I c.d. "Bronzi rituali" (zh. ) sono tra i più importanti pezzi dell'antica arte cinese, tanto apprezzati ed importanti da essere stati gestiti tramite un apposito catalogo dedicato nelle collezioni d'arte degli Imperatori della Cina. L'età del bronzo cinese iniziò durante la semi-mitica dinastia Xia (c. 2070–1600 a.C.) e contenitori rituali in bronzo costituiscono la maggior parte delle collezioni d'antichità cinesi con un apice durante la protostorica dinastia Shang (c. 1600–1046 a.C.) e la prima fase della dinastia Zhou (1045–256 a.C.), c.d. "dinastia Zhou occidentale".
La maggior parte degli antichi manufatti cinesi in bronzo sopravvissuti (vasi, strumenti o armi che siano) sono pertanto esemplari rituali e non d'uso pratico, le cui forti associazioni religiose ne favorirono la proliferazione quanto a tipi e fogge, ad un tempo "classici" per la forma e "totemici" per l'utilizzo, poi mutuati da altri media, come la porcellana cinese, nei periodi successivi dell'arte cinese. Le decorazioni dei bronzi rituali cinesi si declinarono di conseguenza in un carosello di decori plastici e superficiali eterogenei quanto gli oggetti su cui erano realizzati, seppur alcuni elementi e/o stilemi ricorrenti creino un repertorio standardizzato. Le decorazioni individuali non si limitarono a determinate tipologie di Bronzi: in linea di principio, su qualsiasi tipo d'oggetto poteva apparire qualsiasi tipo di decoro. Come valse per la foggia stessa dei Bronzi, anche la maggior parte delle loro decorazioni ebbe forme precursori in oggetti ceramici o di giada risalenti al IV millennio a.C.
Oltre ad essere classificati in tipologie, i Bronzi cinesi possono anche essere raggruppati a livello regionale o temporale analizzandone l'impianto decorativo. Pertanto, si riporta nel seguito una categorizzazione approssimativa basata sui soggetti raffigurati e su aspetti storico-culturali.
Premessa Metallurgia
I primi manufatti in metallo (bronzo) sul territorio dell'attuale Cina datano alla Cultura di Majiayao (3100–2000 a.C.) nella Contea autonoma di Dongxiang (Gansu), Cina del Nord, un territorio che solo a distanza di secoli sarebbe stato interessato da una sinicizzazione vera e propria durante l'espansione dello stato di Qin (778–207 a.C.). La Majiayao, in realtà una delle Culture neolitiche cinesi, importò o ricevette i manufatti bronzei dai popoli non-cinesi della steppa eurasiatica, per es. la Cultura di Afanasevo (Siberia).
La metallurgia indigena del bronzo cominciò invece in Cina, apparentemente in modo autonomo, presso i siti della Cultura di Erlitou (2000–1500 a.C.), vicino Yanshi (Henan), lungo il corso inferiore del Fiume Giallo, secondo alcuni un sito della semi-mitica dinastia Xia. e secondo altri della dinastia Shang.. Ad Erlitou furono fabbricati i primi utensili e le prime armi cinesi in bronzo. Come valso per altre civiltà antiche (Egitto, Mesopotamia, Indo), gli insediamenti di Erlitou prima e quelli propriamente Shang poi sorsero nelle valli fluviali per necessità correlate all'introduzione dell'agricoltura intensiva. In Cina, tali aree mancavano però di giacimenti minerari e richiedevano l’importazione di materiale metallurgico.
