Il sinodo di Grado è un sinodo di vescovi del patriarcato di Aquileia, convocato dal patriarca Elia nella basilica di Sant'Eufemia a Grado il 3 novembre 579 oppure tra il 571/572 e il 576/577.Gabriella Braga, Elia, Dizionario biografico degli italiani, volume 42, 1993.
Fonti, critica e datazione La menzione più antica circa l'esistenza del sinodo di Grado è contenuta negli atti del concilio di Mantova dell'827, nei quali sono citati l'introduzione degli atti sinodali e i nomi dei vescovi partecipanti. Monumenta Germaniae Historica, Concilia aevi Karolini (742-842), pars II, recensuit Albertus Werminghoff, Hannoverae et Lipsiae, 1908, pp. 588, righe 15-20. Cronache veneziane successive riportano ampi stralci degli atti sinodali, che sono pubblicati in extenso da Andrea Dandolo nel suo Chronicon Venetum nel XIV secolo.Margetić, Il sinodo di Grado di Elia, p. 135.
Gli studiosi ritengono che i testi riportati dalle diverse cronache veneziane e dal Dandolo siano falsificazioni, dove, agli atti originali e genuini, siano state aggiunte nel corso dei secoli numerose interpolazioni,Cuscito, La fede calcedonese e i concili di Grado e di Marano, pp. 213 e seguenti. introdotte per sostenere le posizioni del patriarcato di Grado contro quelle dei patriarchi di Aquileia. Roberto Cessi fu il primo a pubblicare un'edizione critica degli atti sinodali di Grado, distinguendo la parte originale e genuina dalle manipolazioni aggiunte posteriormente.Roberto Cessi, Nova Aquileia, Atti del Reale Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Tomo 88., Scienze morali e lettere (1928-1929), Parte seconda: Pubblicazioni letterarie e scientifiche, pp. 588-594.
Le scelte di Cessi non sono state unanimemente accolte da tutti gli studi successivi, a partire dalla data del sinodo, attribuito, stando alla cronaca di Dandolo, al 3 novembre 579. In questa cronaca, tra i firmatari degli atti figura anche Agnello di Trento, mentre nelle sottoscrizioni riportate dai verbali di Mantova, che sono la fonte più antica, il vescovo di Trento si chiama Flaminio.Cessi, Documenti relativi alla storia di Venezia anteriori al Mille, vol. I, p. 88. Se si ammette come genuina la lista riportata dai verbali di Mantova, poiché Agnello iniziò il suo episcopato a Trento nel 577, il sinodo di Grado deve essere precedente a questa data, presumibilmente tra il 571/572 e il 576/577.Margetić, Il sinodo di Grado di Elia, pp. 137-139.Paschini, Le vicende politiche e religiose del territorio friulano da Costantino a Carlo Magno, p. 102.
Contesto storico
Svolgimento del sinodo Secondo la versione degli atti sinodali, pubblicati per esteso da Andrea Dandolo nel XIV secolo, il sinodo fu convocato dal patriarca Elia di Aquileia e celebrato nella basilica di Sant'Eufemia a Grado il 3 novembre 579. Al sinodo fu presente anche il legato pontificio, il prete Lorenzo. Durante la riunione, i vescovi approvarono il trasferimento della sede aquileiese a Grado, chiamata Nova Aquileia, ed Elia scrisse una lettera a papa Pelagio II esprimendo i motivi di questo trasferimento e chiedendone le necessarie autorizzazioni. Alla fine i vescovi sottoscrissero una professione di fede, dove viene ricordato il concilio ecumenico di Calcedonia del 451 e i precedenti di Nicea (325), Costantinopoli (381) e Efeso (431).Paschini, Le vicende politiche e religiose del territorio friulano da Costantino a Carlo Magno, p. 103. Cuscito, La fede calcedonese e i concili di Grado e di Marano, p. 214. Gabriella Braga, Elia, Dizionario biografico degli italiani, volume 42, 1993.
