Biografia Figlio di Maria Viterbi Raimondi e di Felice Aldi, nacque a Mantova, e venne iniziato all'arte pittorica da suo padre, pittore non particolarmente conosciuto e apprezzato. In seguito all'esordio di successo in qualità di scenografo presso la Scala di Milano e il San Carlo di Napoli, si trasferì in Trentino nel 1890 dove risiedette per il resto della vita, a parte per brevi interruzioni, e dove ebbe come maestro Luigi Spreafico di Galbiate.
Il 22 marzo 1907 si spense la prima moglie, Marianna Bracchi, e lo stesso anno, il 26 ottobre, Agostino Aldi si unì in matrimonio con Fede Luigia Faustina Villotti, nata il 25 febbraio 1890 a Vigo Meano, dalla quale ebbe tre figli: Maria Paola Giulia (1908), Enrico Agostino Felice (1911) e Pietro Pio Luigi (1913). Gli ultimi due aiutarono il padre negli ultimi anni della sua vita nel suo lavoro di pittore, dato che le richieste ricevute si fecero sempre più pressanti.
Un incontro significativo si ebbe con don Giuseppe Calcari, delegato vescovile e docente di religione presso il Collegio Arcivescovile Diocesano, che costituì una guida appassionata e competente per il pittore. Calcari consigliò all'artista le tematiche bibliche, in particolar modo quelle evangelico-teologiche e le scelte dei santi con particolare attenzione a Maria Santissima, e a tutti quelli che interpretano e accentuano tematiche specifiche; le figure santificate più umili, nelle opere dell'artista, si caratterizzano per una maggiore importanza a loro attribuita sia come qualità di rappresentazione, sia come quantità di richiamo.
Nella produzione artistica del pittore si può riconoscere una certa inclinazione pedagogica ove i dipinti risultano essere una efficace "biblia pauperum", ovvero una spiegazione riuscita di determinati testi o passi della Bibbia.
Tecnica e stile Agostino Aldi fece parte di quel gruppo di decoratori che, tra il XIX e XX secolo sino alla seconda guerra mondiale, si occuparono di rinnovare l'apparato estetico di decine di chiese del Trentino; un'opera collettiva che in parte non sopravvisse, sia per un cambio del gusto sia per un pregiudizio che la segnò come pitture "accademiche" e "oleografiche".
I suoi dipinti sono eseguiti o con la tecnica dell'affresco e con olio su tela o a tempera, un'arte caratterizzata da una pennellata semplice e immediata; egli realizzò anche quadri e pale d'altare, ma è la decorazione parietale quella in cui Agostino Aldi si cimentò maggiormente, riuscendo a concludere circa trenta campagne ornamentali in un quarantennio.
Fu un artista richiesto anche per la sua capacità di adattarsi alle decorazioni già presenti e allo stile complessivo caratterizzante le chiese in cui è chiamato ad operare. Il modello a cui fece maggiormente riferimento è quello settecentesco, da segnalare la presenza anche dell'esotismo di alcune ambientazioni, che risale a un immaginario più contemporaneo ispirato dalla sua esperienza di scenografo teatrale.
Opere
Le decorazioni e i dipinti attribuiti a Agostino Aldi ammontano a circa 740, distribuiti in 64 edifici di culto. Di seguito sono elencati i più significativi:
Chiesa di San Bartolomeo (Tiarno di Sotto, Ledro) Decorazione della volta della cappella battesimale: allegoria di Africa, America, Europa e Asia, 1890. Rappresentazione della scena dell'Annunciazione nell'arco santo, con Maria e l'angelo Gabriele, tempera su muro, 1897. Decorazione con la figura di Cristo risorto che appare alla Madonna, presente sempre nell'arco santo, eseguita con la tempera, 1914. Decorazioni nelle tre campate del soffitto dedicate al mistero della Santissima Trinità, realizzata su muro con la tempera, 1914. Immagine dell'Immacolata Concezione con i santi Michele e Bartolomeo, il beato Pio IX e gli angeli, osservabile nel catino absidale, 1914.
Chiesa di San Floriano (Susà, Pergine Valsugana) Rappresentazione della colomba dello Spirito Santo su muro eseguita utilizzando la tempera, 1925-1926. Decorazione pittorica della volta del presbiterio: raffigurazione di Dio, di un angelo con scettro, globo e corona, e di un altro angelo con giglio e corona di rose, sempre eseguita con la tempera, 1925-1926. Decorazione pittorica del catino absidale: la scena presenta Gesù Cristo, la colomba dello Spirito Santo, e i quattro simboli del tetramorfo che rappresentano gli evangelisti (bue per san Luca, aquila per san Giovanni, angelo per san Matteo e leone per san Marco), 1925-1926.
Chiesa di San Martino (Pilcante, Ala) Decorazione pittorica della navata su muro eseguita utilizzando la tempera, 1930.
Cappella di Sant'Angela Merici (Tiarno di Sotto, Ledro) Dipinto raffigurante sant'Angela Merici avente una visione della scala celeste e con diverse figure tra cui angeli, vergini e la sorella defunta; realizzata con la tempera, trova posizione nella parete destra, 1920. Dipinto che rappresenta sant'Angela Merici accolta in paradiso da Gesù Cristo, insieme a vergini e angeli, utilizzata la tempera, localizzata nel soffitto del presbiterio, 1920. Sempre nella parete destra e sempre realizzato con la tempera, trova spazio la raffigurazione della santa in visita a papa Clemente VII per chiedere il riconoscimento della Compagnia delle dimesse di sant'Orsola, 1920. Scena della protagonista che istruisce delle giovani donne povere, sulla parete sinistra, 1920.
Chiesa di Santa Caterina (Santa Caterina, Pergine Valsugana) Rappresentazione della Via Crucis e delle sue quattordici Stazioni, pittura ad olio su tela, 1929.
Chiesa di Santa Maria del Carmine (Rovereto) Rappresentazione della Trinità in gloria: si osservano degli angeli, sant'Antonio di Padova e san Francesco d'Assisi in preghiera davanti al Crocifisso, 1919.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni