Origine Figlio primogenito del conte di Arles, Tebaldo (ca. 860-895) e di Berta di Lotaringia (863-925), figlia terzogenita del re di Lotaringia Lotario II e della seconda moglie Waldrada, scomunicata da papa Niccolò I in quanto considerata concubina, quindi nipote dell'imperatore Lotario I (Ugo menzionò i propri genitori, Tebaldo e Berta nel documento della fondazione del monastero di San Pietro, del 924 Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus IX, Diplomata Hugonis Comitis Provinciæ et Regis Italiæ I, anno 924, pp. 689-690 e in una donazione dell'8 marzo 934 Recueil des Chartes de l'Abbaye de Cluny, tome I, documento 417, pp. 403-404).

Tebaldo d'Arles era l'unico figlio del marchese della Borgogna Transgiurana e abate laico di San Maurizio d'Agauno e dell'abbazia di Lobbes, Uberto del Vallese (?-866), come ci confermano gli Annales Vedastini Monumenta Germanica Historica, tomus I: Annales Vedastini, anno 880, p. 518 , mentre della madre non si conoscono né il nome né gli ascendenti #ES Foundation for Medieval Genealogy : Nobiltà della provenza - HUBERT.

Biografia Nell'895, alla morte del padre gli subentrò nel titolo di conte d'Arles.

Sua madre, Berta, rimasta vedova, tra l'887 e l'895, tra l'895 e l'898 sposò, in seconde nozze, il marchese di Toscana, Adalberto II Ricco Monumenta Germaniae Historica, tomus III: Liutprandi Antapodosis Lib. III, p. 306 (875-915), figlio del marchese Adalberto I e di Richilde di Spoleto.Berta intervenne spesso nelle vicende e negli affari del regno d'Italia cosa che influenzerà la vita futura di Ugo.

Nel 905, ricevuto il titolo di conte di Vienne #ES Foundation for Medieval Genealogy : re d'Italia - HUGUES, Ugo si trasferì a Vienne, divenendo aiutante del re di Provenza, Ludovico, il quale, riconoscendo di non essere più in grado di resistere alle pressioni dei suoi feudatari, per la sua menomazione subita (Berengario del Friuli, contro il quale Ludovico III combatteva per avere la corona d'Italia, lo aveva sconfitto e fatto accecare Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Reginonis Chronicon, anno 905, p. 611 ), secondo lo storico francese Christian Settipani, lo aveva designato come aiutante #ES Foundation for Medieval Genealogy :re di Provenza - LOUIS.

Marchese di Provenza Nel 911, Ugo venne nominato dal re di Provenza, Ludovico, che era suo cugino, reggente di Provenza col titolo di marchese. Ugo spostò la capitale del regno da Vienne ad Arles, da dove governò con la sua corte.

Nel 912 Ugo sposò la sorellastra di Ludovico, Willa di Provenza (ca. 873-† prima del 924), figlia del re di Provenza Bosone e della sua prima moglie di cui non si conoscono né generalità né ascendenti (l'esistenza di questa moglie è confermata dagli Annales Fuldenses, che affermano che il conte di Provenza, Bosone, avvelenò la (prima) moglie Monumenta Germaniae Historica, tomus I: Annalium Fuldensium Pars Tertia, p. 392 e non - come erroneamente da alcuni viene sostenuto - Ermengarda d'Italia, figlia dell'imperatore Ludovico il Giovane e di Engelberga d'Alsazia). Willa era recente vedova del re di Borgogna Rodolfo I (859-912).Ugo rimase vedovo verso il 924. La moglie, Willa morì, prima del 924, anno in cui Ugo nel documento della fondazione del monastero di San Pietro, citò Willa di Provenza, come già morta.

Rimasto vedovo, Ugo, come è provato sempre dal documento della fondazione del monastero di San Pietro, si era sposato, in seconde nozze, prima del 924, con Ada o Hilda (Ugo, nel succitato documento menzionò le due mogli, sia quella deceduta, Willa, che la nuova, Ada o Hilda), di cui non si conoscono gli ascendenti, ma che, secondo il cronista Liutprando da Cremona, era di origine germanica (ex Francorum genere Teutonicorum uxore acceperat, nomine Aldam) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis III. par. 20, p. 306 .

