La Chiesa della Regina coeli si trova a Villa Celiera, un piccolo borgo medievale abruzzese all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Si tratta di una chiesa sussidiaria di piccole dimensioni, collocata nell'area periferica ma facilmente raggiungibile in auto. La diocesi di appartenenza è quella di Pescara-Penne.

La chiesa è legata anche alla festa della Madonna Regina Coeli, celebrata annualmente il 7 e l'8 settembre con manifestazioni religiose e popolari che coinvolgono l'intera comunità locale.

Storia Una targa posta sull'edificio attesta, tra l'VIII e il IX secolo d.C., la fondazione di una cappella dedicata alla Madonna Regina del Cielo nel sito dove oggi sorge la chiesa; tuttavia le prime notizie certe risalgono al XVI secolo. Agli ultimi decenni del secolo risalgono il portale della chiesa, gli archi a tutto sesto all'interno della facciata e la facciata.

Per molti secoli la chiesa, collocata in un punto periferico del paese, è stata abbandonata a se stessa, come testimoniano il questionario diocesano del 1929 e l'Inventario e Stato Patrimoniale del Beneficio Parrocchiale e dei Beni Ecclesiastici del 1935.

Il 1936 è l'anno della prima ristrutturazione completa del bene: costruzione del pavimento, sostituzione dell'altare maggiore, sistemazione della copertura e tinteggiatura.

Non si hanno notizie sulla condizione del bene durante gli anni della seconda guerra mondiale, ma l'arcivescovo Antonio Iannucci ricorda, nella sua opera dal titolo Storia dell'Archidiocesi di Pescara-Penne dal 1949 al 1990, il restauro dell'edificio nel 1960, probabilmente a causa dei danni bellici.

Descrizione La peculiarità dell'edificio è l'estrema semplicità della sua architettura, riscontrabile sia all'interno che all'esterno della chiesa: la struttura presenta una pianta a navata unica costituita da un'unica aula rettangolare, preceduta sulla parte anteriore da un vestibolo d'ingresso.

L'ultimo restauro dell'edificio risale agli inizi degli anni duemila, grazie al contributo degli abitanti di Villa Celiera. Il restauro prevedeva il rifacimento del tetto, delle volte e la rimozione degli intonaci per evidenziare la muratura a vista previa sabbiatura. A testimonianza dei lavori svolti è stata affissa una targa fuori dalla chiesa, che riporta la data dell'8 settembre 2001. A seguito di esso, l'esterno mostra una muratura a vista che combina l'uso della pietra locale e del laterizio. La facciata si presenta con un profilo a capanna e ospita al centro un unico portale in pietra; ai lati del portale d'ingresso si aprono due finestrelle basse, storicamente realizzate a uso dei pellegrini per permettere la preghiera e la visione dell'altare dall'esterno anche a santuario chiuso.

Il campanile a vela è attualmente collocato in corrispondenza del fondo dell'abside; tuttavia, le differenze nei materiali di costruzione fanno ipotizzare una sua edificazione tarda rispetto all'impianto originale dell'edificio, che in origine vedeva il campanile svettare sul lato anteriore della chiesa.

Interni

L'interno della chiesa si sviluppa a navata unica, preceduta da una cantoria sorretta da colonne. Lo spazio interno, interamente in muratura a vista a seguito della rimozione degli intonaci effettuata nei restauri coordinati nei primi anni duemila dal parroco don Vincenzo Diodati, mostra un'aula divisa in quattro campate. Le pareti laterali sono scandite da arcate a tutto sesto e pilastri privi di capitello, tra i quali si aprono numerose nicchie.

In alto sull'altare maggiore, all'interno della nicchia principale, è riposta la statua in terracotta policroma della Madonna Regina del Cielo, seduta e in atteggiamento orante con il Bambino sdraiato in grembo. L'opera, per lungo tempo attribuita alla scuola di Nocella di Campli legata a Silvestro dell'Aquila, è di sobria eleganza ed è stata sottoposta a un restauro nel 2010 a cura della dottoressa Cornelia Dittmar; l'intervento ha permesso di scoprire l'incisione della firma dello scultore castellano Troiano de Giptiis («Troianus de Giptiis de Castro Montis») e la data 1532. La firma dell'autore testimonia l'ampia attività dello scultore tra il teramano, l'aquilano e l'area vestina, dove si conservano sue opere coeve a Pianella (1531) e presso l'Abbazia di Santa Maria Arabona a Manoppello (1530).

Tradizioni e leggende Alla chiesa e alla statua della Regina Coeli sono legate due radicate leggende della tradizione popolare locale:

L'allontanamento della Madonna: secondo il racconto orale, la Vergine dimorava originariamente in una piccola chiesa al centro di Villa Celiera. A causa del vociare e delle intemperanze dei paesani, decise di abbandonare l'abitato per trovare pace in contrada Pretara, dove i celieroti, pentiti, le edificarono l'attuale santuario. Il tentato furto di Castel del Monte: una seconda leggenda narra il tentativo da parte degli abitanti del vicino comune di Castel del Monte di trafficare la pregevole statua in terracotta. Durante la fuga verso il versante aquilano, la scultura divenne progressivamente pesante come il piombo in prossimità della Cima delle Scalate, costringendo i ladri a riportarla a valle. Un secondo tentativo di furto perpetrato con un carro trainato da buoi venne sventato dalla miracolosa comparsa di un profondo lago che circondò l'edificio, scomparendo solo quando i malfattori si pentirono riponendo la statua nella nicchia.

Note

Bibliografia

Voci correlate

Abbazia di Santa Maria Casanova Villa Celiera Penne

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