Il tempio di Zeus Olimpio (), noto anche come Olympieion (), è un tempio situato ad Atene, in Grecia, nel settore sud-orientale della città antica, a fianco dei Giardini dello Zappeion, a circa 500m a sud-est dell'Acropoli.

La costruzione fu avviata in età arcaica, probabilmente nel tardo VI secolo a.C., venendo completata soltanto in età romana imperiale sotto Adriano. Nella sua forma compiuta fu il più grande tempio di Atene e uno dei maggiori del mondo antico.

Storia

Nel settore dell'Olympieion esisteva già in età arcaica un santuario di Zeus. Gli scavi hanno inoltre mostrato la presenza di un tempio anteriore a quello monumentale poi completato in età romana.

Nel 515 a.C., durante la tirannide, Pisistrato il Giovane tentò di sostituire l'edificio più antico con un tempio di dimensioni molto maggiori, modellato sui grandi templi dell'Asia Minore. Wycherley ha proposto di retrodatare l'iniziativa agli ultimi anni di Pisistrato, con prosecuzione del cantiere da parte dei figli dopo l'impostazione delle prime strutture. Alla caduta della tirannide il cantiere aveva raggiunto almeno il livello del crepidoma, ma l'opera rimase incompiuta e la democrazia ateniese non ne proseguì l'esecuzione. Aristotele ricordò la costruzione dell'Olympieion da parte dei Pisistratidi come esempio delle grandi opere con cui i tiranni tenevano occupati i sudditi; Wycherley riteneva che questa testimonianza presupponesse un avanzamento del cantiere superiore alla sola impostazione delle fondazioni.

I lavori ripresero nel 174 a.C. per iniziativa di Antioco IV, che ne affidò la direzione all'architetto romano Decimo Cossuzio. La fase ellenistica conservò scala, proporzioni e impianto generale del progetto arcaico, ma adottò l'ordine corinzio e il marmo pentelico. La morte di Antioco nel 163 a.C. interruppe nuovamente il cantiere, già giunto almeno all'altezza della trabeazione, anche se il dettaglio dell'avanzamento dei lavori resta discusso.

Nell'86 a.C., dopo la presa di Atene da parte di Silla, fonti antiche e storiografia moderna ricordano il trasferimento a Roma di elementi architettonici provenienti dall'Olympieion. Wycherley riteneva più prudente pensare non allo smontaggio di colonne già erette, ma all'asportazione di membri non ancora montati, forse capitelli o altri pezzi destinati al colonnato interno.

Svetonio riferisce che alcuni re amici e alleati di Roma progettarono di completare il tempio a proprie spese e di dedicarlo al Genio di Augusto. Questa notizia non basta però a dimostrare una vera fase edilizia augustea, che rimane ipotetica. Anche l'ipotesi di una limitata ripresa del cantiere in età augustea, avanzata sulla base di differenze stilistiche nei capitelli superstiti, è stata giudicata molto congetturale.

Il completamento del tempio si deve infine ad Adriano, che dopo il soggiorno ateniese del 124-125 d.C. ne promosse la conclusione e ne portò a termine la dedicazione nel 131/132. Alla fase adrianea appartengono il completamento della fabbrica, la grande statua crisoelefantina di Zeus, la statua dell'imperatore collocata nel tempio e il vasto recinto rettangolare che definì l'area sacra. La sistemazione imperiale non cancellò del tutto i culti più antichi del luogo, che Pausania vide presenti attorno all'Olympieion.

In età cristiana il complesso accolse una cappella dedicata a San Giovanni. In età ottomana un piccolo luogo di preghiera occupava l'angolo sud-orientale del recinto.

Quando Ciriaco d'Ancona visitò il monumento nel 1436, ventuno colonne erano in piedi. Nei secoli successivi il tempio subì un progressivo smantellamento. Tra il 1753 e il 1765 una delle colonne superstiti fu abbattuta per ricavarne calce destinata a una moschea. Le modalità precise della rovina finale del monumento non sono note; è più prudente pensare a un lungo processo di degrado e spoliazione che a una singola distruzione improvvisa.

Scavi

Le prime indagini archeologiche moderne documentate nell'area dell'Olympieion risalgono al 1886, quando Stephanos Koumanoudes scavò nel settore a nord del peribolo. L'anno seguente Francis Penrose condusse un breve scavo direttamente attorno al tempio, nel primo intervento archeologico noto della British School at Athens, con l'obiettivo di chiarirne l'impianto architettonico.