Nel 920, la madre, Berta di Lotaringia aveva invano cercato di proporre Ugo come re d'Italia, nel 922, una parte della nobiltà italiana, guidata dal marchese Adalberto I di Ivrea (?-924), genero di Berta, aveva eletto re d'Italia il re della Borgogna Transgiurana, Rodolfo II in contrapposizione a Berengario del Friuli, che oltre che re d'Italia era anche imperatore, si innescò una guerra civile, in cui Ugo cercò di intervenire nel corso del 923Ugo fu sconfitto da Berengario e dovette rientrare in Provenza con la promessa di non tornare in Italia., che terminò il 7 aprile 924 con l'assassinio di Berengario.

In quello stesso 924 Ugo trovò un accordo con Rodolfo per combattere gli ungari che erano penetrati in Provenza, ed insieme li ricacciarono nella Gotia, al di là del RodanoLouis Halphen, Il regno di Borgogna, pag. 811.

Nell'anno che seguì però, mentre Rodolfo si trovava in Borgogna, l'Italia settentrionale fu attaccata dagli ungari, che devastarono la Lombardia e incendiarono Pavia; allora, nel corso del 925, la vedova di Adalberto I e sorellastra di Ugo, Ermengarda si unì al proprio fratello, Guido di Toscana e all'arcivescovo di Milano, Lamperto, ed insieme si ribellarono a Rodolfo impedendogli di rientrare in Italia. Nel 926, Rodolfo fece un ultimo tentativo di rioccupare il regno d'Italia, chiedendo aiuto al duca di Svevia Burcardo II, suo suocero da alcuni anni, che però, nell'aprile di quello stesso anno, venne ucciso in un'imboscataLouis Halphen, Il regno di Borgogna, p. 809. Dopo di che Rodolfo lasciò l'Italia e, attraversate le Alpi, rientrò in Borgogna. Dopo che Rodolfo aveva lasciato definitivamente l'Italia, i nobili che gli si erano ribellati contro, in accordo con la nobiltà che aveva appoggiato Berengario offrirono il trono ad Ugo, che l'accettò e dopo essere sbarcato nei pressi di Pisa, proveniente dalla ProvenzaLouis Halphen, Il regno di Borgogna, p. 812, il 9 luglio 926 fu incoronato nella basilica di San Michele a Pavia.

Nel 926, o forse prima, Ugo aveva trasmesso la contea di Arles al fratello Bosone (ca. 885-† dopo il 936) #ES Foundation for Medieval Genealogy :nobiltà di Provenza - BOSO e dopo che Ugo aveva ricevuto la corona d'Italia, Bosone lo rilevò come governatore (reggente del regno) della Provenza.

Re d'Italia Alla morte di Ludovico il Cieco, nel 928, il figlio di Ludovico, Carlo Costantino (905-963), conte di Vienne, avrebbe dovuto succedere al padre, ma siccome da alcuni era ritenuto illegittimo, non fu mai incoronato re, e a parte la contea di Vienne non ebbe mai un effettivo potere sulla Provenza. Anche in assenza di un reI documenti del regno in quel periodo o facevano riferimento all'anno di incoronazione di Ludovico o recavano la dicitura: «Dio regnante ed in attesa di un nuovo re», il potere effettivo sul regno di Provenza fu esercitato da Ugo, col titolo di marchese di Provenza, che affidò la reggenza della Provenza al fratello Bosone d'Arles.

Nel 928, la sua ambizione di diventare imperatorePare che a tal proposito Ugo avesse concluso un accordo a Mantova, nel 926, con papa Giovanni X. subì un duro colpo per la caduta e incarcerazione di papa Giovanni X, che poco dopo morì (molto probabilmente fu assassinato).

Nel 930 circa, secondo Liutprando da Cremona, Ugo diede la propria nipote (figlia di suo fratello Bosone) Willa III in moglie al marchese d'Ivrea, Berengario II Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Liudprandi Antapodosis, liber IV, par. 7, p. 317 .

