Il museo civico di Maddaloni è un museo di proprietà del comune di Maddaloni, in provincia di Caserta, con collezioni di archeologia, arte e antropologia. Nel 2009 il museo ottenne il riconoscimento di interesse regionale, ai sensi della Legge Regione Campania n.12 del 2005Regione Campania, Giunta Regionale, seduta del 12/12/2008, Deliberazione N.1991 - Area Generale di Coordinamento N. 17, pubblicato sul Bollettino Ufficiale Regione Campania n. 55 del 29 dicembre 2008. Dal 2009 il museo è membro fondatore del Sistema Museale "Terra di Lavoro"..

Storia

Istituito nel 1978 e allestito dal 1979Comune di Maddaloni, Delibera n. 880 del 21 dicembre 1978; Comune di Maddaloni, Delibera n. 304 del 22 aprile 1979. prima in via Amendola, 21., poi trasferito nell'edificio comunale di via San Francesco (sede di uffici e della biblioteca) e infine nell'attuale sede dal 2005., in parte dei locali dell'antico monastero di Santa Maria de' Commendatis.

Sede Il Complesso monastico di Santa Maria de' Commendatis (o dei Raccomandati) originò dalla donazione del duca di Maddaloni, Diomede III Carafa, nel 1560, per istituire un ospedale e poi alla volontà della moglie Roberta Carafa di realizzarlo nella sede attuale. Solo nel 1660 la duchessa Antonia Caracciolo volle insediarvi un convento femminile domenicano, rifondato nel 1719. Il convento fu soppresso nel 1867 e nel 1912 gli edifici furono ceduti al Comune di Maddaloni.. Nel percorso museale è inclusa la Chiesa dell'Assunta, già sede, almeno dal 1400, della confraternita dei Disciplinati e del continguo ospedale dei Giovanniti (Cavalieri di Malta)..

La Chiesa dell'Assunta

La Chiesa dell'Assunta conserva il portale archiacuto dell'originaria costruzione gotica. La lunetta è affrescata e raffigura la Madonna in trono col Bambino e confratelli e consorelle della confraternita, probabilmente realizzata intorno al 1420-1430..

La chiesa ha navata unica coperta con volta a botte e cappelle laterali e altari laterali, con decorazioni settecentesche rimaneggiate nel 1860. Di grande bellezza sono le grate lignee e dorate dei coretti per le suore (1720-1750), i pavimenti maiolicati (1600 - 1800 circa), il pulpito ligneo e la cantoria con l'organo (di restauro ottocentesco).. La volta ospita cinque affreschi attribuiti alla cerchia di Giovanni Balducci, databili 1605 - 1630..

Nel coro riservato alle sole suore, alle spalle dell'altare maggiore, ci sono resti delle decorazioni settecentesche e un affresco del XIV secolo con la Crocifissione di Cristo con la Vergine e San Giovanni Battista attribuita recentemente ad un pittore locale.

Allestimento L'esposizione museale vera e propria è distribuita su tre livelli del corpo di fabbrica che costituisce l'ingresso, affacciato su via Nino Bixio, e nei quattro locali terranei del braccio ortogonale alla chiesa e interno all'isolato che ospitano la collezione antropologica di arti e mestieri e di cultura contadina. Al piano terra dell'edificio di ingresso sono la sala conferenze e la biblioteca. Dall'atrio parte la scala che conduce al primo piano suddiviso in quattro sale con la collezione archeologica, la pinacoteca, la sezione delle maioliche ed il tesoro del santuario di San Michele Arcangelo. Il secondo piano è dedicato alle esposizioni temporanee.

Il museo conserva ed espone oggetti di origine e tipologia molto differente, come tipico per i musei civici.

Nell'atrio di ingresso del museo sono una copia del rilievo funerario romano della famiglia "Vettius" visibile all'angolo della Chiesa dell'Assunta su via San Francesco e la lapide che ricorda la fondazione dell'ospedale voluto da Roberta Carafa.

Nella sala conferenze al piano terreno sono una tela con Sant'Antonio Abate (dalla omonima cappella, sec. XVIII) e il corpo meccanico dell'orologio civico realizzato nel 1869..

Sezione archeologica Al primo piano, la sala archeologica espone i reperti dell'umanizzazione del territorio e documentano l'evoluzione della città di Calatia dall'8º secolo avanti Cristo al 5º-6º secolo dopo Cristo.. I reperti sono esito di donazioni di cittadini di Maddaloni al museo: per rilevanza e antichità la collezione Delli Paoli, la prima ad essere donata ed esito di ritrovamenti del 1884..

Spiccano i seguenti oggetti:

i piccoli frammenti di bacini (pithoi) decorati a rilievo di gusto corinzio, poco noti in Campania; i frammenti di coppi e tegole (sesto secolo a. C.), quelli di antefisse e coroplastica (3º-2º secolo a. C.), i frammenti di ceramica sigillata italica e tardo italica (1° sec. a. C.) e africana (2° sec. d. C.), la ceramica dipinta e da fuoco (5°-6° sec. d. C.).; uno ziro a decorazioni impresse (recipiente ceramico con funzione di urna sepolcrale, in uso nella cultura etrusco-campana, 7º secolo a. C.); le tre anfore per il trasporto di salsa di pesce (garum) o derrate prodotte in Nord Africa o Spagna (1° sec. a. C. - 3° sec. d. C.; la datazione copre un intervallo molto ampio per il secolare utilizzo che ebbero questi tipi ceramici), importanti per chiarire le relazioni anche internazionali che Calatia ebbe; le ceramiche di impasto e lavorate (anfore di piccolo formato e di diverso tipo, 8°-7° sec. a. C.); i vasi ceramici da banchetto rituale recuperate da tombe di età orientalizzante (ariballo, olle, skyphos, oinochoe di diverso tipo, fine 8° sec. a. C. - inizio 6° sec. a. C.); i piatti ad aironi e la ceramica a vernice nera (6° sec. a. C.)..