Dall'età del bronzo alla dinastia Han (206 a.C.–220 d.C.), la tecnica principale utilizzata nell'antica Cina per fondere vasi rituali, armi e altri utensili era la fusione in pezzo unico tramite il procedimento che sarebbe poi stato definito "colata in sabbia". In questo processo, un modello del vaso finito, completo cioè anche di decorazioni, viene realizzato in argilla e lasciato indurire. Successivamente, si realizza un "negativo" del modello applicandovi sopra uno strato d'argilla bagnata che viene poi lasciata indurire e rimosso, mentre il modello è levigato per meglio fungere da nucleo che originerà l'interno vuoto del vaso. Al momento della colata, il negativo è chiuso intorno al modello-nucleo, garantendo comunque uno spazio tra i due tramite piccoli pezzi di bronzo e rame, le "coroncine", che permettano al bronzo fuso di spargersi nello spazio vuoto tra i due strati. Al raffreddarsi del bronzo, l'argilla era staccata dal vaso ed il processo era completo.. Una variazione di questo processo di stampa è stata proposta come spiegazione dell'asimmetria che ogni tanto si riscontra tra le facce dei Bronzi che, di regola, dovrebbero invece essere simmetriche: il decoro non sarebbe stato realizzato sul modello e poi trasferito sul negativo bensì sarebbe stato realizzato direttamente sul negativo, con conseguente rischio d'intaccare le proporzioni tra modello e negativo..
Al contrario, il processo di fusione a cera persa consente all'artigiano di creare un modello in cera dell'oggetto desiderato sul quale il metallo andrà a posarsi durante la fusione, sciogliendolo e prendendone il posto.. Spesso era necessario, nella fusione di recipienti di grandi dimensioni, fondere la parte principale, includerla nella costruzione di un altro stampo e quindi fondere le sporgenze, come il manico d'un vaso, su quel pezzo..
Storia
La Pianura della Cina del Nord, insieme a quella della Cina centrale, costituisce il cuore della Cina e viene spesso definita la «culla della cultura cinese». Qui si trovavano i centri urbani della semi-mitologica dinastia Xia (c. 2070–1600 a.C.), della proto-storica dinastia Shang (c. 1600–1046 a.C.) e della dinastia Zhou (1045–256 a.C.): Erlitou, il vero e proprio centro primordiale di promanazione;. Luoyang; Erligang (attuale Zhengzhou); Yin Xu; Fenghuangshan e Fenghao. Queste dinastie, più propriamente culture, non governavano l'intera area in accordo alla visione moderna d'impero bensì, dai loro grandi centri lungo il corso medio e inferiore del Fiume Giallo, estendevano tramite il commercio (anche a lunga distanza) e la guerra una forma di governo diffuso sui popoli e le culture vicine..
Nel passaggio da Xia, a Shang ed infine Zhou si consolidò una forma culturale "cinese" dominante i cui caratteri passarono da una dinastia/cultura all'altra. La progressiva espansione della sfera di potere estese la sfera d'influenza verso sud, fino all'odierna provincia del Hunan. In gran parte, la cultura del Fiume Giallo si sovrappose a quelle periferiche ma persistettero sacche autonome non completamente uniformate, tanto che, delle sei principali aree culturali del Neolitico cinese e della prima età del bronzo, tutte sopravvissero fino al c.d. "Periodo degli Stati Combattenti" (453–221 a.C.) che chiuse l'esperienza Zhou e spianò la strada alla nascita dell'Impero cinese propriamente detto.
All'inizio dell'Età del bronzo cinese, l'uso di vasi per vino e cibo aveva uno scopo religioso. Il consumo delle bevande alcoliche, spec. il huangjiu o altro tipo di vino di riso, era fondamentale in questi riti al tempo degli Shang e pertanto i bronzi rituali più importanti erano quelli correlati alle bevande (le giare per veicolarle, le brocche gōng per versarle e le ciotole per consumarle) laddove, invece, il per il cibo, altro bronzo utilizzato nei rituali, aveva probabilmente una funzione secondaria. Il tutto trova il suo sostrato nelle credenze Shang legate allo sciamanesimo ed al culto degli antenati. ove i sacrifici avevano lo scopo di placare gli antenati, il cui spirito se inquieto poteva tormentare i viventi, tramite delle libagioni che avrebbe garantito benessere e buona sorte anzitutto a Re-Sciamano Shang ed al suo popolo..
