Prima moglie di Albert Einstein, fu la prima donna ad aver studiato Fisica al Politecnico di Zurigo. Secondo alcuni studiosi, fra cui Evan Harris Walker, fisico e parapsicologo, Mileva Marić avrebbe partecipato alla stesura dei lavori sulla teoria della relatività; l'ipotesi di Walker è tuttora in discussione all'interno della comunità scientifica.

Biografia Giovinezza

Mileva Marić nacque a Titel da una famiglia di proprietari terrieri. Miloš Marić, il padre di Mileva, nacque il 20 dicembre 1846 in una famiglia di contadini che abitavano nel villaggio serbo di Kać, vicino a Novi Sad. Miloš Marić, dopo aver terminato la propria istruzione a Sremski Karlovci e a Novi Sad, intraprese la carriera militare nell'esercito della Duplice Monarchia. La sua carriera procedette senza problemi e nel 1867, all'età di 21 anni, decise di sposarsi con Marija Ružić, originaria del villaggio di Titel. Marija Ružić-Marić diede alla luce il 19 dicembre 1875 una bambina, Mileva. Terza di cinque figli, ma in pratica la primogenita visto che i due fratelli maggiori morirono in tenera età, nacque con un difetto congenito all'anca sinistra che la fece zoppicare tutta la vita. Anche la sorella minore di Mileva, Zorka, nacque con lo stesso difetto congenito.

Dopo la nascita di Mileva, la famiglia Marić dovette trasferirsi, a causa del lavoro del padre, nella città di Vukovar (ora Croazia). Verso la fine del 1877 si trasferirono nuovamente, questa volta a Ruma. Sebbene vivesse in una città di modeste dimensioni e in una struttura famigliare di tipo patriarcale, Mileva Marić mostrò fin dai primi anni uno spiccato acume nonché una grande varietà di interessi. Assieme alla musica, una delle sue più grandi passioni, coltivò anche l'amore per il canto e, nei limiti in cui glielo permettevano i suoi problemi all'anca, anche la danza. Miloš Marić, resosi conto del potenziale della figlia, si prodigò in tutti i modi per far maturare i talenti della primogenita e le insegnò personalmente a leggere, a scrivere e a far di conto. Subito egli le parlò sia in serbo sia in tedesco, quest'ultimo necessario per chiunque volesse progredire accademicamente e professionalmente nella Duplice Monarchia.

Già dal primo anno di scuola Mileva dimostrò di essere un'alunna modello, sebbene molto timida e introversa. A Ruma Mileva Marić frequentò con pieno profitto 4 anni di scuola elementare; il padre in seguito decise di iscriverla alla Scuola Femminile di Novi Sad. Il programma didattico di questo istituto aveva 14 materie e Mileva Marić si dimostrò in tutte un'ottima studentessa. Il suo talento per la matematica non tardò a manifestarsi; oltre a ciò dimostrò un'insolita bravura nel disegno, nella musica e nella letteratura. L'unico punto problematico per lei erano le lezioni di educazione fisica, in quanto la malformazione congenita all'anca le rendeva estremamente difficili anche gli esercizi più elementari. In seguito si iscrisse alla Scuola Reale Inferiore di Sremska Mitrovica, un ginnasio misto avente in totale 100 alunni. Ogni insegnante di questa scuola aveva nove allievi al massimo e ciò garantiva un insegnamento mirato e di alta qualità. Oltre a ciò, era uno dei pochi istituti ad avere laboratori di fisica e chimica ben attrezzati.

