è una parola macedonia giapponese, abbreviazione di .

In Giappone, il termine descrive l'attrazione nei confronti delle ragazze minorenni appena entrate nella pubertàDarling, 82.McCarthy, Helen and Jonathan Clements. (1999). The Erotic Anime Movie Guide. Woodstock, NY: Overlook Press. See chapter 5, pp. 42-51, on lolicon anime. o l'individuo che prova tale attrazione; ma viene anche comunemente usato in riferimento a un genere di manga e anime dove sono presenti personaggi femminili dall'aspetto fanciullesco e molto infantile, dall'apparente età tra gli 8 e gli 11 anni, spesso raffigurati in maniera erotica, in uno stile grafico che ricorda molto quello dei fumetti per ragazze (shōjo). La reale età dei personaggi loli, solitamente e tradizionalmente, non rispecchia quella che fa passare all'occhio il loro aspetto (possono essere in realtà medio-tardi adolescenti o anche più che adulti), quindi si tratta semplicemente di una questione più di stile grafico che di età effettiva.

La parola deriva dal romanzo di Vladimir Nabokov Lolita, nel quale un uomo di mezza età diviene letteralmente ossessionato (anche sessualmente) da una dodicenneKinsella, 305.; viene rapidamente utilizzata a partire dagli anni settanta per descrivere i dojinshi (fumetti amatoriali) erotici in cui venivano ritratte adolescenti. Il termine equivalente per l'attrazione verso giovani maschi è shotacon.

Studi di stato sui fan lolicon sono giunti alla conclusione che i loro membri sono attratti dall'estetica della bellezza giovanile (kawaii) piuttosto che dall'età effettiva dei personaggi (affascina cioè lo "stile infantile", non la bambina in sé) e che il collezionismo lolicon rappresenta una (in certo qual modo) disconnessione dalla realtà sociale: è in definitiva una passione estetico-artistica che non viene ad influenzare il comportamento e i modi di vita "veri".

Definizione

In genere manga ed anime lolicon vogliono rappresentare e descrivere l'attrazione sessuale di un adulto verso una ragazza molto più giovane di lui, o verso ragazze con caratteristiche peculiarmente infantili.

Nelle persone adulte possono venir identificati tre tipi di attrazione sessuale rivolte ai giovani: pedofilia (preferenza per bambini o bambine in età prepuberale), ebefilia (preferenza per ragazzini o ragazzine appena entrate nella pubertà) ed efebofilia (preferenza per medio-tardo-adolescenti)Bering, Jesse (July 1, 2009) Pedophiles, Hebephiles and Ephebophiles, Oh My: Erotic Age Orientation; Why most "pedophiles" aren't really pedophiles, technically speaking. .. Gli individui di ogni gruppo rispondono sessualmente ad immagini visive di giovani all'interno di queste strette fasce d'etàBlanchard, Ray, Michael E. Kuban, Thomas Blak, Philip E. Klassen, Robert Dickey, and James M. Cantor. (2010). Sexual Attraction to Others: A Comparison of Two Models of Alloerotic Responding in Men. http://www.springerlink.com/content/l2v8761372637p15/fulltext.pdf DOI 10.1007/s10508-010-9675-3: il genere lolicon contiene immagini e narrazioni che coinvolgono in interazioni romantiche ed erotiche tipiche un uomo adulto ed una ragazza che può rientrar in una delle tre fasce d'età sopra esaminate.

A rigor di termini il Lolita Complex in giapponese si riferisce all'attrazione in sé, ma con l'abbreviazione lolicon ci si può anche riferire all'individuo che prova una tale attrazione; il fenomeno è abbastanza diffuso in Giappone, dove è tema frequente di articoli e di critica. Molte librerie ed edicole propongono liberamente materiale illustrato di tipo lolicon, anche se in alcuni casi vi sono state azioni di polizia contro i manga lolicon; infine lo stile kawaii è molto popolare all'interno della cultura nipponica, deve si trova presente in svariati manga ed anime di tutti i generi"The Darker Side of Cuteness," The Economist, May 8, 1999..

