Unautovettura o automobile (in forma abbreviata auto) è un veicolo dotato di ruote e mosso da un motore — che può essere a combustione interna, elettrico o di altra natura — destinato al trasporto di persone.
Nel Codice della strada italiano il termine autovettura designa specificamente, all'articolo 54, un autoveicolo con almeno quattro ruote, esclusi i motoveicoli, destinato al trasporto di persone e avente al massimo nove posti compreso quello del conducente.
Nell'accezione corrente il mezzo è costituito da una vettura stradale ad autotrazione, in contrapposizione alla vettura a trazione animale, nella quale lo spazio riservato ai passeggeri, detto abitacolo, è provvisto di sedili anche per il conducente, mentre il motore e il vano destinato ai bagagli, detto bagagliaio, occupano volumi distinti della carrozzeria.
Etimologia e genere grammaticale Il termine deriva, pressoché con la stessa accezione, dal francese automobile , composto dal greco αὐτός (autós), «stesso, da sé», e dall'aggettivo latino mobĭlis, «mobile, che si muove»: dunque veicolo in grado di muoversi autonomamente rispetto alla trazione animale dei carri e delle carrozze dell'epoca.
A cavallo tra il XIX e il XX secolo, nell'epoca pionieristica del motorismo, il termine automobile era usato al maschile e "gli automobili"Sull'aspetto linguistico della nascita dell'industria automobilistica a Torino cfr. . erano tutti i veicoli, sia terrestri sia natanti, destinati al trasporto di persone o cose e mossi da motori a scoppio, a vapore ed elettrici.
L'ambiguità grammaticale del termine — diffusosi dalla Francia in Italia nel 1876 come aggettivo, e quindi concordabile tanto al femminile ("vettura automobile", "carrozza automobile") quanto al maschile ("carro automobile", "veicolo automobile") — si accentuò intorno al 1890 con il suo sostantivarsi. Inizialmente parve affermarsi il genere grammaticale maschile, come attestato dal Dizionario moderno di Alfredo Panzini, edito nel 1905, che alla voce "Automobile" affermava che il genere maschile tendeva a prevalere.
Non mancarono le conferme letterarie, a cominciare da Filippo Tommaso Marinetti che nel Manifesto del futurismo, pubblicato su Le Figaro del 20 febbraio 1909, scriveva all'articolo 4 che «un automobile da corsa […] un automobile ruggente […] è più bello della Vittoria di Samotracia», mentre nel «romanzo profetico in versi liberi» L'aeroplano del Papa (1914) ricordava che «gli automobili di piazza sono belli e orgogliosi» e citava «gli automobili dei generali». Similmente Guido Gozzano, al verso 11 della poesia Totò Merùmeni, nella raccolta I colloqui (1911), scriveva: «s'arresta un automobile fremendo e sobbalzando».
In seguito, nel linguaggio comune sia scritto sia parlato, prevalse il femminile; a tale trasformazione contribuì anche l'autorevole opinione di Gabriele D'Annunzio che, in una lettera inviata nel 1920 al senatore Giovanni Agnelli, si espresse a favore del femminile. L'autore indica però il 1923 come data della lettera..
In alcuni ambiti ristretti, se non specialistici, è ancora possibile ritrovare l'uso del maschile ove si voglia indicare il concetto generico di un qualsiasi veicolo a trazione meccanica, non necessariamente a quattro ruote né necessariamente terrestre, tornando in pratica al significato ottocentesco. È il caso di una certa terminologia burocraticaFra i numerosi esempi d'inizio Novecento si possono ricordare e ..
