Biografia Era il figlio di Rosario Pasquale Aurelio De Laurentiis e di Giuseppina Salvatore.
Il giovane Dino, come era soprannominato sin da piccolo, crebbe per le strade di Torre Annunziata vendendo gli spaghetti prodotti dal piccolo pastificio del padre. Il suo ingresso nel mondo del cinema avviene, insieme con la decisione di intraprendere la carriera di attore, quando si reca a Roma al Centro Sperimentale di Cinematografia, appena inaugurato, nel biennio 1937-1938. Fra i suoi esordi come attore vi è quello nel film Troppo tardi t'ho conosciuta del regista Emanuele Caracciolo. Basta poco però, al giovane Dino, per trovare la sua vera strada: "dopo essersi guardato allo specchio" - secondo le sue parole - decide di spostarsi dietro la macchina da presa, intraprendendo la fortunata carriera di produttore.
Poco dopo inizia a produrre film. Il primo risale al 1940, L'ultimo combattimento di Piero Ballerini, al quale seguiranno circa 150 film durante tutto il corso della sua lunga carriera. Il primo vero successo arriva con L'amore canta del 1941, una commedia degli equivoci, remake di un film svedese. Successivamente, nel 1942, è produttore esecutivo sul "set" di Malombra, dove supera i dubbi del produttore Gualino dovuti alla sua ancor giovane età e si impone quale efficace professionista.Le circostanze relative al ruolo di De Laurentiis sul set di Malombra sono narrate da Nino Crisman, uno degli attori di quella pellicola, nel volume L'avventurosa storia del cinema italiano Sin dal 1946, con il film Il bandito di Alberto Lattuada, per quasi vent'anni, fino al proprio trasferimento negli Stati Uniti, Dino è affiancato dal fratello maggiore Luigi De Laurentiis.
Lux Film Entra alla Lux Film, diventando produttore esecutivo cinematografico, giocando un ruolo di prim'ordine per la rinascita del cinema italiano nel dopoguerra. Lo scrittore-giornalista, cineproduttore e studioso d'arte Valentino Brosio, che concorse, dalla seconda metà degli anni trenta alla fine degli anni cinquanta, all'affermazione della Lux Film con il trasferimento a Roma di questa società fondata a Torino da Riccardo Gualino, ricordò così l'esordio di De Laurentiis:
Tra i tanti film prodotti in questo periodo si possono ricordare Riso amaro (1948) di Giuseppe De Santis, Napoli milionaria (1950) di Eduardo De Filippo, Dov'è la libertà...? (1954) di Roberto Rossellini e Miseria e nobiltà (1954) di Mario Mattoli.
La Ponti-De Laurentiis Nel 1948 si dedica alla ristrutturazione degli stabilimenti di produzione "Teatri della Farnesina", ex Safir, dando vita alla "Ponti-De Laurentiis" insieme all'amico Carlo Ponti, per la prima volta con studi propri a disposizione.
Uno dei primi successi prodotti dalla nuova etichetta è Guardie e ladri (1951), di Steno e Monicelli, poi Totò a colori (1952) di Steno, al quale fanno seguito numerosi altri importanti opere, come Europa '51 (1952) di Roberto Rossellini, Anni facili (1953) di Luigi Zampa, fino alla consacrazione definitiva con La strada (1954) e Le notti di Cabiria (1957) di Federico Fellini, due film che vinceranno entrambi il premio Oscar per il miglior film straniero, dopo quelli vinti da Vittorio De Sica con Sciuscià (1947) e Ladri di biciclette (1949). Allo stesso tempo, De Laurentiis e Ponti realizzarono progetti sempre più ambiziosi, come i colossal Ulisse di Mario Camerini (1954) e Guerra e pace di King Vidor (1956), co-prodotti con la Paramount Pictures.
Dal 1970 gli studi "Ponti-De Laurentiis" sopra citati sono sede dell’Istituto di Istruzione Superiore “Cine Tv Roberto Rossellini” di Roma.
Dinocittà Sciolto il sodalizio con Carlo Ponti, produce importanti pellicole di grande successo: La grande guerra di Mario Monicelli (1959, Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia), Tutti a casa di Luigi Comencini (1960), Una vita difficile di Dino Risi (1961), il colossal storico-biblico Barabba di Richard Fleischer (1961) e Il processo di Verona di Carlo Lizzani (1963).
