Letica animale è una branca dell'etica che esamina le relazioni uomo-animale, la considerazione morale che spetta agli animali e come essi dovrebbero essere trattati. L'argomento comprende i diritti, il benessere e le normative a tutela degli animali, lo specismo, la cognizione animale (ossia le capacità mentali degli animali, inclusi gli insetti), la conservazione della fauna selvatica e la gestione della sofferenza animale, lo status morale ed il concetto di personalità degli animali non-umani, l'eccezionalismo umano, la storia dell'uso degli animali e le teorie della giustizia (l’applicazione dei principi filosofici di giustizia e equità al modo in cui vengono trattati gli animali)Beauchamp, Tom L. "Introduction," in Tom L. Beauchamp and R.G. Frey. The Oxford Handbook of Animal Ethics. Oxford University Press, 2011..
Sono stati proposti diversi approcci teorici per esaminare il campo dell'etica animale, in accordo con le diverse teorie attualmente difese nella filosofia morale e politicaArmstrong, Susan J. & Botzler, Richard G. (eds.). 2003. The Animal Ethics Reader. New York: Routledge.. Non esiste una teoria universalmente accettata su cosa debba comprendere l'etica animale, a causa delle diverse interpretazioni del concetto stesso di etica; tuttavia, alcune teorie, come quelle basate sui diritti degli animali o sull’utilitarismo, godono di maggiore consenso nella società.
Storia La storia della regolamentazione della ricerca sugli animali è stata un passo fondamentale verso lo sviluppo dell'"etica animale", poiché è stato allora che è emerso per la prima volta tale termineRollin, Bernard E. "The regulation of animal research and the emergence of animal ethics: a conceptual history." Theoretical Medicine and Bioethics 27.4 (2006): 285-304.. All'inizio, il termine "etica animale" era associato esclusivamente alla crudeltà verso gli animali, cambiando solo alla fine del XX secolo, quando è stato ritenuto inadeguato nella società moderna poiché non comprendeva una serie di temi etici, ad esempio la sperimentazione animale. L'Animal Welfare Act degli Stati Uniti del 1966 ha tentato di affrontare i problemi della ricerca sugli animali; tuttavia, i suoi effetti sono stati considerati inutili. La norma incontrò diverse resistenze poiché implicava che, in presenza di un beneficio umano, la sofferenza animale fosse giustificabile. Fu solo con l'istituzione del movimento per i diritti degli animali che le persone iniziarono a sostenere ed esprimere le proprie opinioni in pubblico. Questo movimento ha dato voce all'etica animale, accrescendone l'impatto e ridefinendone il significato come disciplina.
Diritti degli animali Le prime leggi sui diritti degli animali furono introdotte tra il 1635 e il 1780. Nel 1635, l'Irlanda fu il primo paese ad approvare una legislazione sulla protezione degli animali, "An Act against Plowing by the Tayle, and pulling the Wooll off living Sheep". Nel 1641, la colonia del Massachusetts scrisse il Body of Liberties (il primo codice legale stabilito nel New England) che includeva una regolamentazione contro qualsiasi "Tirranny or Crueltie" verso gli animali. Nel 1687, il Giappone reintrodusse il divieto di mangiare carne e uccidere animali. Nel 1789, il filosofo Jeremy Bentham sostenne in An Introduction to the Principles of Morals and Legislation che la capacità di un animale di soffrire, non la sua intelligenza, significava che gli dovevano essere concessi dei diritti: "La domanda non è: sanno ragionare, o parlare? ma: possono soffrire? Perché la legge dovrebbe rifiutare la sua protezione a qualsiasi essere sensibile?".
