Il lavoro invisibile è il lavoro svolto dalle persone che non è valutato o è sottovalutato e che spesso è privo di riconoscimento nonostante il suo ruolo essenziale nel sostenere il funzionamento dei luoghi di lavoro, delle famiglie, dei team, delle organizzazioni e della società. Si tratta spesso di lavoro non contrattualizzato né stipendiato, o comunque privo di un adeguato riconoscimento professionale, spesso trattandosi di lavoro domestico.
L'espressione venne utilizzata per la prima volta da Arlene Kaplan Daniels negli anni 1980. Il concetto filosofico, sociologico ed economico di "lavoro invisibile" è stato applicato ad accademici, scienziati, camerieri, segretarie e casalinghe, che si assumono la maggior parte del lavoro invisibile in termini di pulizia, pianificazione e organizzazione. Anche quando le donne hanno un impiego, sono comunque responsabili della maggior parte del lavoro invisibile. Ciò ha un impatto sul benessere mentale, fisico e psicologico di coloro che svolgono lavori invisibili, riflettendo le dinamiche di potere in corso e gli squilibri di genere tra coloro il cui lavoro "conta" e coloro il cui lavoro rimane "invisibile". Il concetto continua a influenzare il discorso pubblico attraverso libri e film.
Note
Voci correlate Carico mentale domestico Lavoro riproduttivo Lavoro di cura Lavoro domestico Ruolo di genere Precariato Sessismo Soffitto di cristallo
Collegamenti esterni
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