La Distilleria di Barletta, complesso industriale dismesso da decenni, è stata a lungo il più grande insediamento di trasformazione di prodotti agricoli della Puglia e la più grande distilleria dei sottoprodotti della vinificazione, di carrube e di melasso, del Mezzogiorno italiano.
Essa è ubicata in Via Vittorio Veneto nei pressi della stazione ferroviaria di Barletta.
Il complesso è un’importante testimonianza di Archeologia Industriale ed è da tempo in attesa di un recupero complessivo i cui presupposti sono stati creati nel tempo attraverso l’impegno dell’associazionismo, di alcuni amministratori e di parte della cittadinanza barlettana a partire dal 1990.
Fra gli ultimi tentativi di determinare una svolta ai fini del recupero del complesso, va ricordato quello riguardante il progetto di destinare una parte degli edifici della fabbrica alla creazione di una "cittadella della musica concentrazionaria", alla quale si affiancherebbe la sede, prevista già dal 2017, dell'Istituto di letteratura musicale concentrazionaria Francesco Lotoro.
Particolarmente rilevante, in ogni caso, è che il 6 giugno 2017, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, veniva ammesso a finanziamento per l’importo di € 2.000.000,00 il progetto candidato dal Comune di Barletta per il “Recupero funzionale del corpo centrale della ex distilleria”, progetto per la realizzazione del quale il Comune stesso, a titolo di cofinanziamento, destinava la somma di € 1.500.000,00 del proprio Bilancio.
Secondo quanto previsto dal progetto stesso, il corpo centrale dell’ex Distilleria è destinato ad un uso sociale e culturale, attraverso la realizzazione di: 1) una "Agorà" per eventi culturali, mostre, rappresentazioni teatrali e cinematografiche, corsi formativi, convegni, meeting e riunioni, partecipazione e inclusione dei cittadini; 2) un Hub dei servizi sociali o altre strutture simili.
Resta comunque il fatto che, fino ad oggi, quel progetto è ben lungi dall’essere stato avviato a realizzazione, malgrado l’antico stabilimento sia ormai in gravissimo stato di degrado.
Storia e descrizione La distilleria nacque nel 1882, periodo in cui Barletta iniziava a conoscere l'industrializzazione. Nello stesso periodo, infatti, Giuseppe Candiani creava sempre a Barletta un opificio per la produzione di acido tartarico.
La nascita e l’evoluzione storica dello stabilimento si svolgono attraverso numerose tappe, fra le quali qui si possono ricordare le seguenti.
Nel 1882 la ditta Ermenegildo Castiglione-Consonni Pirelli & C. di Milano dà inizio alla sua costruzione. I primi fabbricati sono realizzati sotto la direzione e in base al progetto dell'ingegner G. Milano di Barletta, dalle imprese Piccolo e Palmiotto, anch'esse di Barletta.
Nel 1894 la proprietà della Distilleria stipula una convenzione con la Società Ferrovie Meridionali per la concessione e la realizzazione di un binario di raccordo.
Nel 1897 lo stabilimento passa alla Società Italiana degli Alcool (S.I.A).
Nel 1902, per garantirsi un’adeguata disponibilità di vinaccia e di acquavite da rettificare, la S.I.A. organizza l’Unione Produttori Vinaccia cui fornisce capitali ed impianti.
Nel 1905 la S.I.A. entra a far parte della Società Anonima Distillerie Italiane, cedendo ad essa lo stabilimento di Barletta come quota sociale.
Nello stesso anno si realizzano nuove costruzioni e si installano nuovi impianti, fra i quali: un fabbricato destinato ad ospitare un grande serbatoio di 4500 hl; un edificio confinante con la Via Estramurale ad uso uffici ed abitazioni; un apparecchio di distillazione e rettificazione continua; delle caldaie provenienti dall'impianto di Pontelagoscuro.
Nel 1906 viene costruito un lungo fabbricato in confine con la proprietà Reichlin & C. adibito a magazzino di cognac.
Nel 1908 vengono sostituite due vecchie caldaie ed è costruito un nuovo camino a loro servizio. Vengono installati 35 nuovi serbatoi nel magazzino alcool per una capienza di 12.000 hl.
Nel 1910 in una nuova costruzione si installano due serbatoi in ferro da 5.600 hl cadauno. Tra i magazzini e la ferrovia viene collocato un parco-deposito di vagoni-serbatoi, con quattro binari serviti da una piattaforma e un carrello trasbordatore.
Nel 1914 vengono costruiti edifici a tettoia da adibire a laboratorio falegnami e bottai, a deposito fustame e rimessa.
Nel 1918 vengono acquistati tutti i terreni retrostanti sino all'asilo di mendicità e lo stabilimento vitivinicolo De La Roche-Foucault, ubicati nella zona.
Altri numerosi ampliamenti e aggiornamenti tecnici continuano ad essere realizzati almeno fino al 1930, quando gli interventi di miglioramento cominciano a diradarsi.
Nel 1939 la Distilleria diviene di proprietà della Società Italiana Spiriti (S.I.S.) che 1a gestisce fino al 1963.
Dal 1950 in poi, diminuiscono progressivamente gli interventi di manutenzione straordinaria e la vita tecnica della fabbrica declina progressivamente.
Dal 1963 al 1967 essa viene concessa in fitto alla Distillerie Italiane S.p.A.
Nel 1967 viene ceduta alla D.E.C.A. S.p.A. del gruppo Eridania che deciderà di procedere alla liquidazione e alla chiusura della fabbrica.
Alla decisione si oppongono i sindacati e, dopo un lungo periodo di agitazioni, la Distilleria viene rilevata dall'Ente Regionale di Sviluppo dell’Agricoltura Pugliese, che ne affida la gestione alla Centrale Cantine.
Negli anni fra il 1968 al 1976, lo stabilimento vive una nuova e intensa stagione produttiva, raggiungendo risultati economici eccezionali per la condizione di vetustà della struttura tecnica della fabbrica.
Successivamente la Distilleria è sempre meno produttiva e la sua obsolescenza tecnica pesa sempre di più sulle sue sorti economiche.
Dai primi anni Ottanta si susseguono varie vicende che sembrano spingere la storica fabbrica verso la sua demolizione e la sua sostituzione con un vasto intervento edilizio di tipo residenziale; intervento che non sarà mai avviato per varie ragioni fra le quali spicca l'emanazione, nel 1990, di un Decreto di Tutela del complesso da parte del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Decreto richiesto e ottenuto con una istanza presentata nello stesso anno da una aggregazione di associazioni civiche, culturali e ambientaliste di Barletta.
Note
Categoria:Architetture di Barletta Categoria:Archeologia industriale in Italia Categoria:Distillerie italiane