Le campagne in Illirico di Ottaviano (35-33 a.C.) costituiscono il primo tentativo da parte del futuro imperatore Augusto di occupare l'area Illirica, poco dopo aver ottenuto una vittoria definitiva contro Sesto Pompeo e prima dell'ultimo e decisivo scontro con il collega triumviro, Marco Antonio.. Svetonio ci tramanda che Ottaviano:

Contesto storico Quando Cesare fu ucciso (idi di marzo del 44 a.C.), i Dalmati tornarono a ribellarsi, pensando che il potere romano risiedesse nel dittatore appena morto, e si opposero al pagamento del tributo al governatore dellIllyricum, Publio Vatinio. Quest'ultimo, sebbene avesse tentato di usare la forza contro di loro, fu attaccato e subì la distruzione di ben cinque delle sue coorti.. Contemporaneamente il senato di Roma stabilì di trasferire il suo esercito, insieme alla provincia della Macedonia e dell'Illirico al cesaricida Marco Giunio Bruto. Vatinio fu, quindi, costretto a ripiegare su Dyrrhachium, che si trovava in Macedonia, dove l'allora governatore, Gaio Antonio, fratello di Marco, era anch'egli in grave difficoltà sotto l'attacco di Bruto. Gran parte delle forze di Vatinio defezionarono e si schierarono dalla parte di Bruto, che strinse poi d'assedio Gaio Antonio ad Apollonia.; ; ; ; ; . Il fatto però di doversi difendere dalle armate dei triumviri, Marco Antonio e Ottaviano, che volevano vendicare la morte di Cesare e che stavano raccogliendo le forze necessarie per lo scontro decisivo, avvenuto poi a Filippi (42 a.C.), non permise ai Romani di occuparsi dei ribelli Illiri, sebbene a Vatinio venne concesso il trionfo de Illyrico il 31 luglio del 42 a.C.; ; InscrIt-13-01, 36.

Nel 40 a.C., in seguito alla disfatta degli uccisori di Cesare e alla creazione di un secondo triumvirato, Ottaviano ed Antonio si divisero l'area Illirica con il patto di Brindisi. Ad Ottaviano toccò la parte settentrionale e l'intero Occidente romano (a parte l'Africa proconsolare, lasciata a Marco Emilio Lepido), ad Antonio quella meridionale con la Macedonia, insieme a tutto l'Oriente romano. La linea di demarcazione venne posta dove si trovava la vecchia capitale illirica di Scodra.; ; . Nel 39 a.C., Gaio Asinio Pollione, a cui Antonio aveva affidato il governo della provincia di Macedonia come proconsole, penetrava nel territorio dei Partini, conducendo una campagna militare che portò i Romani alla vittoria finale nella zona attorno a Dyrrachium,; . tanto da meritargli un trionfo il 28 ottobre dello stesso 39 a.C..; ; InscrIt-13-01, 86 e 342; . Wilkies sostiene che queste operazioni siano state di breve durata e condotte per tenere attive le legioni, al posto di lasciarle passive nei loro quartieri invernali, oltre a voler punire l'alleanza che i Partini avevano in passato concluso con il cesaricida Bruto.. Secondo invece altri scrittori latini, le operazioni furono condotte contro i Delmatae e alla fine della guerra vennero loro confiscate armi, greggi, terre e Pollione ottenne il titolo vittorioso di Delmaticus.; . Peraltro il Wilkes non crede che Pollione possa aver combattuto contro i Delmatae, in quanto si trovavano troppo lontani dalla provincia di Macedonia, appartenente alla sfera di influenza di Marco Antonio; molto più vicino era l'Illirico, di pertinenza di Ottaviano..

Casus belli Se il Syme riteneva che lIllyricum fosse la regione strategica più importante dell'Impero romano,. il Wilkes ritiene che fosse per Ottaviano, necessaria per assicurarsi il controllo della strada che collegava l'Italia settentrionale (Gallia cisalpina) con il medio/basso Danubio, fino alla frontiera orientale. Questa via passava da importanti (e futuri) centri amministrativi/militari romani come Siscia e Sirmium sulla Sava, Singidunum sul Danubio, Serdica in Tracia, fino a Bisanzio (la futura Costantinopoli).. Ora se si voleva rendere sicura l'intera area a sud del Danubio, l'Impero doveva mettere in atto un vasto piano strategico che contemplasse la conquista dell'intero Illirico, ben più determinante della conquista della Germania Magna..

