La storia del fumetto statunitense inizia nel 1842 con la traduzione di un'opera di Rodolphe Töpffer: The Adventures of Obadiah Oldbuck. Successivamente alcuni artisti locali si impadroniscono di questo nuovo mezzo e creano i primi fumetti statunitensi. Tuttavia è lo sviluppo della stampa quotidiana che permette loro di raggiungere un pubblico significativo. I primi anni vedono la fissazione dei codici canonici del fumetto (personaggi ricorrenti, nuvolette, ecc.) e dei primi generi (strisce umoristiche, racconti d'avventura). I personaggi acquisiscono fama nazionale e diventano oggetto di adattamenti transmediali mentre i giornali ingaggiano una feroce battaglia per accaparrarsi gli autori più popolari.

Il secondo grande passo avanti è quello degli albi a fumetti, nel 1934, che permette la circolazione (prima di tutto le ristampe di materiale apparso sui quotidiani) in pubblicazioni specificamente dedicate. Nel 1938, quando Superman appare in uno di questi fascicoli, inizia quella che comunemente viene chiamata "Golden Age of Comics". Durante gli anni della guerra, i supereroi e gli animali sono i generi più popolari. In seguito al declino dei supereroi, si sviluppano nuovi generi (western, romantici, fantascienza, ecc.), che raggiungono un pubblico sempre maggiore. All'inizio degli anni Cinquanta, con l'avvento della televisione, le vendite iniziarono a diminuire. Allo stesso tempo i fumetti, sono oggetto di numerosi attacchi a causa di una loro presunta nocività per i giovani. L'istituzione della Comics Code Authority ha causato la scomparsa delle serie poliziesche e horror incriminate.

Nel 1956 ha inizio "Silver Age of Comics" con il revival dei supereroi Flash e Lanterna Verde da parte della DC Comics. Mentre la Dell Comics e i suoi fumetti per bambini è la principale casa editrice del periodo, generi diversi da quello dei supereroi stanno iniziando a declinare e molti editori chiudono. Supereroi molto popolari, creati principalmente da Stan Lee e Jack Kirby, fanno la loro comparsa alla Marvel Comics, che diventa il più importante editore di fumetti e tale rimane durante il successivo periodo, chiamato "Bronze Age" (dall'inizio degli anni Settanta al 1985), durante il quale le storie diventano meno manichee mentre i fumetti di supereroi stabiliscono la propria egemonia. La distinzione tra questi due periodi è spesso legata dagli storici a un evento ma si tratta piuttosto di una serie di cambiamenti che interessano diversi aspetti del mondo dei fumetti. Allo stesso tempo compaiono fumetti underground che, a livello estetico, affrontano temi inediti e, a livello economico, fanno affidamento su un nuovo modello di distribuzione. Le strisce a fumetti continuano a circolare in tutto il paese, con alcune che arrivano a godere anche di una diffusione internazionale, come i Peanuts.

Il Periodo Moderno appare inizialmente come una nuova Golden Age in cui sceneggiatori e disegnatori ricreano personaggi classici o lanciano nuove serie che attirano milioni di lettori. Tuttavia, è poi segnato da una catena di crisi che mettono a rischio l'equilibrio finanziario di numerosi attori. Fumetti alternativi, figli di quelli underground, si sviluppano nella scia di Art Spiegelman e del suo Maus. Le riviste a fumetti, dal canto loro, conobbero negli anni 2000 una crisi sempre più marcata legata a quella della stampa nel suo complesso, mentre contemporaneamente si sviluppano i webcomics, nati negli Stati Uniti.

Cronologia grafica

I diversi periodi Gli storici del fumetto statunitense generalmente usano una divisione cronologica in “età”. Il primo periodo, chiamato "Golden Age", è quello che va dal 1938 (prima apparizione di Superman) al 1954 (istituzione del Comics Code). I periodi successivi sono: la “Silver Age", che va dal 1956 all'inizio degli anni Setteanta, poi la "Bronze Age" dall'inizio degli anni Settanta al 1986 e, infine, la "Modern Age". dal 1986 a oggi. Questa divisione è ormai entrata nell'uso ma non tutti i critici la applicano; alcuni offrono periodizzazioni proprie.. Le date utilizzate, inoltre, possono variare a seconda degli autori (ci sono almeno quattro date per segnare la fine dell'età di bronzo).

