Partenopeo () è un personaggio della mitologia greca. Fu uno dei sette contro Tebe.

Genealogia

Figlio di Talao o di Melanione o di Ares oppure di Meleagro e di Lisimaca o di Atalanta.

Dalla ninfa Climene divenne padre di Tlesimene.

Fu anche padre di Biante, Promaco e di Stratolao.Scholia di Eustazio di Tessalonica a Omero 489. 39Scholia a Iliade 4. 404

Mitologia

Partenopeo fu esposto da Atalanta e fu trovato da dei pastori insieme ad un altro bambino (a sua volta esposto da Auge) sul Monte Partenio. I pastori li chiamarono Telefo (perché una cerva lo aveva allattato) e Partenopeo (perché Atalanta lo aveva esposto sul monte Partenio fingendosi vergine) e i due, una volta cresciuti e divenuti amici, si recarono in Misia dove Partenopeo aiutò Telefo a sconfiggere Idas.

Nei sette contro Tebe

Partenopeo era un giovane guerriero coraggioso ed abile e, fattosi convincede da suo fratello Adrasto, si uni ai Sette contro Tebe, un gruppo di eroi che avevano l'obiettivo di conquistare la città di Tebe, una città nemica e circondata da alte mura, per mettere sul trono Polinice. Durante la marcia verso Tebe, Partenopeo si fermò a Nemea, dove partecipò ai giochi funebri in onore di Ofelte (un bambino che fu ucciso da un serpente) e dove si distinse nella gara di tiro con l'arco. Quando arrivò a Tebe, Partenopeo fu assegnato alla porta Electra, dove si batté con coraggio e determinazione, ma fu ucciso da Anfidico (figlio di Astaco) oppure da Periclimeno (come scrive Euripide).

La sua morte venne vendicata dal figlio Promaco.

Enea, sceso vivo nell'Ade con l'aiuto della Sibilla, vide Partenopeo insieme a molti altri nella zona riservata agli eroi.

Note

Bibliografia Virgilio, Eneide, VI, 480

Voci correlate Partenopea, finta tragedia di Sofocle, oggetto di un aneddoto di Diogene Laerzio

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