Nel tardo medioevo a Firenze, il termine magnate era usato, assieme a quello di grandeGrandi, era la traduzione in volgare, ovvero in italiano antico, del latino, Magnates, nobile e potente, per indicare il gruppo di individui che disponevano di notevoli risorse, ricchezze e proprietà, caratterizzati principalmente da una grande superiorità sociale e rappresentanti il vertice della classe dirigente pubblica. Il concetto di nobiltà in quell'epoca, nei Comuni che lentamente si rendevano autonomi e indipendenti, dal Sacro Romano Impero, includeva oltre alla nobiltà feudale del contado e a quella inurbata, anche coloro che in considerazione della preminente condizione economica, dell'esercizio delle funzioni di governo e dell'esser stati armati a speron d'oro, ovvero cavalieri, vivendo more nobilium, erano integrati nei due gruppi precedenti. L'insieme di questi gruppi descritti, costituivano i Magnates. I Magnati potevano appartenere, sia alla fazione guelfa, che ghibellina.

Gli Ordinamenti di giustizia di Giano della Bella, del 1293, denominati così, dal Priore che li aveva proposti, furono le disposizioni antimagnatizie fiorentine, che stilando una lista dei Grandi di Firenze, ampliata nel 1295 li videro estromessi, dal governo della Repubblica.

Elenco Le famiglie magnatizie, i Grandi di Firenze, fra città e contado, secondo le liste del 1295, divisi per sestieri.

La lista dei Grandi, non era una lista bloccata, chiusa, al contrario nelle generazioni successive, altre famiglie accedettero a detto status e invece moltissime famiglie già Grandi, ottennero di farsi popolari. Questa era l'eccezione, ovvero lescamotage che consentiva ai Grandi, accettando di mutare nome e stemmaTale obbligo però non fu lineare, lungo tutto il '300 ed il '400, ovvero ci furono molteplici eccezioni, dovute principalmente, o ad un temporaneo governo più favorevole ai Magnati, o al rispetto verso il singolo magnate che avendo grandemente servito la Repubblica (ad esempio conducendo vittoriosamente le milizie fiorentine in battaglia), otteneva la concessione della popularitas, senza tali obblighi. e divenendo Guelfi, oltre all'iscriversi ad un'Arte, di ottenere la popularitas e riottenere quindi, la pienezza dei diritti politici ed accedere ai Tre maggiori uffizi, ovvero alle tre più importanti magistrature della Repubblica, che insieme costituivano il Priorato, o Signoria (ossia al governo della stessa), l'ufficio dei Priori, i collegi dei XII Buonomini e dei XVI Gonfalonieri di Compagnia, altrimenti precluse per via degli Ordinamenti di Giano della Bella. Spesso le liste pubblicate, riportano solo i Magnati di città (è la prima lista stilata nel 1293), principalmente di nobiltà civica e non quelli di contado, quasi tutti di nobiltà feudale.

Va precisato che l'elenco che segue, non è tratto da liste ufficiali, perché quelle della cancelleria fiorentina, sono andate perse, bensì da trascrizioni pubblicate nel XVIII secolo e che quindi possono presentare delle inesattezze. Queste però ricalcano in buona maniera, salvo minime differenze, gli elenchi ufficiali esistenti dei magnati, presenti negli Statuti dei podestà di Firenze, degli anni successivi, come in quello del 1325, ove viene riproposta una disposizione del 1286, quindi di poco precedente agli Ordinamenti di Giustizia del 1293-95, ove ad esempio, sono inseriti i Pulci, per il Sesto di San Piero Scheraggio; nello stesso, la famiglia di Sesto di Borgo, indicata come Guidi, viene invece riportata come Giudi, altra storica famiglia fiorentina. In effetti, i Guidi, la più potente famiglia di dignità comitale del contado, riportata senza il titolo, appare improbabile.

L'originario elenco, delle antiche casate magnatizie fiorentine, con minime variazioni, soprattutto intese, con varie formule, a riprendere e rendere responsabili, tutti gli esponenti di dette consorterie (...et omnes de domo ipsorum, ...et omnes de domo eius, ...et eorum consortes, ...omnes de dicta domo, ...et alii de domo ipsorum), venne riproposto in vari Statuti del Podestà del Comune di Firenze, insieme alle loro limitazioni, obblighi, doveri giuridici, dovuti al loro stato, fino allo Statuto del Podestà del 1415, ove allincipit, era riportato: Infrascripte sunt domus nobilium, et potentum, qui debent securare pro magnatibus, et nobilibus sicut alii magnates, ut infra in proximo capitulo de securitatibus ab eis præstandis continetur.