Non bisogna poi dimenticare che le uniformi scolastiche indossate dalle studentesse adolescenti sono da sempre un fortissimo simbolo erotico in Giappone. I Burusera shop (negozi specializzati nella vendita di divise e tute da ginnastica femminili usate) soddisfano gli uomini col Lolita Complex vendendo ad esempio mutandine indossate da adolescenti e slip non lavati; inoltre esistono i Telekura dove uomini anche di mezza età possono intrattenere conversazioni erotiche con ragazzine (rigorosamente in forma anonima), che in alcuni casi si traducono in effettivi incontri sessuali a pagamento (pur essendo ufficialmente la prostituzione vietata).

Alcuni studi autorevoli hanno dimostrato un notevole aumento della prostituzione adolescenziale (scelta liberamente anche da parte di ragazzine delle scuole medie, vedi enjo kōsai) a partire dalla fine degli anni novanta e venendo ad assumere sempre più il ruolo di autentiche Comfort Women (eufemismo per indicar durante la guerra le prostitute che intrattenevano rapporti sessuali coi soldati al fronte).

Caratteristiche del genere e il suo significato al di fuori del Giappone

I manga lolicon si caratterizzano per esser quasi sempre storie brevi, non seriali, di solito pubblicate come dojinshi o in riviste specializzate nel genere come Lemon People, Manga BurikkoBouissou, Jean-Marie. (2010). Manga: Historire et Univers de la Bande Dessinée Japonaise. Arles, France: Editions Philippe Picquier. p. 289. The term "burikko" derives from buri = "style, manner" and ko, from kodomo = "child;" Bouissou, p. 289. e Comic LO (dove l'abbreviazione LO sta per "Lolita Only"). La trama in cui si concentra comunemente la storia è data dal rapporto tabù (insegnante con studente, fratello con sorella); alcune invece si spingono fino ad una sperimentazione del filone propriamente sessuale coinvolgente bambini.

Alcuni manga lolicon poi sono attraversati anche da altri sottogeneri hentai, quali il crossdressing e il futanari; specifici dispositivi grafici e di stampa sono utilizzati per evidenziar l'aspetto infantile di molti tra i personaggi. Altro carattere comune del genere è il panchira, per cui studentesse mostrano "accidentalmente" a ripetizione la propria biancheria intimaDarling, p.82.

Il critico e saggista Akagi sostiene che fu durante gli anni ottanta che il genere lolicon si trasmuta da quello che era originariamente (cioè eminentemente erotica, con una ragazzina che copula con un uomo molto più grande di lei) in una modalità basata più su un'estetica del bello che esclude in partenza l'attività sessuale. Lo stesso autore identifica poi all'interno del lolicon altri sottogeneri, quali quelli basati sul sadomaso e il tentacle rape (con robot che assumono il ruolo del pene), il fetish mecha (combinazione tra una macchina o un'arma ed una ragazza), fino alle parodie di anime e manga ufficiali alla pura e semplice pornografia: infine il lolicon può anche includere i temi del lesbismo e della masturbazione.

Uomini adulti iniziarono a leggere manga shōjo a partire dagli anni settanta, in special modo quelli del Year 24 Group e le opere proto-femministe di Mutsu A-ko: secondo Zank il lolicon si radica nella glorificazione della cultura popolare femminile giovanilistica giapponese (sino a giungere eventualmente anche all'indecenza e alla perversione), viene quindi ad utilizzar tutto il vocabolario appartenente allo shōjoZank, Dinah (2010). Kawaii vs. rorikon: The reinvention of the term Lolita in modern Japanese manga. In Comics as a Nexus of Cultures (Jefferson, NC: McFarland). pp.215-216. Lo stile lolicon prende in prestito tutta la grafica dello shōjo, ed è stato anche influenzato dalle donne che hanno creato opere hentai o yaoi destinate ad un pubblico maschile.

