La spirotriprostatina B è un alcaloide indolico presente nel fungo Aspergillus fumigatus che appartiene a una classe di 2,5-dichetopiperazine naturali. La spirotriprostatina B, similmente a molti altri alcaloidi indolici (tra cui la spirotriprostatina A, nonché altre triprostatine e ciclotriprostatine) ha proprietà antimitotiche, rendendo questa classe di molecole di grande interesse negli studi riguardanti i farmaci antitumorali. Per questo motivo, nella letteratura chimica sono state pubblicate numerose sintesi totali di questi composti.

Sintesi totale La prima sintesi totale della molecola è stata realizzata nel 2000 dal gruppo Danishefsky della Columbia University. A questo studio seguirono numerose ricerche che riportarono i risultati di altre sintesi proposte da Williams, Ganesan, Fuji, Carreira, Horne, Overman e, più recentemente, Trost.

Da un punto di vista sintetico, la molecola presenta caratteristiche strutturali impegnative da replicare in laboratorio, come ad esempio la giuntura dell'anello spirociclico in posizione C3 e l'adiacente carbonio prenil-sostituito. Gli approcci concettuali verso la preparazione dello scheletro molecolare della spirotriprostatina B sono variati considerevolmente nel corso degli anni. Nei successivi paragrafi sono sintetizzate le caratteristiche principali delle diverse vie sintetiche finora proposte.

Sintesi di Danishefsky

Nella sintesi di Danishefsky, un'ammina derivata dal triptofano condensa con un'aldeide in una reazione di Mannich, in cui l'ossindolo pendente agisce come nucleofilo nei confronti dell'intermedio imminio formato in situ.

Sintesi di Williams

La sintesi di Williams utilizza una reazione di accoppiamento a 3 componenti. Un'ammina secondaria è stata combinata con un'aldeide per formare un'ilide azometinica intermedia, la quale subisce di seguito una cicloaddizione 1,3-dipolare con un ossindolo insaturo presente anch'esso nella stessa miscela di reazione.

Sintesi di Ganesan

Ganesan ha utilizzato una strategia biomimetica nella sintesi della spirotriprostatina B. Un indolo è stato trattato con N-bromosuccinimmide in una miscela di THF, acido acetico e acqua per innescare un riarrangiamento ossidativo, formando lo stereocentro quaternario in modo diastereoselettivo.

Sintesi di Fuji

Nella sintesi sviluppata dal gruppo del professor Fuji, la stereochimica del carbonio spirociclico è stata stabilita mediante una reazione di nitroolefinazione. Un ossindolo con gruppo prenilico è stato fatto reagire con una nitroolefina recante un gruppo uscente chirale, in modo da garantire nel composto finale la stereochimica corretta.

Sintesi di Carreira

Carreira ha utilizzato una reazione di annulazione promossa da ioduro di magnesio per ottenere la molecola di spirotriprostatina B. Un ossindolo contenente un ciclopropano è stato fatto reagire con un'immina in presenza di ioduro di magnesio, innescando la reazione di espansione dell'anello ciclopropanico.

Sintesi di Horne

Anche la sintesi della spirotriprostatina B da parte di Horne si avvale della reazione di Mannich per ottenere lo scheletro molecolare finale. In questo caso, un derivato cloro-indolico funge da pro-nucleofilo. La ciclizzazione viene innescata trattando l'immina con il cloruro acilico derivato dalla prolina. La moecola intermedia di imminio è poi attaccata dal derivato cloro-indolicoo, formando il legame spirociclico desiderato.

Sintesi di Overman

Nella sintesi proposta da Overman si utilizza una reazione di Heck per preparare la molecola. Una iodoanilina funzionalizzata con un alchene viene sottoposta a ciclizzazione tramite la reazione di Heck, con apposita catalisi al palladio descritta in figura. La specie intermedia palladio-allile reagisce immediatamente con l'azoto ammidico per generare lo stereocentro prenilico nella stessa reazione.

Sintesi di Trost

Nella sintesi di Trost, la stereochimica del carbonio C3, giunzione dell'anello spirociclico, si ottiene da una sequenza di decarbossilazione-prenilazione, che ricorda il riarrangiamento di Carroll. In questo caso, un estere prenilico funge sia da precursore nucleofilo che da precursore elettrofilo. A seguito del trattamento con un catalizzatore chirale al palladio in toluene, il gruppo prenilico ionizza e decarbossila. La coppia di ioni risultante si ricombina successivamente per generare il prodotto prenilato. In particolare, si verifica la migrazione del doppio legame e il gruppo prenilico viene attaccato al carbonio ossindolico.

Note

Categoria:Composti eterociclici a quattro o più anelli Categoria:Lattami