La successiva evoluzione linguistica registrata dalla parola, ancora una volta a partire dalla Francia già nel 1898, è stata l'abbreviazione in auto, comune nel linguaggio parlato — per esempio in espressioni come auto blu — e ampiamente documentata in articoli, studi, libri e in molti titoli di periodici. In questa forma abbreviata entra spesso a far parte, come primo elemento, di numerose parole composte relative all'automobile, sia come sinonimi (automezzo, autoveicolo, autovettura) sia per indicarne particolari tipi (autoambulanza, autobus, autocisterna) o altre realtà connesse (autodromo, autorimessa, autostop). In molti casi il primo elemento auto- viene poi soppresso (autoambulanza → ambulanza, autobetoniera → betoniera, autobus → bus, autocorriera → corriera, autocaravan → caravan); simile è il fenomeno dell'ellissi che dà per esempio il sostantivo utilitaria dalla locuzione automobile utilitaria.
Storia
Già nel XIII secolo Ruggero Bacone, secondo alcune interpretazioni, profetizzava l'avvento di carri che senza cavalli potessero muoversi con slancio straordinario (Currus etiam possunt fieri ut sine animali moveantur cum impetu inaestimabili), e Leonardo da Vinci disegnò il progetto di un veicolo semovente che non venne mai costruito. Dopo i progetti rinascimentali e il prototipo settecentesco di Cugnot, basato sul vapore, l'automobile come mezzo di trasporto alternativo alla trazione animale si affermò nell'Ottocento.
Per la propulsione furono utilizzati numerosi e diversi motori con vari sistemi di alimentazione finché, dopo la prima guerra mondiale, il motore a combustione interna e la benzina si imposero su tutti gli altri. Anche esteticamente l'automobile si sviluppò dai primi carri e carrozze, direttamente derivati dai veicoli trainati dai cavalli, verso forme sempre più autonome, tendenti da un lato a sfruttare le caratteristiche aerodinamiche del mezzo e dall'altro a fornire maggior comfort ai passeggeri. Nel corso del Novecento i continui miglioramenti della componente motoristica e altre innovazioni, in particolare gli pneumatici, non hanno impedito l'elaborazione di progetti innovativi per i motori e i sistemi di alimentazione.
Descrizione Normalmente le autovetture sono caratterizzate da tre volumi, detti anche vani: l'abitacolo (per il conducente e i passeggeri), la zona destinata ai bagagli (abbastanza contenuta) e il vano del motore. Ciascuna di queste parti può essere più o meno in evidenza nel disegno della carrozzeria.
Il numero dei posti può variare da un minimo di due a un massimo di nove, compreso quello del conducente. In alcuni casi i sedili sono permanentemente ancorati alla carrozzeria, in altri casi sono rimovibili. La movibilità dei sedili permette di armonizzare più efficacemente il trasporto di persone con l'occasionale necessità di trasportare merci.
La morfologia delle autovetture è abbastanza variabile.
Principali tipi di autovetture
Le immagini che seguono illustrano le forme più diffuse delle autovetture, sulla base delle indicazioni delle Norme ISO 3833:1977, a cui le stesse direttive comunitarie fanno tuttora riferimento. La carrozzeria è un aspetto fondamentale dell'autovettura e ne permette una più facile identificazione. Le case costruttrici, tuttavia, sono costantemente impegnate a creare nuove forme e funzionalità per i propri autoveicoli, tanto che non sempre è facile ricondurli alle tipologie definite dalle norme. Sotto ogni immagine è stato riportato il codice di carrozzeria corrispondente. Si tratta della sigla con cui, nell'ambito dell'Unione europea, vengono identificate le carrozzerie delle autovetture. Nelle carte di circolazione italiane (quelle in formato A4), tale codice è annotato nel campo J.2 del secondo quadrante.
Berlina
In questa autovettura l'abitacolo e il bagagliaio sono separati fra loro: ciascuno di essi ha accessi indipendenti. Di solito, presenta due (o più) finestrini su ogni fiancata e quattro portiere. I posti totali sono normalmente 4 o 5, distribuiti su due file trasversali. Questo tipo di carrozzeria è detto anche a "tre volumi".
Esiste anche una variante chiamata 2 volumi e mezzo, caratterizzata da un terzo volume estremamente contenuto, tanto da essere in molti casi confuso con una due volumi, un esempio è la Fiat Bravo/Brava, la brava è un 2 volumi e mezzo, mentre la bravo è un due volumi.
