Operazione Tunnel fu il nome in codice dato a una campagna di attacchi navali condotta, dall'ottobre 1943 al maggio 1944, dalla Royal Navy britannica contro le forze navali della Germania nazista nel teatro bellico del canale della Manica, durante la seconda guerra mondiale. Scopo dell'operazione era quello di interrompere il sistema di convogli navali stabilito dai tedeschi lungo le coste settentrionali della Francia occupata, nonché di attirare in combattimento e distruggere le unità della Kriegsmarine in modo da conseguire il controllo per gli Alleati delle acque della Manica in vista della conduzione del futuro sbarco in Normandia.

L'operazione fu progettata in maniera non ottimale, portando ad alcuni insuccessi iniziali delle forze britanniche culminati nella grave sconfitta della battaglia delle Sept-Îles del 23 ottobre 1943; l'impiego successivamente di forze meglio addestrate (tra cui una flottiglia di cacciatorpediniere della Royal Canadian Navy) consentì agli Alleati di conseguire alcuni successi, portando a un effettivo logoramento delle forze d'altura della Kriegsmarine schierate nel canale. Pur senza conseguire risultati eclatanti, la campagna riuscì effettivamente a limitare l'operatività delle forze navali tedesche al punto che esse non costituirono più un ostacolo significativo alle successive operazioni navali alleate in Normandia.

Antefatti

Dopo l'occupazione della Francia del giugno 1940, le forze tedesche avevano stabilito una solida presenza sulle coste meridionali del canale della Manica, costruendo una linea di solide fortificazioni (parte del successivo "Vallo Atlantico") comprensive di postazioni di artiglieria costiera, di batterie antiaeree e di stazioni radar per l'avvistamento di navi e velivoli. All'ombra di tali fortificazioni, e nonostante la presenza delle forze nemiche sulla vicina costa dell'Inghilterra meridionale, la Marina tedesca (Kriegsmarine) aveva stabilito un certo traffico navale, sia militare che mercantile, lungo le rotte che correvano il più vicino possibile alle coste francesi e delle Isole del Canale, parimenti occupate dalle truppe tedesche.

Particolarmente trafficate si rivelavano le rotte nella zona occidentale della Manica, nelle acque comprese tra l'isola bretone di Ouessant a ovest e il porto di Cherbourg sulla punta della penisola del Cotentin a est: lungo queste rotte si spostavano in particolare i violatori di blocco incaricati di recapitare in Germania merci rare e strategiche provenienti dai paesi neutrali di là dall'oceano Atlantico, le navi corsare tedesche inviate a compiere scorrerie negli oceani lontani e i convogli di rifornimento per le guarnigioni delle Isole del Canale, oltre che il consueto traffico mercantile costiero proveniente da o diretto verso i porti francesi del Golfo di Biscaglia. La protezione di questi traffici era responsabilità del Comando navale tedesco per l'Ovest (Marinegruppenkommando West), retto nell'ottobre 1943 dall'ammiraglio Theodor Krancke; a quella data le unità della Kriegsmarine impegnate nella parte occidentale della Manica erano una forza piccola ma funzionale, annoverando quattro o sei cacciatorpediniere di squadra della moderna classe Zerstörer 1936A (di base principalmente nei porti del Golfo di Biscaglia), sei torpediniere della classe 1939 (grosse unità assimilabili a cacciatorpediniere di scorta) e cinque più piccole e vecchie torpediniere classe Möwe e classe 1935, circa due dozzine di motosiluranti (S-Boot) e un certo numero di unità ausiliare tra dragamine, Sperrbrecher e pescherecci armati impiegati come forze di scorta ai mercantili..

Il traffico tedesco veniva generalmente movimentato tramite piccoli convogli navali che prendevano il mare a intervalli irregolari. I convogli si muovevano principalmente di notte onde evitare attacchi delle preponderanti forze aeree britanniche, sostando nelle ore di luce nei porti di Saint-Malo, Lannion o Lézardrieux; la navigazione si manteneva di solito a non più di quattro o cinque miglia nautiche a nord delle coste francesi, onde sfruttare la protezione dei radar e dei cannoni costieri tedeschi. La protezione diretta ai convogli era garantita di solito da un complesso di unità ausiliarie e, in alcuni casi, di motosiluranti, con una formazione di cacciatorpediniere o torpediniere che incrociava separatamente come forza di copertura a distanza; le stazioni radar costiere tipo Seetakt, per quanto inferiori in precisione agli analoghi modelli britannici, potevano fornire un sufficiente preavviso in caso di attacco nemico, guidando i convogli verso acque sicure. In caso di attacco, la forza di copertura doveva attirare su di sé l'attenzione del nemico mentre in convoglio si sganciava e si dirigeva sotto la protezione dell'artiglieria costiera. Le torpediniere tedesche erano inferiori ai cacciatorpediniere britannici quanto ad artiglieria, ma imbarcavano un potente armamento silurante: la tattica di base prevedeva di lanciare contro il nemico una salva di siluri a lunga distanza, per poi rompere il contatto e fuggire ad alta velocità dal luogo dello scontro senza farsi ingaggiare in un combattimento di artiglieria..

