Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV) è un'azienda italiana che opera nel settore della difesa progettando e realizzando veicoli militari, con sede centrale a Roma e sede operativa a La Spezia.
Si tratta di una joint venture paritaria fondata il 15 ottobre 2024 da Leonardo (50%) e Rheinmetall (50%) e costituita per realizzare la nuova generazione di veicoli da difesa per l'Esercito Italiano,programma pluriennale di A/R n. SMD 25/2024 - atto del governo n.212 il carro armato da combattimento: Italian Main Battle Tank (IMBT) e del veicolo da combattimento della fanteria: Army Armored Combat System (A2CS), nonché di altri mezzi corazzati e mezzi speciali da essi derivati. L'accordo industriale ha inoltre lo scopo di gettare le basi per il futuro carro da combattimento europeo.
La costituzione della joint venture è stata approvata dall'antitrust nel gennaio 2025 dando così il via libera alle operazioni. Per poter operare sin da subito, risparmiando così i tempi burocratici di consolidamento che richiedono un paio di mesi, è stata creata una RTI al fine che il team congiunto possa ricevere sin da febbraio 2025 la richiesta di proposta (RfP) da parte del governo italiano. La RTI può quindi occuparsi delle offerte e firmare i contratti per lasciare solo la fase esecutiva alla joint venture. Il primo contratto, per la fornitura di 21 veicoli di prova all'Esercito Italiano, è stato firmato il 5 novembre 2025.
Storia
La LRMV è il risultato di un lungo ed articolato processo di cooperazione da parte del governo italiano con aziende italiane ed estere per il riarmo su larga scala dell'Esercito Italiano, che ha portato ad un susseguirsi di diversi memorandum d'intesta con altri governi ed aziende da essi controllati. Le travagliate vicissitudini hanno portato ad un unico grande accordo, quello tra Leonardo e Rheinmentall.
Il programma partiva(A/R) nr. SMD 13/2023 (Atto del governo 119) da due requisiti distinti da parte dell'esercito:
un nuovo veicolo da combattimento per la fanteria, chiamato inizialmente AICS (Armored Infantry Combat System) un nuovo carro armato da combattimento, denominato Italian Main Battle Tank (IMBT), da affiancare all'Ariete AMV C2 e da usare come base per sostituire i mezzi speciali basati sul Leopard 1
Sul lungo termine però vi era anche un obiettivo politico militare più grande per l'Italia, entrare nel programma del futuro carro da combattimento europeo insieme a Germania e Francia.
Una volta raggiunto l'accordo tra Leonardo e Rheinmentall il programma ha subito leggere ma determinanti variazioni:
il programma AICS (Armored Infantry Combat System) è diventato A2CS (Army Armored Combat System): il programma quindi è stato allargato all'intero esercito (e non più solo alla fanteria) al fine di realizzare non solo un veicolo specifico per la fanteria meccanizzata ma anche altri veicoli da esso derivato, destinati ad altri scopi militari. Il programma così facendo è salito a una possibile commessa di circa 1.050 unità.
il programma IMBT si è allargato fino a creare non solo un nuovo carro da combattimento per l'esercito da affianchare all'Ariete C2 e sostituire il Leopard 1 per le unità speciali ma anche di diventare la base per un futuro carro armato europeo di nuova generazione, di cui la LRMV vuole diventare promotrice insieme ad altri colossi della difesa europea. La commessa iniziale è di 280 unità.
Contesto
IMBT Prima di concludersi nella LRMV l'operazione aveva preso dimensioni diplomatiche internazionali molto grandi e vedeva Leonardo entrare in collaborazione con la franco-tedesca KNDS ed utilizzare il Leopard 2 come base per l'imminente futuro carro italiano e permettere a Leonardo e all'Italia di farsi strada nel meno prossimo futuro progetto congiunto di un nuovo carro comunitario. Verso la fine del 2023 l'accordo stava procedendo a velocità molto sostenuta ma si interruppe improvvisamente, fondamentalmente per due motivi:
sul lungo termine: l'incertezza di KNDS nella realizzazione del futuro carro congiunto con Leonardo sul breve termine: le richieste stringenti dell'Italia sulla personalizzazione del carro da realizzare nell'immediato e la produzione dello stesso per almeno il 60% in Italia.