Shirrel Rhoades nella sua opera A Complete History of American Comic Books riprende la divisione canonica ma cita Ken Quattro, che in The New Ages: Rethinking Comic Book History propone tre periodi eroici (dal 1938 al 1955, dal 1956 al 1986 e dal 1986 a oggi).. Rhoades cita anche Steve Geppi che, tenendo conto delle strisce a fumetti, divide la storia del fumetto in età "vittoriana" ("Victorian Age", dal 1828 al 1882), "di platino" ("Platinum Age", dal 1882 al 1938), "d'oro" ("Golden Age", dal 1938 al 1945), "atomica" ("Atom Age", dal 1946 al 1956), "d'argento" ("Silver Age", dal 1956 al 1971), "di bronzo" ("Bronze Age", dal 1971 al 1985), "di rame" ("Copper Age", dal 1986 al 1992), "di cromo" ("Chrome Age", dal 1992 al 1999) e "moderna" ("Modern Age", dal 2000). Randy Duncan e Matthew J. Smith in The Power of Comics: History, Form and Culture preferiscono parlare di un'era di invenzione, proliferazione, diversificazione, ecc.. Il crescente interesse per le strisce nella storia generale del fumetto ha portato alcuni, tra cui Steve Geppi, ad aggiungere due periodi precedenti l'età d'oro: il periodo vittoriano (dal 1828 al 1882) e l'età di platino (il periodo delle strisce). In effetti, originariamente si parlava solo di Golden Age e Silver Age locuzioni apparse per la prima volta in una lettera di un lettore pubblicata nel numero 42 di Justice League of America nel febbraio 1966 in cui si affermava: "Se continuate a riportare in vita gli eroi dell'età d'oro, tra vent'anni la gente parlerà di questo decennio come degli anni Sessanta d'argento"..

Gli inizi (dal 1842 agli anni Trenta) Gli esordi (dal 1842 al 1890)

I fumetti negli Stati Uniti hanno le loro origini nelle prime opere europee. Nel 1842, infatti, Les amours de M. Vieux-bois di Rodolphe Töpffer viene pubblicato con il titolo The Adventures of Obadiah Oldbuck.. Si tratta di un'edizione pirata dell'opera originale perché è stata realizzata senza l'autorizzazione di Töpffer e senza che questi riceva alcun diritto d'autore. A questa prima pubblicazione segue quella delle altre opere di questo autore, sempre sotto forma di edizioni pirata. I fumetti di Töpffer sono regolarmente ripubblicati fino alla fine degli anni Settanta dell'Ottocento., il che diede agli artisti americani l'idea di produrre opere simili. Journey to the Gold Diggins by Jeremiah Saddlebags di James A. e Donald F. Read, nel 1949, è il più antico fumetto statunitense noto...

La produzione indigena, tuttavia, rimane limitata fino alla nascita delle riviste satiriche che, sul modello della britannica Punch, pubblicano disegni e brevi testi umoristici, ma anche racconti per immagini e fumetti muti. I tre titoli principali sono Puck, Judge e Life..

Tra gli autori che lavorano per tali riviste spicca il nome di Arthur Burdett Frost. Costui in una serie di storie illustrate, pubblicate sulla rivista Harper's New Monthy, a partire dal 1879, sperimenta innovazioni pionieristiche sia sulla resa del disegno a stampa, sia sullo sviluppo della temporalità e della sequenzialità... Influenzato dai progressi della fotografia in sequenza del fotografo inglese Eadweard Muybridge, Frost concentra la sua attenzione non su singole scene piene di dettagli, ma sulla ripetizione di vignette dove i personaggi si muovono su uno sfondo fisso e vengono catturati come in scatti fotografici.