Primo obbiettivo di queste campagne era - lo riferiscono Velleio Patercolo e Cassio Dione Cocceiano - di fare in modo che queste operazioni militari fossero utili per i legionari di Ottaviano ad esercitarsi contro un nemico vero, e non «si infiacchissero nell'ozio»,; . in vista della ben più determinante e prossima guerra contro Antonio, visti dissapori ormai crescenti tra i due.. Altro obbiettivo, certamente non meno significativo, fu di difendere il settore alpino nord-orientale degli attacchi delle popolazioni limitrofe e dal loro mancato pagamento dei tributi dovuti ai Romani. Le popolazioni che stavano creando i maggiori problemi erano gli Iapodi, i Segestani, i Dalmati (Delmatae), i Desiziati (Daesitiatae), i Liburni e i Pannoni.; . Gli Iapodi, definiti da Appiano come una tribù forte e selvaggia, respinsero i Romani due volte nell'arco degli ultimi vent'anni (55-36 a.C.), e ne invasero i territori fino ad Aquileia, riuscendo a saccheggiare la colonia romana di Tergeste. (Trieste).. A queste popolazioni dell'area illirico-pannonica, si aggiungeva il rischio di un possibile attacco da parte dei Daci, sebbene il precedente regno di Burebista si fosse indebolito e diviso in più regni, dopo la scomparsa del grande sovrano dace (44 a.C..). E del resto i piani di una conquista della Dacia erano già stati progettati in precedenza da Cesare, poco prima di morire, progetto che Ottaviano voleva fortemente portare a compimento sulle orme di ciò che il padre adottivo aveva lasciato incompiuto.; ; ; ; . Ma forse la ragione strategica principale fu quella di mirare a congiungere le due province proconsolari dell'Illirico e della Macedonia, in una vasta area che portasse il dominio romano fino al Danubio, e fosse posta sotto il controllo di alcuni legati Augusti, sotto il cui comando furono poi messe 6-7 legioni e relative unità ausiliarie.

Forze in campo Romani

Sulla base di quanto ipotizza il Gonzales, le legioni coinvolte furono quasi certamente la legio XIII Gemina, la XIV Gemina e la XV Apollinaris, tutte legioni formate in precedenza da Cesare (XIII, XIV e XV)..

Venne, inoltre, utilizzata anche una flotta di popolazioni alleate dei Romani (Taurisci e Norici), che percorrendo la Drava fino al Danubio, risaliva poi la Sava. Era stata posta sotto la guide di un certo Menodoro (Menas).

Durante i preparativi della campagna militare sappiamo da Cassio Dione Cocceiano che, quando alcuni dei soldati che erano stati congedati si ammutinarono, poiché non avevano ricevuto il premio di fine mandato, e chiesero di tornare in servizio tra le file dell'esercito di Ottaviano, egli li riunì in una singola legione, in modo che fossero separati dagli altri e che per gli stessi fosse difficile coinvolgere le altre unità legionarie nel caso volessero ribellarsi nuovamente. Così facendo, questa unità poteva essere sciolta con grande rapidità. Quando infatti non si dimostrarono più disciplinati come in precedenza, mandò alcuni dei più anziani come coloni in Gallia, pensando che questa ricompensa avrebbe dato loro delle buone speranze per il futuro e li avrebbe zittiti. Ma poiché continuarono ad essere insubordinati, li fece adunare tutti insieme come se fossero stati convocati per qualche altro scopo, li circondò con il resto dell'esercito, tolse loro le armi e li congedò definitivamente. In questo modo capirono la determinazione e la forza del loro comandante. Alla fine le loro continue suppliche e richieste di perdono, fecero sì che Ottaviano li perdonasse e li reintegrasse nuovamente nei ranghi del suo esercito, anche perché aveva bisogno di soldati utili almeno per tanti differenti compiti, temendo che Antonio, col quale era ormai ai ferri corti, se ne appropriasse..