Contemporaneamente però Leonardo stava trattando, per vie meno ufficiali, anche con Rheinmentall che cercava un grosso partner industriale per portare avanti i propri progetti KF51 Panther e KF41 Lynx (quest'ultimo, nel 2024, presentato in versione anticarro di supporto e dotato proprio di torretta Hitfact MkII con cannone da 120mm, completa di RWS Hitrole, di Leonardo); appena l'accordo con KNDS è fallito, le due società hanno subito ufficializzato un memorandum d'intesa nel luglio 2024 ed in giro di pochi mesi, il 15 ottobre 2024, è nata la Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV).
A2CS
Anche il progetto AICS/A2CS aveva trovato intoppi, in quanto nessuna grossa nazione era interessata a sviluppare veicoli per la fanteria basati su cingoli, tutti i possibili grossi parnter o ne erano già dotati o puntavano su futuri mezzi ruotati: soluzione non d'interesse per l'Esercito Italiano perché già in possessoDossier - la nuova guerra terrestre. di numerosi validi progetti, figli del CIO (Consorzio Iveco-OTO Melara). La componente terrestre dell'Esercito Italiano, infatti, è basata su: l veicolo trasporto truppe "Puma", il Veicolo da combattimento della fanteria VBM "Freccia", l'autoblindo cacciacarri Centauro e Centauro II, ed il mezzo d'assalto anfibio ACV 1.1; affiancati da veicoli medi e leggeri, sempre su ruote, come: l'LMV "Lince" (e LMV2), il VTMM "Orso" nonché alcuni VM 90P "Protetto". Tutti mezzi recenti che costituiscono la spina dorsale dell'esercito e che operano, sia a livello tattico e strategico, in sinergia i carri armati e altri mezzi cingolati, tra cui l'A2CS. Tale struttura organizzativa non poteva essere modificata.
LRMV
Con la nascita della Leonardo Rheinmetall Military Vehicles: Leonardo e l'Italia: trovano in Rheinmetall un partner industriale che può fornire la base per poter sviluppare entrambi i progetti IMBT e A2CS senza rinunciare alla componentistica Leonardo ed alla produzione negli stabilimenti italiani per almeno il 60% (50% Leonardo e 10% Rheinmetall Italia) fra tutti: gli stabilimenti ex Oto Melara di La Spezia. ottengono in joint venture una società con sede in Italia direttamente controllata al 50% per entrare in competizione/partnership internazionale nella futura realizzazione di mezzi terrestri da combattimento, incluso il futuro carro da combattimento europeo. gli stabilimenti ex OTO Melara di La Spezia vedono completamente ribaltata la loro situazione, passando da rischio cessione a nuovo polo industriale strategico per Leonardo, anche per prodotti destinati all'esportazione. L'esercito Italiano ottiene i primi mezzi con almeno 2 anni di anticipo rispetto al precedente accordo con KNDS senza rinunciare alla componentistica Leonardo e quindi alla standardizzazione e connettività con gli altri mezzi dell'arma. Rheinmetall da canto suo: trova in Leonardo il partner industriale necessario per portare avanti i propri progetti e trova nell'Italia un grosso paese europeo che li possa finanziare (non avendo il supporto della propria nazione che già è legata a KNDS) Rwm Italia (divisione italiana di Rheinmetall) consolida la sua posizione all'interno della capogruppo nei rapporti con l'Italia e si occuperà del 10% dell'intero valore delle operazioni. La Germania: non rinuncia alla proposta italiana per il futuro carro da combattimento europeo, senza compromettere gli accordi con i Francesi trova nell'Italia un sostenitore economico per una delle sue più grosse industrie militari, Rheinmetall appunto, che negli anni ha faticato a supportare a causa degli accordi con KNDS.