Due volumi
A differenza della precedente, in questa autovettura le portiere possono anche essere due, ma in genere l'auto è detta a tre o a cinque porte, con il vano bagagli in qualche modo comunicante con l'abitacolo, anche se risulta più facile l'accesso dal portellone posteriore. Questa configurazione viene utilizzata in molte vetture medio piccole e nella maggior parte delle utilitarie, per poter fornire maggiore elasticità di carico, e quindi poter scegliere, a seconda delle necessità, il trasporto dei passeggeri nei sedili posteriori, oppure una maggiore volumetria del piano di carico, abbattendo lo schienale posteriore. Rientrano in questa categoria anche gran parte dei fuoristrada e dei SUV.
Monovolume
Quasi sempre dotata di quattro portiere, o anche detta “auto a cinque porte”, la sua forma è fortemente influenzata dal vano bagagli come nella due volumi; rispetto a quest'ultima si differenzia per la cubatura interna maggiore e per l'altezza molto più pronunciata e paragonabile a quella delle SUV. Le altre misure di ingombro differiscono poco da quelle delle normali berlina e coupé.
Familiare
Quasi sempre derivata da un modello berlina, la familiare ha di solito un profilo abbastanza allungato nel posteriore, per ampliare il vano di carico dei bagagli, ma a volte anche per ulteriori sedili passeggeri, quindi è più ampio di quello che caratterizza la classica auto a due volumi. I posti totali a sedere, in genere, sono 5, ma possono anche arrivare a 7. Le portiere laterali sono 4 (più raramente 6) e su ciascuna fiancata possono essere presenti più di 2 finestrini. Nella parte posteriore si trova solitamente un portellone singolo o anche doppio.
Coupé
Autovettura concepita per due sole persone (autista e passeggero), è caratterizzata spesso da una linea sportiva, slanciata e filante, ma son sempre più frequenti i modelli con ulteriore seduta posteriore, per quanto solitamente definibile “di fortuna”, detti anche “2+2”.
Decappottabile Tra le “auto aperte” o con “tetto apribile”, dette anche convertibili, rientrano diverse tipologie di auto e di varianti, da quelle con il solo tetto apribile, tipo la Citroën Dyane, a quelle completamente aperte e senza la possibilità di chiusura, come la Ferrari 166 MM.
Barchetta
La barchetta è un tipo di carrozzeria automobilistica completamente priva di capote e di finestrini laterali, caratterizzata da un parabrezza di ridotte dimensioni, a volte diviso in due parti o anche completamente assente. Il nome è dovuto alla somiglianza della vettura ad un piccolo motoscafo.
Cabrio
La cabrio è un tipo di carrozzeria che può scoprire l'abitacolo, ripiegando la capote meccanicamente o manualmente nella parte posteriore dell'auto; la copertura può essere in tela (soft-top) o in materiale rigido (hard-top), ed in alcuni modelli, può essere completamente sganciata dall'auto e lasciata in garage. Da qualche anno, in alcuni modelli, viene utilizzato anche il vetro, come materiale della capote, in modo da poter offrire la sensazione d'essere all'aria aperta o in “open-air”, anche con il tetto chiuso.
Roadster
La roadster, sul mercato automobilistico statunitense, è una vettura leggera sportiva, a due posti, scoperta, dotata di tetto ripiegabile, ma senza montanti e senza finestrini laterali.
Spider
La spider o spyder è un'automobile con carrozzeria cabrio a soli due posti, di impronta sportiva, con montanti e finestrini laterali.
Targa
La targa è un tipo di carrozzeria con tetto rigido asportabile, solitamente di materiale plastico, sorretto dal parabrezza e da un robusto roll-bar centrale. In pratica, è una carrozzeria a metà strada tra coupé e spider.
Veicolo multiuso (o monovolume grande)