Astronautilia (titolo completo in greco: Ποιητοῦ ἀδήλου ΑΣΤΡΟΝΑΥΤΙΛΙΑ ἢ ἡ Μικροοδυσσεία ἡ κοσμική; cioè "Viaggio stellare di poeta ignoto, ovvero La piccola Odissea cosmica"; titolo in ceco: Hvězdoplavba) è un poema epico-fantascientifico, composto nel 1994 dal poeta e scrittore ceco Jan Křesadlo, ed una delle opere letterarie più insolite del XX secolo.Non solo perché è stato il primo poema epico in greco classico ad essere composto dopo oltre 400 anni di abbandono del genere, ma anche per la singolarissima fusione tra linguaggio omerico arcaizzante e tematica futuristica e postmoderna.
Non esiste alcuna edizione italiana dell'opera, mentre in Rete è possibile trovare la traduzione in inglese della rapsodia XIII. Inoltre, una traduzione tedesca del testo greco completamente trascritto ed annotato è in fase di preparazione.
Genere A parte gli aspetti fantascientifici ed epici, la giocosità postmoderna della trama è messa in evidenza dal Prologo in lingua ceca, che imita lo stile mistificatorio dello scrittore di fantascienza Karel Čapek. Jan Křesadlo s'introduce non come autore del poema, bensì come semplice traduttore di un originale greco "di autore ignoto". Astronautilia si presenta come un vero diario di viaggio, il cui presunto autore sarebbe un viaggiatore spazio-temporale, il Capitano Nemo o, in greco, Oudeis. Il diario di viaggio sarebbe stato dettato da Oudeis al suo traduttore universale Franta. Franta, non avendo buon senso, pensò però che fosse saggio redigere il testo in greco omerico, in modo da conferire celebrità all'opera. Almeno, ciò è quanto avrebbe riferito a Křesadlo l'"archivista Divíšek" (un riferimento al personaggio omonimo di Čapek), quando questi avrebbe consegnato il testo greco a Křesadlo per la traduzione. Tuttavia, Křesadlo scrive di sospettare che il vero autore del poema sia lo stesso Divíšek.
Struttura Prefazione Epistola ad lectorem doctum Synopsis brevior Prologo 24 libri, corrispondenti alle 24 lettere dell'alfabeto greco,L'equivalente delle 24 rapsodie in cui è diviso ciascuno dei poemi omerici. in cui è svolta la trama. Tipicamente, ogni libro costituisce un episodio a sé stante, ambientato su un pianeta, analogamente alla serie televisiva Star Trek: Libro α - Proemio. Circa la pecora che osserva il cosmo e Mandys. Inizio dell'Astronautilia. (214 versi) Libro β - Circa le Lesbiche. (342 versi) Libro γ - Circa i Beccuti. (271 versi) Libro δ - Circa gli zoofiti. (135 versi) Libro ε - Circa i Degenerati. (433 versi) Libro ζ - Circa il pianeta binario ed altre cose. (380 versi) Libro η - Circa i cosmobionti. L'aristeia di Udís. (247 versi) Libro θ - Circa le farfalle ed i Grogali ed il profeta. (300 versi) Libro ι - Circa le Caudate ed i Falsicani. (378 versi) Libro κ - Circa i Macropodi e la cattura e la fuga di Mandys. (186 versi) Libro λ - Circa i celibi ed altre cose. (302 versi) Libro μ - La battaglia tra uomini e donne. Udís prigioniero e gladiatore. L'aristeia dei robot. L'ingiustizia del re. (473 versi) Libro ν - Circa varie creature sui pianeti. (378 versi) Libro ξ - Il Consiglio degli Astronauti. Il pianeta ricreativo. La malvagità e la persecuzione di Kypta. (351 versi) Libro ο - Circa la principessa, il mostro ed il salvatore in schemi archetipici. (340 versi) Libro π - La ribellione dei robot. La follia ed il ripristino di Franta. (374 versi) Libro ρ - Circa i predoni e la cattura di Elephas e di Franta. (185 versi) Libro