum di giugno Primo quesito Il primo quesito riguardava l'iniziativa popolare Al massimo il 10 per cento del reddito per i premi delle casse malati (Iniziativa per premi meno onerosi). L'iniziativa chiedeva che i premi a carico degli assicurati dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie non superassero il 10 per cento del reddito disponibile. La Confederazione e i Cantoni avrebbero dovuto di conseguenza incrementare le risorse da destinare alle riduzioni dei premi con la Confederazione che avrebbe coperto i due terzi degli importi di tali riduzioni e i Cantoni il restante terzo.

Il Parlamento aveva respinto l'iniziativa, il Consiglio nazionale con 123 no, 70 sì e 3 astensioni e il Consiglio degli Stati con 32 no, 11 sì e 1 astensione. Anche il Consiglio federale raccomandava di respingere l'iniziativa ritenendola troppo onerosa in quanto avrebbe comportato per la Confederazione spese supplementari annuali di miliardi di franchi. Parlamento e Consiglio avevano inoltre elaborato un controprogetto indiretto, che sarebbe entrato in vigore in caso di respingimento dell'iniziativa, che prevedeva che il Consiglio federale stabilisse ogni quattro anni l’aumento massimo ammesso dei costi a carico dell’assicurazione obbligatoria vagliando misure correttive in caso di superamento di tale soglia.

Secondo quesito Il secondo quesito riguardava l'iniziativa popolare Per premi più bassi – Freno ai costi nel settore sanitario (Iniziativa per un freno ai costi). L'iniziativa chiedeva l'introduzione di un freno ai costi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Se l’aumento dei costi sanitari superasse di oltre il 20% l’aumento dei salari, la Confederazione e i Cantoni avrebbero dovuto adottare provvedimenti per ridurre i costi. L’iniziativa non specificava le modalità di calcolo dei salari e della crescita economica né i provvedimenti da adottare per ridurre i costi, che sarebbero quindi stati stabiliti dal Parlamento in sede di legge attuativa.

Il Parlamento aveva respinto l'iniziativa, il Consiglio nazionale con 110 no, 31 sì e 55 astensioni e il Consiglio degli Stati con 20 no, 14 sì e 10 astensioni. Anche il Consiglio federale raccomandava di respingere l'iniziativa ritenendola troppo rigida in quanto non prendeva in considerazione altri motivi che possono causare un aumento dei costi sanitari come l’invecchiamento della popolazione o i progressi della medicina. Anche a questa seconda iniziativa si contrapponeva lo stesso controprogetto indiretto del Parlamento e del Consiglio relativo al primo quesito.

Terzo quesito Il terzo quesito riguardava l'iniziativa popolare Per la libertà e l’integrità fisica. L'iniziativa, promossa nel contesto della pandemia di COVID-19 e della relativa vaccinazione, chiedeva che gli interventi statali che incidono sull'integrità fisica o psichica di una persona potessero essere effettuati solo se questa avesse dato il suo consenso. L'iniziativa chiedeva inoltre che nessuno potesse essere punito o penalizzato per aver rifiutato di dare il proprio consenso.

Il Parlamento aveva respinto l'iniziativa, il Consiglio nazionale con 145 no, 49 sì e 1 astensione e il Consiglio degli Stati con 37 no, nessun sì e 7 astensioni. Anche il Consiglio federale raccomandava di respingere l'iniziativa evidenziando che il rispetto dell’integrità fisica fosse già sancito dalla Costituzione e che l'iniziativa fosse formulata in termini così generici da poter comprendere in linea di principio anche le attività di polizia e l’esecuzione delle pene.

Quarto quesito Il quarto quesito riguardava la conferma della legge federale del 29 settembre 2023 su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili (Modifica della legge federale sull’energia e della legge sull’approvvigionamento elettrico). La legge proponeva una serie di misure con l'obiettivo di aumentare in tempi brevi la produzione in Svizzera di elettricità a partire da fonti rinnovabili come acqua, sole, vento o biomassa aumentando l'autosufficienza energetica del Paese. Le misure principali consistevano in una serie di incentivi e promozioni all'installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici, di condizioni di pianificazione agevolate per impianti eolici e solari oltre che il via libera alla realizzazione di 16 progetti idroelettrici che prevedevano la costruzione di nuove dighe o l'innalzamento di dighe già esistenti.

Il Parlamento aveva approvato la legge, il Consiglio nazionale con 177 sì e 19 no e il Consiglio degli Stati all'unanimità con 44 sì. Contro la legge era stato chiesto un referendum da parte di un comitato ambientalista che sosteneva che la legge avrebbe facilitato il disboscamento e permesso di devastare il paesaggio e di distruggere biotopi protetti.