Queste riviste, però, raggiungono solo un pubblico colto e abbastanza ricco da potersele permettere. Bisogna attendere che il progresso tecnologico permetta di riprodurre in modo facile ed economico le immagini perché il fumetto statunitense prenda il volo. Alcuni magnati della stampa, come William Randolph Hearst e Joseph Pulitzer, gareggiano ferocemente per attirare lettori e decidono di pubblicare fumetti sui loro giornali.

L'affermarsi e la determinazione di canoni dei fumetti Le pagine umoristiche

Il periodo intorno alla fine del XIX secolo è caratterizzato dal progressivo affermarsi degli elementi essenziali del fumetto di massa statunitense. In questi giornali troviamo allora pagine umoristiche, i Sunday Funnies, che vengono pubblicate nell'edizione domenicale per attirare nuovi potenziali lettori tra le classi meno abbienti e poco letterate, almeno in lingua inglese... Nel 1892, William Randolph Hearst pubblica vignette umoristiche sul suo primo giornale, il San Francisco Examiner. In questa occasione, James Swinnerton crea una serie i cui protagonisti sono piccoli orsetti umanizzati: Little Bears and Tykes.. Questi personaggi saranno l'archetipo di un filone che avrà grande fortuna negli anni successivi: quello degli animali antropomorfi.. Tuttavia, i disegni pubblicati sulla stampa sono piuttosto serie di vignette umoristiche indipendenti che occupano un'intera pagina. Lo stesso oggetto fumetto, come sequenza narrativa espressa attraverso immagini che si susseguono, si impone solo lentamente.

Nel 1894, Joseph Pulitzer pubblica la prima striscia a colori sul New York World, disegnata da Walt McDougall, dimostrando che la tecnica ora rende possibile questo tipo di pubblicazione.. Gli autori iniziarono a creare personaggi ricorrenti. Così, il 5 maggio 1895 ancora sul New York World,. Richard F. Outcault propone Hogan's Alley, creato l'anno prima, in bianco e nero, sul periodico Truth. In questa serie di grandi disegni a tutta pagina, ricchi di dettagli umoristici, egli raffigura uno squallido quartiere newyorkese popolato da immigrati rappresentati in modo grottescamente stereotipato, che si esprimono in maniera gergale e sgrammaticata... Uno dei monelli di strada che popolano il vicolo, indossa una camicia da notte gialla. Ben presto il piccolo personaggio diventa il beniamino dei lettori, che lo soprannominano The Yellow Kid..

Il successo di The Yellow Kid incrementa le vendite del New York World, alimentando l'avidità di Hearst. La feroce competizione tra Pulitzer e Hearst porta quest'ultimo a strappare Outcault all'avversario, riuscendo a convincerlo a lavorare per il New York Journal. Un'aspra battaglia legale autorizza Pulitzer a continuare a pubblicare Hogan's Alley, che l'affidò al pittore George Luks, e Hearst a pubblicare la serie con il titolo The Yellow Kid. Il 25 ottobre 1896, nella prima tavola pubblicata sul nuovo giornale dal titolo The Yellow Kid and his new phonograph, il Bambino Giallo pronuncia le sue prime parole in una nuvoletta (in precedenza erano scritte sulla sua camicia). Outcault ha già utilizzato tale espediente, ma questa data è spesso considerata come la nascita del fumetto negli Stati Uniti.

Già a partire dalla fine del 1896 il personaggio inizia ad essere utilizzato com testimonial pubblicitario.. Nel 1897 inizia la pubblicazione di Yellow Kid Magazine, composto da tavole precedentemente pubblicate su giornali, che è la prima rivista di questo genere.. Il personaggio darà luogo anche ad un ampio merchandising e il suo successo sarà un impulso decisivo al proliferare di nuovi personaggi e alla nascita della moderna industria del fumetto... Il suo nome è anche legato alle modalità del nuovo giornalismo popolare che stavano imponendo editori come Hearst e Pulitzer. La stampa dell'epoca denominò infatti Yellow Journalism questi giornali a tinte fortemente sensazionalistiche..

Le strisce a fumetti