σ - Circa il tempio grogalo ed i guardiani. L'aristeia di Burda. Circa i centauri pappagallo. (170 versi) Libro τ - Il vaticinio del profeta grogalo. (225 versi) Libro υ - Circa gli altri predoni cosmici ed alcuni strani pianeti. Specialmente, circa gli animali ipnotici. (193 versi) Libro φ - Circa i Guardiani del Tempo. La destrezza e l'aristeia di Franta. (211 versi) Libro χ - L'intercezione e l'astuzia di Mandys. (146 versi) Libro ψ - Il trucco e la fuga di Mandys. L'arrivo e l'interferenza dei Guardiani del Tempo. La caccia di Udís e Franta e Tonda a Mandys. (170 versi) Libro ω - La cattura di Mandys e della pecora. Fine del poema. (171 versi) Commento alla traduzione compiuta (versi in ceco) Glossario greco-inglese di parole inusuali Τὸ τοῦ ἔπους εὑρητήριον (Indice dei termini greci)
Trama L'opera è un poema epico, composto di 6.575 esametri in greco omerico, con traduzione a fronte in esametri cechi. Il racconto di fantascienza postmoderna è ispirato al postulato filosofico della fisica quantistica secondo cui, affinché una cosa esista, essa deve essere osservata. La creatura che osserva il cosmo si rivela essere una pecora. Uccidere la pecora significherebbe la fine di Tutto. La pecora che osserva il cosmo è però rapita dall'antagonista, chiamato Mandys, ed inseguita da un commando a reazione rapida, il cui capitano si chiama Oudeis (Οὐδείς, "Nessuno"), secondo l'esempio del capitano Nemo (Νήμω καπιτᾶνος), così come dell'eroe originale dell'Odissea, Odisseo, che finse di chiamarsi Outis (Οὖτις, "Nessuno") per ingannare il ciclope Polifemo.
Scelte linguistiche e metriche L'esperto di Omero William S. Annis ha parlato in questo modo dello stile di Křesadlo: «[Křesadlo introduce] innovazioni a volte radicali nei suoi esametri. Avendo osservato le licenze che Omero era solito concedersi, porta quest'idea alle estreme conseguenze. Il poema è chiuso da un "glossario di forme e parole insolite". In esso, si può davvero vedere Křesadlo impossessarsi del greco epico e piegarlo ai propri scopi. Tralasciando i prestiti dal greco moderno, il suo modo di procedere è chiaramente ispirato alle varianti trovate nel modello [dell'epica antica]. Il primo verso stesso annunzia che Křesadlo non sta producendo un mero esercizio scolastico nello stile di Omero:
Nel dialetto epico, la preposizione attica ἐν ("in") ha due varianti metriche aggiuntive, ἐνί e εἰν. [In questo primo verso], non c'è alcuna ragione metrica per allungare la preposizione ἐξ, "fuori (da)"; cionondimeno, Křesadlo conia un voluto pseudo-omericismo, εἰξ», non attestato nel modello.
Le scelte metriche di Křesadlo possono far tremare le vene e i polsi del classicista: le irregolarità metriche sono numerose, specialmente gli iati, le vocali ancipiti ingiustamente trattate come lunghe, e le sillabe a fine di parola terminante in consonante considerate come chiuse e, dunque, lunghe, anche quando la parola seguente iniziante per vocale dovrebbe farle scandire come aperte e, dunque, brevi per il fenomeno del sandhi (ciò si può osservare anche nei passi sotto citati). La generalizzazione dell'allungamento metrico omerico trova un precedente nello scrittore bizantino Teodoro Metochita.
Passi scelti Il ProemioArchived at and the : e la presentazione di Oudeis:
Il pianeta dei mostri dell'infanzia, dal Canto XIII ("Circa varie creature sui pianeti"). Versi 325-360:
Note
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