I problemi di privacy nei siti di social network rappresentano un sottoinsieme di rischio della tutela della privacy che prevede il diritto di imporre la stessa per quanto riguarda l'archiviazione, la riproposizione, la fornitura a terzi e la visualizzazione di informazioni relative a sé stessi nei social network. I problemi di sicurezza e privacy dei social network derivano dalle grandi quantità di informazioni che questi siti elaborano ogni giorno. Le funzioni che invitano gli utenti a partecipare a messaggi, inviti, foto, applicazioni piattaforma aperte e altre applicazioni sono spesso il luogo in cui altri possono accedere alle informazioni private di un utente. Inoltre, le tecnologie necessarie per gestire le informazioni degli utenti possono interferire con la loro privacy.

Dall'arrivo dei primi social network all'inizio degli anni 2000, le relative piattaforme si sono espanse esponenzialmente, mentre nei primi anni 2010 i nomi più importanti nei social media erano Facebook, Instagram, Twitter e Snapchat. Il massiccio afflusso di informazioni personali disponibili online e memorizzate nel cloud ha posto la privacy degli utenti al centro della discussione per quanto riguarda la capacità dei database di memorizzare in modo sicuro tali informazioni personali. La misura in cui gli utenti e gli amministratori delle piattaforme di social media possono accedere ai profili degli utenti è diventata un nuovo argomento di considerazione etica, e la legalità, la consapevolezza e i limiti delle conseguenti violazioni della privacy sono preoccupazioni critiche nella prospettiva dell'era tecnologica.

L'avvento del Web 2.0 ha causato la profilazione sociale e costituisce una preoccupazione crescente per la privacy su Internet.Harris, Wil. June 2006. Fondato su Il Web 2.0 è il sistema che facilita la condivisione partecipativa delle informazioni e la collaborazione su Internet, nei siti di social network come Facebook e MySpace. Questi siti di social networking hanno visto un boom di popolarità a partire dalla fine degli anni 2000. Attraverso questi siti web, molte persone forniscono le loro informazioni personali su Internet. Questi social network tengono traccia di tutte le interazioni utilizzate sui loro siti e le conservano per un uso successivo.Dwyer, C., Hiltz, S. & Passerini, K. (2007). Trust and Privacy Concern within Social Networking Sites: A Comparison of Facebook and MySpace. Americas Conference on Information Systems. Consultato da http://google.com/?q=cache:qLCk18d_wZwJ:scholar.google.com/+facebook+privacy&hl=en&as_sdt=2000 I problemi includono il cyberstalking, la divulgazione della posizione, la profilazione sociale, la divulgazione di informazioni personali di terzi e l'uso da parte di un governo dei siti web dei social network nelle indagini senza la garanzia di un mandato di perquisizione.

Storia Prima che i siti di social networking esplodessero a partire dagli anni 2010, esistevano forme precedenti di social networking che risalivano al 1997, come Six Degrees e Friendster. Mentre venivano introdotte queste due piattaforme di social media, altre forme di social networking includevano: giochi multiplayer online, siti di blog e forum, newsgroup, liste di posta e servizi di incontri. Queste forme hanno creato una spina dorsale per i nuovi siti moderni. Dall'inizio di questi siti, la privacy è diventata una preoccupazione per il pubblico. Nel 1996 una giovane donna di New York, al primo appuntamento con un conoscente online, ha intentato una causa per molestie sessuali, dopo che il suo accompagnatore aveva cercato di mettere in pratica alcune delle fantasie sessuali di cui avevano discusso online. Questo è solo un primo esempio di molti altri problemi che si presenteranno in futuro per quanto riguarda la privacy su Internet.

In origine, i siti di social networking fornivano principalmente la possibilità di conversare in una chat room, pratica assai meno diffusa rispetto ai social network attualmente disponibili. All'epoca, gli utenti di quei servizi erano considerati "tecnologici" (laddove oggi la frequentazione dei social è ritenuta alla portata di chiunque). Uno dei primi casi di privacy riguardò MySpace, a causa di "stalking verso minorenni, bullismo e problemi di riservatezza", che inevitabilmente portarono all'adozione di "requisiti di età ed altre misure di sicurezza". Nella società attuale è molto comune che si verifichino eventi come lo stalking e il "catfishing".

Secondo Kelly Quinn, "l'uso dei social media è diventato onnipresente, con il 73% di tutti gli adulti statunitensi che oggi utilizzano siti di social network e livelli di utilizzo significativamente più elevati tra i giovani adulti e le donne". I siti di social media sono cresciuti in popolarità nell'ultimo decennio e continuano a crescere. La maggioranza della popolazione degli Stati Uniti utilizza un qualche tipo di sito di social media.