Nel 931, secondo il cronista Liutprando, influenzato dalla moglie di suo fratello Bosone, Willa II, Ugo concesse a Bosone il marchesato di Toscana Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis IV. par. 10, p. 318 , dopo aver esautorato e imprigionato il loro fratellastro Lamberto Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis III. par. 46, p. 314 , che da Ugo era temuto e che, in un secondo tempo, fece accecare. Bosone, in quello stesso anno, aveva lasciato l'incarico di reggente della Provenza al genero Bosone di Borgogna (895-935) (figlio di Riccardo il Giustiziere e fratello del re dei Franchi Occidentali Rodolfo), che lo manterrà sino al 933, quando la Provenza passerà al re di Borgogna Transgiurana Rodolfo II di Borgogna.

Nel 932, molto probabilmente vedovo di Alda, Ugo si sposò, in terze nozze, con Marozia, senatrice ed esponente della potente famiglia di origine longobarda dei Tuscolo (secondo il cronista Liutprando, era figlia del senatore romano Teofilatto Monumenta Germanica Historica, tomus III: Benedicti Chronicon, par. 29, p. 714 e di Teodora Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis II. par. 48, p. 297 , ritenuta da alcuni sorella di Adalberto II di Toscana, ma molto più probabilmente di antica nobiltà romana), che era al suo terzo matrimonio, infatti era vedova di Alberico I di Spoleto († 926) e del marchese, Guido di Toscana Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis III. par. 43, p. 312 († 929), fratellastro di Ugo. Secondo il Benedicti Chronicon Marozia aveva inviato i suoi messaggeri a Pavia, dove Ugo risiedeva, invitandolo a sposarla Monumenta Germanica Historica, tomus III: Benedicti Chronicon. par. 32, p. 715 . Ugo accettò e furono uniti in matrimonioPer poter celebrare il matrimonio fece dichiarare che i suoi due fratellastri Guido (la legge di quel tempo non permetteva di sposare la vedova del proprio fratellastro) e Lamberto non erano figli di Berta, la loro comune madre., a Roma, dal papa Giovanni XI, figlio di Marozia e del defunto papa Sergio III. I due sposi presero possesso di Castel Sant'Angelo e posero il loro talamo nuziale presso la tomba dell'imperatore Adriano. Nello stesso anno, prima che Ugo fosse incoronato imperatore, a causa della sfrenata ambizione di Ugo che anelava di imporsi anche a Roma, il figlio di primo letto di Marozia, Alberico II di Spoleto, dopo aver sobillato il popolino della città a ribellarsi, mettendo paura sia al re che alla regina, costrinse Ugo a fuggire da Roma e a riparare a Pavia, mentre Marozia (di cui non si hanno più notizie) e Giovanni XI (910 circa- 935) furono imprigionati (Marozia fu messa in convento, mentre Giovanni XI, ritiratosi in Laterano, rimase in funzione solo come capo della Chiesa sino alla sua morte).

Poco dopo (tra il 932 ed il 937) Ugo, rimase vedovo di Marozia, ricordata in un'epigrafe del Poetarum latinorum Medii Aevi, tomus V, fasc. I in cui viene ricordato che Marozia morì in gennaio Monumenta Germaniae Historica, Poetarum latinorum Medii Aevi, tomus V, fasc. I, Die Ottonenzeit, Maroza, p. 343.

In quel periodo, Ugo si interessò dell'abbazia di Farfa, che era stata incendiata e saccheggiata, agevolando il reinserimento dei monaci nell'abbazia e cercando, inutilmente di far ripristinare la regola originaria del monastero.

Nel 933, Ugo pose sotto assedio la città perduta, senza riuscire a conquistarla.

Dopo i rovesci degli ultimi due anni (tra cui un nuovo attacco degli ungari ed una ribellione di Pavia, del 931), i nobili italiani, nel 933, secondo il cronista Liutprando, si recarono in Borgogna per richiamare il re Rodolfo in Italia Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis III. par. 47, p. 314 , ma essendone venuto a conoscenza, Ugo d'Arles inviò i suoi messaggeri a offrire al re di Borgogna, Rodolfo II, tutti i territori che aveva posseduto in Provenza, a patto che non rimettesse più piede in Italia. Rodolfo accettò e così, in quell'anno (933), dall'unione della Borgogna Transgiurana e della Provenza (o Borgogna Cisgiurana) ebbe origine il regno di Arles o delle due BorgogneLa Provenza comunque tornò molto presto nelle mani di Ugo..