Questa versione dei fatti è tuttavia un falso, e il motivo principale è l'assenza, nella professione di fede, della memoria del concilio di Costantinopoli del 553, nel quale furono condannati i Tre Capitoli.
Scrive Gabriella Braga:
Il sinodo di Grado fu dunque un'assise, forse convocata in concomitanza con la consacrazione della chiesa di Sant'Eufemia,Cuscito, La fede calcedonese e i concili di Grado e di Marano, p. 222. dove Elia e gli altri vescovi non fecero che confermare la loro adesione allo scisma tricapitolino senza compiere alcun trasferimento ufficiale della sede vescovile da Aquileia a Grado, come invece affermano le cronache venete.Cuscito, La fede calcedonese e i concili di Grado e di Marano, p. 215.
Vescovi firmatari Al sinodo furono presenti molti vescovi della provincia ecclesiastica di Aquileia nel VI secolo, che rappresentavano la Rezia seconda, il Norico, la Pannonia, la Venezia e l'Istria.Cuscito, La fede calcedonese e i concili di Grado e di Marano, p. 218.
Il presente elenco dei vescovi è suddiviso in base alle fonti che riportano gli atti del sinodo di Grado.
N. Verbali del sinodo di Mantova(IX secolo) Cronica de singulis patriarchisnove Aquileie(XI secolo) Cronica de singulis patriarchis nove Aquileie, in: Istituto Storico Italiano, Cronache veneziane antichissime, pubblicate a cura di Giovanni Monticolo, volume I, Roma, 1890, pp. 7-8. Chronica per extensum descripta(XIV secolo) Ester Pastorello (ed.), Andreae Danduli ducis Venetiarum Chronica per extensum descripta, Rerum Italicarum scriptores, ser. 2, 12/1, Bologna, 1942, p. 83, righe 22-39. Edizione degli attidi R. CessiCessi, Nova Aquileia, pp. 593-594. 1 Martianus Opitargensis Helias patriarcha Helias Aquileiensis episcopus Helias Aquileiensis episcopus 2 Leonianus Tyborniensis Marcianus Opetergine Marcianus Opitergine Marcianus Opitergensis 3 Petrus Altinatis Leonianus Tyborniensis Leonianus Tiborniensis Leonianus Tyborniensis 4 Helias, Aquileiensis patriarcha Petrus Altinatis Petrus Altinatis Petrus Altinatis 5 Vindemius Cessensis Vindemius Cessensis Vindeminus Cesensis Vindemius Cessensis 6 Vigulus Pataviensis Bergullus Patavine ecclesie Virgilius episcopus Patavi Virgilius ecclesiae Patavinae 7 Iohannes Caleianensis Ioannes Celeiane Clarisimus Celeiane Joannes Celejanae 8 Clarissimus Concordiensis Clarissimus Concordiensis Patricius Emonensis Clarissimus Concordiensis 9 Patricius Emolnensis Patricius Emonensis Adrianus Polensis Patricius Aemonensis 10 Hadrianus Polensis Adrianus Polensis Maxencinus Iuliensis Adrianus Polensis 11 Maxentius Iuliensis Maxencius Iuliensis Severus ecclesiae Triestine Maxentius Juliensis 12 Severus Tergestinus Severus Tergestinus Solacius Veronensis Severus ecclesiae Tergestinae 13 Iohannes Parentinus Solacius Veronensis Iohanes ecclesie Parentine Solatio Veronensis 14 Aaron AvoriensisSede incerta. Gli editori delle Monumenta Germaniae Historica (cit., nota 15), identificano la sede di Aronne con Auronzo prope Cadore aut Innichen. Altri autori con la sede di Agunto. Cf. Jacques Zeiller, Les origines chrétiennes dans les provinces danubiennes de l'empire romain, Paris, 1918, pp. 134. Iohannes Parentine ecclesie Arom Avociensis Joannes ecclesiae Parentinae 15 Materninus Sabionensis Aaron