Con la "Legge per Regolamento della Nobiltà e Cittadinanza", promulgata a Vienna il 31 Luglio 1750, e pubblicata a Firenze il 1º ottobre dello stesso anno, all'art. X dell'Istruzionesorta di regolamento applicativo della Legge, i discendenti dei Magnati, vennero esentati dal presentare provanza di aver goduto dei maggiori Onori della Repubblica e quindi esser stati de' Grandi, fu requisito sufficiente, per essere registrati come Patrizi Fiorentini. Veniva così tutelata la più antica aristocrazia fiorentina.

Sesto d'Oltrarno

Rossi Frescobaldi Nerli Mannelli

ObriachiGli Obriachi, o Ubriachi, del Popolo di Santa Felicita, furono fra le casate ghibelline, bandite da Firenze, nel 1268: Alioctus Ardovini, Deruccius, Ubriachus eius filii; Gherardus et Silimannus, fratres, filii Arduini; Lapus Aççi; Segna et Minaccius, fratres, filii Bencivenni; Lencinus filius Segne; Ubriachus filius domini Uguiccionis; Cione et Ceffus, fratres, filii Ughi; Guido et Martinuccius, fratres, filii Martini; Cipollinus filius Guidi; Philippus et Malvicinus, fratres, filii Rutineri Calçe; Nerlus filius Ugolini, Neri eius filius; Abbate Boninsegne, Bindus vocatus "Ebriacus" eius filius; Ghinus, Lapus, Cione vocatus "Conte", Bandinus, fratres, filii Gherardi Ughi; Cifus filius Toderichi et omnes alii de domo Ubriacorum Mozzi Bardi Gangalandi o conti da GangalandiI Conti Da Gangalandi, del Popolo di Santa Maria Sopra Porta, furono fra le casate ghibelline, bandite da Firenze, nel 1268: dominus Chiarus filius domini Conradi; dominus Geri filius domini Philippi; dominus Lambertus de Comitibus; dominus Pigellus filius domini Corsi; Catellus, Palmus, Tondelmus, Raspaccius, Beroncius, fratres, filii domini Phylippi de comitibus et filii eorum et omes filii descendentes masculi comitum de Gangalandi

Sesto San Pier Scheraggio

Cavalcanti UbertiGli Uberti, del Popolo di San Romolo, furono fra le Casate Ghibelline, bandite da Firenze, nel 1268: Guiduccius, Schiacta, Brunecti, fratres, filii Aldobrandini de Ubertis; Granatus masnaderius de Ubertis et fratres eius Malespini Galli SichelmiI Sichelmi, o Schelmi, del Popolo di Sant'Apollinare, furono fra le Casate Ghibelline, bandite da Firenze, nel 1268: Rainerius Schelmi et filii; Marchus Stefanelli, Loctus eius filius; Guidaloctus Stephanelli, Stephanus eius filius; Bardellonus Marchus; Schelmuccius Bernardi et filii; Balduccius filius Bernardi; Buonus Bernardi Schelmi et filii et omnes de domo Schelmorum Guidalotti Detisi Foraboschi Infangati Compiobbesi Fifanti e BogolenfiI Bogolensi, del Popolo di Santa Maria Sopra Porta, furono fra le Casate Ghibelline, bandite da Firenze, nel 1268: Bertus filius Lamberti Odorici; Geri filius Digusciati; Bogolinus, Perinus, fratres, filii Rayneri de Bogole; Cante filius Gaççaie; Henricus filius Abbatis; omnes Filii Fantis et descendentes masculi et omnes Bogholenses et eorum filii

Gherardini AmideiGli Amidei, del Popolo di Santo Stefano a Ponte, furono fra le Casate Ghibelline, bandite da Firenze, nel 1268: dominus Albiçus filius Truffe et filii eius; Aldobrandinus qui dicitur "Dino" condam Domini Truffe et filii eius; Albiçus et Faldus, filii domini Octavantis; Vante et Neri, filii Raineri Albiççi; Bianchus filius domini Ciersini; Lambertus filius domini Beriçini et eius filii; Fossembrunus filius Dini; de Amideis Bagnesi Sacchetti Da Lucardo Da Volognano Galigai Franzesi Ghiandoni Della Vitella Balsami

Sesto di San Brancazio

Lamberti Figlioli di Cosa Sizi Cipriani Tornaquinci Mazzinghi

Pigli o Pilli Mascheroni Vecchietti Migliorelli

Sesto di Borgo

Bondelmonti Giandonati Soldanieri Scali Gualterotti Guidi

Bostichi Gianfigliazzi Spini Corbizzi Scolari Cappiardi Petriboni

Sesto di Porta del Duomo

Della Tosa Arrigucci Alieri Da Castiglionchio Aglipresenti nelle liste pubblicate da Gaetano Salvemini

