LUnione Sportiva Dilettantistica Città di Fasano meglio nota come Fasano, è stata una società calcistica italiana con sede nella città di Fasano.

I colori sociali del club sono il bianco e l'azzurro mentre il suo simbolo è rappresentato dal faso, un colombo selvatico simbolo della città di Fasano. I soprannomi più noti del club, sono il Faso e i Biancazzurri. Disputa le partite interne presso lo Stadio Vito Curlo (4.900 posti).

Storia Gli albori dell'US Fasano LUnione Sportiva Fasano nasce nel 1964. Nonostante Fasano fosse dotata di un campo di calcio sin dal 1933, non vi era ancora una società calcistica in città: infatti era utilizzato solo da formazioni sportive militari.

Nell'immediato dopoguerra, Fasano così come tutta la nazione comincia la propria ricostruzione, dopo un periodo così buio si vuol tornare a divertirsi. Gli amanti del pallone decidono di costituire una società calcistica, così come già fatto dalle cittadine limitrofe. Associazione Sportiva Fasano è il nome dato nel 1949 alla società che adotta il biancoazzurro come colore sociale. Azzurro, come il colore del gonfalone civico, bianco come il faso, il grosso colombo selvatico, simbolo della città. La società svolge attività fino al 1954, quando durante l’ultima partita di campionato di prima divisione, il Fasano disputa lo scontro diretto con la capolista Liberty Bari, che in classifica aveva un solo punto in più dei biancazzurri. Una svista arbitrale durante gli ultimi minuti, permise alla formazione barese di pareggiare, compromettendo così l’esito finale dell’intero campionato. I tifosi fasanesi che già gustano la promozione in 4ª serie, irritatisi, invadono il campo di gioco, alla ricerca dell’arbitro e dell’autore del gol. Tale episodio sancisce la radiazione della società che viene liquidata. L'attività calcistica fasanese diventa così episodica e legata per lo più a tornei amatoriali organizzati da alcuni bar della città. Nel 1964 si costituiscono in città quattro società: l’U.S.Fasano, l’Assi Avanti, il Club Oratorio e l’Inter Club, che si iscrivono alla terza categoria. Nell’estate 1967, avviene ufficialmente la fusione ipotizzata l’anno prima. Viene modificato il logo societario, lo stemma cittadino viene sostituito con lo stemma civico dei primi del secolo, sotto il quale viene aggiunto un pallone e la data 1967 e una fascia nera tra il bianco e l’azzurro in onore dell’Inter club.

Gli anni d'oro Il campionato di Seconda categoria 1967-68 viene vinto con ben 51 punti perdendo e pareggiando solo tre volte, mentre si vincono tutte le altre partite grazie ai gol di Potenza che ne realizza addirittura 23, Baccaro 14 e Lomartire 5. La promozione in Serie D arrivò invece nel 1972 con la vittoria della Prima Categoria. Alla fine degli anni '70 diverse vicissitudini societarie si risolvono nel 1977 con l'arrivo alla presidenza di Franco Legrottaglie il quale, per la Serie D 1977-78 allestisce una squadra per ambire alla promozione. La squadra, però delude parecchio, tanto che termina il campionato al sesto posto a pari punti con il , dunque si disputerà uno spareggio per decretare i ripescaggi in Serie C. Quasi un migliaio di fasanesi si mobilitano per raggiungere Potenza, sede scelta per la partita, ma l'esito è negativo (1-0 per il Bisceglie). Sfumato il ripescaggio (che non favorisce nemmeno il Bisceglie), per la stagione successiva Legrottaglie allestisce con mister Giovanni Campari una formazione di giovani promettanti, tra i quali spicca un certo Vito Curlo, il quale l'anno dopo segue Campari al Bisceglie e poi passare al Bari. Qualche tempo dopo, muore in un incidente d'auto. Il Fasano di Campari diverte la gente, ma si arriva solo al quinto posto, stesso copione un anno più tardi nonostante il cambio in panchina con Elia Greco. Si sfiora la promozione in Serie C nel 1980-81, al deludente terzo posto degna di nota è l'esplosione del talento di Alfonso Alampi che segna ben 23 gol. Gli anni successivi sono turbolenti sia dal punto di vista societario che da quello tecnico, numerosi i cambi in panchina e alcune stagioni anonime fino alla promozione sfumata nel 1985-86.