Avonciensis Marcianus locum faciensIngenuini episcopi sedis Recie Aaron Avonciensis 16 Flaminius Tridentinus Ingenuus episcopus secunde Retie Virgilius Scaravaciensis Marcianus presbyter, locum faciensIngenuini ecclesiae secundae Rhetiae 17 Vigilius Scaravasiensis Agnellus episcopus Tridentinus Laurencius locum faciensFrontei episcopi Feltrine Agnellus ecclesiae Tridentinae 18 Laurentius Feltrinus Vigilius Scaravaciensis Marcianus Patenatis Vigilius Scarabaciensi 19 Martianus Petenatis Fontegius Feltrensis Laurentius presbyter, locum faciensFontesi ecclesiae Feltrinae 20 Marcianus Petenatis Marcianus Petenatis
Le differenze più notevoli tra le varie liste sono evidenziate dagli editori delle Monumenta Germaniae HistoricaCit., p. 588, note 1-20. in questo modo: il nome del vescovo di Padova è indicato in tre diversi modi, Vigulus, Bergullus e infine Virgilius; nella lista del IX secolo il vescovo di Sabiona è Materninus, mentre in quella dell'XI secolo è Ingenuus; secondo Dandolo invece il vescovo si chiamava Ingenuinus e fu rappresentato al sinodo dal presbitero Marciano; nella lista del IX secolo il vescovo di Trento si chiama Flaminio, nelle altre liste invece è Agnello; nella lista del IX secolo il vescovo di Feltre si chiama Laurentius, mentre nella Cronica de singulis patriarchis il suo nome è Fontegius; secondo Dandolo invece il vescovo Fontesius non era presente al sinodo ma fu rappresentato dal presbitero Laurentius; negli atti di Andrea Dandolo manca il vescovo di Trento, mentre quello di Celje è Clarissimo, che nelle altre liste è vescovo di Concordia, sede assente in Dandolo; infine le cronache medievali aggiungono il vescovo di Verona, assente nella lista riportata negli atti del sinodo di Mantova.
Note
Bibliografia Roberto Cessi, Documenti relativi alla storia di Venezia anteriori al Mille, vol. I: Secoli V-IX, Padova, 1940, pp. 7-13 (nº 6) Roberto Cessi, Nova Aquileia, Atti del Reale Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Tomo 88, Scienze morali e lettere (1928-1929), Parte seconda: Pubblicazioni letterarie e scientifiche, pp. 543-594 Gabriella Braga, Elia, Dizionario biografico degli italiani, volume 42, 1993 Sergio Tavano, Elia, Dizionario biografico dei Friulani Giuseppe Cappelletti, Della Chiesa patriarcale di Grado, in Storia della chiesa di Venezia dalla sua fondazione sino ai nostri giorni, vol. I, Venezia, 1849, pp. 51-60 Paolo Cammarosano, Aquileia e Grado nell'Alto Medioevo, Antichità Altoadriatiche, XXXVI (1990), pp. 129-155 Giuseppe Cuscito, La Chiesa aquileiese, Enciclopedia Treccani online, Storia di Venezia, 2012 Giuseppe Cuscito, La fede calcedonese e i concili di Grado (579) e di Marano (591), Antichità Altoadriatiche, XVII (1980), pp. 207-230 Lujo Margetić, Il sinodo di Grado di Elia (572-577), in: Lujo Margetić, Histrica et Adriatica: Raccolta di saggi storico-giuridici e storici, Trieste, 1983, pp. 135-140 Ester Pastorello (ed.), Andreae Danduli ducis Venetiarum Chronica per extensum descripta, Rerum Italicarum scriptores, ser. 2, 12/1, Bologna, 1942, pp. 81-84 Pio Paschini, Le vicende politiche e religiose del territorio friulano da Costantino a Carlo Magno, Cividale del Friuli, 1912, pp. 102-103
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