Atamante () è un personaggio della mitologia greca. Fu re di Beozia e di Orcomeno.Pseudo-Apollodoro, Biblioteca libro I. 9. 1 su perseus.tufts.edu (In inglese).

Genealogia

Figlio di Eolo e di Enarete, sposò Nefele e divenne padre di Frisso e di Elle.Pseudo-Apollodoro, Biblioteca libro I.7.3 su theoi.com (In inglese) In seguito ebbe da Ino i figli Learco e MelicertePseudo-Apollodoro, Biblioteca, libro I. 9. 1 su theoi.com (In inglese). e risposatosi con Temisto, ebbe da lei i figli Scheneo, Leucone, Ptoo ed EritrioPseudo-Apollodoro, Biblioteca, libro I. 9. 2 su theoi.com (In inglese).. Infine adottò i figli del nipote Tersandro (che era figlio di suo fratello Sisifo) e che si chiamavano Aliarto e CoronoPausania, Periegesi della Grecia, libro IX. 34. 7 su theoi.com (In inglese)..

Mitologia La versione di Apollodoro Apollodoro narra che Atamante, figlio di Eolo, per ordine di Era sposò Nefele, una dea delle nubi figlia di Zeus. Nefele generò ad Atamante Frisso ed Elle. Atamante, tuttavia, urtato per il disprezzo che Nefele gli dimostrava, s'innamorò di Ino, figlia di Cadmo e Armonia conducendola segretamente nel suo palazzo ai piedi del monte Lafistio, dove con essa generò Learco e Melicerte. Ino prese in odio i figli di primo letto ed architettando un malvagio disegno, pretese che essi venissero sacrificati quale unico modo per salvare la Beozia dalla siccità e dalla carestia che si erano abbattute (ma che in realtà lei stessa aveva causato sterilizzando con il fuoco le sementi). thumb|Atamante uccide Learco mentre Ino e Melicerte si gettano in mare Nefele, accortasi dell'intrigo, chiese aiuto a Era che le inviò Ermes con Crisomallo, un ariete alato dal vello d'oro col quale essi scamparono alla morte, ma, attraversando lo stretto di mare per raggiungere la Colchide, Elle cadde annegando e quel tratto di mare da allora si chiama Ellesponto. Atamante, inoltre si indignò a tal punto da uccidere Learco, mentre Ino si gettò nel mare assieme a Melicerte. Infine Atamante fu bandito dalla Beozia e così seguì un oracolo che gli disse di vagare fino a stabilirsi in un luogo abitato da bestie selvagge e lì, dopo che dei lupi fuggirono quando compresero chi fosse lui, Atamante si stabilì in quel posto chiamandolo Atamantia. Sposò infine Temisto ed ebbe i figli Scheneo, Leucone, Ptoo ed Eritrio.

La versione di Ovidio

Ovidio scrive che EraOvidio era un latino quindi la chiama la dea Era con il nome di Juno (Giunone), gelosa dell'amore di Zeus verso Semele (sorella di Ino ed entrambe figlie di Cadmo) fino a causarne la morte, infierì in seguito contro la sorella Ino e contro il marito di questa (Atamante) facendolo impazzire. Egli, nella sua pazzia credette di vedere una leonessa e dei leoncini (secondo altri, dei cervi) invece di sua moglie e dei suoi due figli, così cominciò a dar loro la caccia, afferrò il figlio Learco e lo sfracellò contro uno scoglio e successivamente scagliò Melicerte in mare ed Ino, per cercare di salvarlo si tuffò ma annegò insieme a lui. Afrodite, madre di Armònia e quindi nonna di Ino, impietositasi pregò Poseidone di collocare i due tra gli dei marini, dando a Ino il nome di LeucoteaChiamata Matùta a Roma ed a Melicerte quello di PalèmoneChiamato Portùnno a Roma. Atamante venne invece mutato in fiume<ref>[https://www.theoi.com/Text/OvidMetamorphoses4.html Ovidio, Le metamorfosi''', libro IV, 461 (Atamante ed Ino) su theoi.com] (In inglese)</ref>.

Ripreso da Dante Alighieri Dante Alighieri segue fedelmente la versione ovidiana nel trentesimo canto dell'Inferno nella Divina Commedia:

Atamante è citato anche nel commento di Leonardo Dati alla Città di vita di Matteo Palmieri, proprio come esempio di furore, nel commento a questa terzina (I, XVII, 79-81):

Note

Bibliografia Vittorio Sermonti, Inferno, Rizzoli 2001. Umberto Bosco e Giovanni Reggio, La Divina Commedia - Inferno'', Le Monnier 1988.

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