Nel bilancio storico di Iōannīs Traulos, le campagne dell'Olympieion comprese fra il 1886 e il 1907 rientrano fra gli scavi che resero possibile una prima ricostruzione scientifica della topografia di Atene. Penrose e Gabriel Welter contribuirono inoltre allo studio delle fasi più antiche del santuario: il primo riconobbe elementi fondamentali del tempio anteriore a quello monumentale, mentre il secondo approfondì l'analisi delle fondazioni, pubblicandone un breve resoconto nel 1923.

Un'importante ripresa delle indagini si ebbe nel 1956, quando Traulos scavò nell'area a nord del peribolo e individuò ulteriori tratti di una struttura da lui attribuita al muro temistocleo. Nello stesso settore, in un piccolo lembo di terreno risparmiato dagli scavi ottocenteschi, emerse una sequenza ceramica databile dall'ultimo quarto dell'VIII al secondo quarto del VI secolo a.C., interpretata da Eva Brann come vasellame cerimoniale e probabilmente come residuo di una necropoli arcaica disposta lungo una strada che passava anche sotto il successivo Arco di Adriano.

Alle indagini di Travlos si devono inoltre il rinvenimento, nel 1959, a nord del recinto, di un rilievo marmoreo poi segnalato da Evelyn Harrison, e l'individuazione, a intervalli regolari attorno all'Olympieion, delle basi delle statue di Adriano ricordate dalla documentazione epigrafica e letteraria di età imperiale.

Nuove campagne furono condotte da Traulos nel 1961. Esse misero in luce resti molto antichi, interpretati dallo studioso come una conferma archeologica del passo di Tucidide sull'insediamento più remoto disposto sul versante meridionale dell'Acropoli, insieme a importanti edifici di età classica e romana.

Gli scavi e la ricognizione dell'area circostante hanno inoltre permesso di riconoscere, immediatamente a nord del santuario, le fondazioni di un tempio classico identificate con il santuario di Apollo Delfinio, un piccolo tempio periptero dorico di età romana identificato con il Kronion e, più a sud-ovest, i resti di un grande peristilio rettangolare e delle fondazioni di un piccolo tempio riferiti al Panhellenion.

Descrizione

Nella forma completata in età adrianea, il tempio sorgeva al centro di un'ampia area aperta di 250 x 130 m ed era racchiuso entro un recinto rettangolare in poros di 205,85 x 128,72 m, rinforzato da pilastri addossati e accessibile da un piccolo propileo sul lato nord.

L'edificio misurava 110,35 m di lunghezza e 43,68 m di larghezza ed era di ordine corinzio. Sui lati lunghi presentava due file di venti colonne, mentre sui lati brevi tre file di otto colonne, per un totale di 104 colonne alte 17,25 m e con diametro di base di 1,70 m. La cella ospitava una statua crisoelefantina di Zeus e una statua di Adriano, onorato insieme al dio.

Per il progetto arcaico, noto soprattutto attraverso le fondazioni e i materiali reimpiegati, è stato proposto un edificio di 107,7 x 42,9 m, probabilmente con otto colonne sul fronte e ventuno sui lati. Le fondazioni dovevano essere più profonde verso sud e verso ovest, mentre le colonne interne della peristasi avevano fondazioni individuali. Questa fase viene generalmente considerata dorica, non ionica, pur adottando una pianta diptera che richiamava i grandi modelli dell'Asia Minore. La disposizione interna del progetto di Pisistrato resta in larga parte congetturale.

Della fabbrica si conservano sedici colonne, ma solo quindici restano in piedi: tredici nell'angolo sud-orientale e tre presso l'angolo sud-occidentale, delle quali quella centrale crollò durante una tempesta nel 1852 e fu lasciata al suolo. La sistemazione adrianea monumentalizzò anche il recinto esterno, lungo il quale gli scavi moderni hanno riconosciuto, a intervalli regolari, le basi delle statue di Adriano ricordate dalle fonti epigrafiche e letterarie. All'angolo nord-occidentale del recinto si trova l'Arco di Adriano.

Note

Bibliografia

Voci correlate Arco di Adriano (Atene)

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