Tra il 1822 e il 1892, furono approvate altre leggi per proteggere gli animali. Nel 1822, il Parlamento britannico approvò il Cruel Treatment of Cattle Act. Nel 1824, la prima società per i diritti degli animali fu fondata in Inghilterra da Richard Martin, Arthur Broome, Lewis Gompertz e William Wilberforce, la Society for the Prevention of Cruelty to Animals, che in seguito divenne la RSPCA. Lo stesso anno, Gompertz pubblicò Moral Inquiries on the Situation of Man and of Brutes, uno dei primi libri a sostenere quello che più di un secolo dopo sarà noto come veganismo. Nel 1835, la Gran Bretagna approvò il primo Cruelty to Animals Act. Nel 1866, l'American Society for the Prevention of Cruelty to Animals fu fondata dal newyorkese Henry Bergh. Nel 1875, Frances Power Cobbe fondò la National Anti-Vivisection Society in Gran Bretagna. Nel 1892, il riformatore sociale inglese Henry Stephens Salt pubblicò Animal Rights: Considered in Relation to Social Progress.
Nel 1970, Richard D. Ryder coniò – in analogia a razzismo, sessismo o classismo – il termine specismo, ad indicare la discriminazione verso gli animali in base alla loro appartenenza ad una specie diversa da quella umana. Questo termine fu reso popolare dal filosofo ed eticista Peter Singer nel suo libro del 1975 Animal Liberation. La fine degli anni '70 segnò l'inizio del movimento per i diritti degli animali, che ritraeva la convinzione che gli animali dovessero essere riconosciuti come esseri senzienti e protetti da danni non essenziali. Dal XVIII secolo, molti gruppi si sono organizzati a sostegno di diversi aspetti dei diritti degli animali e hanno svolto il loro sostegno in modi diversi. "Animal Liberation Front" (ALF) è un gruppo inglese le cui azioni includono la liberazione degli animali dai laboratori e dalle fattorie, la fornitura di cure veterinarie e la creazione di rifugi per gli animali salvati. Tuttavia, l'ALF è stata anche criticata ed etichettata come un'organizzazione eco-terroristica da alcuni gruppi e individui. Un altro gruppo noto come "People for Ethical Treatment of Animals" fondato negli Stati Uniti, sebbene sostenga gli stessi obiettivi, mira a miglioramenti legislativi.
Allevamento di animali
Negli Stati Uniti, nel 2017 si stimava che il 99% di tutto il bestiame fosse allevato con metodi industrializzati, nonostante il 75% degli adulti statunitensi pensasse che i prodotti di origine animale consumati provenissero da allevamenti rispettosi del benessere degli animali. Nel 2025 è stato stimato che il 74% del bestiame terrestre vivesse in allevamenti intensivi.
L’allevamento intensivo è caratterizzato da animali densamente confinati e comporta una serie di problemi, tra cui:
Metodi di confinamento – Molti animali da allevamento, come le galline ovaiole, sono tenuti in gabbie con spazio limitato per muoversi. Allo stesso modo, le scrofe gravide spesso vengono rinchiuse in gabbie di gestazione talmente piccole da impedire loro di girarsi. Aggressività – In ambienti densamente confinati e privi di stimoli intellettuali, gli animali tendono a diventare aggressivi, a volte anche praticando il cannibalismo. Mutilazioni – Queste procedure sono spesso intese a ridurre l’aggressività in questi ambienti e sono in genere eseguite senza anestesia. Esempi includono il taglio del becco dei polli, e il taglio dei denti e della coda dei suini. Questi ultimi sono spesso anche castrati per prevenire odori sgradevoli nella carne. Il taglio di routine della coda è considerato traumatico per i maiali ed è vietato in Europa, ma il divieto è spesso ignorato nella pratica. Selezione genetica – Gli animali da allevamento vengono selezionati geneticamente per aumentare la produttività. Nei polli, ad esempio, questo può comportare difficoltà nel camminare a causa del peso innaturale, con conseguenti problemi cardiaci e respiratori. Malattie – La mancanza di diversità genetica e la densità degli animali in cattività possono portare alla diffusione di malattie, alcune delle quali possono essere trasmesse anche all’uomo. Uso di antibiotici a scopo preventivo, con sviluppo di antibiotico-resistenza e conseguente impossibilità attuale e futura di curare malattie del genere umano. Inseminazione artificiale – Gli animali vengono spesso fecondati attraverso l’inseminazione artificiale, un processo effettuato dagli esseri umani. Separazioni precoci dalle madri Stress
Nonostante il loro elevato numero, gli animali da allevamento intensivo ricevono relativamente poca attenzione. In particolare, le specie percepite come più distanti dagli esseri umani, come pesci e insetti, sono spesso trascurateReynolds, Matt (March 16, 2023). "Insect Farming Is Booming. But Is It Cruel?". Wired. ISSN 1059-1028. accesso 2024-06-06..