Da SommaiaI Da Sommaria, o Sommaia, furono fra le Casate Ghibelline, bandite da Firenze, nel 1268: Bura, Giannuccius e Cursus, fratres, filli Bernardi de Sommaria, omnes nobiles ghibellini de Sommaria, exceptio domino Ugolino Caponsacchi BrunelleschiI Brunelleschi, del Popolo di San Leone, furono fra le Casate Ghibelline, bandite da Firenze, nel 1268: Puccius domini Gandi et filii eius; filii Tençi Gandi; Petrus, Alamannuccius de Brunelleschis; Lippus Ghiandonis; Cambius domini Brunelleschi, Banchus Buldronis; Cambinus Rubeus bastardus et eorum filii et descendentes et omnes de dicta domo et eorum descendentes, excepto filio domini Brunecti Strinati Agolanti

Sesto di Por San Piero

Adimari Orchisecondo il lavoro del 1899 di Gaetano Salvemini, è una "corruzione evidente di Circulis", ovvero i "Cerchi" Tedaldini

Donati Abati Pazzi Bisdomini

Grandi del Contado d'Oltrarno Della Casa di MontespertoliI Da Montespertoli, del Popolo di San Romolo, furono fra le Casate Ghibelline, bandite da Firenze, nel 1268: Gosus, Tinaccius, Baldus, Çelle; Bertus, fratres, filii domini Phylippi de Montespertoli et omnes ipsorum descendentes masculi; Sclacta filius Rinaldi de Monespertoli De' figliuoli di Sinibaldo da Pulicciano e Bernardone coi figliuoli I Conti da Certaldo I Milotti da Certaldo De' figliuoli di Buoncristiano da Certaldo De' Beci da Castiglion Fiorentino De' Bonaccolli da Empoli Conte Anselmo da Pontorme Di quelli di Petrio (f. Petroio) di Valdipesa Messer Gozza da Pogna e nipoti e figliuoli Figliuoli di Giuseppe da Pogna e Consorti Figliuoli di Serraglio da Marcialla e di lor Casa De' Manetti e Albertini di Castelvecchio Della Casa di Messer Poltrone da Carpello

Del Sesto di San Piero Scheraggio in Contado Maso di Messer Rinieri & filii domini Sinibaldi de' Benzi da Figline e ogni di loro Napoleone e fratelli di Manetti da Figline Messer Ubertino, Messer Neri, Messer Accerito, e Bertino Grosso da Gaville Mucio e fratelli di Messer Guido da Colle Ballera e fratelli di Messer Ubertino da Colle Bianci e messer Rinuccio da Monte Grossoli e gli altri della Casa Figliuoli di Rinuccio della Vacchereccia Figliuoli di Alberto da Castiglione Ugolino di Messer Jacopo da Vertina Messer Gualtieri, messer Rosso, messer Bernardo de' Rinaldini e lor consorti Messer Ciupo degli Squarcialupi Ciascuno degli Squarcialupi Guelfi e Ghibellini Pepi di Pepo dalla Torricella Currado di Guido dalla Torricella e fratelli e gli altri di lor Casa Albertaccio di Grossolo da Brolio Figliuoli di Bindo di messer Ugolino da Cacchiano Figliuoli di Jacopo di messer Ugolino da Cacchiano Figliuoli di Spinello di messer Ugolino da Cacchiano Figliuoli di Messer Pepo da RaddaI Da Radda, del Popolo di San Simone, furono fra le Casate Ghibelline, bandite da Firenze, nel 1268: dominus Corsinus de Radda et filii, Spinellus de Radda, omnes nobiles de Radda; ancora banditi come Ghibellini da Firenze, con sentenza del 1311: filii domini Pepi de Radda & Consortes Figliuoli di Spinello da Radda e nipoti Alberto e Messer Forziore da Selva e consorti Orlando di Rinieri da Castiglione Castra e Becco di Messer Ubertino da Grino Guido di messer Ranuccino da Grignano Dino e Banco di Messer Tancredi da Monte RinaldiI Da Monterinaldi, del Popolo di Santa Maria Sopra Porta, furono fra le Casate Ghibelline, bandite da Firenze, nel 1268: dominus Guido, dominus Bernarduccius, Dinus Grande, filii domini Tancredi de Monte Rinaldi et omnes eorum fratres et filii et descendentes omnes de domo nobilium de Monterinaldi exceptis filiis domini Aldobrandini, domini Bernardini e ciascuno di lor Casa di ciascuna Parte