Il 15 gennaio 1962 viene posta la prima pietra dei nuovi teatri di posa, sempre nei dintorni di Roma, sulla via Pontina al km 23,270, chiamati in suo onore "Dinocittà", il più grande e moderno stabilimento cinematografico d'Europa e uno dei maggiori al mondo. I nuovi studi ospitarono le riprese di diversi film di produzione altrui, come Il tormento e l'estasi (1965) di Carol Reed, La bisbetica domata (1967) di Franco Zeffirelli e Riflessi in un occhio d'oro (1967) di John Huston, ma anche mega-produzioni dello stesso De Laurentiis, come La Bibbia (1966) di John Huston con George C. Scott, Ava Gardner, John Huston stesso e Peter O'Toole, Barbarella (1968) di Roger Vadim con Jane Fonda e John Phillip Law, Lo sbarco di Anzio (1968) di Duilio Coletti con Robert Mitchum e Waterloo (1970) di Sergej Bondarcuk con Rod Steiger e Orson Welles.
Sui terreni di Dinocittà è stato aperto nel 2014 il parco divertimenti Cinecittà World, tematico per il cinema e la televisione.
1972: Legge Corona e trasferimento negli Stati Uniti Nel 1972 la legge italiana sul cinema cambia: i sussidi vengono riservati solo ai film con il 100% di produzione italiana (fino ad allora bastava il 50%), e De Laurentiis decide di trasferirsi negli Stati Uniti, dove fonderà la De Laurentiis Entertainment Group.
In America continua a produrre grandi successi: Serpico (1973) di Sidney Lumet, I tre giorni del Condor (Three Days of the Condor) (1975) di Sydney Pollack, Il giustiziere della notte (Death Wish) (1974) di Michael Winner, Conan il barbaro (Conan the Barbarian) (1982) di John Milius, L'anno del dragone (Year of the Dragon) (1985) di Michael Cimino, e anche alcuni remake come il King Kong (1976) di John Guillermin o Il Bounty (The Bounty) (1984) di Roger Donaldson con Mel Gibson, ma anche alcuni flop al botteghino, come Dune (1984) di David Lynch o Tai-Pan (1986) di Daryl Duke.
Ultimi anni
Nel 1990 realizza Ore disperate (Desperate Hours) (1992), ancora di Michael Cimino (un'operazione rischiosa, dato che il regista statunitense era considerato il responsabile del fallimento della United Artists, e conseguentemente bandito da Hollywood), e Body of Evidence (1992) di Uli Edel, con Madonna, mentre, tra i titoli più recenti si ricordano il thriller Breakdown - La trappola (1997) e U-571 (2000) di Jonathan Mostow.
La filosofia che ha portato al successo De Laurentiis può essere ben compresa grazie alla sua dichiarazione alla Mostra del Cinema di Venezia 2003, dove ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera: "Il problema dei registi italiani è che vogliono fare i film con un occhio alla critica. Noi però siamo show-man e dobbiamo fare film solo per il pubblico. Ora voglio dimostrare al cinema italiano che ci sono grandi storie da raccontare. Ho voglia di tornare in Italia a lavorare per fare dei film che riescano ad uscire dall'Italia".
Nel corso della serata di premiazione degli Oscar del 2001 ha ricevuto l'Irving G. Thalberg Memorial Award. Infine è stato anche membro della giuria dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences per il Premio Oscar.
Nel 2008 partecipa al documentario Il falso bugiardo di Claudio Costa, dedicato allo sceneggiatore Luciano Vincenzoni, suo amico, che lavorò con lui, frequentandolo sia in Italia che a Hollywood per almeno 30 anni. Con Vincenzoni, anche se il rapporto ebbe momenti di stallo dovuti ad incomprensioni reciproche, De Laurentiis realizzò il capolavoro La grande guerra, e molti altri film tra cui I due nemici, Il gobbo, Roma bene, seguiti poi da L'orca assassina e Codice Magnum.
Lucio Trentini è stato il suo organizzatore per tutta la sua carriera professionale.
Muore per cause naturali il 10 novembre 2010 a Beverly HillsDino De Laurentiis dies at age 91.
Successivamente al suo funerale tenutosi a Beverly Hills, al quale hanno preso parte nomi noti dello star system hollywoodiano, le spoglie sono state tumulate nella tomba di famiglia presso il cimitero di Torre Annunziata, accanto a quelle del fratello Luigi.
