La chiesa di Maria Santissima Assunta in Cielo è una chiesa ubicata a Santa Maria la Fossa.
Storia Essa s'innalza sulla sinistra del fiume Volturno, presso il "Porto delle Femmine", in una zona paludosa e ricca di cacciagione. L'inizio della costruzione (intorno al 979) è da attribuire a monaci calabro-greci guidati da San Nilo. La consacrazione, databile XI secolo, è testimoniata dalla croce di consacrazione posizionata sulla prima colonna a sinistra entrando. Costruita a più riprese dal X secolo in poi, fu ultimata solo in epoca angioina nella seconda metà del XIII secolo, quasi sicuramente dai Canonici regolari di Sant'Antonio di Vienne. Grazie alla presenza del vicino porto, la chiesa è stata a luogo di culto in varie epoche per mercanti amalfitani, napoletani genovesi, pisani, fiorentini che provenendo da Castel Volturno, vendevano lì le loro merci e poi si dirigevano nell'entroterra per proseguire lungo il fiume verso il centro principale di Capua.
Secondo la tradizione, fu edificata nell'anno 1084 da alcuni signori capuani che la dotarono di ingenti benefici tanto che, prima del 1797, arrivò a possedere ben 144 moggi di terreno. In età angioina la chiesa ha avuto significative trasformazioni: lo si deduce dal ritrovamento di monofore di tale periodo e di affreschi tardogotici posizionati su alcuni antecedenti corrispondenti, per fattura, al periodo di fondazione. Dai documenti rinvenuti nell'archivio diocesano si sa che la chiesa fu eretta a parrocchia agli inizi del XVII secolo. Nel XVIII secolo, invece, pare sia stata completamente rifatta. Nel 1780 fu effettuato un intervento di ampliamento, mentre tra 1910 e il 1911 fu operato un restauro. In quest'occasione si sono perduti definitamente gli affreschi che ornavano le pareti facendo acquisire alla chiesa l'attuale aspetto con l'aggiunta di cornici e paraste tipiche del gusto e dell'architettura dell'inizio secolo.
Nel 1943 la facciata della chiesa, il nartece e lo storico campanile furono distrutti dai tedeschi in ritirata. Per riparare tali danni, nei primi anni '50, iniziarono i lavori di ricostruzione della chiesa con la modifica del nartece, la ripavimentazione della navata centrale e di quelle laterali. Gli eventi sismici del 1980 compromisero la struttura del campanile per cui fu necessario intervenire con pali radici collegati alle fondamenta con un adeguato cordolo e con un consolidamento in elevato con delle perforazioni armate.
In passato la chiesa era famosa per la colonna del suo cero pasquale: pare che pesasse 133 libbre e che fosse più grande di quello della Basilica di Santa Maria Maggiore di Roma.
Descrizione
Facciata L'edificio conserva chiari lineamenti romanico-longobardi tra i quali appaiono cenni gotici. Nel piazzale avanti alla Chiesa sorgevano delle colonne che delimitavano il confine dell'area sacra, per cui non poteva essere arrestato chiunque si trovava all'interno dell'area sacra. La progettazione dell'edificio sacro si ispira a principi di notevole sobrietà stilistica: la facciata, a capanna composita, fa intravedere dall'esterno la suddivisione interna delle navate, con la navata centrale più alta di quelle laterali. Un gioco simmetrico di lesene, che poggiano su un alto basamento murario, crea un elemento di spicco nell'uniformità architettonica della struttura.
Il campanile è staccata dal corpo dell'edificio sacro. La linea architettonica, geometricamente lineare, rende slanciata ed elegante la massiccia torre. Sulla base si innalzano due piani dalla muratura piena; nella parte più alta dalle tre monofore aperte s'intravedono due grandi campane; sul tetto vi è un’altra campana più piccola.
Interno Lo spazio interno è suddiviso in tre navate: la maggiore, al centro, è separata dalle altre due da archi su pilastri ed è ornata semplicemente con stucchi bianchi e dorati. La chiesa presenta 5 ambienti a sinistra e 4 a destra. Molte delle parti strutturali della chiesa esibiscono un paramento faccia a vista. Sulla navata sinistra, in corrispondenza dei muri delle cappelle laterali, sono presenti delle colonne tozze con dei pulvini quadrati che presentano un paramento faccia a vista. Al suo interno ci sono molti affreschi e statue lignee.
Molte antiche pitture di pregio sono ancora celate dalle tinteggiature effettuate in questo e nel secolo scorso. Di grande importanza sono gli affreschi dell'abside e quelli del pilastro più vicino all'altare maggiore del 1100. Quelli di quest'ultimo si trovano in buone condizioni e rappresentano due Madonne. Altri affreschi del XII secolo erano visibili fino al primo decennio del XX secolo. Importante è anche il dipinto su tavola lignea rappresentante il mistero dell'Assunzione di Maria, commissionato nel 1579 dal sacerdote Francesco Maffia. L'altare costruito intorno al XVII secolo è stato smontato e ricomposto in una cappella laterale per far risaltare gli affreschi trecenteschi che adornano il semiciclo absidale centrale. Rilevanti sono anche le state lignee presenti, ovvero un Crocefisso, la statua dell'Assunta, di San Michele Arcangelo, Sant'Anna, di San Pasquale Baylon e il busto del patrono Restituto di Cartagine, opera dello scultore Giacomo Colombo.
Note
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Collegamenti esterni
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