La notte del 1º aprile 1946 occorse un grande terremoto alle isole Aleutine, arcipelago dell'Alaska, zona altamente sismica. Avvenuto poco al largo delle isole, il sisma fu violentissimo; a causa dell'assenza di strumentazione precisa, non fu possibile misurare la sua esatta magnitudo, che, sulla base di rilevamenti indiretti e considerazioni successive, si attesterebbe sugli 8,5 o 9 gradi della scala Richter, rendendolo uno dei terremoti più violenti occorsi in epoca storica.

Il terremoto originò un enorme tsunami, che colpì tutte le coste dell'oceano Pacifico settentrionale ed orientale. I danni peggiori si ebbero sulle stesse Aleutine, dove il faro di Scotch Cap, sito poco lontano dall'epicentro, fu completamente spazzato via assieme ai suoi guardiani, e nelle Hawaii, dove alcune ore più tardi si registrarono centinaia di morti e dispersi a causa delle onde anomale che investirono le isole, devastando in particolare la città di Hilo. Lo tsunami investì anche Nordamerica, Sudamerica e Polinesia, ma con un impatto assai minore, data la sua progressiva dispersione di energia.

Il disastro provocò 168 vittime accertate, senza contare feriti e dispersi. La risposta delle autorità statunitensi fu considerata inadeguata, e, come conseguenza, fu creato il Pacific Tsunami Warning Center, per permettere un contrasto più immediato e organizzato agli effetti delle onde anomale.

Terremoto

Le isole Aleutine sono un arcipelago sito al largo dell'Alaska, che si allunga dalla massa continentale americana verso quella asiatica, delimitando il mare di Bering e arrivando a lambire la penisola della Kamčatka nella Russia asiatica. L'arcipelago aleutino è bordato dalla fossa delle Aleutine, a cui dà il nome; costituisce una diramazione della cintura di fuoco e prosegue nella catena delle Aleutine, una delle zone più geologicamente attive del pianeta e quindi ad altissimo rischio sismico, tanto che storicamente vi si sono registrate decine di terremoti di alta magnitudo, tra i più forti mai rilevati.

Nel corso della notte del 1º aprile 1946 sulla fossa delle Aleutine si scatenarono improvvisamente una serie di violente scosse, la principale delle quali si verificò poco dopo le 2 di notte a a sud dell'arcipelago... Il sisma fu talmente potente da essere rilevato da sismografi geograficamente lontanissimi, come quello di Pasadena in California, a migliaia di chilometri di distanza, che diedero rilevazioni inizialmente compatibili con una magnitudo compresa tra 7,1 e 7,4 gradi Richter. Data la scarsa popolazione presente sulle isole, solo i locali villaggi di aleuti sperimentarono le scosse, che in seguito descrissero come ben definite e prolungate.

L'unica struttura della zona fornita di un sismografo era il vicino faro di Scotch Cap, ma la completa distruzione della struttura a seguito dello tsunami innescato dal terremoto fece perdere irrimediabilmente i rilevamenti diretti di esso. Per determinare la potenza del sisma, i sismologi dovettero quindi basarsi sui rilevamenti indiretti ottenuti dai sismografi dell'entroterra americano. Trattandosi, comunque, di rilevamenti compiuti a distanze di centinaia o anche migliaia di chilometri, il rischio di errori della stima era notevole. La magnitudo del momento sismico fu determinata essere tra gli 8,5 e i 9 gradi Richter, con 8,6 considerato il valore più attendibile. Non è quindi possibile stabilire l'effettiva forza del terremoto delle Aleutine, ma, anche in assenza di un dato preciso, viene considerato uno dei sismi più violenti mai registrati della storia, tanto che le sue onde sismiche furono rilevate da postazioni ancora più remote, come Weston nel Massachusetts, Christchurch in Nuova Zelanda ed addirittura Uppsala in Svezia e De Bilt nei Paesi Bassi..

Il sisma, come di solito accade, fu seguito da numerose scosse di assestamento (circa una dozzina),. le principali delle quali furono due: la prima occorse circa venticinque minuti dopo, percepita più forte ma anche più breve, mentre una seconda circa un'ora più tardi, molto più debole delle precedenti,. ma percepita comunque dal rilevatore di Pasadena. Durante i mesi successivi furono rilevate altre decine di scosse con epicentro nella medesima zona, segno dell'instabilità della fossa delle Aleutine dell'epoca, ma senza che nessuna raggiungesse la potenza del sisma del 1º aprile né provocasse effetti similari..

Tsunami Formazione Il terremoto, che nell'immediato provocò pochi danni per la bassissima densità abitativa delle Aleutine, causò tuttavia enormi tsunami, che in pochi minuti si propagarono in tutte le direzioni, raggiungendo altezze anche superiori ai . Considerato il numero di vittime e l'entità dei danni causati (circa 26 milioni di dollari), è considerato uno degli tsunami più distruttivi mai occorsi nell'oceano Pacifico. Per lungo tempo i sismologi non riuscirono a spiegarsi come il terremoto, inizialmente sottostimato a poco più di 7 gradi Richter, avesse potuto generale un'onda anomala così potente.