Ha avuto sei figli: Veronica, Raffaella, Federico e Francesca avuti da Silvana Mangano, con la quale si era sposato nel 1949 (e per la quale aveva acquistato la famosa villa La Casa del mare a Roquebrune); Carolyna e Dina, avute dalla sua seconda moglie Martha Schumacher con la quale si era sposato nel 1990. Il figlio Federico morì in un incidente aereo in un volo privato negli Stati Uniti.
Anche suo fratello Luigi è stato un produttore, così come anche il nipote Aurelio è un produttore cinematografico.
Nel 2012 gli è stato attribuito il Premio America alla memoria della Fondazione Italia USA.www.italiausa.org
Festival cinematografici dedicati a Dino De Laurentiis Dal 2010 a Torre Annunziata, sua città natale, si tiene il Festival di Cortometraggi Cortodino. Un festival internazionale dedicato appunto alla memoria del grande produttore cinematografico organizzato dall'Associazione Culturale Esseoesse, patrocinato da Ministero del Beni e Attività Culturali, Regione Campania e Comune di Torre Annunziata.
Filmografia Produzioni cinematografiche (parziale) L'amore canta, regia di Ferdinando Maria Poggioli (1941) Aquila nera, regia di Riccardo Freda (1946) Il bandito, regia di Alberto Lattuada (1946) La figlia del capitano, regia di Mario Camerini (1947) Molti sogni per le strade, regia di Mario Camerini (1948) Il cavaliere misterioso, regia di Riccardo Freda (1948) I pompieri di Viggiù, regia di Mario Mattoli (1949) Adamo ed Eva, regia di Mario Mattoli (1949) Riso amaro, regia di Giuseppe De Santis (1949) Il lupo della Sila, regia di Duilio Coletti (1949) Napoli milionaria, regia di Eduardo De Filippo (1950) Il brigante Musolino, regia di Mario Camerini (1950) Romanticismo, regia di Clemente Fracassi (1951) Il padrone del vapore, regia di Mario Mattoli (1951) Accidenti alle tasse!!, regia di Mario Mattoli (1951) Totò terzo uomo, regia di Mario Mattoli (1951) Ultimo incontro, regia di Gianni Franciolini (1951) Guardie e ladri, regia di Steno e Mario Monicelli (1951) Anna, regia di Alberto Lattuada (1951) Totò a colori, regia di Steno (1952) Jolanda, la figlia del Corsaro Nero, regia di Mario Soldati (1952) Gli 11 moschettieri, regia di Ennio De Concini e Fausto Saraceni (1952) Europa '51, regia di Roberto Rossellini (1952) La tratta delle bianche, regia di Luigi Comencini (1952) I tre corsari, regia di Mario Soldati (1952) Fratelli d'Italia, regia di Fausto Saraceni (1952) I sette dell'Orsa maggiore, regia di Duilio Coletti (1953) Le infedeli, regia di Mario Monicelli e Steno (1953) La lupa, regia di Alberto Lattuada (1953) Anni facili, regia di Luigi Zampa (1953) Un giorno in pretura, regia di Steno (1953) non accreditato Dov'è la libertà...?, regia di Roberto Rossellini (1954) Miseria e nobiltà, regia di Mario Mattoli (1954) La strada, regia di Federico Fellini (1954) Mambo, regia di Robert Rossen (1954) Ulisse, regia di Mario Camerini (1954) Un americano a Roma, regia di Steno (1954) La romana, regia di Luigi Zampa (1954) L'oro di Napoli, regia di Vittorio De Sica (1954) Attila, regia di Pietro Francisci (1954) Siluri umani, regia di Antonio Leonviola e Marcantonio Bragadin (1954) La donna del fiume, regia di Mario Soldati (1954) Ragazze d'oggi, regia di Luigi Zampa (1955) Le diciottenni, regia di Mario Mattoli (1955) La bella mugnaia, regia di Mario Camerini (1955) Guerra e Pace, regia di King Vidor (1956) Malafemmena, regia di Armando Fizzarotti (1957) Guendalina, regia di Alberto Lattuada (1957) Produttore esecutivo Le notti di Cabiria, regia di Federico Fellini (1957) Guardia, ladro e cameriera, regia di Steno (1958) La diga sul Pacifico, regia di René Clément (1958) Fortunella, regia di Eduardo De Filippo (1958) La tempesta, regia di Alberto Lattuada (1958) La grande guerra, regia di Mario Monicelli (1959) Io amo, tu ami, regia di Alessandro Blasetti (1960) Produttore esecutivo Il gobbo, regia di Carlo Lizzani (1960) Jovanka e le altre, regia di Martin Ritt (1960)