Fin da dopo l'occupazione della Francia la Royal Navy britannica avevano tentato di ostacolare i traffici navali tedeschi lungo la costa meridionale della Manica, ma con risultati piuttosto scarsi anche per via delle ridotte forze assegnate a questa missione. La parte occidentale e centrale del canale erano responsabilità, rispettivamente, del Comando di Plymouth sotto l'ammiraglio Ralph Leatham e del Comando di Portsmouth sotto l'ammiraglio Charles Little: la funzione primaria assegnata a questi due comandi era tuttavia la difesa dagli attacchi nemici del traffico mercantile lungo la costa meridionale dell'Inghilterra, il che limitava le risorse offensive a loro assegnate. A parte alcune formazioni di motosiluranti e motocannoniere, le unità da combattimento in dotazione ai due comandi non andavano oltre una flottiglia a testa di sei o otto cacciatorpediniere di scorta della classe Hunt: navi piccole e di economica costruzione, concepite come unità per la scorta dei mercantili e quindi ottimizzate per la difesa antiaerea e antisommergibile, ma piuttosto lente e con scarso armamento silurante che le rendeva inadatte al compito di unità per l'attacco a navi di superficie. In aggiunta, gli equipaggi assegnati ai due comandi avevano uno scarso addestramento alle operazioni offensive, essendo stati impiegati per mesi in attività unicamente difensive; di conseguenza, le occasionali incursioni degli Hunt di base a Plymouth e Portsmouth contro i convogli tedeschi si erano generalmente risolte con scarsi successi materiali. Solo occasionalmente i due comandi avevano potuto disporre ai loro ordini di unità più adatte agli attacchi di superficie, come incrociatori e cacciatorpediniere di squadra: generalmente si trattava di unità temporaneamente distaccate dalla Home Fleet oppure in transito verso altre destinazioni, e quindi impiegabili dai due comandi solo per breve tempo.

La prima metà del 1943 aveva visto una contrazione delle azioni offensive della Royal Navy nella Manica, in particolare perché le risorse navali britanniche schierate in zona erano state ridotte ai minimi termini dalla necessità di alimentare le operazioni anfibie nel teatro del mar Mediterraneo.. Dopo aver assunto la guida del Comando di Plymouth nell'agosto 1943, l'ammiraglio Leatham aveva pressato l'Ammiragliato a Londra perché il suo comando venisse dotato delle risorse necessarie a condurre incursioni contro i convogli tedeschi, anche se fu necessario attendere la fine di settembre prima che la Home Fleet iniziasse a distaccare unità maggiori per operazioni nel teatro della Manica. Sotto il nome in codice di "operazione Tunnel" fu quindi pianificata una campagna di attacchi contro il traffico navale tedesco in navigazione lungo la costa settentrionale della Francia: l'intenzione dell'operazione era semplicemente quella di «intercettare e distruggere le forze e le navi nemiche in transito su o giù per il canale». Oltre che interrompere i traffici commerciali tedeschi, lo scopo dell'operazione era anche quello di attirare in battaglia e distruggere le risorse navali della Kriegsmarine schierate in zona, al fine di acquisire il dominio delle acque della Manica in vista della progettata invasione anfibia alleata della Francia, ormai in avanzata fase di organizzazione.. Per la prima volta venne istituita una formazione appositamente dedicata a condurre gli attacchi ai convogli tedeschi, la Force 28, composta da tutti gli incrociatori e i cacciatorpediniere a disposizione dei comandi di Plymouth e Portsmouth; le unità costiere furono organizzate in un'unità a parte, la Force 119, destinata a operare separatamente. L'operazione prevedeva incursioni notturne "mordi-e-fuggi" contro i convogli tedeschi, segnalati dalle decrittazioni di Ultra delle trasmissioni radio nemiche o avvistati dalle stazioni radar lungo la costa inglese; dopo aver attraversato la Manica in cinque ore alla velocità di 20 nodi, le unità britanniche dovevano pendolare parallelamente alla costa della Bretagna, frastagliata e ricca di isole, tenendosi a una distanza di dieci o quindici miglia per evitare il fuoco dell'artiglieria tedesca a terra. Salvo ordini contrari, le navi dovevano poi ritirarsi in modo da trovarsi alle prime luci dell'alba entro 20 miglia dalla costa dell'Inghilterra, al fine di evitare attacchi da parte degli aerei tedeschi..

L'operazione

La prima sortita dell'operazione Tunnel venne tentata nelle ultime ore del 3 ottobre, quando una formazione composta da due moderni cacciatorpediniere di squadra ( e ) della Home Fleet e tre Hunt del Comando di Plymouth diresse verso un gruppo di navi tedesche segnalato nelle acque comprese tra il faro di Triagoz a est e l'isola di Île Vierge a ovest, lungo la costa nord-occidentale della Bretagna. Giunte in posizione poco dopo la mezzanotte del 4 ottobre, intorno alle 01:00 le unità britanniche stabilirono i primi contatti radar con la formazione nemica: quest'ultima era una flottiglia di cinque torpediniere classe 1939 della Kriegsmarine che, colta di sorpresa, fu subito ingaggiata dai britannici mentre cercava di ritirarsi verso est. Ne seguì una dura battaglia notturna a colpi di cannone e siluro, mentre entrambe le formazioni facevano ampio uso di proiettili illuminati per individuare la posizione dell'avversario. Dotati di maggiore velocità, i due cacciatorpediniere di squadra britannici distanziarono ben presto gli Hunt, finendo con il sostenere da soli il grosso dello scontro: il Grenville fu colpito tre volte dai cannoni tedeschi riportando un morto e quattordici feriti tra l'equipaggio, mentre lo Ulster fu centrato da due cannonate con un morto e quattro feriti gravi a bordo. Anche due torpediniere tedesche furono raggiunte da colpi di cannone dei britannici, ma la formazione riuscì infine a sganciarsi e ritirarsi dal luogo dello scontro..