Risultati Titolo sinteticoSìNoNulliTotaleIscrittiAffluenzaCantoni a favoreCantoni controRisultatoVoti%Voti%PieniMezziPieniMezziIniziativa per premi meno onerosi1.117.09544,51.391.64555,536.4152.545.1555.599.46445,45%71135Iniziativa per un freno ai costi927.38637,21.563.76962,851.2732.542.42845,40%50156Iniziativa per la libertà e l'integrità fisica655.10626,31.838.74073,746.8422.540.68845,37%00206Legge sull'approvvigionamento elettrico sicuro1.717.60768,7781.81131,344.0082.543.42645,42%- Approvato

Referendum di settembre Primo quesito Il primo quesito riguardava l'iniziativa popolare Per il futuro della nostra natura e del nostro paesaggio (Iniziativa biodiversità). L'iniziativa chiedeva più fondi e più superfici protette per la biodiversità, esigeva un maggiore impegno da parte della Confederazione e dei Cantoni per la salvaguardia di paesaggi e siti caratteristici, chiedeva che gli elementi distintivi di tali siti fossero mantenuti intatti e mirava a rafforzare la tutela del paesaggio anche al di fuori delle zone protette.

Il Parlamento aveva respinto l'iniziativa, il Consiglio nazionale con 124 no, 72 sì e 2 astensioni e il Consiglio degli Stati con 33 no e 12 sì. Anche il Consiglio federale raccomandava di respingere l'iniziativa ritenendola eccessiva poiché limitava eccessivamente il margine di azione dello Stato in ambiti importanti come l’approvvigionamento energetico, l’agricoltura e lo sviluppo degli insediamenti.

Secondo quesito Il secondo quesito riguardava la conferma della modifica del 17 marzo 2023 della legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP) (Riforma della previdenza professionale). La riforma tentava di porre rimedio al problema del finanziamento delle rendite della previdenza professionale svizzera diventato insostenibile a causa dei rendimenti particolarmente bassi sui mercati finanziari e dell’aumento della speranza di vita. A tal fine la riforma riduceva dal 6,8 al 6,0 per cento l’aliquota di conversione nella parte obbligatoria della previdenza professionale da cui si calcolava l'ammontare delle rendite. Per ridurre il meno possibile le rendite, la riforma prevedeva delle misure compensative: l'aumento dei contributi salariali da versare a carico dei lavoratori e dei datori di lavoro e l'introduzione di un supplemento di rendita per la generazione di transizione cioè i lavoratori prossimi alla pensione (con meno di 15 anni di lavoro residuo) che non avrebbero avuto il tempo di accumulare un avere di vecchiaia sufficiente con l'aumento di contributi introdotto dalla riforma. La riforma abbassava infine la soglia di entrata alla previdenza professionale da 22.050 a 19.845 franchi all'anno di RAL, aumentando la platea dei lavoratori assicurabili.

Il Parlamento aveva approvato la legge, il Consiglio nazionale con 113 sì, 69 no e 15 astensioni e il Consiglio degli Stati con 29 sì, 8 no e 5 astensioni. Contro la legge era stato chiesto un referendum da parte di un comitato che riteneva la riforma una "fregatura" che comportava che i lavoratori assicurati pagassero più contributi ricevendo rendite ancor più basse e sosteneva che l'unico beneficiario della riforma fosse l'industria finanziaria che avrebbe continuato a guadagnare miliardi a scapito degli assicurati.

Risultati Titolo sinteticoSìNoNulliTotaleIscrittiAffluenzaCantoni a favoreCantoni controRisultatoVoti%Voti%PieniMezziPieniMezziIniziativa biodiversità926.05937,01.579.46763,030.4352.535.9615.611.28945,19%11195Riforma della previdenza professionale810.56932,91.655.51367,161.4642.527.54645,04%-

Referendum di novembre Primo quesito Il primo quesito riguardava la conferma del decreto federale del 29 settembre 2023 sulla Fase di potenziamento 2023 delle strade nazionali. La legge si proponeva di decongestionare sei tratti della rete stradale nazionale aggiungendo una corsia autostradale supplementare in tre tratti dell'A1 tra Le Vengeron e Nyon, tra Berna-Wankdorf e Schönbühl e tra Schönbühl e Kirchberg e realizzando una nuova galleria sotto il Reno a Basilea per l'A2, una seconda canna della galleria Fäsenstaub a Sciaffusa per l'A4 e una terza canna della galleria del Rosenberg a San Gallo per l'A1. Il costo dei progetti ammontava a 4,9 miliardi di franchi.