La stagione 1987-88 segna l'ingresso del calcio fasanese in serie C2 dopo un campionato dominato: alla guida di quella squadra c'era Elia Greco insieme agli acquisti Valeriano Prestanti e Claudio De Tommasi trascinati dall'esplosione di Vittorio Insanguine, capocannoniere dell'intera categoria (25 gol). La città intera festeggia in Piazza Ciaia intonando per la prima volta l'inno Fasano vinci per noi. La prima stagione in C2 si rivela deludente nonostante le enormi aspettative della vigilia. Per la stagione successiva, il presidente Nino Di Biase vorrebbe allestire una squadra d'alta classifica ma le casse societarie non lo permettono. Vengono svincolati tutti coloro che aveva deluso nella stagione precedente mentre vengono inseriti in prima squadra, come titolari due giovanissimi fasanesi: Antonio De Lorenzo e Cosimo De Blasio. Torna Elia Greco a guidare la squadra; l'avvio è ottimo e il 19 novembre 1989 riesce a vincere la sua prima trasferta tra i professionisti, (0-2 De Tommasi e Sapio). Dopo alti e bassi e aver sfiorato più volte la zona retrocessione, il Fasano, riesce a salvarsi.

L'era Ghirelli Nell'estate 1990 arrivano gli immancabili problemi economici, il presidente Di Biase smantella gran parte della rosa, integra tanti giovani locali (Donato Colucci, Mariano Legrottaglie, Gianclaudio Semeraro e Vito Olive) e riunisce una cordata di imprenditori locali per puntare ad un campionato di vertice, ma nonostante le importanti adesioni l'accordo non viene concluso. Fabio Ghirelli prende in mano le redini della situazione diventando presidente insieme a suo fratello e ad altri due soci i quali volarono a Milano per raggruppare una rosa competitiva. La stagione 1990-91 è deludente e nonostante il cambio in panchina non decolla e il Fasano retrocede. Il Campionato Interregionale 1991-92 si allestisce una formazione economica per limitare le spese, guidata dal fasanese Peppino Palmisano. Il quarto posto finale è il trampolino di lancio per la prossima annata. Nel ritiro pre-campionato, mister Arabia lascia la squadra per motivi di famiglia, e viene sostituito immediatamente da Angelo Carrano, già tecnico del Fasano. Qui, nasce lInvincibile Fasano, la squadra che stravince il campionato 1992-93 con 52 punti, 54 gol e nessuna sconfitta eguagliando il record del di Capello. Mister Carrano che non ha trovato l'accordo economico con la società viene sostituito da Franco Gagliardi. Ad un entusiasmante precampionato segue un campionato povero di emozioni. Nel primo campionato, in cui sono in palio i tre punti per vittoria, e dopo gli innumerevoli pareggi il Fasano riesce a raggiungere la quinta posizione in classifica, il più prestigioso piazzamento ottenuto dal Fasano fino a quel momento. Durante questa stagione, il presidente si dimette dalla carica.

Dopo qualche mese l'imprenditore tipografico barese Vittorio Corcelli con la sua cordata acquistano la minoranza delle azioni dell'U.S.Fasano. L'annata seguente allestisce una rosa di giovani provenienti dai migliori settori giovanili d'Italia. La squadra allenata da Delli Santi non raggiunge i risultati e il gioco sperati viene sostituito da Gagliardi col quale, la musica non cambia. La formazione viene rinforzata con nuovi innesti, ma ci vuole l'esperienza di mister Carrano a far salvare una squadra di discreto valore tecnico. Il 1995-96 parte già con problemi societari e di formazione, la rosa è rivoluzionata a novembre e nonostante la salvezza sia ad un passo, si retrocede ancora (sfortunato il play-out contro il Bisceglie). Ghirelli deluso vuol lasciare tutto, mentre tocca a Corcelli iscrivere la squadra nel C.N.D. 1996-97. La squadra è completamente formata dai giocatori che la stagione precedente disputava il Torneo Berretti sotto la guida tecnica di Angelo DeFuoco che gratuitamente porta avanti il progetto ormai allo sbando. La "squadra dei giovani", nonostante le innumerevoli difficoltà riesce a racimolare qualche punto e addirittura riesce a battere in casa, per 2-1, la capolista Nardò. Fabio Ghirelli dopo aver risolto alcune questioni politico-economiche, decide di collaborare ingaggiando due ex bandiere del Fasano: Salvatore Mazzarano e Vittorio Insanguine, che torna al Fasano dopo 9 anni. La squadra cambia volto e risale rapidamente in classifica.

