La Grande Moschea di Taza (; ) è il principale edificio di culto di Taza, in Marocco. Rappresenta un notevole esempio dell'architettura islamica.
La moschea è conosciuta anche come "Masjīd El-Āezam".
Storia La fondazione originaria della moschea risale all'epoca almoravide, indicativamente intorno al 1135, per volere del sultano ʿAlī ibn Yūsuf.
A seguito della conquista della città da parte della dinastia degli Almohadi, la moschea fu ampiamente ingrandita sotto il regno del califfo ʿAbd al-Muʾmin tra il 1172 e il 1193. L'ampliamento comportò il prolungamento della sala ipostila da preghiera e l'aggiunta di una nuova campata della qibla arredata con decorazioni sofisticate.
Periodo merinide e il grande lampadario
Nel corso del XIII secolo, sotto la dinastia dei Merinidi, la moschea fu oggetto di un ulteriore importante cantiere di ampliamento e arredo promosso dal sultano Abu Ya'qub Yusuf. Per un costo complessivo di circa 8 000 dinari d'oro, il sultano finanziò i lavori di espansione dell'edificio e la realizzazione di un imponente lampadario in bronzo (detto Thurayya), considerato uno dei più grandi del suo genere nel mondo islamico, dal peso di 32 quintali e dotato di 514 lampade ad olio.
Il lampadario fu inaugurato durante la notte del Mawlid (il 12 Rabi' al-awwal 694 h, corrispondente al 30 gennaio 1295) nel corso di una solenne cerimonia presieduta dallo scrittore e letterato Al-Husayn ibn Rashiq. Sul corpo bronzeo della struttura furono incisi versi coranici e una celebre poesia di otto versi (sedici emistichi) intitolata "Sono la Thurayya" (أنا الثريا), attribuita alla voce stessa dell'opera monumentale, divenuta nel tempo un vero e proprio inno simbolico per gli abitanti della città:
Descrizione Interno La sala da preghiera è suddivisa in otto campate che formano nove navate ortogonali al muro della qibla. La navata centrale, la navata della qibla e le due navate laterali sono più ampie e alte rispetto alle altre, mettendo in risalto l'armonia visiva e spaziale della struttura.
All'intersezione delle tre navate più ampie si ergono tre cupole che conferiscono alla moschea un carattere architettonico distintivo. La prima cupola sovrasta il miḥrāb e riprende la tradizionale pianta a "T", tipica di moschee come quelle di Kairouan e Fès. Le altre due cupole sovrastano le due estremità della navata della qibla, riflettendo l'evoluzione del disegno a forma di "U" introdotto in epoca almohade.
Cortile ed esterno Le due navate laterali della sala da preghiera si estendono verso nord-ovest, andando a formare due portici aperti sul cortile (ṣaḥn) tramite archi acuti oltrepassati. Il cortile presenta una pianta rettangolare con una larghezza superiore alla profondità, elemento che rafforza l'armonia geometrica tra l'interno e l'esterno.
L'accesso alla moschea è garantito da cinque portali, distribuiti con precisione lungo il perimetro per mantenere una perfetta simmetria geometrica: due ingressi a nord-est sono speculari ad altrettanti ingressi posizionati a sud-est. Infine, un ingresso principale si apre al centro del lato nord-ovest, allineandosi e collegandosi visivamente al miḥrāb attraverso la navata centrale e la sua cupola.
Note
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Categoria:Architettura almohade Categoria:Moschee del Marocco