Secondo Darling artisti manga donne che traggono materiale dal lolicon (o che esso prendono per trarne ispirazione) sono Chiho Aoshima col suo "La tribù dagli occhi rossi"Darling, 85–6., Aya Takano (Universe Dream)Darling, 86. e Kaworu Watashiya (Kodomo no Jikan, interpretato da De Angelis come un autentico lolicon). Sempre secondo Darling tra gli artisti maggiori del genere di sesso maschile ci sono Henmaru Machino (Green Caterpillar's Girl), Hitoshi Tomizawa (Alien 9, Milk Closet) e lo scultore Bome. Infine il settimanale intitolato Mio fratello carissimo, una serie manga pubblicata nel 2003-04 completa di figurine; questa secondo Murakami, dietro un'innocente fantasia kawaii fatta apposta per piacer alle ragazze si nasconde invece l'intento di suscitar tendenze pedofile negli uominiMurakami, Takashi (editor). Little Boy: The Arts of Japan's Exploding Subculture. New York: Japan Society, 2005. pp.54-55 ISBN 0-300-10285-2.

Il significato di lolicon s'è evoluto molto all'interno del mondo occidentale, così come anche i termini anime, otaku e hentai. Con lolicon ci si riferisce poi anche direttamente ai prodotti anime o manga che contengono al loro interno rappresentazioni esplicitamente sessuali o erotiche di ragazzine poco più che bambine: tuttavia vi è disaccordo se questa definizione si possa applicare anche ai bambini minori di 12 anni e se si possa applicare anche al materiale privo di espliciti contenuti sessuali.

Storia

La parola è un riferimento al libro Lolita di Vladimir Nabokov. Il termine Lolita Complex fu invece usato nei primi anni settanta da una traduzione di Russell Trainer; il nome è entrato ben presto nel mondo delle sottoculture giapponesi di quel periodo. Shinji Wada l'ha poi usato per descrivere la sua parodia manga di Alice nel paese delle meraviglie dal titolo キャベツ畑でつまずいて (Kyabetsu-batake de Tsumazuite-inciampare su un campo di cavoli)Shinji Wada, "Kyabetsu-batake de Tsumazuite" in Bessatsu Margaret, June, 1974, p.121. La contrazione del termine in lolicon è avvenuta successivamente. Le prime vere e proprie idol lolicon sono state la Clarisse di Lupin III - Il castello di Cagliostro e l'eroina shōjo di Il magico mondo di Gigì; i personaggi femminili delle serie shonen fino ad allora erano state esclusivamente madri o sorelle maggiori dei protagonisti maschiliLam, Fan-Yi. 2010. Comic market: How the world's biggest amateur comic fair shaped Japanese dōjinshi culture. Mechademia: An Annual Forum for Anime, Manga, and the Fan Arts, Volume 5, pp. 236, 247.. Anche se Clarisse è stata descritta come già sedicenne, tutte le immagini seguenti ispirate al lolicon hanno preso spunto da lei; mentre l'autore di Gigì ha negato d'aver tentato di far la corte ai fan loliconGalbraith, Patrick W. (2011) Lolicon: The Reality of ‘Virtual Child Pornography’ in Japan Image & Narrative 12 1 83-119..

Il vero e proprio genere manga lolicon ha inizio nel 1980 con le creazioni di Hideo Azuma (l'autore di C'era una volta... Pollon e l'adattatore in manga di La maga Chappy): fu lui che pubblicò il primo manga palesemente lolicon in un magazine dojinshi Maruta Hara and Kazuo Shimizu, in Apple Pie, March, 1982, p.116. L'opera di Azuma divenne ben presto popolare tra i lettori adolescenti, in quanto operava uno stacco notevole dalla maggior parte del manga pornografico che fino ad allora era caratterizzato da donne mature influenzato dalla Gekiga.

Immediatamente altre riviste dojinshi iniziarono ad introdurre vergini minorenni in contesti erotici ed in pochi anni questo stile definito fantasy s'era già diffuso sino a raggiunger alcune riviste con un mercato di massa. Altri critici suggeriscono che le leggi giapponesi che vietano la raffigurazione del pelo pubico può aver favorito la diffusione del manga erotico di sapore lolicon. Nel corso degli anni ottanta, con un picco avuto nel 1985, importanti artisti manga lolicon che han pubblicato in riviste affermate sono stati Miki Hayasaka, Kamui Fujiwara, Kyoko Okazaki, Narumi Kakinouchi e Yoshiki Takaya . Schodt ha suggerito che il manga lolicon attrae un vasto pubblico in quanto i personaggi femminili ritratti sono "più giovani e danno un senso maggiore di morbidezza, raramente posseggono quel carattere aggressivo che invece caratterizza i protagonisti femminili dei fumetti americani".