Col profumo di salvezza e del "premio gioventù" col quale vengono assegnati 200 milioni di lire alla squadra con la media d'età più bassa di tutti i gironi della categoria, torna in società Ghirelli, che si riappropria delle quote di Corcelli, e col contributo dello sponsor allestisce una formazione che punti a vincere il campionato. Il torneo però si presenta pieno di insidie, e dopo tre sostituzioni in panchina e vari cambi al vertice tra Fasano, Rotonda Sapri, Potenza e Nardò il campionato viene vinto da quest'ultimo all'ultima giornata. La società biancazzurra non si demoralizza e per la stagione successiva allestisce una formazione che punta al salto di categoria (ad Insanguine viene affiancato Alvaro Zian, i due formeranno una delle coppie d'attacco migliori della stagione sportiva), accompagnata in campo ancora da mister Carrano. A suon di vittorie consecutive sin dalle prime giornate, il Faso fa capire subito chi è la squadra da battere, si vince il torneo con quattro giornate d'anticipo, così come accaduto nelle altre due promozioni in C2. La vittoria viene festeggiata durante la partita con la Silana (3-1), davanti a quasi tre mila persone.

Nel 1999 assieme al presidente Fabio Ghirelli si affianca lo sponsor Emmezeta (che stava aprendo l’ipermercato a Fasano) e la stagione 1999-2000 l'obiettivo è la serie C1. Arrivano nomi altisonanti da categorie superiori (Luca Gentili, Giuseppe Luceri, Stefano Pellegrini e Gianluca Ricci) e alla guida tecnica Gabriele Geretto. Il mister Geretto conduce la squadra fino ai play-off. Negli spareggi il Fasano incontra L’Aquila. La formazione abruzzese spegne subito gli entusiasmi dei tre mila del “Vito Curlo”, infilando un 3-1 alle maglie di casa. Nel ritorno, stesso risultato, col quale si decreta l’eliminazione del Fasano nei primi play-off della sua storia. Nella seconda stagione consecutiva in serie C2, viene riconfermato mister Geretto, ma vengono ridimensionati i programmi. Via i senatori con gli ingaggi più alti, dentro i giovani promettenti. Ed infatti si fa un buon campionato, che conferma la categoria, disputatosi con le maglie della stagione precedente ma con lo sponsor coperto da un nastro nero. Questa stagione verrà ricordata, per un episodio che farà storia. Il Taranto del patron Ermanno Pierioni, in piena lotta per la serie C1, volendo evitare di giocare nella bolgia del “Vito Curlo”, face di tutto per rinviare la partita ad un mercoledì di gennaio. Lo stadio di Fasano, infatti non aveva un settore ospiti e le tifoserie al seguito venivano sistemate con notevoli disagi sulla tribuna lato sud. Per volontà del prefetto la gara si gioca al Fanuzzi di Brindisi davanti a soli 800 tarantini, gli ultras del Fasano decidono di disertare per protesta alla ingiustizia subita, mentre la tribuna era affollata da tarantini, fasanesi e altri appassionati. Il famigerato derby termina 1-1. Durante alcune partite i tifosi organizzano una petizione popolare per chiedere all'allora sindaco Donato De Carolis, l'adeguamento dello stadio alle nuove norme di sicurezza e quindi all'ampliamento. Dopo qualche settimana l'Amministrazione comunale delibera la costruzione della Gradinata sul lato sud ribattezzata Curva Sud.