Durante la prima fase dell'Era Zhou (c.d. "dinastia Zhou occidentale", 1045–771 a.C.), si verificò un cambiamento politico e culturale molto importante. Il re Zhou Wu (r. 1046–1043 a.C.), fondatore della nuova dinastia, credeva che i sovrani Shang fossero divenuti degli autocrati viziosi ed indegni il cui smodato consumo d'alcol aveva finito con il giocare loro il c.d. "Mandato del cielo", i.e. il loro diritto divino di regnare, portando così alla caduta della dinastia.. A causa di questa convinzione, i vasi per il cibo (e il dǐng in particolare) sostituirono per importanza nelle funzioni cerimoniali quelli per il vino. I vasi di bronzo subirono quella che è stata chiamata la "Rivoluzione rituale". Non limitandosi ad usarli come strumenti nel sacrificio di cibo e vino agli antenati, gli Zhou fecero dei vasi rituali bronzei dei veicoli dello status del proprietario tanto ai vivi quanto agli spiriti dei morti, facendone dei potentissimi status symbol carichi anche di valore apotropaico da esibire tanto nelle dimore quanto nelle tombe, quali parte fondamentale del corredo funebre. I Tre riti (zh. ) degli Zhou, un classico della letteratura cinese, descrivono minuziosamente chi era autorizzato a usare quali tipi di vasi sacrificali e quanti: il Re di Zhou (zh. o ) usava 9 dǐng e 8 vasi guǐ; un duca poteva usare 7 dǐng e 6 guǐ; un barone poteva usare 5 dǐng e 3 guǐ; e un visconte poteva usare 3 dǐng e 2 guǐ. I vasi dǐng e guǐ servirono come simboli di autorità per lélite cinese fino al sopracitato Periodo degli Stati Combattenti.
Tecnica L'impianto decorativo dei Qīng Tóng Qì era anzitutto impostato già in fase di fusione, come sopra ricordato. Le modalità di realizzazione, sia che si consideri la decorazione come inizialmente apposta sul modello-nucleo sia sul negativo, erano sostanzialmente tre: (i) incidendo delle linee nello stampo d'argilla a formare il disegno o la scritta voluti;. (ii) imprimendo un'immagine, un'iscrizione o un disegno sull'argilla bagnata;. o (iii) convogliando l'argilla morbida e semi-liquida in un sacchetto di pelle e poi, con un tubo molto sottile fatto d'osso o metallo, dosandone la distribuzione nello stampo per realizzare la decorazione, tecnica che comunque poteva permettere di realizzare un soggetto in bassorilievo ma non certo per le trame geometriche di fondo che andavano aggiunte poi..
Incisione
Come testé anticipato, la forma più basilare di decorazione, erede povera della glittica neolitica praticata dai cinesi con la preziosa giada,. era realizzata tramite incisione. Le incisioni poteva essere praticate direttamente nello stampo, priva della fusione del pezzo, sia successivamente, per aggiungere i particolari più minuti.
Agemina
La tecnica d'intarsio ad agemina era nota in Cina almeno dalla Cultura di Erlitou e non costituiva pertanto una sfida tecnica per i bronzisti Shang o Zhou che, ciò nonostante, tesero vieppiù ad evitarla. Alla periferia del centro culturale Shang-Zhou, invece, ad esempio nel Sichuan, sin dal XII secolo a.C. furono realizzate placche di bronzo con intarsi di pietre semi-preziose. Il turchese era usato in Occidente così come nelle culture settentrionali. Tipici oggetti ritrovati nel cuore della Cina con lavori d'intarsio sono le placche decorative in turchese della Cultura di Erlitou, spesso simili ai maturi decori taotie degli Shang (v.si seguito). Fu comunque, come anticipato, una tecnica difficilmente adottate dagli Shang: pochi bronzi rituali di quel periodo ci sono pervenuti con intarsi di turchese, la maggior parte dei quali sono armi: scuri o coltelli (v.si Fig. 1).. Solo secoli dopo, durante il Periodo delle primavere e degli autunni ed ancor più durante il Periodo degli Stati Combattenti, complice il diffondersi in Cina di un gusto artistico "barbaro",. l'agemina tornò ad essere utilizzata. In quel periodo, l'agemina godette d'improvviso favore presso la committenza del regno di Jin.
Traforo
La tecnica decorativa del traforo, relativamente facile su oggetti essenzialmente piatti fusi tramite stampi d'argilla come i Bronzi cinesi, fu in uso sin dalla dinastia Shang. e da questa passò agli Zhou. Si trattava d'una tecnica che i cinesi padroneggiavano sin dal Neolitico, avendola anzitutto praticata sulla giada.
Soggetti