Il valore iniziale dell'operazione (per entrambi i programmi) è di 22/24 miliardi di euro in 15 anni ma l'obiettivo futuro è la creazione di un nuovo polo industriale per la difesa che mira a valori decisamente maggiori
Attività
La principale attività dell'azienda è quella di progettare e produrre veicoli da difesa per l'Esercito Italiano e in futuro per altri paesi interessati. Le operazioni (produzione, integrazione, omologazione, test e supporto logistico) avvengono per oltre il 60% in Italia. L'attività produttiva principale avviene negli stabilimenti italiani di La Spezia di proprietà di Leonardo, garantendone, con la prima commessa, produzione a pieno regime almeno fino al 2040.
I due veicoli immediatamente interessati dall'intesa sono:
un carro armato da combattimento denominato IMBT "Italian Main Battle Tank": basato sul prototipo KF51 Panther di Rheinmetall sul quale Leonardo svilupperà l'armamento primario di 80 modelli su 132, l'armamento secondario e l'elettronica, inclusi i sensori e le tecnologie di difesa, coordinazione e comunicazione, secondo i requisiti dell'Esercito Italiano.
un veicolo da combattimento della fanteria: denominato A2CS Army Armored Combat System: che sfrutta la base modulare del KF41 Lynx sul quale Leonardo svilupperà l'armamento e tutti i sistemi di difesa attiva e l'elettronica, inclusi i sensori e i sistemi di comunicazione e produrrà, attraverso la divisione IDV i motori, le trasmissioni e i cambi.
Altri mezzi corazzati e veicoli speciali derivati da IMBT e A2CS (16 varianti in tutto): VTT/APC; A(R)RV; Posto comando/Carro comando; Semovente antiaereo; AVLB; altri mezzi per supporto del genio:carro pioniere (AEV), sminamento (MW); altri mezzi per trasporto logistico e tattico.
Produzione
Nello specifico la produzione prevede:
- di sfruttare la piattaforma dell'IMBT per realizzare circa 130-140 carri armati da combattimento da affiancare a circa 120 "Ariete C2", e di sostituire circa 140 varianti speciali per il genio basati sul Leopard 1, in particolare carri da soccorso e recupero, carro pioniere e gettaponti. La produzione iniziale è quindi, incluse tutte le varianti, di circa 280 pezzi. I carri da combattimento sono destinati a due reggimenti carri distinti, mentre i carri speciali sono destinati a tutte le brigate pesanti, tutti i reggimenti Genio ed i reggimenti logistici dell’Esercito Italiano;
- di utilizzare la piattaforma dell'A2CS per sostituire i VCC-1/VCC-2 "Camillino" già dismessi e stoccati a nel Parco Mezzi Cingolati e Corazzati, a Lenta, ma anche veicoli da esso derivato come gli M577 (posto di comando) e M106 (versione porta-mortaio) e la realizzazione di semoventi con torretta antiaera (in sostituzione dei SIDAM 25), o veicoli per il trasposto tattico, come gli M548. Il nuovo A2CS affiancherà quindi il Dardo (già timido erede dei Camillino) per poi gradualmente sostituirlo. La produzione iniziale prevede 16 varianti in tutto ed è di circa 1000 pezzi.
Da un punto di vista cronologico, il programma A2CS è il primo ad essere avviato (contratto nel Q1 2025 e consegne dal 2027, con modelli di pre-produzione già nel 2025) seguito, circa un anno dopo (contratto nel 2025 e consegne dal 2028, con modelli di pre-produzione già nel 2027), dal programma IMBT.
La produzione totale (IMBT+A2CS) prevede un numero limitato di pezzi (una/due decine all'anno) fino al 2028 per poi attestarsi sul centinaio di pezzi all'anno partendo dal 2029 raggiungendo un picco di produzione (160-170 unità all'anno) nel biennio 2030-2031 per poi riattestarsi sui 75-100 pezzi fino al 2040.