In seguito Mileva Marić decise di continuare la propria istruzione nel Regno di Serbia e venne ammessa al Ginnasio Reale Serbo di Šabac, che era una delle poche scuole in Serbia a garantire pari diritti sia ai maschi sia alle femmine. Proprio qui Mileva iniziò a studiare il francese, che divenne, dopo il serbo e il tedesco, la lingua che conosceva e parlava meglio. Sebbene la sua istruzione in Serbia procedesse senza problemi, si vide costretta a lasciare la scuola prima della fine dell'anno scolastico e a tornare in Austria-Ungheria, in quanto a suo padre era stato ordinato di trasferirsi immediatamente a Zagabria per motivi di lavoro. La giovane Mileva Marić giunse a Zagabria con un'ottima educazione e un'invidiabile carriera scolastica, ma nonostante questo riuscì a proseguire gli studi soltanto grazie al padre, il quale si rivolse al Ministero della Cultura della Duplice Monarchia con la preghiera che la figlia venisse ammessa al Grande Ginnasio Reale maschile di Zagabria. La domanda trovò accoglimento e, dopo aver superato l'esame di ammissione, Mileva venne ammessa per l'anno scolastico 1892/1893 e fu una delle prime ragazze a sedere alla pari con i colleghi maschi in un istituto superiore, fino ad allora soltanto ed esclusivamente maschile, di Zagabria. In quegli anni Mileva Marić maturò la decisione di proseguire e perfezionare la propria istruzione in Svizzera, dove alle donne era permesso andare all'Università. Dopo due proficui anni trascorsi a Zagabria, si recò assieme al padre a Zurigo, dove continuò la propria istruzione. Non risulta che lei avesse avuto particolari problemi ad ambientarsi, anche perché il tedesco era praticamente la sua seconda lingua madre dopo il serbo. Nella primavera del 1896 Mileva Marić superò con successo l'esame di maturità a Berna.

Vita con Einstein

Nell'estate dell'anno 1896 Mileva Marić superò l'esame di ammissione al Politecnico di Zurigo: l'esame consisteva in una prova di matematica e in una di geometria. Entrò nella sezione VIA del dipartimento di matematica e fisica assieme ad altri quattro ragazzi, tra i quali c'era anche Albert Einstein: lei era l'unica donna presente, in totale la quinta fino ad allora a prendere parte a tale ciclo di studi dalla fondazione del politecnico.

Dopo aver concluso con successo il suo primo anno accademico al Politecnico, Mileva decise di tornare dai suoi genitori per le vacanze. Fu proprio durante il periodo estivo che prese la decisione di trascorrere un semestre in Germania, all'Università di Heidelberg, uno degli atenei più prestigiosi d'Europa. Alcune versioni romanzate della biografia di Mileva sostengono che lei sarebbe scappata ad Heidelberg per sottrarsi alla passione per Albert Einstein. Tutto ciò non può essere preso in considerazione in quanto trattasi più di speculazioni che di dati obiettivi e confermati. Le ragioni di questa decisione sono invece di natura più pragmatica e non vedono coinvolta la figura di Albert Einstein: Mileva Marić infatti non era pienamente soddisfatta del programma di studi del Politecnico di Zurigo, in quanto secondo lei c'erano troppe poche ore dedicate alla fisica. Giunse a Heidelberg il 20 ottobre del 1897. Presso l'Università di Heidelberg in quel periodo le donne non godevano degli stessi diritti degli uomini, ragion per cui Mileva Marić venne ammessa solo in qualità di "uditrice" per il semestre invernale, senza poter quindi sostenere esami o ricevere certificati. Nelle sue lettere tuttavia Mileva ha sempre espresso una profonda ammirazione per i docenti dell'Università di Heidelberg, in particolar modo per il professor Lenard.

Ad averla maggiormente affascinata e indirizzata per i suoi studi successivi è stata la teoria della cinetica dei gas e, non a caso, sarà proprio questo tipo di ricerca a integrarsi con le idee di Einstein dell'anno 1905 e con le sue ipotesi. Ciò ha fatto ovviamente supporre che Mileva Marić avesse avuto un ruolo tutt'altro che secondario nelle nuove concezioni del marito, ma né Einstein né altri ne hanno mai fatto cenno. Di fatto, all'epoca, le discipline scientifiche erano considerate "adatte" solo ai maschi e non alle femmine: se dunque Mileva sia stata determinante per la maturazione delle idee di Einstein non è stato ancora scoperto. Le donne, in molti paesi d'Europa, erano all'epoca totalmente escluse dall'università; successivamente furono ammesse come "uditrici" e non come "allieve" di un corso di laurea. Mileva Marić decise di fermarsi in Germania solo per un semestre, ragion per cui non è stato possibile ricostruire il suo percorso formativo a Heidelberg in maniera completa.