Cause Parecchie cause hanno contribuito alla cosiddetta invasione della privacy su study.com attraverso le piattaforme social. È stato riconosciuto che "per loro stessa natura, le tecnologie dei social media contrastano con i meccanismi di controllo e di accesso alle informazioni personali, in quanto la condivisione dei contenuti generati dagli utenti è un elemento centrale della loro funzione". Ciò dimostra che le imprese di social networking hanno bisogno che le informazioni private divengano pubbliche perché i loro siti possano operare. Richiedono che le persone condividano e si colleghino tra loro. Non è necessariamente un male; però ci si deve rendere conto dei problemi di privacy. Anche con le impostazioni di privacy (privacy settings), i post inseriti in internet possono venire condivisi oltre la cerchia di chi segue (follower) un utente, o dei suoi amici. Uno dei motivi è che "la legge inglese è attualmente incapace di proteggere, quelli che condividono sui social media, dal rischio che le loro informazioni siano diffuse oltre le loro intenzioni". C'è sempre la possibilità che le informazioni siano diffuse on line non intenzionalmente. Una volta che qualcosa è "postato" su internet, cessa di essere privato e diventa pubblico. Gli utenti possono attivare le impostazioni di privacy sui loro account; ma ciò non garantisce che le informazioni non vadano oltre i destinatari desiderati. Immagini e post possono essere salvati e mai veramente cancellati. Nel 2013 il Pew Research Center rilevò che "il 60% degli utenti Facebook adolescenti hanno profili privati". Un tanto prova che la privacy è senz'altro qualcosa che la gente vuole ancora ottenere.

La vita delle persone diventa molto più pubblica a causa dei social. I siti di social media hanno permesso alle persone di connettersi con molte più altre rispetto a quel che si potrebbe ottenere solo con interazioni a quattrocchi. Ci si può connettere a soggetti di tutto il mondo che non avremmo mai avuto la possibilità di incontrare personalmente. Anche se questo può avere dei vantaggi, suscita molte preoccupazioni in termini di privacy. Possono essere "postate" informazioni di una persona, che essa non avrebbe mai voluto diffondere. Nel libro It's Complicated l'autore, Danah Boyd, spiega che alcuni "credono che la disponibilità a condividere in spazi pubblici — e, con quasi totale certezza, qualsiasi atto di esibizionismo e pubblicità — sia incompatibile con il desiderio di privacy personale". Una volta che qualcosa è "postato" su internet, diviene accessibile a molti e può anche essere condiviso oltre i supposti amici o follower. Molti datori di lavoro oggi esaminano i social media di una persona prima di affidarle un incarico o di assumerla. La capacità di raggiungere la privacy è un processo senza fine. Boyd osserva che "per ottenere la privacy occorre la capacità di controllare la situazione sociale destreggiandosi tra spunti contestuali complessi, possibilità tecniche e dinamiche sociali". La società cambia costantemente; perciò, per ottenere la privacy regolarmente si deve cambiare l'attitudine a comprendere le situazioni sociali.

Vari livelli di privacy offerti I siti social possono offrire livelli diversi di privacy. Per alcuni come Facebook, il sito incoraggia a fornire le vere generalità ed altre informazioni (in una pagina detta "Profilo"). Queste informazioni di solito comprendono data di nascita, indirizzo attuale, numero/i di telefono. Alcuni siti permettono di mettere altre informazioni personali come interessi, passatempo, preferenze su libri e film, e perfino la condizione nelle relazioni sentimentali. Tuttavia, ci sono altri social network, come Match.com (sito di incontri), dove si preferisce perlopiù restare anonimi. Pertanto, associare gli utenti alle loro identità reali a volte può essere piuttosto difficile. Nondimeno, gli individui possono talvolta essere identificati con la reidentificazione del volto. Sono stati fatti studi su due importanti siti social, ed è emerso che, sovrapponendo il 15% delle fotografie simili, le immagini del profilo con immagini simili su più siti possono essere abbinate per identificare gli utenti.

Preoccupazione delle persone

"Secondo una ricerca condotta dal Boston Consulting Group, la riservatezza dei dati personali è una questione fondamentale per il 76 per cento dei consumatori globali e per l'83 per cento dei consumatori USA." Sei americani su dieci (61%) hanno detto che vorrebbero fare di più per proteggere la privacy.

Per i siti che spingono gli utenti a rivelare le loro informazioni, si è notato che la maggioranza di essi non ha difficoltà a condividerle con un gran numero di persone. Nel 2005 è stato condotto uno studio per analizzare i dati di 540 profili Facebook di studenti iscritti alla Carnegie Mellon University. È emerso che l'89% degli utenti ha fornito nomi autentici e il 61% ha fornito una propria fotografia per facilitare l'identificazione. La maggior parte degli utenti non ha modificato le impostazioni di privacy, consentendo a molti sconosciuti di accedere alle loro informazioni personali (le impostazioni predefinite originariamente permettevano ad amici, amici di amici, e non-amici dello stesso network di vedere completamente il profilo di un dato utente). È possibile per gli utenti bloccare altri utenti che vogliono trovarli su Facebook, ma questo dev'essere impostato come scelta individuale, e non sembrerebbe, pertanto, essere comunemente usato da tanta gente. Gli utenti perlopiù non sono consapevoli che seppure utilizzino le funzionalità di sicurezza su Facebook le impostazioni predefinite sono ripristinate dopo ogni aggiornamento. Tutto ciò ha suscitato molte preoccupazioni circa il fatto che gli utenti mostrino sui siti social tantissime informazioni che potrebbero influire assai seriamente sulla loro privacy. Facebook è stato criticato per la percezione di un certo lassismo in materia di privacy nell'impostazione predefinita degli utenti.Kelly, S. Identity 'at risk' on Facebook. BBC News. [online]. Disponibile su: http://news.bbc.co.uk/1/hi/programmes/click_online/7375772.stm [Consultato il 25 aprile 2011].

Il paradosso della privacy