L'allestimento della sala è arricchito dalla ricostruzione di una sepoltura femminile con tutti i gioielli e il corredo vascolare e di esemplari di sepolture in tufo.

Storia della città La sala dedicata alla storia della città di Maddaloni propone con un sistema di pannelli la ricostruzione grafica dell'evoluzione del centro urbano. Sono esposti anche oggetti dal medioevo al secolo 19°, in particolare si segnalano:

i frammenti architettonici in tufo recuperati dalla chiesa di santa Margherita (secolo 12° - 13°), forse sorta sulla precedente chiesa intitolata a san Leonardo.; tegole dipinte recuperate dalla chiesa dell'Annunziata (secolo 14°).; Nelle sezione della città sono presenti le statue lignee e dipinte provenienti da Chiese e cappelle di Confraternite della città..

Degna di nota è sicuramente la tavola della prima metà del XVII secolo con Madonna col Bambino (Madonna visita poveri) di dubbia attribuzione (secondo alcuni ascrivibile alla cerchia di Battistello Caracciolo mentre il catalogo generale dei Beni Culturali la indica come opera della cerchia di Fabrizio Santafede) proveniente dalla Basilica del Corpus Domini trafugata in precedenza e restituita dal TPC.

Sezione delle maioliche La sala delle maioliche è quella di maggior interesse per la qualità degli oggetti. La maiolica ebbe a Maddaloni una lunga e apprezzata produzione, dal medioevo al secolo 19°, con l'apice tra fine secolo 1600 e 1760. Si distinsero tre famiglie di "pignattari" che realizzarono opere per molti edifici (chiese, congreghe, palazzi) di Terra di Lavoro e del Sannio: Mastroianni, Pardo, Massa. Di eccezionale bellezza e qualità è il paliotto proveniente dalla cappella di Santa Caterina della famiglia Marrocchi, opera di Filippo e Aniello Pardo datato 1713, e le "riggiole" (mattonelle decorate) prodotte dai Massa (recuperate dalla chiesa dell'Annunziata, dalla Congrega di Santa Maria del Soccorso e altrove, 1700 - 1800)., le maioliche erratiche del secolo 1800..

Pinacoteca

Tre i dipinti esposti ma di assoluto rilievo:

una Madonna della Misericordia, di anonimo autore (1611) proveniente dalla chiesa dell'Assunta del convento di santa Maria dei Raccomandati).,

la tela con Santa Caterina d'Alessandria dalla omonima cappella della famiglia Marrocchi, attribuita a Ludovico de Majo (1750 circa) fratello e sodale del più noto pittore Paolo de Majo

l'eccellente tela con l'Annunciazione attribuita a Francesco Solimena detto Abate Ciccio. evidente rimando alla tela della Chiesa di San Pietro Martire di Napoli dell'inizio del XVIII sec.

Sala degli ex voto La sala del tesoro di san Michele Arcangelo espone gli oggetti in oro e argento appartenenti alla statua di San Michele. L'esposizione degli oggetti votivi rappresentano l'intimo devozionale del popolo maddalonese che, per grazia ricevuta, omaggiano l'Arcangelo con un oggetto prezioso, spesso l'unico in loro possesso. Sono esposti gioielli (bracciali, orologi, collane, pendenti, orecchini, anelli) in oro, argento, corallo, perle e pietre preziose provenienti dal Santuario di San Michele e donati come rendimento di grazie (ex voto) per la grazia ricevuta, realizzati tra la seconda metà del 1800 e gli anni '60 del '900.. Alla collezione appartengono anche oggetti di carattere scaramantico (corni, ferri di cavallo, gobetti e quadrifogli) ed antropomorfi (braccia, mani, cuori e occhi).

Nella sezione degli ex-voto trovsno posto anche due eccellenti angeli capoaltare, attribuiti a Matteo Bottiglieri, parte dell'altare marmoreo disegnato da Nicola Tagliacozzi Canale e realizzato nel 1754 dal marmoraro Antonio di Lucca per la chiesa della Congrega di san Giovanni Battista in Maddaloni., trafugati nottetempo a restituiti alla collettività dall'azione del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale.

Sezione degli antichi mestieri

La sezione di etnografia è stata acquisita nel 2022 ed è esito della ricerca e della raccolta messe in campo per decenni Gruppo Archeologico "Franco Imposimato" sin dal 1976, per un periodo esposta al pubblico in altra sede e con indicazione museale (Museo degli antichi mestieri "Pasquale Martone")https://museoantichimestieri.wordpress.com/info/. Si tratta di attrezzi relativi alla lavorazione artigianale connessa ad antichi mestieri (sellaro, ferraro, mannese, carzularo, seggerellaro, spurtellaro, conciapiatti) e di oggetti propri della civiltà contadina, databili tra fine secolo 1800 e 1960 circa.

Attività Il museo è a ingresso gratuito. Organizza con regolarità ricerche, studi, attività educative, mostre, visite guidate, concerti, conferenze, presentazioni di libri.

Note

Bibliografia

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