Illiri

Campagne Appiano di Alessandria racconta che Ottaviano sottomise numerose popolazioni dell'area illirica come gli Oxyaei, i Perthoneatae, i Bathiatae, i Taulantii, i Cambaei, i Cinambri, i Meromenni e i Pyrissaei in una (prima) campagna militare. Sembra che queste popolazioni formassero un gruppo compatto nella parte dell'estremo sud-ovest dellIllyricum. Alcune di loro sopravvissero in seguito come comunità del Conventus iuridicus di Narona. Erano pertanto insediate tra i fiumi Narenta e Drilo..

In uno sforzo successivo, vinse anche Carni e Taurisci, che si trovavano a nord di Aquileia;. poi Interphrurini, Docleatae (nei pressi della città di Doclea), Naresii (della valle del fiume Narenta) e Glintidiones, popolazioni che abitavano la parte meridionale dell'Illirico, a sud dei Delmatae. Da questi popoli egli ottenne i tributi che non avevano voluto versare in precedenza. Una volta conquistate queste popolazioni, gli Hippasini (nome completamente sconosciuto e di cui non si conosce la loro collocazione) e i Bessi (popolazione della Tracia, molto distante dal teatro delle campagne militari di Ottaviano), sempre secondo Appiano, furono vinte dalla paura e si arresero. Altre invece che in precedenza si erano rivoltate come i Meliteni di Melita ed i Corcyreni di Corcyra Melaina,. che abitavano le isole e praticavano la pirateria, furono attaccate e sottomesse dalla flotta che proveniva dalla Sicilia, mentre i giovani furono messi a morte e il resto della popolazione venduta come schiavi. Si fece consegnare, infine, tutte le navi dai Liburni in modo da evitare che per il futuro potessero praticare ancora la pirateria..

Campagna del 35 a.C. La prima campagna mosse dalla città di Aquileia, dove si trova il "quartier generale" di alcune legioni, e dal porto liburno di Senia,. attraversò quindi le Alpi Bebie ed entrò nella piana del fiume Lika. Ottaviano condusse con sé gente esperta in ambito militare, come l'amico fraterno Marco Vipsanio Agrippa,. il fidato legato Gaio Fufio Gemino,. il già Console suffetto Tito Statilio Tauro. e il tribuno militare Marco Valerio Messalla Corvino (certamente nel 35 a.C.).; .

Appiano racconta che Ottaviano avanzò inizialmente contro gli Iapodi,. attraverso una strada ripida e difficile da percorrere, tanto più che il nemico ne aveva ostacolato il percorso, abbattendo numerosi alberi. La via di marcia che il Wilkes ipotizza è quella che da Tergeste conduceva a Senia (Segna), per poi addentrarsi attraverso la catena dei monti della Grande Cappella. Non appena infatti le armate romane si addentrarono in territorio nemico, le popolazioni indigene si rifugiarono nelle vicine foreste. I Moentini di Monetium (Brinje), gli Avendeatae di Avendo (Cerquina, vicino a Otočac), due tribù degli Iapodi, si arresero non appena Ottaviano si avvicinò ai loro territori. Gli Arupini di Arupium (Prozor), invece, che erano i più numerosi e temibili guerrieri tra gli Iapodi, quando le armate romane si avvicinarono, fuggirono nei boschi abbandonando le città e i villaggi. Ottaviano però evitò di bruciare quei luoghi, sperando che si arrendessero in modo da permettere loro di rioccuparli, cosa che alla fine accadde.. Prima di arrendersi però, si predisposero a lanciare un agguato all'esercito, che avanzava nel loro territorio. Ottaviano, che si aspettava un comportamento del genere, inviò dei contingenti a occupare alcune vette che si trovavano ai fianchi della strada che il resto delle legioni stava percorrendo. E quando i suoi soldati provarono a spostare i tronchi fatti abbattere dal nemico, gli Iapodi saltarono fuori dalla boscaglia all'improvviso e diedero battaglia, ferendo non pochi legionari. Alla fine i Romani ebbero la meglio, uccidendo numerosi nemici, grazie anche al sopraggiungere dei rinforzi provenienti dalle alture, quelli che Ottaviano si era premurato di far occupare in precedenza, e che avevano seguito da vicino la colonna principale dei loro commilitoni, giù a valle.