Grazie anche alle testimonianze successive, è stato ipotizzato che il terremoto delle Aleutine consistette di vibrazioni più lente e sostenute rispetto alla norma, che rilasciarono la propria energia in maniera meno improvvisa e più graduale, favorendo quindi la formazione di onde anomale più imponenti.. Un'altra teoria vorrebbe che il terremoto avesse provocato un'enorme frana sottomarina, che avrebbe quindi generato l'onda anomala; tuttavia il fronte della supposta frana, stimato in almeno (ma alcune stime si spingono anche a più di 100) per spiegare uno tsunami così grande e violento, non è ancora stato individuato da rilevamenti sottomarini. Un'altra teoria, volta a spiegare l'assenza di una frana visibile, vorrebbe che l'evento non sia stato omogeneo né geograficamente localizzato, ma frutto di una serie di frane più piccole sui fondali attorno all'isola di Unimak, presso l'epicentro del terremoto, dove la roccia risalente all'Eocene (da 56 a 34 milioni di anni fa) sarebbe particolarmente instabile e propensa a fenomeni di questo tipo.. Secondo gli studi sismologici di Alberto López ed Emile Okal, la frana avrebbe coinvolto circa di roccia e avrebbe provocato uno slittamento del fondale di circa ..

Prime vittime: Scotch Cap e le Aleutine La prima località colpita dall'onda anomala fu l'isola di Unimak, vicinissima all'epicentro del terremoto, dove le onde raggiunsero un'altezza di ; sull'isola si trovava il faro di Scotch Cap, base dell'esercito statunitense e allora presidiato da cinque marinai. Il faro, pur posto in posizione assai sopraelevata, fu completamente sommerso e distrutto dall'onda, che colpì Unimak circa 40 minuti dopo il terremoto, uccidendo i cinque guardiani allora residenti.. La distruzione di Scotch Cap fu determinante per gli eventi successivi, poiché la postazione era l'unica della zona in grado di dare l'allarme via radio per eventuali terremoti e conseguenti onde anomale.

L'impatto con le Aleutine, e soprattutto con le parti più esterne dell'arcipelago, riuscì comunque a smorzare di molto la violenza dello tsunami, che quindi produsse effetti trascurabili sul resto dell'Alaska. Danni più ingenti ci furono sul resto della West Coast fino in California, dove la Half Moon Bay fu inondata. e dove una persona annegò a Santa Cruz; soprattutto nelle città costiere degli Stati di Washington e Oregon si registrarono danni a barche ed infrastrutture, causate da onde anomale tra i 2 e i 3 m.

Devastazione delle Hawaii Mentre alcune ondate si erano dirette a nord e ad est colpendo la massa continentale americana, altre si diressero ad ovest ed a sud, puntando dritte contro le isole Hawaii. Nonostante la notevole distanza () che le separava dall'arcipelago polinesiano, le onde anomale viaggiarono a circa e verso le 6:00 colpirono Kauai, l'isola hawaiana più settentrionale, ed entro un'ora avevano interessato l'intero arcipelago.

Gli effetti delle onde anomale furono diseguali, e non in tutte le Hawaii colpirono con la stessa violenza. In alcuni punti si registrò il classico ritiro improvviso delle acque dalla costa subito prima del frangimento dello tsunami, mentre in altri invece no, col risultato che molti residenti della costa non si accorsero del pericolo se non subito prima che esso li investisse. Inoltre anche lo shoaling, ovvero il vertiginoso innalzamento dell'onda anomala in prossimità della costa, si verificò solo in maniera frammentaria, e in alcune località l'onda fu percepita come un anomalo aumento della marea, da alcuni testimoni definito addirittura "gentile"..

I litorali hawaiani furono comunque devastati. Lo tsunami in molti punti si abbatté sulla costa con 7 o anche 8 ondate consecutive, giunte ad intervalli tra 7 e 15 minuti,. risalendo nell'entroterra fino ad alcune centinaia di metri (nei letti dei fiumi spingendosi anche fino al chilometro). Spesso, l'onda più distruttiva non si rivelò la prima, ma la terza o la quarta della serie,. che, favorita dai moti ondosi precedenti e spinta da quelli successivi, possedeva una forza proporzionalmente maggiore e assai più devastante, capace di travolgere e spazzare via infrastrutture, strade, edifici, mezzi di trasporto, persone e animali. Il picco dell'onda, circa , si registrò alla foce del torrente Pololu, sull'isola di Hawaii, la più orientale e quindi esposta dell'arcipelago.. Sempre ad Hawaii, la città di Hilo fu la località più danneggiata: colpita direttamente dall'onda alta . alle ore 7:06, come testimoniarono i numerosi orologi fermi rinvenuti dopo il disastro, buona parte della città fu rasa al suolo e vi si registrarono 96 tra vittime e dispersi. Hilo, data la sua posizione esposta verso oriente, non era nuova ad eventi di questo tipo: l'8 novembre 1837 uno tsunami l'aveva colpita uccidendo 14 persone,. mentre il 10 maggio 1877 un'onda anomala originata dal terremoto di Iquique in Cile, di 8,5 gradi Richter, aveva causato la morte di 4 persone,. mentre il 3 febbraio 1923 un uomo perse la vita a causa di un'onda anomala originata dal terremoto di 8,5 gradi Richter occorso in Kamčatka nello stesso giorno.. L'evento del 1946 fu comunque il più grave che avesse mai colpito la città fino ad allora: degli edifici costruiti in legno prospicienti il litorale solo due rimasero in piedi, e anche strutture moderne come la fabbrica di zucchero di Hakalau furono completamente spazzate via dall'acqua;. andarono perse anche tonnellate di zucchero stipato nel porto di Hilo per essere esportato..