L'allevamento intensivo di animali è talvolta descritto come una delle peggiori catastrofi morali della storia. Secondo Jacy Reese Anthis (uno scienziato sociale americano, scrittore e co-fondatore del think thank Sentience Institute) anche le fattorie considerate ad alto benessere per gli animali hanno in genere gravi problemi di etica, in particolare a causa della selezione genetica. Egli sostiene che gli allevamenti di animali veramente etici sarebbero proibitivi per i consumatori. Movimenti come "onnivori coscienziosi" si oppongono all'allevamento intensivo, ma non a tutti gli allevamenti di animali. Peter Singer suggerisce che anche nell'alimentazione vegana ci sono alcune eccezioni come le ostriche che sono eticamente accettabili da mangiare perché non possono soffrire e il loro allevamento è sostenibile dal punto di vista ambientale.
Una possibile strategia per ridurre la sofferenza degli animali da allevamento consiste nello sviluppare alternative vegetali o coltivate in laboratorio ai prodotti di origine animale.
Insetti Non vi è certezza se gli insetti siano senzienti e possano provare dolore. Gli insetti spesso continuano a nutrirsi e ad accoppiarsi normalmente dopo ferite molto profonde. Ma mostrano esperienze avversive verso altri stimoli come il calore. Studi sulle api hanno mostrato in particolare molteplici marcatori di sensibilità, come la capacità di evitare strategicamente minacce o situazioni dannose a meno che la ricompensa non sia significativa.
L’industria in rapida espansione dell’allevamento di insetti è spesso presentata come una possibile soluzione al degrado ambientale associato all’allevamento tradizionale di animali. Tuttavia, una parte significativa del cibo destinato agli insetti è commestibile anche dall’uomo, e gli insetti allevati vengono spesso impiegati come mangime per il bestiame anziché come alimento diretto per le persone, aumentando così l’inefficienza del sistema. Nel 2023, oltre un trilione di insetti venivano allevati annualmente, spesso senza standard formali di benessere animale, lasciando alle aziende la responsabilità di definire autonomamente le proprie pratiche.
Sperimentazione sugli animali La sperimentazione sugli animali per la ricerca biomedica risale agli scritti degli antichi Greci. Si sa che medici-scienziati come Aristotele ed Erasistrato hanno condotto esperimenti su animali vivi. Dopo di loro, ci fu anche Galeno, che era greco ma risiedeva a Roma, che condusse esperimenti su animali vivi per migliorare la conoscenza di anatomia, fisiologia, patologia e farmacologia. Da allora la sperimentazione sugli animali si è evoluta notevolmente e viene ancora svolta ai giorni nostri, con milioni di animali da esperimento utilizzati in tutto il mondo. Tuttavia, in epoca moderna la sperimentazione animale è stata oggetto di severe critiche da parte dell’opinione pubblica e dei gruppi di attivisti per i diritti degli animali. I suoi oppositori sostengono che i benefici che essa apporta all’umanità non giustifichino la sofferenza inflitta agli animali. Al contrario, i sostenitori ritengono che la sperimentazione animale sia fondamentale per il progresso della conoscenza biomedica.