La maggior parte delle informazioni di cui disponiamo al suo riguardo proviene dalle lettere che lei inviò ad Einstein. Sappiamo che nel febbraio del 1898 decise di tornare a Zurigo e che nell'aprile dello stesso anno si iscrisse per il semestre estivo al Politecnico, il suo quarto semestre di studi. Stando a ciò che attesta la studiosa Radmila Milentijević, gli incontri di Mileva Marić con Albert Einstein sarebbero ripresi poco dopo il suo ritorno. Albert Einstein e Mileva Marić frequentavano gli stessi corsi, tra i quali anche le lezioni di fisica del professor Weber. Tuttavia anche qui disponiamo solo di ricostruzioni biografiche parziali sia dell'esperienza universitaria di Mileva Marić sia della sua relazione con Albert Einstein in quel periodo. La stessa Radmila Milentijević, la realizzatrice di una delle biografie più complete della moglie di Einstein attualmente a disposizione, ammette che la grande riservatezza di Mileva e il suo totale disinteresse per gli avvenimenti mondani hanno reso impossibile la ricostruzione di alcuni periodi della sua vita. Nell'ottobre del 1898 Mileva Marić fece ritorno a Zurigo, dopo aver trascorso l'estate dalla sua famiglia, per iniziare il suo terzo anno al Politecnico. Affinché il percorso di studi venisse considerato regolare, gli studenti del terzo anno erano obbligati a sostenere una prova di accertamento preliminare prima di sostenere gli esami finali per l'ottenimento del diploma. Einstein e gli altri membri del gruppo di studio sostennero l'esame ma Mileva, non sentendosi preparata, la rimandò di un anno e la superò quindi nell'ottobre del 1899 con la votazione 5.06 (6 è il massimo secondo il sistema di valutazione svizzero), sempre stando a ciò che riportano le sue biografie ufficiali. L'anno accademico 1899/1900 fu il quarto e anche l'ultimo che Mileva Marić e Albert Einstein trascorsero assieme al Politecnico di Zurigo.

Gli esami finali al Politecnico per Einstein e Marić erano previsti per la fine del mese di luglio dell'anno 1900 e consistevano in una parte scritta e in una parte orale. Quando vennero pubblicati gli esiti, Mileva fu l'unico membro del gruppo a non aver ottenuto i voti necessari per il conseguimento del diploma. Il fallimento non la fece tuttavia desistere e decise di ripetere la prova l'anno successivo. Ma anche al secondo tentativo non ottenne il punteggio minimo richiesto per la promozione.

Dopo il secondo fallimento Mileva Marić decise di tornare dai genitori presso la cui abitazione partorì una bambina. Una delle principali fonti di informazioni su questo periodo della vita della prima moglie di Einstein è l'opera di Michele Zackheim: Einstein's Daughter, The Search of Lieserl. L'autrice iniziò le sue ricerche dopo aver letto sul New York Times un articolo sulla scoperta delle lettere d'amore di Albert e Mileva. Impossibilitata dalle convenzioni e dai pregiudizi a diventare la moglie di Einstein, Mileva, ultimati i nove mesi di gravidanza, si trovò costretta a partorire di nascosto e ad affidare la neonata figlia Lieserl a una nutrice. Dopo aver lasciato sua figlia, Mileva fece ritorno in Svizzera, dove il 6 gennaio 1903 si sposò con Einstein. I documenti del matrimonio ci sono giunti perfettamente conservati in quanto rientravano tra gli oggetti dei quali Mileva ebbe maggior cura. Non si sa se la bambina sia morta di scarlattina, o se sia scomparsa in quanto trovatella, o data in adozione alla nutrice. In ogni caso di lei si perse ogni traccia, forse per mano della stessa eventuale madre adottiva (probabilmente la nutrice). Non risulta che Albert Einstein abbia mai visto la sua prima figlia.