Biografia Secondo di Trento testimonia che Agnello diventò vescovo di Trento nel 577.
Aderì allo scisma tricapitolino. Partecipò al sinodo di Grado, convocato dal patriarca di Aquileia Elia, nella basilica di Sant'Eufemia, il 3 novembre 579. Assieme ad altri 20 vescovi scismatici, sottoscrisse una lettera sinodale dove ribadì la sua fedeltà al concilio di Calcedonia e approvò il trasferimento della sede di Aquileia a Grado. Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. I, p. 64. Monumenta Germaniae Historica, Chronica Patriarcarum Gradensium, Scriptores rerum Langobardicarum et Italicarum saec. VI–IX, Hannover, 1978, p. 393.
Agnello prese parte probabilmente anche al sinodo di Marano nel 590.Le fonti coeve non dicono quali vescovi presero parte a questo sinodo. Vedi: Giuseppe Cuscito, Severo, Dizionario biografico degli italiani, volume 92, 2018. L'autore conclude che, "dal racconto di Paolo Diacono non sappiamo quali veramente siano stati i vescovi intervenuti a Marano". Assieme ad altri 11 vescovi si oppose al patriarca Severo di Aquileia quando questi, condotto con la forza a Ravenna, decise di allinearsi all'ortodossia condannando i Tre Capitoli. Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. I, pp. 64-65.
Nel 590 durante l'attacco al Ducato di Trento da parte del franco Cedino riuscì, assieme a Ingenuino di Sabiona, a salvare il castello "Ferruge" (forse il Doss Trento, noto anche come Monte Verruca). Dietro versamento di un'ingente somma di denaro riuscì a salvare Trento dalla distruzione. Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. I, p. 65. Monumenta Germaniae Historica, Pauli Historia Langobardorum, Scriptores rerum Langobardicarum et Italicarum saec. VI–IX, Hannover, 1978, p. 111.
Prima o durante il mese di gennaio 591, Agnello fu uno dei firmatari di una lettera indirizzata a Maurizio, imperatore romano d'Oriente, nella quale i sottoscrittori spiegano i motivi per cui rifiutano la condanna dei Tre Capitoli, malgrado le forti pressioni subite per aderire a questa condanna.
Nella primavera del 591, Agnello partecipò a una missione voluta dal re longobardo Agilulfo presso il re franco Childeberto II per la restituzione dei prigionieri catturati negli altri castelli della regione di Trento durante l'incursione dell'anno precedente. Riuscì a portare via con sé un gruppo di prigionieri acquistati dalla regina Brunechilde. Monumenta Germaniae Historica, Pauli Historia Langobardorum, Scriptores rerum Langobardicarum et Italicarum saec. VI–IX, Hannover, 1978, p. 116, righe 20-25.
Il suo nome non compare più in documenti successivi.
Fece realizzare un pavimento musivo per la Basilica di San Vigilio.
Note
Bibliografia Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), Roma, École française de Rome, 1999, vol. I, pp. 64-66 (Agnellus 8)
Categoria:Vescovi e arcivescovi di Trento