Biografia Origini e attività giornalistica Figlio di Camillo Pariset (1876-1941), scrittore, storico e letterato parmigiano discendente da antenati francesi originari della Lorena e di Maria Nicoletta (1879-?), crotonese, Carlo era fratello di Dante Pariset (1903-1982), giornalista e scrittore che lavorò come corrispondente dalla Spagna per il settimanale Il Legionario, seguendo le attività del Corpo Truppe Volontarie durante la guerra civile spagnola.
Laureato in giurisprudenza e in scienze politiche, Pariset intraprese negli anni venti l'attività giornalistica, inizialmente anche come stenografo nella redazione de Il Littoriale, collaborando inoltre con il Resto del Carlino, Corriere Padano, Corriere Emiliano, Alpenzeitung e La Provincia di Bolzano; un rapporto diretto con il Corriere Emiliano è documentato almeno nel 1927 quando, in una cronaca da Salsomaggiore Terme, il quotidiano menzionò «il Prof. Dante ed il Dott. Carlo Pariset del nostro giornale», senza precisare l'incarico ricoperto dai due fratelli, mentre tra il 1929 e il 1931 fu corrispondente da Parigi per la Gazzetta del Popolo.
La carriera alla Camera Il 1º marzo 1932 entrò in servizio come stenografo presso la Camera dei deputati del Regno d'Italia, dopo avere superato un concorso pubblico; nel corso della carriera raggiunse la qualifica di «segretario capo stenografo», occupandosi della supervisione delle attività stenografiche e della documentazione dei lavori parlamentari, con grado VI-A e anzianità nel grado dal 1º gennaio 1948, mentre nel 1942 la sua attività professionale è documentata in relazione al rapporto annuale dei presidenti e dei segretari provinciali dell'Istituto nazionale di cultura fascista, svoltosi a Roma dal 19 al 21 giugno dello stesso anno.
L'arresto del 1944 Durante la Repubblica Sociale Italiana, Pariset continuò a prestare servizio nell'amministrazione parlamentare come giornalista e funzionario della Camera dei fasci e delle corporazioni, risultando qualificato nella documentazione archivistica come «fascista anconetano dal 1922» e, con un punto interrogativo già presente nella documentazione, come «Dirigente del servizio di Studi Legislativi, Venezia (?)»; nel settembre 1944 fu arrestato a Venezia da agenti della Questura di San Lorenzo con la motivazione dell'«attività politica di un parente» e risultò coinvolto in una vicenda sulla quale avrebbe dovuto esprimersi il Tribunale speciale per la difesa dello Stato di Bergamo, presieduto dal tenente generale Mario Griffini, senza che siano stati finora determinati con certezza l'identità del parente e l'esito della vicenda.
La reggenza degli uffici della Camera a Venezia Negli ultimi mesi della guerra parte degli uffici parlamentari della Repubblica Sociale Italiana si trovava a Venezia, dove la gestione commissariale era affidata ad Araldo di Crollalanza, commissario straordinario degli uffici della Camera e del Senato; Pariset mantenne la qualifica di segretario capo stenografo fino al 27 aprile 1945, quando, a seguito della fuga di Crollalanza, gli fu affidata la reggenza temporanea degli uffici della Camera dal tenente colonnello Giovanni Filipponi, comandante per il Comitato di Liberazione Nazionale della piazza veneziana.
Nel corso della reggenza Pariset organizzò il recupero e il rientro a Roma dei documenti, degli arredi e degli altri beni della Camera, riuniti in circa quaranta casse contenenti, tra l'altro, i verbali dei Comitati segreti a partire dal 24 marzo 1901, quelli dei Consigli di Presidenza dal 16 gennaio 1925, documentazione di varie commissioni d'inchiesta, carte dell'archivio del Segretariato generale e fascicoli relativi anche a Dino Grandi e Galeazzo Ciano; nella relazione del 14 maggio 1945 indirizzata all'Ufficio di Presidenza della Camera descrisse inoltre la situazione finanziaria degli uffici veneziani, che alla data del 27 aprile disponevano complessivamente di circa 3.600.000 lire depositate su conti correnti liberi o vincolati, delle quali 68.000 immediatamente disponibili, mentre una parte dei beni trasferiti al Nord risultò dispersa e non fece ritorno a Montecitorio.
Il dopoguerra e la Biblioteca della Camera Terminata la fase veneziana, Pariset riprese la propria attività nell'amministrazione parlamentare e nell'aprile 1949 fu confermato presso la Biblioteca della Camera dei deputati; nel 1950, dopo le dimissioni del direttore Enrico Damiani e di altri funzionari, rimase nella struttura insieme a Carlo De Franceschi e Silvio Furlani, mentre l'incarico di bibliotecario fu affidato pro tempore a Umberto Collamarini, coadiuvato come vicebibliotecario dal capo stenografo Federico Mohrhoff.
Durante questa fase Pariset partecipò all'attività della Biblioteca e al processo di riorganizzazione dell'istituto, mettendo a disposizione l'esperienza maturata nell'amministrazione parlamentare e nella documentazione dei lavori della Camera; la gestione Collamarini-Mohrhoff coincise infatti con un più ampio processo di modernizzazione riguardante l'organizzazione del personale, gli standard amministrativi, gli spazi di deposito e gli strumenti di informazione a disposizione dei deputati, mentre nel ruolo del personale relativo all'esercizio finanziario 1951-1952 Pariset figurava nell'organico della Biblioteca come «Segretario Capo Stenografo», grado VI-A, con anzianità nel grado dal 1º gennaio 1948 e nel marzo 1955 la direzione passò a Carlo De Franceschi.
Scansioni di vita e morte Negli ultimi decenni della sua vita Pariset redasse l'autobiografia inedita Scansioni di vita, oggi conservata nell'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, un dattiloscritto di 61 pagine relativo al periodo 1902-1970 e redatto tra il 1975 e il 1991; morì nel 1993.
Vita privata Il 4 novembre 1934 convolò a nozze a Ripatransone, in provincia di Ascoli Piceno, con la contessa Adele Fedeli, mentre il 5 agosto 1970 si sposò in seconde nozze con Silvia Rosaria Stefanelli, dalla quale ebbe due figlie, Marinka e Valia.
Onorificenze
Note
Bibliografia AA.VV., Bollettino della Accademia italiana di stenografia, 1939. Giuseppe Aliprandi, Bibliografia della stenografia, vol. II, Firenze, Sansoni Antiquariato, 1957.
Voci correlate Araldo di Crollalanza Silvio Furlani Biblioteca della Camera dei deputati
Categoria:Stenografi italiani Categoria:Studenti della Sapienza - Università di Roma Categoria:Cavalieri dell'Ordine della Corona d'Italia Categoria:Ufficiali OMRI Categoria:Commendatori OMRI