Escatologia: Morte e vita eterna è un saggio dell'allora cardinale Joseph Ratzinger, pubblicato per la prima volta in lingua tedesca nel 1977.
L'edizione inglese è stata tradotta per la prima volta nel 1988 e pubblicata dalla Catholic University of America Press.
Il volume affronta i temi della fine dei tempi, della parousia, del paradiso e dell'inferno. Il purgatorio è descritto come una condizione esistenziale anziché come un luogo in cui si realizza una pena avente una durata temporale.
L'autore entra in dibattito con tutti i maggiori esponenti del mondo filosofico e teologico, proponendo una riflessione sul valore della morte nell'ottica della novità cristiana. Essa supera il dualismo fra anima e corpo proprio della religione greca e del platonismo. Mentre quest'ultima ammetteva la sola sopravvivenza dell'anima, l'Antico Testamento relegava i morti e il loro culto all'ambito delle impurità, superando il dualismo, ma continuando a limitare la vita del corpo e dell'anima all'esistenza di un'ombra nello Sheol.
L'Enoch etiopico e il Libro di Esdra attestano l'esistenza dello stato intermedio nell'Antico testamento: Inferno di fuoco per i peccatori e Paradiso di beni materiali per i giusti. La fede nella risurrezione della carne matura solo tardivamente col contatto con la cultura greca: , . Tuttavia, gli esegeti dibattono se una fede nella risurrezione come sviluppo della fede dell'Alleanza sia già presente in passi più antichi come ("Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!"), e .
Secondo l'autore, la risurrezione della carne è conseguenza della relazione dialogica con Cristo che è parte dell'essenza umana. Mentre l'anima è creata da Dio come immortale, il corpo non possiede l'immortalità come proprietà biologica, ma viene resuscitato da Dio perché esso è lo strumento della relazione con Lui e con il prossimo nella comunione dei santi. Secondo l'interpretazione di Joachim Jeremias, fatta propria da Ratzinger, la frase detta al buon ladrone ("oggi tu sarai con me in Paradiso") indica che lo stato di immortalità dell'anima, immediato dopo la morte e precedente al ricongiungimento con il corpo, non è un semplice protrarsi indefinitamente della vita terrena, ma consiste nella visione beatifica del Signore Gesù. Anche la parabola di Lazzaro e del ricco epulone mostra che nel Nuovo Testamento si realizza la fede nello stato intermedio e dell'immortalità dell'anima, separata dal corpo, viva e in attesa della risurrezione finale della carne.
Nell'NT si concretizza una personalizzazione dell'escatologia che entra in relazione imprescindibile con la cristologia: Cristo è lescatos ( e il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, defunti al tempo di Mosè, ma parte del Dio dei vivi del roveto ardente; e ).
Note
Voci correlate Indulgenza Storia del Purgatorio Limbo dei Padri o dei Patriarchi (Sheol)
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Categoria:Papa Benedetto XVI Categoria:Escatologia